lunedì 13 aprile 2015

Mangiatoia per uccellini

Come raccontavo tempo fa sul nostro balcone io e Topastro mettiamo a disposizione degli uccellini cibo, soprattutto in inverno, in una vaschetta di plastica. Nella nostra zona vivono tante specie di uccellini ed è bellissimo osservarli mangiare. Di solito mi sistemo sul letto, portafinestra del balcone chiusa con la tenda in parte aperta e vetro pulito. 
Fotocamera alla mano, un libro e tanta pazienza. La maggior parte delle volte vengo premiata e mi capita di vedere e fotografare passerotti, pettirossi, merli, colombi dal collare, cinciallegre, fringuelli e anche altre specie. Mi capita di vedere anche gazze ladre, gabbiani e nel periodo estivo pure le rondini ma loro non vengono a rifocillarsi sul nostro balcone.
Durante il fine settimana mi è venuta un'idea! La vaschetta di plastica, che era fissata alla ringhiera del balcone con del filo, si riempiva d'acqua ogni volta che pioveva e anche ripulirla ogni tanto dallo sporco e dal cibo avariato era poco agevole perché appunto era fissata alla ringhiera per evitare che cadesse accidentalmente di sotto. 
Inizialmente ho pensato di andare in un negozio di articoli per bricolage e giardino per comprare una mangiatoia con tettoia ma poi mi son detta: perché non costruirla da sola? Avrei potuto usare le lastre alveolari in polipropilene che si tagliano e incollano con facilità ma pensando al risultato finale e agli ospiti a cui era destinata la mangiatoia ho pensato che fossero un materiale poco adatto. Pensando e cercando in casa tra gli oggetti che conservo per ricordo o per poterli riutilizzare mi son saltate all'occhio due scatole fatte di assicelle di legno che contenevano prodotti Dr. Stuart Botanicus
Le mie scatole provengono dal negozio di Praga, un bellissimo negozio dove si possono acquistare prodotti naturali per il corpo: saponi, sali da bagno, tisane, candele, ... Non sapendo bene come realizzare la mia mangiatoia ho inizialmente smontato completamente le due scatole ottenendo tante assicelle di legno. Ho fatto varie prove e alla fine quella che mi soddisfaceva di più era una base che corrispondeva esattamente alla scatola che avevo smontato dopo aver tolto i chiodini uno ad uno. Poco male, ho preso nuovi chiodi, alcune viti e tanta colla vinilica e ho assemblato le prime sei assicelle per formare una scatola-vassoio.
I dizionari mi hanno aiutata a tenere unite le varie parti dopo la spalmatura di colla e solo quando la colla era quasi del tutto asciutta ho aggiunto chiodi e viti. Fare la tettoia è stata abbastanza complicato perché le assicelle erano molto sottili, pochi millimetri, e non sapevo come unirle. Inizialmente ho utilizzato la colla vinilica e nella parte interna, dove le due assicelle si toccano formando un angolo di 90° ho incollato alcuni pezzi di legno per creare uno spessore maggiore che aiutasse a tenerle unite: mollette da bucato di legno, bastoncini abbassalingua e pure stecchini per spiedini! 
Ho fissato la tettoia alla base, su cui ho incollato e inchiodato due asticelle in posizione verticale, una su ogni lato corto, con colla e qualche chiodino sul tetto in corrispondenza delle assi verticali. La tettoia è formata da due assicelle larghe e due più strette incollate all'estremità. Avevo paura che vento e pioggia avrebbero potuto far volare via la tettoia e così ho utilizzato anche tanto filo di cotone che ho avvolto attorno alla tettoia e ai due piloni di sostegno: tettoia, piloni, tettoia, piloni. Poi son passata anche al filo di nylon! Ho avvolto del filo anche attorno alle assicelle corte che ho incollato su quelle larghe per formare la tettoia. Ho spalmato colla su tutti i fili e poi ho infornato.
Non ho cotto la mangiatoia, l'ho solamente messa in forno, con lo sportello semi aperto, a temperatura bassissima, circa 60° per permettere alla colla di asciugare rapidamente. Ne ho usata tantissima e avrei dovuto aspettare almeno una notte intera prima che asciugasse del tutto mentre io non vedevo l'ora di applicare il lucido e veder terminata la mia mangiatoia. Il lucido, unica cosa che ho comprato, è a base d'acqua quindi non ha quel caratteristico odore forte e fastidioso della classica copale.
La sera la mangiatoia era terminata e ho potuto legarla bene bene alla ringhiera del balcone con delle corde e posare al suo interno, fissata con del patafix, la vaschetta di plastica in cui ho posato tanti semini. Il giorno dopo non sono arrivati tanti uccellini come al solito, immagino debbano abituarsi al nuovo ristorante. Si è presentato solo qualche merlo, nella foto in alto una femmina, e qualche colombo sospettoso che ci ha girato intorno più di una volta. Qualche piccolo ospite ha fatto qualche giro di ricognizione per studiare il nuovo oggetto ma sono sicura che nei prossimi giorni gli ospiti torneranno a mangiare e io potrà di nuovo fotografarli :-)

