sabato 29 gennaio 2011

Giveaway e solidarietà

Questo è il mio primo giveaway e sono molto emozionata. Non ne ho mai indetto uno ma ho partecipato tante volte a questi piccoli concorsi organizzati da chi ha un blog o un sito e mi è anche capitato di vincere.
Solitamente il vincitore si aggiudica un oggetto creato a mano, cucito dall'autrice del blog oppure un giocattolo, un libro, una borsa...
Cosa si vince oggi? Un cd! Ma non un cd qualunque, con tutto il rispetto per cantanti e cantautori. In palio c'è il cd "Forza Diego, corri!".
Questo cd, come ho scritto in un precendente post, è nato con il solo scopo di raccoglie fondi da destiniare alla ricerca. Perchè ci sono malattie genetiche poco conosciute come l'atrofia muscolare spinale (SMA) che colpiscono i bimbi, e per ora non c'è una cura.
Insieme possiamo far conoscere a tutti questa iniziativa e raccogliere fondi perchè la ricerca per una cura prosegua. Come si fa? E' semplice, basta acquistare il brano on-line: Potete acquistarlo qui, (Mondadori shop), oppure qui, (Apple iTunes), per soli 0.99 centesimi di Euro. Io l'ho già fatto :-)
Per vincere il cd in palio in questo giveaway invece è necessario:

- diventare fan della pagina Facebook Famiglie SMA
- condividere questo post su Facebook o sul blog
- lasciare un commento a questo post

Avete tempo fino alle 23.30 del giorno domenica 06 febbraio 2011.
Partecipate numerosi e soprattutto diffondete la notizia tramite blog, Facebook, mail, e tutti i mezzi a vostra disposizione!
GRAZIE

P.S.: Mammadifretta mi ha proposto di indire questo giveaway e io ho accettato molto volentieri! Il cd sarà spedito al vincitore da Daniela.

venerdì 28 gennaio 2011

Venerdì del libro: Piccolo cubo giallo e Il libro di Alice

Questo venerdì, per l'iniziativa lanciata da Paola vi propongo due libri. Uno per bambini: Piccolo cubo giallo. Topastro lo ha ricevuto in dono quando siamo stati in vacanza in Brianza.
E' un libro pop-up, molto simpatico. Il piccolo cubo giallo diventa un elicottero, una finestra, un camion... A Topastro piccolo cubo giallo, che spesso non è un cubo ma un quadrato, è piaciuto molto. Sfoglia delicatamente le pagine e si diverte a tirare linguette, aprire porticine e far salire e scendere l’ascensore.
Per quanto riguarda il libro che propongo per i più grandi, non è scelto a caso. Ho scelto un libricino, piccolo di formato e di sole 250 pagine. Ma è un libro grande! Scritto da una ragazzina che oggi non c’è più. Atrofia muscolare spinale.

“Alice Sturiale, una bambina che, dalle sue quattro ruote, dice “Sono felice”. Alice se n’è andata all’età di dodici anni, e ci ha lasciato testi bellissimi per grandi e per piccoli. Un libro che insegna e regala la vita.”

Perché ho proposto questo libro? In questi giorni si stanno diffondendo sempre più nell’aria le note della canzone Forza Diego, corri!". Alcuni di voi saranno già a conoscenza dell’iniziativa. Si tratta di una canzone scritta da Nadia Ghigliotto, accompagnata dalla musica di Emanuele Dabbono.
Un cd stampato in poche copie con lo scopo di sensibilizzare le persone e cercare di raccogliere soldi perchè prosegua la ricerca medico scientifica e un giorno si possa trovare una cura.
Tutti i proventi ricavati dal singolo della giovane cantautrice saranno devoluti alla ricerca.
Potete acquistare il brano qui, (Mondadori shop), oppure qui, (Apple iTunes), per soli 0.99 centesimi di Euro.
Piccolo cubo giallo alla scoperta degli opposti ISBN:  9788841863725
Il libro di Alice ISBN: 9788817664240
Gli altri libri di questo venderdì:
Bryce's House
Cara Lilli
CioccoMamma
HomeMadeMamma
Iaia in cucina con semplicità
MadreCreativa
Mammadifretta
Mamma in Verde
MammaMoglieDonna
MANUMANIE
mimangiolallergia
Su e giù per la Pianura Padana
supermamma
un non.blog con il minimo sforzo
Voglio una Mela Blu

Fino al 6 gennaio potete partecipare al giveaway e vincere un cd Forza Diego, corri!

giovedì 27 gennaio 2011

Birkenau

Ieri pensavo già al 27 gennaio, (che è il compleanno di mio cugino), e al fatto che da una decina di anni sia divenuto il GIORNO DELLA MEMORIA. Ho letto diversi libri nel corso degli anni, (Il diario di Anna Frank, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Il libro di Edith, L'amico ritrovato, Se questo è un uomo, Il bambino con il pigiama a righe...), e visto parecchi film sull'argomento, (Il pianista, Shindler's list, Train de vie, La vita è bella...). 
Quando mio figlio sarà grande spero che voglia leggere anche lui le storie narrate dai sopravvissuti all'Olocausto. Perchè può sembrare banale, ripetitivo... ma è così: non bisogna dimenticare quello che è accaduto. Deve rimanere impresso nella memoria di noi esseri umani la strage creata da altri esseri umani in tempi non così tanto lontani. 
Dicevo che ieri non sapevo se scrivere o no qualcosa riguardo questa giornata, perchè si tratta di un argomento davvero delicato. Ma poi ho deciso di dedicare un post a questa giornata speciale e alcune immagini.Sono visite che rimarranno impresse nel mio cuore. 
Nel 2004 insieme ad alcuni colleghi di lavoro ho visitato il campo di Auschwitz Birkenau, (Oswiecim - Polonia), e qualche anno dopo, insieme a mia cugina, la casa di Anna Frank ad Amsterdam.
Non credo che dimenticherò mai il gelo provato al campo di Birkenau mentre la guida ci conduceva per le strade tra una blocco e l'altro sotto il cielo grigio azzurro e tra i corridoi delle baracche sui cui muri erano  appese centinaia e centinaia di foto di persone vissute per poche settimane e o pochi mesi lì dentroLe enormi teche al cui interno erano accatastate migliaia di valigie, occhiali, capelli, scarpe, protesi.
Il silenzio all'interno di quello che oggi è un museo, le persone provenienti da tutte le parti del mondo che pregavano. C'era un gruppo di ebrei, riconoscibili dal copricapo, quando li ho incrociati ho abbassato il capo. Ho pensato che forse erano lì per visitare il luogo in cui avevano perso la vita alcuni loro lontani parenti. Questa visita è rimasta molto viva nella mia memoria ricordo quasi come fosse ieri le divise appese nelle teche,  i vari simboli cuciti su ognuna che servivano a distinguere i prigionieri a seconda dell'etnia o della religione che professavano.   
La riproduzione della razione giornaliera di cibo che veniva data ad ogni persona una volta al giorno. Ricordo una guida che parlava italiano, i racconti della vita dei prigionieri, numeri, fatti, immagini. Purtroppo era tutto riferito a persone realmente vissute. Eppure dopo aver letto libri, visto film e visitato questo campo, (e non era la prima volta, in terza media i professori ci portarono a visitare un campo vicino a Trieste), faccio fatica a capacitarmi che siano accadute davvero cose così inumane. 
Vedere di persona i luoghi dove si sono svolte queste atrocità mette paura, perchè è realtà. Cose terribili sono accadute in quel campo, cose che tutti dovremmo ricordare, perchè in futuro non si possano ripetere e dovremmo raccontare ai nostri figli cosa è accaduto in quel periodo storico che tutti vorremmo fosse cancellato.

