mercoledì 7 marzo 2012

La mia associazione preferita: Famiglie SMA

Oggi ho deciso di scrivere un post su Famiglie SMA. Un altro? Direte voi. Si, un altro! Perchè è da un po' di tempo che non scrivo qualcosa sulla mia Associazione preferita e perchè ci sono parecchi nuovi followers e magari non hanno letto i vecchi post :-)
Famiglie SMA è un'Associazione fondata da un gruppo di genitori di bimbi affetti da atrofia muscolare spinale: la SMA. Questi genitori tosti cercano di dare visibilità alla loro Associazione e soprattutto a questa brutta malattia. Perchè più se ne parla e più la gente capisce che dietro alla SMA ci sono semplicemente dei bimbi che hanno voglia di giocare con gli amici, di andare a scuola e di fare cose semplici. Dei bimbi davvero carini, io ho il loro calendario appeso al muro. Questi bimbi potranno fare tutte le cose che fanno i bimbi sani quando sarà scoperta una cura per la SMA. 
E uno degli scopi dell'Associazione è raccoglie fondi per la ricerca scientifica. Sono stati raccolti fondi con la vendita del brano musicale "Forza Diego, corri!" di Nadia Ghigliotto e "Musica Rossetti E Sma"  di I Fori Imperiali con la simpaticissima Simona Spinoglio. Ve li segnalo perchè il loro costo è basso ma sono due brani davvero speciali! Personalmente ho partecipato e sostenuto diverse iniziative lanciate da Famiglie SMA: 1 click donation, rete del dono, Muoviti tu che puoi!, ... Questi genitori non stanno mai fermi! Se ne inventano una nuova ogni giorno. Le ultime tre iniziative si sono concluse ma ce ne saranno  sicuramente altre in futuro. Questo non vuol dire che voi non possiate dare una mano anche adesso... Potete fare una piccola donazione tramite il sito Famiglie SMA oppure acquistare uno dei tanti gadget in vendita  nella sezione apposita sul loro sito.
Troverete bomboniere, portachiavi, matite, biglietti, libri...
A proposito di libri ve ne voglio segnalare uno: "L'aura di tutti i giorni" che io ho trovato bellissimo! Laura Boerci è una bravissima scrittrice. Io naturalmente ho divorato anche il suo secondo libro: "I colori del buio". 
L'immagine di questo post? Ah si, giusto! Uno dei motivi per cui ho deciso di scrivere questo post: è giunta l'ora, anche quest'anno, di presentare la dichiarazione dei redditi. Se ogni volta che vi recate dal commercialista oppure  al CAAF o da chi vi aiuta a compilare i moduli non sapete rispondere alla domanda "a chi vuole devolvere il 5 x mille?". Queste due immagini fanno per voi. Potete stamparle e metterle nella cartellina insieme a ricevute mediche e il resto della documentazione così farete un gesto carino per i bimbi affetti da SMA. Codice Fiscale Famiglie SMA: 97231920584.
GRAZIE!