sabato 11 aprile 2015

Fine settimana

Finalmente abbiamo comprato l'autoradio nuova per l'auto, (quella vecchia non riusciva più a leggere i cd, era saltato via un tasto...), e Topastro di è divertito tantissimo a smontare quella vecchia pezzo per pezzo. 
Non è rimasto praticamente più nulla di intero o assemblato. Ha tagliato, svitato, staccato... Quasi quasi chiedo ad amici e parenti di consegnarmi vecchi elettrodomestici, radio  o televisori per Samuele visto quanto si è divertito nell'operazione di smontaggio. 
Io invece mi sono dedicata a un progetto per i nostri ospiti, quelli che ogni giorno vengono a mangiare e che avevo già fotografato qui: ospiti sul balcone. Sono davvero carinissimi. Nei prossimi giorni vi mostrerò cosa ho costruito.
Intanto vi lascio qualche immagine degli ospiti, del disordine lasciato da Samuele il giorno in cui ha smontato l'autoradio e del materiale che ho utilizzato per realizzare l'oggetto misterioso per gli uccellini.
A presto e buon fine settimana, finalmente pare sia davvero primavera!

venerdì 10 aprile 2015

Venerdì del libro: La storia di Alice nel meraviglioso mondo di Oxford

Buongiorno e buon venerdì! Finalmente il fine settimana è alle porte! Lo so che è stata una settimana corta, io e Samuele siamo rientrati in ufficio e a scuola solo mercoledì ma in vacanza si stava così bene! Eravamo abituati a sveglia tardi, relax, letture, parco, abbiamo pure fatto un pic-nic sul pavimento del salotto. È stato difficile svegliarsi presto e tornare alla routine quotidiana lavorativa ma torniamo ai libri: ultimamente ne ho comprati tanti, (anche se ne ho ancora parecchi sul comodino da leggere), la socia mi ha pure rimproverato! In effetti non ha senso accumulare volumi su volumi e così ho promesso a me stessa di leggere almeno tre libri prima di acquistarne uno nuovo. Durante la vacanze di Pasqua ci son stati giorni freddissimi e piovosi e così ho approfittato! Ho letto tutto il libro "La storia di Alice nel meraviglioso mondo di Oxford" e metà di "Fossi in te io insisterei" di Carlo Gabardini. Oggi, per l'appuntamento il venerdì del libro vi voglio dare qualche informazione sul libro di Alice.
Non sono mai riuscita a leggere "Alice nel paese delle meraviglie", la storia non mi appassiona, non mi convince, non mi piace. Sullo stesso livello de "Il mago di Oz" e "La fabbrica di cioccolato". Troppo fantastici? Forse. Esistono tanti altri libri in cui vengono raccontati episodi di fantasia, ad esempio adoro Tolkien, Terry Brooks, mi sciolgo davanti a "Lo Hobbit" e amo i libri sui draghi... Alice proprio non la digerisco :-)
Questo libro però, "La storia di Alice nel meraviglioso mondo di Oxford", mi ha colpito. Posato accanto a tanti altri libri su Alice al week end dei giovani lettori a Bologna, non sono riuscita a resistere e l'ho comprato sia per un'amica che per Samuele. Un acquisto impulsivo perché quello che mi ha colpito è stata la copertina, l'impaginazione interna e alcune delle immagini interne. 
Ho letto frettolosamente il risvolto di copertina: "... Questo libro narra la storia in parte immaginaria dell'amicizia fra Alice Liddell e il signor Dodgson, che era esperto di storie, indovinelli, giochi ed enigmi, ancora oggi divertenti quanto lo erano un secolo fa."
Ho iniziato a leggerlo e non sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine fino a quando non sono arrivata all'ultima. Molto, molto carino. Per quanto non mi piaccia la storia di Alice ho gradito tantissimo questo libro scritto da Christina Björk e illustrato da Inga-Karin Eriksson, (pubblicato nel 1995 da Giannino Stoppani Edizioni). Le illustrazioni dal sapore vittoriano mi hanno immediatamente ricordato la scenografia presente in fiera a Bologna davanti alla quale i bambini potevano farsi fotografare. Io e la socia abbiamo solo bimbi maschi ma abbiano visto alcune bimbe che si facevano fotografare con la sagoma di cartone del vestitino di Alice, proprio quello sulla copertina del libro, davanti al corpo. Meravigliosa idea! Per i maschietti c'era solo il coniglio bianco.