Le immagini pubblicate in questo post sono state scattate da me e da alcuni miei colleghi durante la visita a Birkenau

martedì 25 gennaio 2011

Sfortuna e giochi

Ultime news da casa di mamma Claudia e Topastro. Il cellulare comprato poco prima di Natale non funziona più. Sono passata un paio di volte nel negozio dove l'ho comprato per mostrare il difetto e ieri l'ho lasciato lì. Dovrebbero darmene uno nuovo, speriamo a breve. Nel frattempo ho dovuto tirare fuori quello vecchio, quello che certe volte, durante la conversazione, l'audio se ne va. Uff
Ieri pomeriggio ero davanti al pc e puff! Corrente elettrica sparita, tutto spento... Visto che l'interruttore della corrente vicino alla porta non era scattato ho pensato che fosse un problema del condominio e insieme a Topastro ho iniziato ad accendere candele qua e là. Dopo una mezz'oretta, si stava avvicinando l'ora di cena, ho sentito un vicino salire sulle scale, e lì la luce c'era! Era saltato l'interruttore generale del contatore, quello nell'armadio fuori dal portone d'ingresso. Ma non voleva tornare a funzionare e il mio vicino di casa mi  ha detto che poteva essere un contatto creato da qualche lampada o elettrodomestico. Ho staccato lavastoviglie, asciugatrice e lavatrice dalle prese di corrente e finalmente il contatore ha deciso di restituirmi la luce. Peccato che poi la luce se n'è andata altre 3/4 volte, (e una di queste Topastro era sul wc, salviette finite... la solita fortuna). Scendi di sotto, aprim l'armadio, alza l'interruttore del contatore, torna su, la luce c'è, la luce non c'è più... Finalmente sono riuscita a capire che la colpa era della lavatrice!!!!! La lavatrice noooo :-(
E invece si, ogni volta che attaccavo il cavo alla presa della corrente si spegnevano tutte le luci. Speravo fosse il riduttore, la presa nel muro. E invece era proprio la lavatrice. Doppio uff
E che c'era dentro la lavatrice? Il giubbotto di Topastro. Appena rientrati a casa dalla scuola materna aveva pensato bene di pulirsi il nasino sulla manica e visto che era un po' che non lo lavavo, ho pensato di metterlo in lavatrice, insieme al mio giubbotto, pensando di mettere tutto in asciugatrice la sera.
Questa mattina mi sono svegliata, veramente ho dormito poco e male, con un mal di testa pazzesco. Avevo già preso una pastiglia la notte, una alle 5 e avevo spostato la sveglia, pensando di andare al lavoro più tardi. Invece alle 7.45 stavo ancora malissimo e non sono riuscita neppure a fare colazione. Così io e Topastro siamo rimasti a casa. Ho telefonato al centro assistenza e pare che domani venga un tecnico a visionare il guasto della lavatrice. Siamo rimasti in pigiama a oziare, io con il mio mal di testa e Topastro contento di non essere andato a scuola. La nostra vicina di casa è passata a salutarci, lo fa sempre quando vede la nostra auto in cortile la mattina, è molto gentile :-)
Per tenere occupato il Topastro mentre cercavo di farmi passare il mal di testa gli ho dato due rettangoli di tessuto pile e ritagli di pannolenci. Avevo visto la lavagna di feltro sul blog di Mammagiramondo, HomeMadeMamma, da MammaFelice e anche su qualche altro blog. Topastro ha costruito tre casette e ha messo tre "bimbi" sotto le copertine. Non mi sono impegnata a fare forme particolari, o figure. La maggior parte sono proprio ritagli, pezzetti di pannolenci da cui avevo ritagliato pesciolini, cibi e altro ancora.
Poi è stato il turno del gioco del treno. Topastro aveva occupato metà studio con la sua poltroncina Ikea, la sedia della scrivania, il tappeto... Così gli dato le sue seggioline e gli ho chiesto di spostarsi in salotto dove abbiamo disegnato anche i binari con del nastro isolante. Topastro ha messo a tutti i passeggeri le cinture di sicurezza usando le sue corde e ha dato ad ognuno un biglietto. A proposito di viaggi: vi segnalo questo "gioco-viaggio" sul blog di Mammagiramondo che sono sicura sarà molto divertente: Giochiamo a viaggiare. Chi viene con noi?
Dopo il viaggio in treno ho chiesto a Topastro se voleva vedere Shrek. Abbiamo il n.2 in dvd e ultimamente vediamo sempre la pubblicità dell'orco verde. Abbiamo preparato il cinema e pop corn e avviato il dvd. Mi sono allontanata dal salotto e Topastro mi è venuto a cercare piangendo, perchè il grande biscotto si era fatto bua alla pancia, c'era il fuoco ma non c'erano pompieri e ...forse un film non adatto al mio Topastro che tra l'altro era stanco! Ora di riposino. La mia testa sta un po' meglio ma non vedo l'ora di tornare normale, non mi sento in forma al 100% e soprattutto spero che domani il tecnico aggiusti la lavatrice! (meno male che in garage della zia c'è la vecchia lavatrice. Ora vado a prendere i giubbotti che dovrebbero essere pronti per essere asciugati.

domenica 23 gennaio 2011

Montessori, Steiner o mamma?

