domenica 26 ottobre 2014

E tu che sasso sei?

Ieri pomeriggio io e Samuele abbiamo partecipato ad un laboratorio davvero carino presso la libreria Cartamarea di Cesenatico, un laboratorio i cui protagonisti erano i sassi: "Siete delle teste dure come granito? O delle pietre focaie che s'incendiano facilmente? O vanitosi come uno smeraldo?
Laboratorio a cura di Isabella Christina Felline* ed Elena Martini per bambini e per adulti che non smettono di essere bambini perché guardano il mondo con occhi curiosi! Perché in fondo: piccolo ciottolo o grosso masso, c'è un po' di noi in ogni sasso."
Isabella è una delle mie amiche virtuali di Facebook, scoperta grazie a un libro comprato alla Children's Book Fair: ANIMALI di VERSI. Non ho potuto fare a meno di scrivere una recensione sul lupo vegetariano, la volpe che cammina assai piano e tutti gli altri animali speciali del libro. Quando ho saputo che Isabella sarebbe venuta in Romagna per presentare il nuovo albo illustrato "Come sassi" mi son sentita davvero fortunata.
Il libro è una raccolta di modi di dire sulle pietre, quando l'ho sfogliato la prima volta mi sono resa conta di quanti siano: cuore di pietra, lanciare il sasso e nascondere la mano, metterci una pietra sopra, avere un sassolino nella scarpa, posare la prima pietra, dormire di sasso, pietra miliare...
Per ogni modo di dire, una breve rima accompagnata dalle bellissime illustrazioni di Elena Martini che ha dato vita ai sassi! Durante il laboratorio a cui hanno partecipato i bimbi, e i genitori, Isabella ed Elena hanno illustrato alcuni modi di dire e spiegato che ognuno di noi può essere associato ad un tipo di sasso. Ci sono persone "pietra focaia" che si arrabbiano facilmente o persone "granito" che sono testarde...
Dopo la presentazione è iniziato il laboratorio e tutti i partecipanti hanno realizzato un segnalibro con un sasso, un cartoncino, colori e fantasia. Alcuni segnalibri erano davvero bellissimi, dei piccoli capolavori, soprattutto quelli dei bambini. È stato un laboratorio davvero simpatico e penso che io e Topastro prepareremo segnalibri con i sassi per ogni libro che regaleremo da oggi in poi. 

Naturalmente abbiamo comprato il libro e ce lo siamo fatti autografare sia dall'autrice che dall'illustratrice. Libro che vi consiglio per la particolarità del tema trattato, molto curioso, m anche per i simpatici testi di Isabella e la meravigliose immagini di Elena.
Vi lascio un piccolo estratto video del pomeriggio da Cartamarea e qualche immagine dei segnalibri e dei bambini seduti e attenti ad ascoltare storie. Non mi resta che augurarvi buona domenica e buoni libri perchè i libri, per tante persone, sono cari compagni di viaggio!
Qualche idea per giocare con i sassi: Pinterest - pollon72 - sassi
E se avete in programma una gita ecco un posto speciale, in Toscana, dove potete trovare tanti sassi strani: Selva di sogno
* Isabella, italosvizzera, è autrice e bibliologa, promuove i libri, la lettura e la scrittura con conferenze, corsi , laboratori, eventi. Ha pubblicato vari articoli di Pedagogia della Lettura su riviste specializzate, alcune fiabe per la rivista G-Baby (San Paolo Edizioni), gli albi e activity book "Animali di Versi" e "Questione di ingranaggi" (Uovonero Edizioni); per Coccole Books "Tipi da bicicletta" e "Cotto a puntino". Attualmente vive sul lago di Bolsena, con un marito, due figli, tre gatte e una bici rosa. Ha dato vita al Piedibus di Montefiascone e il suo prossimo libro in cantiere è proprio sulla magia di andare a scuola a piedi.

mercoledì 22 ottobre 2014

Ancora sulla scuola...