Sono curiosa di natura e mi è piaciuto davvero tanto scoprire, grazie a questo libro, perché Charles Lutwidge Dodgson ha scelto di pubblicare le storie per bambini con lo pseudonimo Lewis Carrol, (e capire il motivo per cui ha scelto questo nome). Ho scoperto che aveva un grande interesse per i bambini, per la fotografia e per le storie. Altrettanto simpatiche le ipotesi fatte dall'autrice riguardo i riferimenti tra fatti realmente accaduti ad Alice e quelli raccontati nel libro così come le spiegazioni della presenza di alcuni personaggi "inventati" che, anch'essi, forse hanno fatto realmente parte della vita di Alice. 
Molto divertenti i giochini, come ad esempio lo "scambialettera". Probabilmente se amate Alice questo libro vi piacerà ancora di più di quanto è piaciuto a me. Io l'ho trovato bello per le tante curiosità raccontate e per lo spaccato di storia, una parentesi di pochi anni, (da quando Alice aveva circa 4 anni, nel 1856, alla data dell'ultimo incontro con il sig. Dodgson nel 1864), illustrato. Questo libro mi ha ricordato tanto, come genere e per le cose raccontate, un altro libro che ho letto tantissimi anni fa: "Vita di J. R. R. Tolkien" di Daniel Grotta.
Da "Vita di di J. R. R. Tolkien": "Durante il Medioevo, Oxford fu città fortificata munita di grandi mura; ben poco ne sopravvive oggi. Un residuo di tempi andati è la croce di ferro che in Broad Street segna il luogo in cui Thomas Cranmer e due altri vescovi furono bruciati vivi. La grande campana chiama "Tom" collocata nel Tom Quadrangle del Christ Church College, che fu quello del vescovo Cranmer, ancora suona centoun volte per chiamare a raccolta gli originari centoun membri del college alle 21:05 di ogni sera. Ai tempi in cui vi studiava Tolkien, a Oxford sopravvivevano ancora molto antichi riti e tradizioni. I colleges gareggiavano tra loro nell'offrire i migliori cibi e bevande a tavola, ma sia gli studenti che i dons soffrivano di una spaventosa mancanza di comodità, e Tolkien fu costretto a servirsi, per fare il bagno, di una tinozza di ferro smaltato piena d'acqua tiepida in cui ci si lavava con la spugna: la stessa di cui Lewis Carrol si era lamentato circa mezzo secolo prima. Un'altra nobile tradizione di Oxford era costituita dalle centinaia di circoli e società universitari: club snobistici, società letterarie, circoli sportivi... Un celebre club fu quello dei Martlets, (martelletti), una società letteraria della quale facevano parte in ogni momento non più di dodici membri; C.S.Lewis ne fu per un periodo presidente ma rassegnò le dimissioni quando gli altri membri si rifiutarono di consentire l'ammissione a più di dodici elementi"
In effetti nel libro su Alice non si parla moltissimo della storia che il signor Dodgson raccontò alle bambine Liddell ma della loro vita quotidiana, di come si viveva a quei tempi, di come trascorressero le giornate le figlie di una famiglia dell'alta borghesia e di come un professore di matematica potesse divertirsi insieme a delle bambine raccontando storie, facendo gite in barca e visitando musei. Chissà, magari un giorno riuscirò a leggere pure  "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò".
Se cercate informazioni su questi due romanzi qui trovate alcune immagini di diverse edizioni: Albo baffuto sempre piaciuto compresa quella illustrata da Rebecca Dautremer che è veramente speciale. Buon fine settimana!