Prima il post di MammaMoglieDonna: "'sti bambini hanno troppi giochi!" e poi quello di NatixDeliquere: "Decluttering STEINER (ovvero il marketing pedagogico)". Il 90% dei miei post sono dedicati ai giocattoli creati per il mio Topastro, ai giochi che facciamo, ai luoghi che frequentiamo quando c’è il sole. Però ogni tanto qualche argomento mi colpisce particolarmente e mi viene voglia di scrivere ciò che penso. Così, senza cercare approvazione di nessuno, per capire meglio me stessa. Perché mentre scrivo riesco a tirar fuori cose che sono dentro di me e che spesso sono nascoste. Che penso dei famosi Steiner e Montessori?
Prima della nascita di Topastro non sapevo assolutamente chi fosse Steiner e conoscevo Montessori solo di nome. Poi è arrivato il bellissimo Topastro e si sa che quando nasce un bimbo cambia tutto. Mi piace moltissimo questa “poesia”:
SI CAMBIA VITA…
Non aprirò
più una porta di scatto:
potrebbe esserci un esserino
seduto dall'altra parte.
Non chiuderò più un cassetto
con un colpo secco di ginocchio:
le manine si insinuano dappertuto.
Farò ogni gesto lentamente,
con delicatezza.
Non dormirò più come un sasso:
sarò all'erta per il minimo sospiro.
Non poserò più
la tazza del tè bollente
sul bordo del tavolo.
Spegnerò il mozzicone della sigaretta
con particolare cura.
Non dirò più
con la superba sicurezza
di una volta:
"Il tal giorno farò la tal cosa".
Ma applicherò dei "forse"
alle ali dei miei progetti.
(G. Duhamel)
I cambiamenti che vive una mamma sono a 360° e riguardano tutto e tutti. Il proprio corpo, la casa, il modo di pensare. Se ripenso a me, a come ero prima di diventare mamma, non ero io. Non ero la io di oggi. Ero tanto diversa.
Con il Topastro hanno iniziato a entrare in casa mobili per neonati: lettino, fasciatorio, vaschetta per il bagno. Creme, pupazzi, pannolini, vestitini. E’ un universo pazzesco, pieno di teorie, correnti di pensiero, marche di giocattoli e scelte di vita. Pannolini lavabili, passeggino super tecnologico, vestiti alla moda o di puro cotone. E si inizia a scegliere.
La casa si trasforma in base alle esigenze del piccolo. Sia negli spazi che nella gestione di attività rumorose. Quando il piccolo inizia a gattonare o correre con il girello, (si, Topastro l’ha usato, anche se è sconsigliato da tanti), si inizia a far pulizia di oggetti piccoli, pericolosi e fragili dal pavimento fino all’altezza delle piccole manine. Man mano che il cucciolo cresce si ripongono sempre più alto gli oggetti infrangibili mentre lo spazio lasciato dagli stessi viene riempito da oggetti colorati, di plastica, di stoffa, di legno. Sonaglini, palle, pupazzi, trenini, bambolotti. E il piccolo inizia la conquista dell’appartamento. Si ritaglia un angolino in salotto, un piccolo spazio nel bagno, in cucina… Il cucciolo ci fa capire molto presto che vuol mangiare da solo, sedere a tavola con i grandi, pasticciare in cucina con la mamma. E la casa segue questa trasformazione dotandosi di sgabelli, sedie alte, piatti di plastica. Una casa a misura di bambino. E’ vero che Maria Montessori consigliava di attrezzare il luogo dove vive il bimbo in modo che egli potesse essere autonomo e partecipe delle attività quotidiane. Ma non è quello che facciamo spesso noi mamme, senza che nessuno ce lo suggerisca? I travasi? Nel mio caso è stato il Topastro a mostrarmi che gli piaceva tanto prendere piccoli oggetti da un piattino e metterli in un bicchiere, poi in un pentolino e di nuovo nel piattino. Sarà anche vero che aiutano il bimbo a sviluppare il controllo fine motorio. A capire i concetti dentro e fuori ma anche questa spesso è una cosa che i bimbi fanno da soli, iniziano a travasare, punto. Certamente se mettiamo a loro disposizione fagioli, riso e cucchiaini si divertiranno di più. 
Dove voglio arrivare? Semplicemente dire che tanti suggerimenti dati da Montessori o altri pedagogisti spesso seguono naturalmente la nascita di un bimbo, ma soprattutto che non bisogna per forza scegliere da quale parte stare. Quando ho iniziato a leggere qua e là sui blog di giochi e pedagogia Montessori mi sono interessata all’argomento perché tante cose suggerite da questa grande donna le ho fatte senza sapere che facessero parte della sua filosofia. Cito Montessori perchè mi sento più vicina a lei rispetto a Steiner.
Mi è piaciuto moltissimo un pezzettino del commento di MissMeletta al post di NatixDeliquere: "...Da quando sono mamma anch' io spesso ho apprezzato e tratto spunto dalla Montessori e Steiner... perchè li trovavo moooolto affini al mio modo istintivo di essere mamma.... ma non il contrario..." Questo riassume esattamente quello che vuole essere il succo di questo mio post. Ed è quello che anche io faccio con il mio Topastro. Ho scoperto alcune attività montessoriane e la semplicità dei giocattoli di legno. Ho cercato libri e informazioni nel web. Però prendo quello che mi piace e lo applico alla mia quotidianità. 
Non abbraccio nessun stile di vita, filosofia o quello che volete. Non sono credente e non parteggio per qualche partito politico in particolare. Non amo nessun tipo di integralismo, di presa di posizione estrema. Mi piace prendere il bello di ciò che leggo, trovo sul web o conosco tramite i mille mezzi a nostra disposizione. Ma non iscriverei mai mio figlio in una scuola Montessori o Steiner così come non farei mai homeschooling. Questo non vuol essere assolutamente una critica a chi manda i propri figli in una di queste scuole o chi vive ricordandosi di rispettare la natura in ogni piccolo gesto. Chi ha deciso per l'homeschooling o chi è così tanto credente che trova nella fede tutte le risposte.
Penso che queste persone siano molto forti e determinate, sicure che quello che stanno facendo sia la miglior scelta e la cosa giusta da fare. Ed è giusto che lo facciano! Io cambio idea, mi piace spaziare e confrontarmi anche con persone che hanno idee molto diverse dalla mia. Perchè si impara, e tanto!
Confrontarsi con persone che hanno idee diverse dalle nostre è bellissimo. Nascono mille domande e mille risposte. Perchè se parlo con qualcuno che vive nello stesso mio modo, che ha gusti simili ai miei che è contrario a certe cose come me, come posso trovare spunti per riflettere, per crescere? Come posso scoprire cose nuove? E' per questo che inizialmente avevo preso in considerazione una scuola materna di Rimini molto famosa per i metodi educativi molto alternativi ma poi ho cambiato idea. La pediatra, dopo che le avevo chiesto un consiglio, mi ha risposto: quella scuola è un "credo" nel senso che bisogna essere essere fortemente motivati e credere in quello che fanno, nei metodi che usano. E mi è capitato di incontrare bimbi che poi hanno fatto fatica ad ambientarsi alle scuole medie dopo aver frequentato materna e scuola elementare perchè si ritrovano in un mondo diverso da quello dove hanno vissuto fino a quel momento.
E questo è lo stesso motivo per cui non credo che mio figlio frequenterà la scuola elementare che propone la scuola materna in cui sta andando ogni giorno. L'associazione che la gestisce, a mio parere, è tropop chiusa. Sono bravissimi, ma poco aperti a tutto ciò che c'è attorno a loro. Io voglio rimanere al centro del mio disegno, con i piedi per terra.
Nella mia mente strana c'è una macchia che si allarga dal centro formando dei petali. Ogni petalo colorato rappresenta uno stile di vita: chi fa parte di un'associazione religiosa ed è convinto che sia la migliore e quella che fa le cose più giuste al monto, ecologisti super convinti, sostenitori del metodo Steiner a 360° ovvero solo lui dice la pura verità e io seguo alla lettera ciò che ha scritto... Mi è capitato di incontrare persone così tanto convinte di qualcosa con cui è difficile anche solo parlare. Perchè tutto è sbagliato, solo quello che fanno loro è giusto. E allora tanto vale non perdere tempo a discutere. Sto parlando di casi molto estremi. A me piace stare al centro! Dove tutti i colori si incontrano e si mischiano. Posso muovermi di pochi millimetri per poter dare un'occhiata a ogni stile di vita. Chi è integralista si trova in fondo ai petali e non ha possibilità, (anzi: non vuole), vedere le altre cose che esistono, credendo che quello che segue sia l'unico modo giusto di vivere. Ognuno è libero di scegliere per se stesso :-)
Io voglio contuare a leggere, conoscere cose nuove, stupirmi di quante cose diverse esistono al mondo! Mi piace molto leggere blog che trattano homeschooling o metodo Steiner... E' una grande opportunità per conoscere cose che ho scoperto da poco. E continuerò a essere mamma senza avere un metodo educativo preferito da applicare. Il mio si chiama metodo mamma Clalia Lotti, come mi chiama il mio bimbo. So che le cose che faccio sono giuste perchè vengono da me.
Tornando alle cose che sento mie, e al mio sentirmi vicina ad alcuni giochi o metodi educativi, questo credo sia dovuto anche al fatto che quando ero piccola mia mamma ha giocato molto con me e mia sorella, creando per noi vestiti per le bambole con ritagli di stoffa, lettini per Barbie con le scatole delle scarpe. Ricordo come fosse ieri, che cucinavo spaghetti mettendoli in acqua calda in un pentolino giocattolo sul balcone e che infilavo chiodi con il martello nel cuoio che mi aveva regalato il calzolaio. Credo di essere stata fortunata, sono stata stimolata a leggere e giocare con la carta, la stoffa, la lana. E mia mamma non credo che sappia cosa significhi la parola pedagogia. Adoro i giochi di simulazione di varie attività e li propongo al mio Topastro. Ma non vivrei mai senza tv e adoro internet!
Grazie Mamma F per aver scatenato questi miei pensieri!