Questa volta non vi parlo di materiale scolastico o bella grafia, (ma per i più curiosi siamo a quota, sopo solo 5 settimane e mezzo: 8 matite, 1 temperino, 2 gomme, una penna e 3 pastelli), ma di compiti e responsabilità di bimbi e genitori. Partendo dal presupposto che noi genitori siamo tutti diversi, (riferito a tempo libero, valori, principi e priorità...), e che i bimbi sono tutti diversi, (carattere, difficoltà, competenze...), a noi le maestre hanno chiesto di seguire i bambini nei compiti, sempre, ma di cercare di renderli autonomi il più possibile. Che significa? 
Che i bimbi devono imparare a usare la memoria e per questo motivo a volte la maestre assegna dei compiti solo oralmente. Sul quaderno non verrà scritto nulla ma ai bimbi, durante la lezione a scuola, verrà detto a voce: "per domani leggete tante volte la pagina X del libro di italiano".
Che i bimbi devono fare i compiti da soli perché è stato spiegato loro come fare e un esercizio simile a quello assegnato per casa è stato svolto in classe diverse volte.
Che i bambini a casa devono imparare a prepararsi in autonomia il materiale scolastico, (libri e quaderni per le lezioni del giorno successivo), la merenda, verificare di avere matita, gomma, temperino...
Che i genitori devono aprire i quaderni dei figli tutti i giorni per verificare se ci sono avvisi e per correggere i compiti. Non fare i compiti al posto dei bambini ma correggere il lavoro svolto dai figli cercando di far notare loro gli errori in maniera che possano correggere da soli le parole o le operazioni sbagliate: "sei sicuro che si scriva proprio così?", "vuoi provare a rifare questa operazione per vedere se il risultato è giusto?"
Samuele è un bambino molto dolce, sicuro di sé, impavido, intelligente, creativo e chiaccherone. Al primo posto tra le sue priorità non c'è si sicuro la scuola e quindi, nonostante io ci provi dall'inizio dello scorso anno scolastico, non è facile cercare di spostare il gioco al secondo posto. Non è facile per lui pensare che la scuola è un dovere e una responsabilità. Perché mai dovrebbe ricordarsi ogni sera di controllare se c'è la matita nell'astuccio? Perché avere tanta cura per la gomma a scuola? Tanto se la perdo la mamma me ne da un'altra. Ricordarsi di mettere la merenda nello zaino ogni mattina? Lui in testa ha i Lego, e deve pensare a quale giochino portare a scuola per giocare durante la ricreazione.
Ricordarsi di dire alla mamma che deve firmare un avviso o che per domani bisogna leggere un breve testo sul libro? Sicuramente è un problema per tanti bimbi anche se ho notato che proprio perché sono tutti diversi, alcuni sono un pochino più attenti ai doveri scolastici.
Lo so che non è bellissimo parlare di doveri a sei anni ma è così, credo che siamo quasi tutti d'accordo che l'inizio della scuola primaria coincide con l'inizio dei doveri da parte dei bambini. Anno scorso ho cercato di aiutare Samuele il più possibile, il primo anno è davvero difficile, il passaggio dalla scuola infanzia alla scuola vera e propria è davvero duro. Quest'anno pensavo che l'anno scolastico sarebbe filato liscio ma a lui della scuola, come anno scorso, importa proprio poco. Dimentica a scuola i libri o i quaderni sui quali deve fare i compiti, dimentica o omette di dire che ci sono dei brani da leggere, ...
