Mi piacciono i libri, mi pare di aver accennato in qualche post che leggo per piacere dai tempi delle scuole elementari e ricordo che i miei genitori ogni tanto mi portavano in libreria per scegliere un libro. I primi libri che ho letto sono stati: "Heidi", "Topolino e il fagiolo magico", "La famiglia Robinson", "Il piccolo Lord", "Piccole donne", ...
Anche mio babbo ha sempre letto e legge ancor oggi parecchi libri, spesso prendiamo in prestito l'uno i libri dell'altro. Dalla sua libreria ho scoperto A. J. Cronin di cui ha quasi tutta la collezione. Ma non è di lui che voglio scrivere oggi. Uno dei libri che ogni tanto prelevo dalla libreria e rileggo volentieri è
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Anche mio babbo ha sempre letto e legge ancor oggi parecchi libri, spesso prendiamo in prestito l'uno i libri dell'altro. Dalla sua libreria ho scoperto A. J. Cronin di cui ha quasi tutta la collezione. Ma non è di lui che voglio scrivere oggi. Uno dei libri che ogni tanto prelevo dalla libreria e rileggo volentieri è
Il mio è stato stampato del 1974 ed ha le pagine con i bordi ingialliti. La storia la conoscete tutti; la fantastica avventura di Axel e dello zio professore Lidenbrock che trova una vecchia pergamena che li guiderà in un viaggio tanto avventuroso quanto fantastico. Un viaggio verso il centro della terra attraverso cunicoli e gallerie buie dalle pareti di minerali luccicanti o lava solidificata, mari sotterranei e animali preistorici. Un "romanzo di avventure scientifico e geografico".
Ogni volta che lo rileggo mi emoziono, mi lascio trasportare in questo mondo fantastico e soffro con i personaggi la fame e la sete, la paura di non ritrovare i compagni persi in una galleria o di non riuscire a raggiungere l'altra riva del mare a bordo di una zattera costruita con tronchi millenari.
Non credo che le mie parole possano rendere la bellezza di questo libro così vecchio, (scritto nel 1864), ma così vivo. I dolci pensieri di Axel per la cara Grauben e tutte le nozioni scientifiche che vengono accennate, il percorso geografico, la curiosità di svelare il messaggio della vecchia pergamena."Ai piedi di una roccia che ricordava la testa di un cane volta verso il cielo, egli, rosso in volto e con gli occhi accesi, mi indicava solennemente un punto, un tratto di quel blocco di lava che si era affrettato poco prima a pulire dalla patina che il tempo e le intermperie avevano formato su di esso. Vidi così dei segni che solo la mano di un uomo poteva aver tracciato. Sentii un vago senso di disagio, perchè la stessa espressione di mio zio era già di per sè una rivelazione. Lessi tuttavia, o meglio guardai, gli strani segni, che non mi giungevano davvero nuovi:
""La galleria si inoltrava attraverso una formazione mineralogica che era costituita esclusivamente di lava. Tutte le pareti, il fondo, il soffitto sopra di noi, presentavano il caratteristico colore grigiogiallognolo della lava indurita. Dato poi che la pendenza della galleria verso il basso si poteva calcolare in circa 45°, si può immaginare quali difficoltà ci riservasse la marcia."
"- Sta tranquillo, troveremo tutta l'acqua che vuoi.
- Ma come fai a dirlo con tanta sicurezza?
- E' scientifico, Axel; quando terminerà la colata di lava, troveremo le sorgenti, le più pure che mai avremo conosciuto.
- Già, ma la lava non accenna a scomparire!
- Ancora un po' di pazienza; siamo già scesi molto in profondità.
- Non direi molto, - obiettai a questo punto.
- Per quale motivo? Sentiamo!
- Per il calore, zio, secondo la teoria di Davy. Il termomentro segna appena quindici gradi, e secondo quanto stabilito da quello scienziato, il calore, nell'interno della terra, aumenta molto più rapidamente: circa un grado ogni cento piedi.
- Al diavolo le tue teorie e quelle di tutti gli scienziati. Vuoi sapere a che profondità siamo giunti? Diecimila piedi sotto il livello del mare, cioè tremilacinquecento metri: soddisfatto?"
Gli altri libri di questo venerdì del libro, una bella iniziativa lanciata suggerita da HomeMadeMamma:
