venerdì 21 gennaio 2011

Passaggio a livello per trenini

Un pomeriggio di alcuni giorni fa ero molto ispirata e ho preso il sacchettino con le spatolette di legno che era nel pacco inviatomi da Mamma Felice, un pezzo di rotaia Ikea, colla, forbici appuntite, vite e cacciavite, fermacampioni, colore acrilico e due pezzettini di legno e mi sono messa al lavoro. Nel giro di poco ha preso forma il passaggio a livello per i trenini del Topastro.
Ho utilizzato sette spatolette di legno, (una si è rotta mentre cercavo di fare un buco). Ho incollato due spatolette sul fianco della rotaia con la colla vinilica per creare un po' di distanza dal treno che sarebbe passato. Una da una parte e una dall'altra. Nella scatola con tutti gli accessori per la pista dei trenini del Topastro ho trovato due pezzettini di legno che ho utilizzato come appoggio per le sbarre quando sono abbassate.
Ho messo una spatoletta in verticale, sulla spatoletta incollata sul fianco della rotaia, posizionata a un paio di centrimetri partendo da sinistra, (un pezzettino di spatola l'ho tagliata con le forbici, mi pareva troppo alta, anzi, a vedere il risultato finale, avrei dovuto farla ancora più bassa). Poi ho appoggiato un'altra spatoletta, parallela a quella incollata sul fianco della rotaia ma 6/7 cm più alto, in maniera che da una parte potesse appoggiare sul pezzettino di legno che ho incollato sul fianco. Così ho individuato il punto in cui creare due fori nelle spatolette. (i forellini li ho fatti prima di incollare le spatolette alla rotaia)
I forellini li ho creati usando una vite appuntita e un cacciavite. Quando la vite è spuntata dalla parte opposta della spatoletta, solo la puntina, l'ho svitata ed ho allargato il buco con delle forbici appuntite. La prima spatoletta si è spaccata a metà ed altre due si sono crepate ma io le ho utilizzate ugualmente. Successivamente ho aggiunto del vinavil per coprire la crepa. Ho incollato la spatoletta posizionata in verticale sulla spatoletta che si trova sul fianco della rotaia e ho fissato l'altra con un fermacampioni.
Ho ultimato il passaggio a livello incollando i due pezzetti che avevo tagliato dalle spatolette verticali all'interno delle stesse, in basso, per rinforzarle ed ho verniciato di rosso. Molto più difficile da spiegare che da fare! Spero che dalle immagini si capisca come ho creato il passaggio a livello. Topastro adora giocare con i trenini e le sbarre non le avevamo! Rimangono anche sollevate, perchè i fermacampioni fanno aderire una all'altra le spatolette, (quella verticale e la sbarra). In verità ho commesso un errore... sigh! Me ne sono accorta quando ormai il passaggio a livello era terminato. Vedrò di rimediare con un cutter. Secondo me dalle immagini si capisce piuttosto bene cosa non "funziona". Topastro se ne è accorto subito... ha avvicinato le rampe per le automobiline al passaggio a livello e mi ha detto: e adesso?

mercoledì 19 gennaio 2011

Quanti giocattoli?