domenica 5 aprile 2015

Buona Pasqua

Buongiorno! Purtroppo la foto non è di oggi, oggi piove, piove da ieri sera... Speriamo domani torni il sole così possiamo tornare a correre sulla spiaggia!
Buona Pasqua a tutti! 
Noi ci accontenteremo di fare un pic-nic in casa, sul pavimento del salotto e di riposare e leggere qualche buon libro!

venerdì 3 aprile 2015

Libri sulla diversità: Giorno & Notte

Il tema di aprile di LIA Leggere insieme... ancora! è la #diversità che a me piace chiamare #unicità. Un tema al quale ho dedicato un'intera pagina del blog perché lo ritengo molto interessante. Questo mese vi proporrò tanti brevi post con libri sul tema della diversità davvero unici! Il più bello in assoluto secondo me è NOI scritto da Elisa Mazzoli e illustrato da Sonia MariaLuce Possentini ma siccome di questo libro vi ho parlato davvero tantissime volte... Ecco un bellissimo corto della Pixar, (che è anche un albo illustrato), che racconta come il giorno e la notte, diversi ma complementari, si incontrano, scontrano e conoscono.
"Quando il giorno incontra la notte", Day & Night è un cortometraggio animato statunitense del 2010 diretto da Teddy Newton, (il video è disponibile in lingua inglese ed italiana ma la differenza delle due versioni è irrilevante). 
Non ho immagini del libro, che però sono identiche a quelle del filmato, perché l'ho comprato tempo fa, (trovato ad un prezzo stracciato), e poi regalato. Il libro, a differenza del cortometraggio, è piuttosto corto ma ugualmente molto carino :-D
I due personaggi che mi ricordano vagamente, (nella forma), i Barbapapà sono davvero buffi mentre litigano per mostrare le cose belle del giorno o della notte cercando di convincere l'altro di essere il migliore, quello giusto. La storia invece mi ricorda un altro libro con due protagonisti simili ma diversi che litigano e pretendono di aver ragione ad ogni costo: Due mostri di David McKee. 
Avete pure l'alternativa: filmato o libro! Spero che questo mese tutte le mamme e papà troveranno un pochino di tempo per spiegare ai bambini la diversità.