lunedì 5 marzo 2012

Altri vecchi ricordi

In casa mia c'è una stanza che non è possibile definire... E' stireria, studio, sgabuzzino, craftyroom... Dentro ci sono scaffalature, librerie, scrivanie,  scarpe, contenitori di plastica colmi di tessuto, panni da stirare, il computer, la macchina per cucire, giochi, giornali, materiale di cartoleria, tappi, candele, bottoni, ... 
Quando ho comprato la macchina per cucire l'ho posizionata di fianco al computer, su un tavolo a forma di L. Però sapevo che non era il posto più adatto. Tagliare e cucire stoffa produce polvere e il computer non va molto d'accordo con quest'ultima. 
Così mi sono decisa ad aprire il baule pieno di lenzuola e coperte che appartenevano e appartengono a mia nonna, mia mamma e a me piccina.
Ho consegnato la maggior parte delle lenzuola e coperte a mia mamma e riposto nel mio armadio un paio di coperte di lana. Il baule è finito in garage, in attesa di essere spostato altrove e al suo posto c'è un tavolino bianco Ikea, (pagato 14 euro), con sopra la macchina per cucire! Ho scattato qualche foto, perchè gli oggetti che mi sono passati per mano hanno tanti ricordi, e non voglio che vadano persi. Una volta non esistevano  nè coperte di pile nè piumini d'oca. Nel baule c'era una trapunta singola dallo spessore considerevole, imbottita di lana. Io mi ricordo di aver dormito sotto quella copertona, era verde con dei fiori. Pesantissima :-)
Altrettanto pesanti le coperte di lana lavorate ai ferri, quelle composte da tanti quadrati di diversi colori che venivano cuciti insieme. Anche voi ne avevate una simile? Nella prima foto del post potete vedere la mia, di quando ero piccola. La seconda foto invece è un collage di alcune delle lenzuola che appartengono a mia mamma, credo siano le lenzuola che ricevette in dono come corredo per sposa. O forse alcune erano della mia nonna? Non saprei. So che mia nonna e mia mamma, quando quest'ultima si sposò, si sono scambiate i bauli. Mia mamma si è portata a casa il baule della nonna, che è marrone scuro e mi pare abbia il coperchio bombato. E' nel garage dei miei genitori. E lasciò a mia nonna il suo baule di cui si intravede il coperchio nelle ultime tre foto.
Questo baule è rimasto a casa della mia nonna fino quando è vissuta e poi è finito a casa mia dove è stato fino pochi giorni fa. Dentro questo baule c'era anche una scatola che contiene un completo per letto matrimoniale. Credo ci siano lenzuola, copriletto e vestaglia. Ho trovato questa scatola quando ho vuotato l'appartamento della mia nonna e ho domandato a mia mamma di chi fossero quelle lenzuola nuove, ancora nella scatola. Lei mi disse che la nonna le aveva comprate per regalarmele quando mi fossi sposata. Potete immaginare quale sia il valore affettivo di quelle lenzuola per me. Io amavo immensamente la mia nonna Palmira e pure lei mi voleva un bene infinito.
E' stato molto bello sapere che aveva pensato al mio futuro e speso tanti soldi per comprare delle lenzuola bianche con particolari azzurri: il mio colore preferito. Dopo aver vuotato il baule mi sono tornati in mente alcuni episodi e ricordi e nei giorni successivi sono andata in garage, dove c'è la credenza che è stata per moltissimi anni in casa della mia nonna. La credenza contiene piatti, bicchieri, tazze, pentole, un paio di uccellini imbalsamati e molti altri oggetti che sono appartenuti alla mia nonnina. E così ho fotografato la scatola con i ferri per creare scialli e coperte di lana. Diverse chiavi. Del portone, di casa e del capanno. Mia nonna viveva a Savignano in una casa popolare in Via Cipriani. A pochi metri dalla linea ferroviaria e dalla stazione. 
La casa aveva un portone di legno e pure  l'appartamento aveva una porta in legno con una normale serratura, non quelle blindate che fanno oggi. Il capanno era una specie di ripostiglio che si trovava nel giardino dietro casa, ogni appartamento ne aveva uno. La nonna ci conservava vecchi armadi, vasi per le piante, le bottiglie dell'acqua...
Nella credenza cè ancora la padella in cui la nonna, lo ricordo benissimo, preparava il coniglio. Ci sono delle ciotoline in vetro trasparente in cui lei metteva una specie di budino la domenica. Lo scopino di saggina serviva per pulire il tagliere, (in Romagna chiamiamo così la spianatoia), dopo aver preparato le tagliatelle o la sfoglia per le lasagne. Lei mangiava tutto con poco sale e quando preparava le lasagne condiva poco la parte in uno dei quattro angoli della teglia, metteva sopra uno stuzzicadenti e infornava.  
La pentola di terracotta non me la ricordo e non so perchè abbia quella forma ovale. La nonna aveva parecchie tazze di "latta" in cui scaldava il latte e poi vi immergeva il pane duro. Il souvenir di San Marino non so a quale anno risalga ma lo ricordo come fosse ieri. Era sulla credenza e mi ha sempre colpito, forse perchè è abbastanza particolare. Nei cassetti della credenza ci sono un paio di occhiali appartenuti alla nonna, il vangelo e altri libricini di preghiere molto vecchi, mi pare alcuni siano stati stampati prima del 1950. C'è un librettino, forse la licenza di guardiacaccia, del mio nonno e alcuni certificati pensionistici della nonna. Il ritratto con la matita verde credo lo abbia fatto lo zio Roberto. Quando era giovane dipingeva. In salotto ho un suo quadro raffigurante un uccellino in gabbia. Chissà se il Topastro quando sarà grande leggerà questi racconti. 