La discussione nata da questo post di MammaMoglieDonna mi ha fatto pensare un bel po' e ho deciso di scrivere qualche riflessione.
Ammetto che Topastro ha tanti giocattoli. Quanti sono tanti? Tanti sono: una libreria con 16 scomparti piena di pupazzi, automobili, camion, ruspe, trottole, costruzioni grandi di due o tre tipi, 2 rampe per auto, strumenti musicali, (chitarre, tamburi, maracas, triangolo, flauto ....), una pista per trenini da bimbo piccolo, volante con display, alce a dondolo, due treni Thomas, (uno che si smonta e uno con telecomando),  vascello dei pirati, fattoria parlante, lumachina e casetta con forme di diversi tipi da infilare, proiettore di figure per il buio, carrello con attrezzi di ogni tipo, (martelli, seghe, pinze, cacciaviti, bulloni...), un garage-parcheggio, una pianola per bimbi piccoli... Un contenitore di plastica pieno di mattoncini tipo duplo, due contenitori di plastica con rotaie, locomotive, vagoni, stazione, gru e altri accessori, ... Sei tavolini e sei seggioline sparsi in varie stanze che vengono usati per preparare la pappa, disegnare con tanti colori di ogni tipo, giocare con la pasta da modellare + accessori per creare spaghetti e formine, lettino per bambole, asse da stiro, passeggino, cucina, credenza, forno, moltissimi giochi telecomandati come auto, treni, ruspe, camion, ragno... Cavalcabili da usare a spinta o a batteria: treno, auto, moto, .... Tanti libri, giochi creativi come costruzioni di legno, di tubi, pista biglie, domino, tombola, puzzle, memory, .... Altalena, scivolo, giochi da mare in quantità.
Il tutto è distribuito tra la sua cameretta, lo studio, il salotto, corridoio, il balcone, il garage della zia, (che in estate usiamo come sala giochi), e il nostro garage, (perchè i giochi da spiaggia, tenda Ikea, camion enormi, monopattino...li riponiamo in balcone e nel garage).
E non ho elencato tutto. I giochi sono tanti di più. Ora non pensate che glieli abbia comprati io, credo che come accade in tante case con i bimbi, i giochi suonano alla porta. Regali di amici, zie, nonni, vicine di casa. Io gli ho comprato tavolini e sedie, ho chiesto al suo papà di costruirgli la cucina e la credenza che ho riempito con pentole, padelle, piatti, posate, bicchieri e cibi finti. Io compro parecchi libri. Gli ho regalato qualche accessorio per la pista dei trenini, un piccolo computer, costruzioni... Il 95% dei giocattoli sono regali. E anche se ritengo che siano tanti, mi dispiace darli via. Non posso fingere e dire che vorrei disfarmi di una metà dei giocattoli di Topastro. Non mi piace raccontare bugie, questi giocattoli sono cari al Topastro ma anche a me.
Si parla di decluttering, così come di mettere a disposizione dei bimbi pochi giochi e semplici. Giochi che stimolino curiosità e permettano di usare la fantasia, di creare e non semplicemente di seguire istruzioni. In parte sono d'accordo ma ammetto di avere il vizio di non buttare via quasi nulla. Le mie cose in primis. Fogliettini, riviste, biglietti, souvenir, regalini,... Non tocchiamo poi il tasto materiali da riciclare. Ho rotoli di cartone sotto il letto, scatole di cartone nello studio, contenitori per uova, carta delle uova di Pasqua, qui non si butta niente! Riorganizzo, sposto, metto ordine, ma butto via poco. Nel caso di Topastro sono stata davvero costretta a regalare dei giocattoli che non usava più nel corso degli anni perchè, come scritto sopra, ormai casa nostra è occupata da tutte le sue cose, in ogni stanza lui ha un angolo suo, e non si tratta di un angolino... 
Alcuni giocattoli li ho quasi dimenticati. Mi capita di guardare le foto di quando era piccolo e di vedere un oggetto che non abbiamo più, regalato a bimbi di mie amiche. Però, nonostante io creda che Topastro abbia davvero tanti giocattoli, vorrei una casa più grande! Per poterli mettere tutti ben in vista su scaffali e tavolini, perchè lui possa scegliere con cosa giocare e poi riporli. Se pensate che sia matta potete scrivermelo nei commenti. I giocattoli di Topastro sono abbastanza ordinati, nel senso che sono divisi per tipo, (automezzi, animali, colori, pupazzi, oggetti per la cucina, trenini...), e conservati in scatole, cestini, scaffali, librerie. Sono quasi tutti alla portata della sua vista e delle sue manine ma non proprio tutti. Alcuni giorni fa mi sono ricordata del domino dopo aver letto un post di yummymummy. Era in un contenitore di plastica sotto al mio letto insieme ad altri giocattoli di legno, di fianco ad un contenitore pieno di rotoli di cartone. Ritrovato il domino, qualche puzzle, il pallottoliere e altri giochi in legno... Ora li abbiamo sistemati su una piccola libreria in corridoio.  Non credo di avere le idee chiare neppure io, da una parte sono convinta che in casa nostra ci siano tante cose superflue e moltissimi giocattoli, alcuni che non mi piacciono, altri usati poco, tanti altri usati giornalmente e alcuni che mi piaccion tanto.
Ma se mi metto a pensare cosa potrei eliminare... quello no perchè lo usa ancora, questo no perchè mi ricorda quando era piccolissimo, questo non si tocca perchè è stato il suo primo trenino e questo glielo ha regalato la nonna... Quando Topastro era piccino ho regalato ovetto, navicella, sdraietta, un animale gonfiabile su cui saltellare, vaschetta da bagno, pista dei treni, telefono giocattolo, costruzioni gommose, ho venduto il lettino insieme a materasso e lenzuola, dati via due seggiolini auto e tanti giocattoli che non ricordo neppure, (trottole, auto, camion, chiavi musicali...). Insomma, non è che io non faccia mai pulizia.
E sono legata sentimentalmente agli oggetti fino a un certo punto. Chiaramente mi è dispiaciuto vendere il suo lettino, ma dove potevo metterlo? A mia discolpa c'è da dire che in questo periodo Topastro gioca con tutto quello che ha. Prende i giochi da scaffali, cassetti, cestini e contenitori, li usa e li rimette a posto, (non proprio sempre, ma in linea di massima ha imparato a mettere in ordine!). E allora perchè regalare dei giocattoli che lui usa? Giocattoli a cui sono anche legata per motivi affettivi? Nei giorni scorsi ho scelto diversi grossi giocattoli tra quelli che erano in cameretta di Topastro. Glieli ho fatti vedere e gli ho spiegato che non abbiamo posto per conservare tutti i giocattoli. Che Babbo Natale gli ha portato giocattoli nuovi e noi dobbiamo regalarne alcuni di quelli vecchi. Via il garage-parcheggio, vascello, forno, un cagnolino, fattoria parlante, una grossa auto cavalcabile...
Prossimamente prometto di scegliere altri giochi da regalare, per evitare di dover passare girandomi su un fianco in posti della casa in cui abbiamo sistemato troppi contenitori o scaffali e che sono diventati stretti corridoi. Ma i giocattoli che Topastro usa e a cui sono molto legata anche io, per ora restano a casa nostra :-) Tra l'altro ho notato che mi dispiace molto meno regalare i vestiti e giocattoli di Topastro se si tratta di persone che conosco, quindi amiche con bimbi, mia cugina... Se dovessi metterli in un sacco da portare in una comunità o una scuola materna... mi dispiacerebbe di più. Quando regalo un gioco di Topastro ad un'amica so che il suo bimbo ci giocherà e posso immaginarlo mentre si diverte. Insomma, tutto qui. Volevo imprimere queste mie riflessioni sul blog, così tra qualche anno posso tornare a leggerle e chissà... potrò essere d'accordo con quello che sto scrivendo oppure potrei aver cambiato idea. (scopo di questo post non è quello di cercare approvazione di altre mamme, ripeto, in teoria so che abbiamo troppi giochi). A proposito, non vi dimenticate che in casa abbiamo anche quasi tutti gli oggetti creati con materiali di riciclo, quelli che ho postato qui negli ultimi dodici mesi.

