Oggi sono un pochino agitata e scrivere mi serve per capire cosa provo, come posso risolvere una situazione e soprattutto è un grande sfogo, dopo aver scritto mi sento meglio.
Mercoledì sono andata a prendere il mio bimbo alla scuola dell'infanzia. Erano tutti in giardino e la maestra mi ha visto, mi ha salutato, ha cercato Samuele e lo ha invitato a raggiungermi. Samu ha fatto un altro giro di scivolo e poi si è diretto verso l'uscita del giardino mentre la maestra mi faceva notare che non poteva rinunciare a fare un altro giro sui giochi. Samu mi corre incontro e dietro di lui il suo migliore amico P. Il suo amichetto, con il viso imbronciato, mi guarda neglio occhi e mi dice: lui mi ha dato un morso. E Topastro: io ho dato un morso a P. Sono rimasta spiazzata, ho guardato P e ho visto che sul braccio aveva un segno di morso. Ho domandato ai due se avessero fatto pace e poi sono andata dalla maestra. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che non era successo nulla, che i bimbi giocavano e Samu aveva dato un morso ma che i bimbi avevano fatto pace. Lì per lì non ho saputo cosa dire, ho preso il mio bimbo per mano e sono andata a casa. Non ho potuto fare a meno di pensare a questo episodio perchè mi pareva così strano che mio figlio facesse del male al suo amico del cuore...
Giovedì mattina sono arrivata presto a scuola e ho chiesto alla maestra come mai mi aveva raccontato il piccolo incidente solo dopo che mio figlio mi aveva confessato di aver morso il suo amico. Lei mi ha risposto che nei bimbi di 4 anni è normale che ci siano episodi di questo genere e che non voleva che io, genitore, mi preoccupassi nè che sgridassi mio figlio. Era una cosa da risolvere a scuola. Alcuni genitori si preoccupano troppo se sanno che il loro figlio fa del male ad un altro bimbo e magari lo sgridano e questo non va bene. Perchè a scuola i bimbi che litigano vengono presi da parte e dopo spiegazioni, prediche, scuse e pace, si chiude la faccenda. Io le ho fatto presente che questo discorso mi calza a pennello se parliamo di spinte, litigi, qualche brutta parola, ...ma non per episodi come i morsi. Se mio figlio morde qualcuno, io lo voglio sapere. La maestra ha aggiunto che in questi giorni mio figlio è un pochino agitato e ha proprio bisogno di sfogarsi fisicamente e che comunque martedì P aveva graffiato Topastro. Abbiamo parlato per qualche altro minuto e poi sono andata al lavoro.
Venerdì, (oggi), vado a prendere Topastro e la maestra, appena mi vede, mi viene incontro da sola. Prima che lei iniziasse a parlare avevo già capito tutto. Un altro morso, sempre a P. La maestra mi ha di nuovo rassicurata, mi ha chiesto se mi sentivo più tranquilla visto che le avevo chiesto di informarmi di episodi di morsi e lei gentilmente mi stava informando... Mi ha pregata più volte di non dire a Samuele che lei mi aveva raccontato del morso e di non sgridarlo!
Ho respirato, ho cercato di ascoltare molto e parlare poco, perchè se avessi detto tutto quello che avevo dentro avrei sbagliato. Nel senso che non si dovrebbe mai esprire un concetto quando non si è tranquilli, si rischiano di dire cose di cui ci si pente o di dirle nel modo sbagliato. Quello che mi passava per la testa era:
1. Samuele è MIO FIGLIO. Per questo motivo rivendico il diritto di sapere se a scuola si comporta molto male. I morsi, in particolare, possono esprimere rabbia, un disagio, un modo per esprimere qualcosa che a parole non si riesce a spiegare. E io voglio sapere se mio figlio morde
2. Voglio poter comunicare a mio figlio che la maestra mi ha raccontato quello che ha combinato.
3. Voglio decidere se sgridare e/o punire mio figlio oppure no.
4. Non mi piace che tu, maestra, hai la presunzione di risolvere certe situazioni con i tuoi metodi educativi e soprattutto tenendomi all'oscuro di tutto.