venerdì 2 marzo 2012

Esperimenti

Era da un po' di tempo che volevo provare a mescolare amido di mais e acqua come suggerito da Lapappadolce e finalmente si è presentata l'occasione. Topastro sabato scorso si ammalato e così non siamo potuti andare alla festa di compleanno del suo amichetto programmata per domenica. Quando si è obbligati a stare a casa il tempo scorre lento e così ho pensato di proporre al Topo dei giochi molto interessanti che lo avrebbero tenuto occupato per un  po'. 
Stare in casa, ora che la temperatura esterna è salita, è davvero difficile ma quando si è malaticci non si può uscire... E così, ancora in pigiama, abbiamo preparato una tovaglietta, un contenitore di vetro trasparente, acqua, amido di mais e un cucchiaio. Non pensavo fosse così divertente. Questo composto è davvero simpaticissimo e fa uno stranissimo effetto sentire che è durissimo se lo si manipola velocemente o con forza mentre è come un liquido se lo si mescola molto lentamente. 
Se cade sulla tovaglia si può raccogliere come fosse un impasto per biscotti e la parte che è caduta in terra dopo poco si è trasformata in bricioline secche. E' da provare: fatelo! Non so se mi son divertita più io o Topastro :-)
Lui era intento a martellare il composto con un cucchiaio e naturalmente era impossibile toccare il fondo di vetro del contenitore perchè la neve piccicosetta, come l'ha definita il Topastro, formava uno strato duro che impediva di raggiungere il fondo. 
Io invece mi sono divertita ad affondare le mani con forza, pareva  di toccare il fango ma subito dopo diventa molliccio, liquido e scivola tra le dita. E' stata una faticaccia travasarlo dalla scodella in un barattolo di vetro perchè usavo il cucchiaio troppo velocemente. Per tutte le spiegazioni scientifiche e altre informazioni vi rimando al post segnalato in alto o ai tanti video che si trovano su youtube digitado "Oobleck". 
Noi lo abbiamo fatto per puro divertimento, penso che Topastro sia ancora troppo piccolo per capire perchè questo composto è così strano. Dopo un'oretta il Topastro si è stancato di mescolare, pestare, paciugare con le mani e mi  ha chiesto se potevamo fare un esperimento diverso. Non avevo preparato nulla ma in due minuti gli ho procurato del materiale non pericoloso per giocare. 
Due boccettine di vetro con contagocce, una riempita di aceto e la seconda con acqua e colorante alimentare blu. Nei bicchierini di carta ho messo granelli di amido per fare il bagno, sale, lievito per dolci, caffè, alcuni integratori alimentari con data di scadenza 2011, limone... Il Topastro si è divertito un sacco a mescolare i suoi ingredienti e veder cambiare consistenza e colore alle sue pozioni magiche. 
In casa non avevo il bicarbonato di sodio per fare la schiuma mescolandolo all'aceto, ne ho sempre almeno due scatole ma domenica in casa non ce n'era neppure una puntina! Però con il lievito abbiamo comunque creato dei composti schiumosi che emettevano pure un rumore frizzantino. 
Naturalmente il tavolo e il pavimento sotto alla sedia di Topastro erano un po' malconci dopo tutti quegli esperimenti ma lui si è divertito davvero tantissimo. 
Dopo un bel po' di tempo, quando il vassoio era nelle condizioni della foto qui sopra, il Topastro ha dichiarato di aver finito di fare esperimenti e di aver creato la salsa che di solito mettiamo nella pasta: il pesto genovese.