martedì 18 gennaio 2011

La Befana Sandra

Sandra: finalmente ho in mano la mia sciarpetta-scialletto! E spero che non ti offenderai per il titolo, ma come hai scritto anche tu, si tratta di un dono della befana. E non parliamo di una Befana qualunque ma della Befana Sandra che ha sferruzzato tre doni da spedire a tre fortunati tra coloro che hanno lasciato gli auguri il 5 gennaio per il compleanno del tuo blog: lasandramacca. E io sono stata fortunata! Perchè dopo varie peripezie posso indossare la mia sciarpetta-scialletto e tenere al caldo il collo. Magari mi risparmio qualche dolore cervicale, visto che ne soffro spesso. E poi, il dono è arrivato proprio in tempo per il mio compleanno! Non quello del blog, proprio il mio :-)
Non dico l'età, tanto la immaginate tutti, è di facilissima intuizione, basta leggere il mio nickname. Il 18 Gennaio è il mio compleanno!
E così ieri, 17 gennaio, (compleanno del nonno Giorgio),  ho ricevuto il dono per la Befana e per il compleanno! E' stata dura, entrare in possesso di questo carinissimo oggetto fatto a mano, io e Sandra ce l'abbiamo messa tutta! Prima lei, che ha dovuto discutere con l'impiegato dell'ufficio postale che continuava a ripeterle che il CAP del posto dove vivo non esiste, e non ho ancora capito se era scritto bene o no, per fortuna la mia sciarpetta è arrivata ugualmente a giusta destinazione. Il 12 Gennaio ho trovato nella cassetta delle lettere un fogliettino in cui era scritto che qualcuno era passato per consegnare un pacco ma io ero assente. Dietro c'era scritto di recarsi presso l'ufficio postale dopo due giorni e il 14 Gennaio, appena uscita dal lavoro, sono corsa in posta. Ho fatto la fila e quando è giunto il mio turno ho consegnato il mio foglietto all'impiegato che si è recato sul retro e dopo un po' è ritornato, senza nulla in mano. Il pacco non c'era... Così sono tornata il giorno dopo, il 15, altra fila. Per ben due volte! Perchè alle 10.00 mi hanno detto di riprovare a passare verso le ore 12.00. Ma niente! Del pacco neanche l'ombra.
Il 17 Gennaio sono tornata all'ufficio postale, c'erano almeno 20 persone, per fortuna solo una persona doveva recarsi allo stesso sportello: pacchi. L'impiegato ha preso il mio foglietto, si è recato sul retro ed è tornato con un pacco nelle mani!!! Evviva! Il mio pacco. Però, visto che era iniziata in maniera difficoltosa, la cosa non poteva concludersi così. Infatti l'impiegato doveva farmi firmare un foglio per ricevuta. Foglio che non ne voleva sapere di uscire dalla stampante. Minuti e minuti di attesa. Quando finalmente il foglio è uscito, si è bloccato il computer. Così l'impiegato lo ha riavviato e gli ho consegnato un bollettino che dovevo pagare, (visto che non amo andare all'ufficio postale, mi ero portata anche il bollettino, per non dover tornare tra 10 giorni). Il mio bollettino è stato inghiottito dalla stampante che ne ha anche mangiato un pezzo, un angolino. Giornata sfortunata. Meno male che l'impiegato era gentile. Ha stirato il mio bollettino con le mani, ha messo un pezzetto di nastro adesivo nell'angolo e finalmente sono riuscita anche a pagare! Non mi sono neppure arrabbiata, perchè avevo il mio pacco :-)
A casa l'ho aperto e che dire: è bellissimo! Sul serio Sandra, le cose fatte a mano mi piacciono tanto, e questo scialletto mi terrà caldo per tutto l'inverno!