Di fatto ho parlato qualche minuto con la maestra e poi lei è andata a chiamare Topastro. Il mio bimbo si è attaccato alla maestra e le ha detto nell'orecchio che doveva dire a me cosa era successo. Così la maestra mi ha raccontato, con Topastro in braccio, che P aveva ricevuto un morso ma che la situazione era risolta. In auto il Topastro è scoppiato a piangere, (così come era successo due giorni prima dopo aver dato il primo morso), mi ha chiesto se sarebbe andato in castigo e nessuna delle mie risposte lo soddisfaceva. Così ho pensato di far scegliere a lui: decidi tu se vuoi andare in castigo oppure no. Lui, come sempre, ha cambiato idea una decina di volte e alla fine ha deciso che sarebbe stato seduto sulla sua seggiolina per 2 minuti. Sono seguiti mille capricci di ogni genere, scenate da attore, rotolamenti, pianti, abbracci, pianti, un pranzo da dimenticare e poi finalmente è andato a riposare.
Io spero che si svegli di buonumore! E soprattutto mi chiedo: ma questo Topastro... è furbetto a confessare subito le marachelle per evitare punizioni che pensa di meritare? (Quando combina qualcosa di particolarmente grosso lo confessa immediatamente. E nel periodo parolacce un giorno mi ha chiesto: ma tu senti la mia voce quando io sono all'asilo e tu in ufficio?)
E perchè questo bimbo ha iniziato a dare morsi? Al suo migliore amico poi... A questo bimbo, che ha conosciuto il primo anno di scuola infanzia, vuole tantissimo bene. Parla di lui, gioca con lui, vorrebbe portarlo a casa nostra e farlo diventare suo fratello. E il sentimento è assolutamente reciproco.
Che fatica! Fare la mamma, gestire situazioni particolari, non essere d'accordo con le scelte delle maestre di scuola...
Almeno mi sono sfogata!
Non pretendo risposte, non ne ho neppure io :-)
Vorrei solo che la maestra capisse che è giusto che i genitori siano a conoscenza del comportamento dei loro bimbi a scuola. Soprattutto di quei bimbi che a casa raccontano poco o niente. E magari sarebbe pure giusto decidere insieme come comportarsi con il bimbo. Io mi auguro, lo spero tanto, che Topastro non morda più nessuno. Ma se dovesse succedere nuovamente mi toccherà chiedere un colloquio con la maestra.
Mercoledì sono andata a prendere il mio bimbo alla scuola dell'infanzia. Erano tutti in giardino e la maestra mi ha visto, mi ha salutato, ha cercato Samuele e lo ha invitato a raggiungermi. Samu ha fatto un altro giro di scivolo e poi si è diretto verso l'uscita del giardino mentre la maestra mi faceva notare che non poteva rinunciare a fare un altro giro sui giochi. Samu mi corre incontro e dietro di lui il suo migliore amico P. Il suo amichetto, con il viso imbronciato, mi guarda neglio occhi e mi dice: lui mi ha dato un morso. E Topastro: io ho dato un morso a P. Sono rimasta spiazzata, ho guardato P e ho visto che sul braccio aveva un segno di morso. Ho domandato ai due se avessero fatto pace e poi sono andata dalla maestra. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che non era successo nulla, che i bimbi giocavano e Samu aveva dato un morso ma che i bimbi avevano fatto pace. Lì per lì non ho saputo cosa dire, ho preso il mio bimbo per mano e sono andata a casa. Non ho potuto fare a meno di pensare a questo episodio perchè mi pareva così strano che mio figlio facesse del male al suo amico del cuore...
Giovedì mattina sono arrivata presto a scuola e ho chiesto alla maestra come mai mi aveva raccontato il piccolo incidente solo dopo che mio figlio mi aveva confessato di aver morso il suo amico. Lei mi ha risposto che nei bimbi di 4 anni è normale che ci siano episodi di questo genere e che non voleva che io, genitore, mi preoccupassi nè che sgridassi mio figlio. Era una cosa da risolvere a scuola. Alcuni genitori si preoccupano troppo se sanno che il loro figlio fa del male ad un altro bimbo e magari lo sgridano e questo non va bene. Perchè a scuola i bimbi che litigano vengono presi da parte e dopo spiegazioni, prediche, scuse e pace, si chiude la faccenda. Io le ho fatto presente che questo discorso mi calza a pennello se parliamo di spinte, litigi, qualche brutta parola, ...ma non per episodi come i morsi. Se mio figlio morde qualcuno, io lo voglio sapere. La maestra ha aggiunto che in questi giorni mio figlio è un pochino agitato e ha proprio bisogno di sfogarsi fisicamente e che comunque martedì P aveva graffiato Topastro. Abbiamo parlato per qualche altro minuto e poi sono andata al lavoro.