giovedì 2 aprile 2015

2 Aprile: Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi - La mia famiglia

Buongiorno e buona giornata internazionale del libro per bambini e ragazzi a tutti! Questa ricorrenza, ICBD – International Children's Book Day, (che cade nel giorno in cui nacque Hans Christian Andersen), è nata per valorizzare l’amore per la lettura e l’importanza dei libri durante l’infanzia.
Ogni anno una diversa sezione nazionale di Ibby ha la possibilità di essere lo sponsor internazionale dell'ICBD. La sezione nazionale invita uno scrittore e un illustratore a scrivere una storia e illustrarla in occasione di questa giornata. Il 2 aprile le sezioni nazionali organizzano iniziative legate alla promozione del libro per ragazzi su tutto il loro territorio nazionale. Il tema di quest'anno è "MANY CULTURES ONE STORY" - "TANTE CULTURE, UNA STORIA".
In questa giornata speciale mi piacerebbe proporvi un libro fresco di stampa che ho scoperto lunedì scorso alla presentazione ufficiale che si è svolta durante la Children's Book Fair di Bologna. Alla presentazione c'erano l'autrice: Gianna Braghin, l'illustratrice: Vessela Nikolova e poi ancora il professore Livio Sossi, Paolo Bernardi, (presidente di Bacchilega editore), Alfonso Cuccurullo, (formatore nazionale Nati per Leggere), Angela Catrani e tante persone curiose. Del libro ne ha già parlato Anna Pisapia sul suo blog e vi invito a dare un'occhiata al suo racconto. Un'altra recensione qui: Buk a zig zag.
Anche io son rimasta particolarmente colpita dalla freschezza di questo libro ma anche dall'importante argomento trattato. Un libro importante ma leggero e divertente. La mia famiglia. Sono andata alla presentazione ad occhi chiusi, non avevo idea di che tipo di libro si trattasse, della fascia d'età cui fosse destinato e non avevo letto neppure la trama. Avevo solo 7 ore per visitare la Children's Book Fair e prima di partire avevo già deciso che avrei partecipato a non più di 2/3 presentazioni/eventi e il resto del tempo lo avrei dedicato agli stand degli editori. Bacchilega pubblica dei libri molto carini e poi alla presentazione sarebbero state presenti tante ragazze di LIA, (Leggere insieme… ancora!), e così alle 11 precise ero seduta nella sala dove si è svolta la presentazione 
Mi piacciono i libri, adoro quelli per bambini e amo le belle storie. La mia famiglia è proprio una bella storia che inizia così: Stamattina è arrivata una supplente perché la nostra maestra è ammalata e, siccome non ci conosce, ha detto: "bambini, prendete un foglio e disegnate la vostra famiglia." La lettura del libro è stata fatta da Alfonso Cuccurullo e chiamarla "lettura" è davvero riduttivo. Lo avevo sentito leggere NOI, (Elisa Mazzoli e Sonia MariaLuce Possentini), lo scorso anno nella stessa sala ed ho rischiato seriamente di piangere. Lui non legge, recita. Quest'anno la storia era più allegra ma a me è venuta ugualmente la pelle d'oca perché Alfonso riesce a trasportarti dentro i libro, dentro la storia, seduto su quel banco di scuola a pensare a come disegnare la tua famiglia.
La storia raccontata nel libro è semplice e vera; il bambino protagonista inizia a pensare alla propria famiglia, a quali sono le persone importanti della sua vita, a chi vuole bene, chi vede abitualmente, chi sono le persone con cui trascorre tanto tempo. E così nel disegno man mano appaiono la sorellina, la mamma, il nuovo marito della mamma, il papà, il nonno paterno, la nonna morta, i nonni materni, la badante, gli zii, i cugini,... Il disegno racconta una storia che il bambino compone nella propria mente: aneddoti, curiosità, eventi particolari e particolarità di ogni componente della famiglia che vengono raccontati mentre lui disegna.