lunedì 17 gennaio 2011

I regoli

Al Topastro piace molto assemblare, incastrare, avvitare, impilare e costruire e quindi ho deciso di comprargli la scatolina con le barrette colorate di diverse misure: i regoli! Io li ho usati quando ho frequentato la scuola elementare e anche se il loro scopo è facilitare l'apprendimento delle operazioni aritmetriche... credo che nessuno abbia nulla in contrario se vengono usati per giocare come abbiamo fatto tutti da piccoli.
Topastro era orgoglioso della valigetta verde nel carrello della spesa e non vedeva l'ora di arrivare a casa per giocarci. Gli ho spiegato che ogni barretta ha un valore. Il piccolo cubo bianco vale uno, la barretta corta rossa vale 2, (e abbiamo messo a fianco della barretta rossa due cubi bianchi). Lui ha riassunto il concetto come sanno fare i bimbi: rosso e bianco sono piccoli. Giallo e verde scuro sono mezzani e blu e arancione sono grandoni. Più logico di così... Topastro ogni tanto usa la parola "grandoni" al posto di "grandi" perchè una delle prime volte che è rimasto a scuola fino alle 16.00, (nella scuola di Topastro tutti i bimbi fanno un riposino dopo pranzo), ha dormito di fianco a un grande. La maestra deve avergli detto che era di fianco a un "grandone" per fargli coraggio.  
Non ho assolutamente intenzione di insegnare la matematica a Topastro, con i regoli abbiamo giocato a costruire torri e casette, binari, piramidi... Ho disegnato delle figure su un foglio a quadretti, (ogni quadretto misura cm. 1x1), riproducendo le barrette colorate: altalena, trenino, serpenti, fiori.... Topastro si è divertito a riprodurre le immagini, talvolta sulla scrivania e talvolta sul disegno stesso.
Nonostante io gli abbia spiegato solo una volta che ogni barretta aveva un valore, il giorno dopo l'acquisto Topastro mi ha mostrato la barretta blu affermando che quella era 9. Credo lo abbia letto sul coperchio della scatola, dove sono disegnate le barrette e all'interno di ognuna è scritto il numero equivalente. Come avevo scritto nel post precedente, Topastro ha imparato i primi simboli numerici giocando con i trenini Thomas e successivamente giocando con un computer giocattolo. Ogni tanto scambia il 5 con il 2 e viceversa ma ormai conosce i simboli abbastanza bene. Un altro gioco che Topastro ha fatto è stato quello di disegnare i contorni dei regoli su un foglio e di colorare l'interno con i pennarelli. Mi ha visto creare i disegni sui fogli e ha voluto provare anche lui.

sabato 15 gennaio 2011

L'estate è ancora lontana

L'estate è ancora lontana, tanto lontana! Fuori fa freddo e io non ho tanta voglia di uscire a passeggiare. Le nostre giornate sono scandite dalla colazione, preparazione dello zainetto per Top e borsa per me, (il piccolo sta iniziando a mettere da solo ogni mattina il baviglino e la frutta nel suo zainetto), tragitto in auto in mezzo al traffico. Ho scoperto che posso capire se siamo in anticipo, (cosa rarissima), perfetto orario sulla tabella di marcia o in ritardo osservando in quale punto del percorso si trovano i tre piedibus che incontriamo ogni mattina. Questo è il primo anno che vedo dei bimbi andare a scuola in piedibus a Rimini e mi piace moltissimo osservarli camminare tutti in fila. Verso le 12.30 per me una brevissima pausa-pranzo-panino in ufficio e alle 15.30 inizia la giornata mia e del Topastro. Abbracci e bacini alla scuola materna, talvolta spesa e poi di corsa a casa al calduccio. Spesso io scrivo al computer, talvolta cucio oppure cucino e Topastro è la mia ombra. Se cucio o scrivo seduta alla scrivania, lui si siede davanti alla sua, di fianco a me. Vuole scrivere e cucire anche lui. E non c'è verso di fargli capire che si chiama "scrivania". Una è mia e l'altra sua... scriva-mia e scriva-tua. Se invece decido di cucinare, lui corre a prendere il grembiulino e vuole aiutarmi a mescolare, impastare, tagliare.
Dopo avermi aiutata a preparare il dolce o la cena solitamente si dedica ad uno dei giochi che ama di più: i trenini! Prende binari, stazioni, gru e altri accessori dal contenitore di plastica e crea piste a serpente che occupano spesso quasi tutto lo spazio del salotto e poi fa correre i suoi trenini avanti e indietro. Al Topastro piacciono molto anche i libri e talvolta si accomoda sulla sua poltrona Ikea di fianco alla sua libreria.
Visto che il clima invernale non permette di uscire tanto spesso per passeggiare e fare un po' di movimento... ci siamo procurati una barra per fare ginnastica che al Topastro è piaciuta tanto. Finge di arrampicarsi usando le corde rosse e i moschettoni comprati parecchi mesi fa. Si appende come una scimmietta e dondola come un'altalena. Così può fare un po' di movimento anche in casa.
Al Topastro piacciono i giochi da tavolo e anche quelli in cui serve abilità e fantasia. Costruzioni di mattoncini, di tubi, piste per trenini e per biglie, tombola del tatto, gioco dell'oca, carte, schede, puzzle, sapientino. Sono giochi che si utilizzano di più in inverno, e visto che l'inverno durerà ancora per un bel po'... l'ultima volta che siamo andati all'ipermercato abbiamo comprato i regoli. Oltre che per imparare a contare e risolvere operazioni aritmetiche si possono creare disegni, impilare, creare binari, (il cervello del Topastro è un groviglio di binari e i neuroni, che sono trenini, viaggiano veloci quando lui ragiona. Lui ha sempre i trenini in testa). I primi simboli dei numeri Topastro li ha imparati leggendoli sui trenini Thomas... : 1 è Thomas, 7 è Toby, 5 è James! E' proprio vero che le cose si imparano meglio personalizzando la lezione in base a ciò che si ama di più)
Ed infine la cena. Verso le 19.30/20.00 si mangia. Topastro mi aiuta ad apparecchiare la tavola e dopo aver ordinato il solito menu, (lui ogni sera mangia piccoli in brodo), va a prendere il bavaglino e si siede a tavola. Talvolta, spesso, non ha voglia di mangiare. Quella della pappa è una vecchia storia. Io non me la prendo, ma spesso cerco di invogliarlo a finire quello che ha nel piatto promettendogli un pezzetto di cioccolato, un dolcetto, mandarini, marmellata, (si, certe volte uso il ricatto). Una delle ultime "trovate" è stata la candelina sulla tortina che lo ha divertito molto.
Ma Topastro mi ha fregato... la risposta è no. Topastro non ha finito tutta la sua pappa e non si è mangiato neppure il muffin. Si è divertito a soffiare sulla candelina. L'abbiamo riaccesa due o tre volte, ha dato un morso al muffin e poi è andato a giocare!