Venerdì, (oggi), vado a prendere Topastro e la maestra, appena mi vede, mi viene incontro da sola. Prima che lei iniziasse a parlare avevo già capito tutto. Un altro morso, sempre a P. La maestra mi ha di nuovo rassicurata, mi ha chiesto se mi sentivo più tranquilla visto che le avevo chiesto di informarmi di episodi di morsi e lei gentilmente mi stava informando... Mi ha pregata più volte di non dire a Samuele che lei mi aveva raccontato del morso e di non sgridarlo!
Ho respirato, ho cercato di ascoltare molto e parlare poco, perchè se avessi detto tutto quello che avevo dentro avrei sbagliato. Nel senso che non si dovrebbe mai esprire un concetto quando non si è tranquilli, si rischiano di dire cose di cui ci si pente o di dirle nel modo sbagliato. Quello che mi passava per la testa era:
1. Samuele è MIO FIGLIO. Per questo motivo rivendico il diritto di sapere se a scuola si comporta molto male. I morsi, in particolare, possono esprimere rabbia, un disagio, un modo per esprimere qualcosa che a parole non si riesce a spiegare. E io voglio sapere se mio figlio morde
2. Voglio poter comunicare a mio figlio che la maestra mi ha raccontato quello che ha combinato.
3. Voglio decidere se sgridare e/o punire mio figlio oppure no.
4. Non mi piace che tu, maestra, hai la presunzione di risolvere certe situazioni con i tuoi metodi educativi e soprattutto tenendomi all'oscuro di tutto.
Di fatto ho parlato qualche minuto con la maestra e poi lei è andata a chiamare Topastro. Il mio bimbo si è attaccato alla maestra e le ha detto nell'orecchio che doveva dire a me cosa era successo. Così la maestra mi ha raccontato, con Topastro in braccio, che P aveva ricevuto un morso ma che la situazione era risolta. In auto il Topastro è scoppiato a piangere, (così come era successo due giorni prima dopo aver dato il primo morso), mi ha chiesto se sarebbe andato in castigo e nessuna delle mie risposte lo soddisfaceva. Così ho pensato di far scegliere a lui: decidi tu se vuoi andare in castigo oppure no. Lui, come sempre, ha cambiato idea una decina di volte e alla fine ha deciso che sarebbe stato seduto sulla sua seggiolina per 2 minuti. Sono seguiti mille capricci di ogni genere, scenate da attore, rotolamenti, pianti, abbracci, pianti, un pranzo da dimenticare e poi finalmente è andato a riposare.
Io spero che si svegli di buonumore! E soprattutto mi chiedo: ma questo Topastro... è furbetto a confessare subito le marachelle per evitare punizioni che pensa di meritare? (Quando combina qualcosa di particolarmente grosso lo confessa immediatamente. E nel periodo parolacce un giorno mi ha chiesto: ma tu senti la mia voce quando io sono all'asilo e tu in ufficio?)
E perchè questo bimbo ha iniziato a dare morsi? Al suo migliore amico poi... A questo bimbo, che ha conosciuto il primo anno di scuola infanzia, vuole tantissimo bene. Parla di lui, gioca con lui, vorrebbe portarlo a casa nostra e farlo diventare suo fratello. E il sentimento è assolutamente reciproco.
Che fatica! Fare la mamma, gestire situazioni particolari, non essere d'accordo con le scelte delle maestre di scuola...
Almeno mi sono sfogata!
Non pretendo risposte, non ne ho neppure io :-)
Vorrei solo che la maestra capisse che è giusto che i genitori siano a conoscenza del comportamento dei loro bimbi a scuola. Soprattutto di quei bimbi che a casa raccontano poco o niente. E magari sarebbe pure giusto decidere insieme come comportarsi con il bimbo. Io mi auguro, lo spero tanto, che Topastro non morda più nessuno. Ma se dovesse succedere nuovamente mi toccherà chiedere un colloquio con la maestra.




















