Certe volte ho cercato di aiutarlo come quando non ha studiato a memoria la filastrocca di matematica perché "non è vero che era da imparare a memoria" ,(c'era scritto proprio in fondo alla filastrocca), "ma era troppo lunga", "tanto anche altri bambini non la imparano a memoria" e io la mattina gliel'ho scritta su un foglietto ordinandogli di studiarla al pre-scuola prima delle lezioni. Oppure quando ha dimenticato a scuola il libro di matematica sul quale doveva fare alcuni esercizi e abbiamo scaricato le pagine dal sito della casa editrice o ancora quando ha dimenticato a scuola la filastrocca di inglese e ce la siamo fatti mandare sul gruppo WhatsApp dei genitori della classe che frequenta.
Spesso la sera apro l'astuccio e scopro che ha una matita lunga 4 cm. o che la gomma è scomparsa, che nel quaderno di italiano sono rimaste solo 2 pagine vuote...
Io lo so che non lo sto aiutando a diventare autonomo ma come si fa? È  più forte di me! Vorrei che avesse sempre il materiale necessario per scrivere e colorare, che non dimenticasse a casa la merenda o l'acqua o le scarpe per fare ginnastica il lunedì mattina. 
Ci rimango male quando sul quaderno trovo una nota, (informativa), o quando per compito deve riempire una pagina intera con una parola che a scuola ha copiato male dalla lavagna.
Lui ha le sue priorità e al primo posto c'è ancora sicuramente il gioco. Io ci provo, quasi sicuramente nella maniera sbagliata, a mandarlo a scuola con i compiti fatti, il materiale in ordine e la merenda nello zaino, ma i risultati sono pessimi. C'è questo istinto di protezione che non ne vuol sapere di mettersi da parte e così continuo ogni mattina a ricordargli "hai preso la merenda?", "hai preparato le scarpe da ginnastica?"...
D'altra parte non credo che andare a scuola senza compiti, senza libro o senza aver studiato la filastrocca possa essergli di insegnamento perché le note informative o le sgridate delle maestre non lo colpiscono più di tanto.
Che fatica fare la mamma... Io però mica mi arrendo! Sono una di quelle mamme che ci tengono a sapere cosa fa il figlio a scuola, ad ampliare gli argomenti trattati anche a casa, una mamma che vuole esserci. Una mamma che davvero vuole trasmettere al proprio figlio i valori in cui crede e siccome son convinta che la scuola sia importante, che sia importante impegnarsi e fare del proprio del proprio meglio, io mi preoccupo e mi chiedo come fare a far comprendere a mio figlio che anche se lui preferisce giocare, (e capisco il suo punto di vista), deve cercare di dare il massimo anche a scuola! E siccome niente accade per caso, proprio ieri apro facebook e mi appare questoVaccinare i figli contro il dolore "Noi genitori siamo sempre molto preoccupati dalla sofferenza dei nostri figli. Vorremmo che non provassero mai dolore, che non fossero mai tristi, che non dovessero stare male, arriviamo al punto di avere paura che piangano. E se stessimo sbagliando tutto? Se la frustrazione e il dolore fossero funzionali? Abbiamo chiesto aiuto alla nostra amica e psicologa Elena Sardo."