Un libro semplice ma molto speciale che ammette l'esistenza della famiglia allargata, di situazioni diverse, bambini diversi, (anche i compagni del protagonista disegnano la loro famiglia a modo loro), un libro che propone anche situazioni buffe che fanno sorridere e ripensare alla propria infanzia come "... perché le nonne non hanno i capelli normali, neri o gialli, come le mamme o le zie, no, loro hanno i capelli bianchi, o azzurri..." e a me è subito venuta in mente la mia nonna Palmira che aveva i capelli corti, cotonati e azzurrini o grigio polvere.
Anche quando, dopo la lettura, si è parlato di scherzi che i grandi fanno ai bambini, mi è tornato alla mente un episodio dell'infanzia. Un lontano parente che da piccina ci veniva spesso a trovare, ma qualche volta andavamo noi a casa sua e di sua moglie. Lui era Alighiero e la moglie Fedora. Alighiero mi portava in stazione a Savignano a vedere i treni che passavano e poi mi diceva, calcando la voce su ogni singola lettera: viiigliacca! Io non conoscevo il significato di quella parola e per anni mi son chiesta cosa volesse dire, perché mi guardava e pronunciava quella parola in maniera così marcata? Cosa avevo combinato di male? 
Altrettanto interessante è stata l'analisi fatta dal prof. Sossi a cui ha accennato Anna Pisapia e che ho apprezzato davvero tanto pure io. Come sarebbe bello poter partecipare a una presentazione simile per ogni libro dedicato ai bambini... Le illustrazioni sono davvero particolari ma mi piacciono, (non mi chiedete perché, non lo so, ma ci sono alcuni tipi di illustrazioni troppo "moderne" che proprio non mi piacciono e spesso e volentieri influenzano in maniera decisiva il non acquisto di un libro), e Vessela è stata così gentile da disegnare un uccellino per Samuele. Grazie anche a Gianna per l'autografo, conserveremo con cura questo bellissimo libro! È stato bello sentire Gianna raccontare qualche episodio dell'infanzia e Vessela spiegare perché aveva disegnato i compagni di scuola del protagonista semitrasparenti o i familiari simili a matriosche sulla copertina e precisare che i disegni dei bambini all'interno del libro sono stati realizzati da bambini veri. Testo e illustrazioni si completano alla perfezione.  
Samuele, credo che conti molto anche il suo giudizio, anche se in questo caso parliamo di gusti visto che non è in grado di valutare se La mia famiglia è un bel libro oppure no ma solo di dire "mi piace" oppure "non mi piace". Ieri sera lo abbiamo letto insieme dopo aver terminato il libro Dinodino, solitamente leggiamo un paio di pagine a testa perché lui ancora adora farsi leggere le storie più che leggerle da sole. Io ero stanca ma lui di più. Gli ciondolava la testa e sbadigliava ogni tre parole ma non si è voluto fermare. Chissà se si è identificato in quel bambino visto che pure lui ha una famiglia che si discosta un po' da quella classica e tradizionale. Samuele vive con me ma due volte al mese trascorre un week end lungo con il papà e rispettiva fidanzata. Samuele ha un gatto a casa di mamma e due a casa di papà, uno di questi giorni glielo chiedo se si sente come il bambino del libro. Ah dimenticavo il suo giudizio: mi è piaciuto mille.
Dimenticavo: se vi piacciono i libri sulla diversità che io preferisco chiamare unicità, cliccate Mi Piace sulla pagina facebook Leggere insieme ancora e date una sbirciatina al blog perché il tema del mese di aprile è proprio: diversità.
Ultimi link poi prometto che chiudo il post. Diversità, libri, Children's Book Fair, autori, illustratori, ... NOI
Dal blog Il Mosaico Cooperativa: Novità Bacchilega Junior: NOI
Presentazione presso Cartamarea 05/10/2013
Recensioni: Mamma Claudia e Topastro, Libri e marmellataMilk BookBacini di farfallaLe nuove mamme, Tropico del libro, Figli moderniUn libro ancora.
NOI entra a far parte della bibliografia IBBY dedicata alla disabilità