venerdì 14 gennaio 2011

Venerdì del libro: Il crea giochi

Evviva, ho di nuovo un libro da consigliare per partecipare all'iniziativa di Paola:  venerdì del libro. Un'amica mi ha regalato, veramete lo ha regalato al Top, questo libro con un titolo che è davvero un bel programma! Il crea giochi. Creare giochi... Per poi giocarci!
Il libro contiene le istruzioni per creare poco più di 50 giochi di tutti i tipi. Giochi semplici, alcuni li conoscevo già. Tutti realizzati con materiali poveri: cartoncino, rotoli di cartone, cannucce, tappi di plastica, barattoli di yogurt, flaconi di detersivo, ritagli di stoffa... il libro per me! Per questo ho scritto che la mia amica l'ha regalato a me anche se in realtà è per Topastro.
Qui sopra potete vedere alcune pagine e il ditino del Topastro che indica i giochi. Si tratta di giochi per bambini dai 6 anni in su ma credo che l'età stabilisca la possibilità di costruire da sè il gioco, perchè alcuni giochi possono essere adatti anche a bimbi più piccoli se le mamme li costruiscono :-)
Qui sopra invece un libro "fai da te" per bimbi piccoli. Non so perchè mi è venuta voglia di farne uno, visto che Topastro ormai è grandicello per un libro di stoffa. Una volta finito, troverò un bimbo a cui regalarlo.
Ho creato una pagina scricchiolante inserendo all'interno di due ritagli di tessuto bianco a pois neri un sacchetto di nylon, di quelli che fanno tanto rumore quando li si stropiccia. 
La pagina blu invece, al cui interno c'è un ritaglio di pile per darle più spessore, ha un sole con raggi colorati e la pagina verde ha una taschina blu in cui inserire un dischetto arancione al cui interno c'è un grosso bottone. Credo che cucirò altre due pagine e poi rilegherò con ago e filo il mio libro di stoffa.
Il crea giochi... per poi giocarci ISBN: 9788884573216
Gli altri libri di questo venerdì:
Bryce's House
HomeMadeMamma
Iaia in cucina con semplicità
Lavoretti e non solo
La favola della botte
MadreCreativa
Mammachetesta
Mammadifretta
Mamma in verde
MammaMoglieDonna
Nati per Delinquere
un non.blog con il minimo sforzo
Un viaggio qui, ... Un viaggio là...
Voglio una mela blu

mercoledì 12 gennaio 2011

Le carte inventa storie

Alcuni giorni fa io e Topastro abbiamo guardato questo video pubblicato da Claudia: La casa nella prateria (grazie per la bella idea!). Mi è sembrato davvero un gioco bellissimo che permette di usare usare la fantasia e un ottimo esercizio per imparare a formare delle frasi in italiano corretto. Topastro ancora non parla benissimo. Non pronuncia i suoni di tutte le lettere e storpia tante parole. Si fa capire benissimo ma le sue frasi sono molto buffe. Questo gioco mi pare un buon esercizio per imparare a migliorare il linguaggio, anche se a me piace tantissimo il suo modo di parlare, da bimbo piccolo. Topastro è ancora un po' piccolino per riuscire ad inventare una storia complessa ma gli sono piaciute subito le carte che lui ha subito definito "magiche".
Topastro ha iniziato da pochissimo a fare disegni che rappresentano cose reali ma la maggior parte dei suoi capolavori sono scarabocchi. Bellisimi, ma solo lui sa cosa rappresentino, quindi le carte le ho disegnate io. Ho ritagliato immagini, usato figurine, riprodotto qualche personaggio che conosce, come Nuvola Olga, alcuni attrezzi di Manny Tuttofare... di tutto e di più. Una sola carta è stata disegnata dal Topastro: quella verde tra il mago e il trenino. Lui ha affermato che si tratta di una tempaccia. Non ho ben capito se questa parola si traduca con tipaccia o brutto tempo...
Questa è la storia inventata dal mio bimbo. (3 anni e 7 mesi)

C’era una volta un treno e però non lo so dove andava. Però incontrava un gatto sui binari e dopo andava giù dall’ascensore (il gatto) e andava via. Prima c’era uno che andava a nanna in pigiama che si chiama… niente. E le prendiamo tutte. Tadà… il sole cosa faceva? Volava in cielo con i raggi grandissimi. Castello che ci andava il gatto birichino, i pesci, il mago. Questi sono i numerotti. Il sole faceva delle domande e la tempaccia faceva birichina però c’era una Vugola Onga. C’era una volta tre cacciaviti: Pim e Sem e c’era anche un elfo. Portava una lettera. La volete? Si! La vogliamo. L’ha portata al bambino che dorme in pigiama. Anche lui la voleva (castoro con la tuta blu) però ce n’era solo una. Fine

A me è piaciuta tanto, la posto qui coì non andrà persa e un giorno anche il Topastro potrà rileggerla. E quello che ho scritto di lui, ovvero che ancora non parla nè disegna tanto  bene, non è un'offesa. Volevo solo specificare che lui ha dato il meglio, sia nel disegno della sua carta che nell'inventare la storia. E se altri bimbi della sua età sono più bravi, non mi importa affatto. Ogni bimbo è unico e speciale!
Per fare le carte ho usato del cartoncino colorato che ho poi ricoperto con un pochino di nastro adesivo trasparente, per evitare che si rovinino troppo in fretta. Ma il bello di questi giochi "fai da te" è che quando si rompono si possono rifare, uguali, diversi e più belli!
 

lunedì 10 gennaio 2011

Ancora pasta imbottita

Non ero completamente soddisfatta della sfoglia lorda, o pasta imbottita, che avevo fatto il 31 dicembre e nei giorni scorsi io e Topastro abbiamo nuovamente preso farina, sale, uova, parmigiano, ricotta e noce moscata e ci siamo messi al lavoro.
Questa volta ho spalmato sulla sfoglia 200 gr di ricotta mescolata a 100 gr di parmigiano, un uovo e un po' di noce moscata grattugiata. Ho messo anche un pizzico di sale ma evidentemente poco perchè la pasta era un pochino insipida. Il sapore comunque era buono e anche questa volta, nonostante i quadretti con i bordi ondulati non fossero chiusi perfettamente, il ripieno non è uscito mentre cuocevano.
Non mi sono ancora procurata una rotella di metallo, ho di nuovo dovuto chiedere in prestito al Topastro la rotella di plastica che lui usa per la pasta modellabile. Anche il Topastro ha voluto tirare una sfoglia piccolina con il suo mattarello. Ha preso seggiolina e pedana, un tagliere per salumi ed ha iniziato a stendere la sfoglia. Io impiego un sacco di tempo, e non mi viene sottile, è faticoso! Non sono una vera massaia romagnola...  Topastro, dopo aver usato un mattarello per qualche minuto ha deciso di provare con i pugni :-)
Dopo aver tagliato la sua pasta Topastro l'ha cotta nel forno che ha improvvisato, tra la sedia e il tagliere.
Altra pasta: alcuni giorni fa ho letto questo post di EquAzioni: giochiamo ad infilare la pasta ed ho provato a dare al Topastro dei piccoli maccheroni e due laccetti per scarpe senza dirgli nulla. Ha capito subito quale gioco poteva inventare ed ha iniziato immediatamente ad infilare la pasta nel filo. Ha creato un serpente con cui ha giocato per alcuni minuti ma poi è andato a prendere le sue ruspe per spostare i maccheroncini che da perline si sono trasformati in sassi.