martedì 14 ottobre 2014

Il benessere psicologico dei bambini e il gioco

In questi giorni tantissimi amici di facebook, ma anche tante persone che non conosco né virtualmente né nel mondo reale hanno condivido il filmato realizzato da Saverio Tommasi sui parchi giochi inclusivi. Tra queste persone c'è Domenico, un papà che ha accompagnato il video con queste parole: 
"Una delle cose più belle e impegnative della mia giornata è il momento del "facciamo che", il gioco che facciamo con mia figlia, che ha quasi cinque anni, sui personaggi. Lei inventa una storia, una situazione, dà vita ad alcuni peluche, sceglie le battute e poi dobbiamo recitare. Ora io non sono molto portato per la recitazione e sbaglio, mi scordo le battute o me le ricordo più o meno e quindi faccio tutto in modo sommario e lei dopo un po' che mi riprende (è una regista esigente la mia bimba) si arrabbia e mi dice che non sono serio. A volte piange e si dispera e io capisco che non c'è niente di più serio del gioco. Il video di Saverio Tommasi parla del gioco importantissimo per TUTTI i bambini. Con la sua consueta allegria e un po' di commozione che non guasta. Guardatelo c'è da imparare."



C'è una frase che mi ha colpito in maniera particolare ed è "non c'è niente di più serio del gioco". I bambini hanno bisogno di giocare perchè proprio attraverso il gioco scoprono, imparano, crescono. Non ho competenze che riguardano lo sviluppo dei bambini ma sono mamma di un bambino di 7 anni e mezzo e questi lunghi anni ho visto crescere un cucciolo che non sapeva camminare né parlare, ho visto un cucciolo riuscire per la prima volta ad afferrare un oggetto con le sue piccole manine, ho visto un cucciolo lanciare i giocattoli quando non riusciva a compiere un'azione che nella sua mente era ben definita ma le sue mani non volevano collaborare. Ho visto un cucciolo strappare i giochi dalle mani di un amichetto, ho visto un cucciolo avvicinarsi ad altri bambini e con le mani toccare, accarezzare e picchiare. Ho visto il mio cucciolo iniziare ad apprezzare i giochi di ruolo e quindi preparare la pappa per i suoi pupazzi, far finta di aggiustare un oggetto, travestirsi da mago, da fantasma e altro ancora. I bambini imparano tutto attraverso il gioco: a condividere gli oggetti, a usare le parole invece delle mani, a rispettare le regole, a relazionarsi tra di loro, a creare con la fantasia dei mondi fantastici.
Per un bambino è importantissimo giocare, poter giocare sia con i giocattoli che con materiali poveri o di riciclo così da apprezzare gli oggetti, la loro bellezza e l'importanza di averne cura o, nel caso di materiali grezzi, a usare la fantasia per creare oggetti unici. 
É importante per un bimbo anche riuscire a giocare da solo e allo stesso tempo giocare con altri bambini, (da una certa età in poi), perché il bambino in gruppo è costretto ad imparare che a volte si perde, che talvolta bisogna giungere a compromessi ed è necessario rispettare le regole.
Oltre ad essere una grande scuola di vita, il gioco è anche benessere del bambino perché giocando i bambini esprimono emozioni, consumano energia e si divertono. I bambini hanno bisogno di ridere e vivere una vita il più spensierata possibile proprio per questo motivo il diritto al gioco è sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza insieme ad altri diritti fondamentali come avere un nome, una cittadinanza, dei genitori e diritto alla salute.
Se il diritto al gioco è così importante, tanto da essere sancito dalla convenzione sui diritti dei bambini, che ha cuore il benessere dei bambini, sarebbe altrettanto auspicabile che fosse un diritto di tutti.
Purtroppo non tutti i bambini sono uguali e c'è chi ha più difficoltà di altri ad utilizzare ad esempio i giochi dei parchi perché magari è ipovedente, ha lievi difficoltà motorie o utilizza una carrozzina.
Per tutti questi bambini, che ogni giorno si ritrovano a lottare anche per le cose che a noi sembrano semplici, sono nati i parchi gioco inclusivi.
Per il bene di tutti i bambini, non solo quelli con disabilità, sarebbe bello che noi genitori, ma più in generale gli adulti, iniziassero seriamente a pensare al benessere, (psicologico e non), dei futuri cittadini. I bambini sono il nostro futuro e si meritano di vivere in un mondo che offre loro la possibilità di giocare!

Questo post partecipa al blogstorming Tema del mese: il benessere psicologico dei bambini.

domenica 12 ottobre 2014

Come divertirsi al parco anche in carrozzina!

Un video che ha bisogno di poche parole. Grazie a Saverio, grazie Fanpagne, grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla gita al parco e, come ha scritto Saverio sulla sua pagina facebook:

"Conoscete i parchi per tutti? Io ho deciso di passare una giornata DIVERTENTISSIMA in un parco giochi inclusivo, uno di quelli con giochi accessibili anche ai bambini in carrozzina. E l'ho fatto insieme a Raffaella, Claudia e i loro splendidi figli.
PS. se vi capita di parlare con le vostre amministrazioni comunali fateglielo presente e rompetegli un po' le balle...perché giochi per tutti i bambini dovrebbe significare davvero per TUTTI."


Il blog: Parchi per tutti

6 uova

Un aggiornamento breve, solo per immagini, e un breve racconto per sorridere perchè sorridere fa bene :-)
Ieri è stata una giornata calda e soleggiata e nel pomeriggio io e Samuele abbiamo fatto una passeggiata in spiaggia e poi in piazza. Verso le 18:00 ho detto a Samuele: tra cinque minuti andiamo a casa ma prima passiamo al supermercato a comprare le uova. 
Poco dopo ci incamminiamo verso il piccolo supermercato vicino alla piazza e incontriamo un'amica. Ci fermiamo a scambiare due chiacchere e Samuele si annoia e inizia a chiedere: quando andiamo? quando andiamo a casa? andiamo a comprare le uova?
Gli propongo: vai tu al supermercato, (eravamo proprio davanti alla porta di entrata/uscita), prendi le uova, io intanto parlo con la Grazia. Lui felicissimo inizia a saltellare perchè adora fare le cose da solo. 
Gli do 5 euro e gli dico: devi comprare 6 uova, prendi quelle su cui è scritto allevamento terra. E lui: mi bastano i soldi? Io: sì, certo!
Samuele: devo prendere il cestino?
Claudia: no, per 6 uova non ti serve.
Samuele entra nel supermercato, io chiacchero con la mia amica e dopo un bel po' finalmente si apre la porta e compare Samuele con due pacchi di uova in mano, (totale 12 uova). Lo guardo stupita e gli chiedo: perchè hai comprato due pacchi?
Samuele, un po' scocciato: perchè non mi bastavano i soldi!
Claudia: ma come? Ti ho dato 5 euro e dovevi prendere 6 uova!
Samuele: non mi bastavano!!! 
Claudia: ma a me servivano sei uova...
Samuele: ma non potevo prenderle, non mi bastavano i soldi!!!
Claudia: ma in mano hai due pacchi di uova!
Samuele: uffa, mi hai dato solo 5 euro!
Claudia: appunto! I 5 euro bastavano per comprare 6 uova.
Samuele: non capisci. Non mi bastavano.
La mia amica rideva e io continuavo a non capire perchè aveva comprato due pacchi di uova e come potevano non bastare cinque euro per sei uova! Avevo iniziato a pensare che lui volesse spendere tutti i soldi che gli avevo dato e quindi forse aveva fatto il calcolo di quanti pacchi di uova avrebbe potuto comprare? Mi viene in mente di chiedergli quando costa un pacco di uova.
Samuele: 2 euro e 8 centesimi!
Claudia: allora perchè non hai comprato 6 uova invece di due pacchi? Quanto hai speso?
Samuele: 4 euro e 16 centesimi.
Claudia: dov'è lo scontrino?
Me lo da e controlliamo: 4,16 euro e io ancora gli domando per l'ennesima volta perchè ha comprato due pacchi e lui: perchè non mi bastavano i soldi!
"Per comprare sei pacchi mi servivano più di 12 euro e ne avevo solo 5!"
A quel punto mi si è accesa la lampadina in testa ed ho capito che lui aveva frainteso, io gli ho chiesto di comprare 6 uova e lui nella fretta di entrare da solo al supermercato per comprarle ha capito sei pacchi o meglio: lui avrebbe voluto comprare 6 confezioni, non si è domandato quante uova ci fossero all'interno. Per fortuna gli avevo dato solo 5 euro altrimenti sarebbe uscito dal supermercato con 36 uova!!!
Mi ha stupito la sua precisione e attenzione, a lui piace molto fare le cose da solo, nel controllare il prezzo delle uova, (non è andato alla cassa con sei pacchi di uova ma con due!), calcolare quanti pacchi avrebbe potuto comprare e poi tornare da me fiero con 12 uova!
Buona domenica a tutti!!!