mercoledì 29 febbraio 2012

Gita a Mondaino

Settimana scorsa io e Topastro, approfittando delle temperature quasi primaverili, abbiamo deciso di fare una gita. Viviamo in una zona in cui c'è solo l'imbarazzo della scelta! Si può andare al mare o in collina, in qualche parco di divertimento, (in questo periodo però alcuni sono chiusi), a visitare monumenti risalenti ai Romani o qualche castello.
Insomma è sufficiente puntare il dito sulla cartina della Romagna e qualsiasi posto sarà un buon posto! E così abbiamo scelto Mondaino. Da Viserba abbiamo percorso la SS 16 fino all'incrocio con via Coriano e poi abbiamo iniziato ad addentrarci nell'entroterra: Coriano, San Clemente, Morciano, Saludecio e Mondaino: arrivati. Si dice che il nome sia dovuto al fatto che un tempo questa zona fosse assiduamente frequentata da daini e vi sorgesse anche un tempio dedicato a Diana, dea della caccia. 
Mondaino appartenne alla Signoria dei Malatesta, (famiglia che dominò la Romagna tra il 1300 e 1500 circa). E' quindi presente, come in tantissimi altri paesini della Romagna, una Rocca Malatestiana, (nella foto qui sopra). 
Io sono nata in Romagna ed ho sempre vissuto qui, per me è normale vedere castelli, rocche, fortificazioni, vechie mura, borghi... Non c'è paesino che non abbia conservato un piccolo ricordo del passaggio dei Malatesta.
Rimini, Santarcangelo, Montebello, Verucchio, Gradara, Coriano, Montescudo, Mondaino, Montefiore Conca, Sant'Agata Feltria, San Leo, ... 
La prima immagine ritrae invece la porta Marina che un tempo era protetta da un ponte levatoio. Oggi il ponte di legno non c'è più, sono rimaste solo le travi di legno che permettevano di sollevarlo e abbassarlo. A Mondaino c'è una particolare piazza a forma semicircolare, peccato che io abbia scoperto solo a casa che la fotocamera ha la funzione panoramica e quindi l'immagine sopra non è molto suggestiva. Però si vede il porticato che corre lungo tutto il perimetro della costruzione che abbraccia la piazza. Le auto stonano proprio con il paesaggio, peccato.
A Mondaino, si capisce dalle immagini, c'erano ancora grossi cumuli di neve quasi ovunque. Quest'anno la Romagna è stata sommersa dalla neve! Mi raccontava mio zio pochi giorni fa che pare che questa nevicava si possa eguagliare a quella del 1929! Qui sopra la meridiana che si trova all'esterno del porticato semicircolare mentre sotto un'immagine delle colline attorno a Mondaino ancora innevate.
A Mondaino non c'era confusione, non è periodo di turisti nè di grandi feste. In questo paesino infatti si svolge una sagra molto conosciuta da chi abita nei dintorni: il Palio del Daino
Si tratta di una festa per ricordare il patto di pace stipulato tra le Signorie Malatesta e Montefeltro nel 1459. Le Contrade di Mondaino si sfidano in diversi giochi e i turisti possono ammirare arti e mestieri risalenti a quell'epoca. 
Io e Topastro abbiamo passeggiato per le vie silenziose e ci siamo fermati davanti al Mulino della Porta di Sotto dove abbiamo percepito il profumo del formaggio di fossa. A me piace tantissimo mentre Topastro non ama neppure l'odore. Mentre io sniffavo sorridente l'odore del formaggio che aveva riposato nelle fosse, Topatro esclamava: cosè questa puzza? 
Mannaggia... eppure è romagnolo e il suo nickname pure farebbe pensare che sia un amante del formaggio.
Per chi non lo sapesse, in diversi paesini della Romagna c'è l'usanza di seppellire il formaggio in delle fosse per farlo stagionare. Di dice che questa usanza sia nata per nascondere il formaggio e per conservarlo in un luogo in cui potesse stagionare senza coprirsi di muffe e con il tempo si è scoperto che è buonissimo! Non ho idea di quale sia il paesino a cui sia attribuita la paternità di tale particolare stagionatura. So che sotterrano il formaggio a Sogliano sul Rubicone, Talamello, Sant'Agata Feltria... e pure a Mondaino. 
Il formaggio, di pecora o misto, in Agosto viene messo in sacchi di tela e poi riposto in fosse scavate nel terreno e rivestite di paglia. In novembre il formaggio vede nuovamente la luce. Ha un sapore molto forte e a me piace davvero tanto! 
Tornando a casa ci siamo fermati a vedere la piccola piazza di San Clemente e abbiamo segnato un paio di posti in cui fare la prossima gita di primavera.
Meno male che c'è Barbara, mamma fatta così, che mi ha ricordato che oggi è la Giornata internazionale delle Malattie Rare. Questo video è bellissimo!
Giornata dedicata a parte, io ricordo spesso i bimbi con malattie rare perchè ho un bellissimo calendario Famiglie SMA sul muro, sopra al monitor del pc :-)

lunedì 27 febbraio 2012

Storia di due piccoli stemmi

Nei giorni scorsi ho giocato parecchio con la mia nuova fotocamera. Ho fatto prove di scatto in interno, esterno, effetti speciali, macro...
Ero alla ricerca di piccoli oggetti da fotografare e naturalmente mi sono venuti in mente i bottoni della scatola della mia nonna. Ho scelto due piccoli oggetti di metallo dorato e una volta scaricate le immagini su pc mi sono chiesta: ma cosa sono? Li ho avuti tra le mani tante volte, anche quando ero piccina, ma non sapevo di preciso di cosa si trattasse.
Così ho pensato di inviare una mail a Giorgio, l'uomo dei bottoni. Io pensavo si trattasse di due stemmini decorativi per giacca ma lui mi ha risposto che trattandosi di due pezzi identici era più probabile che si trattasse di gemelli per camicia. Che pareva uno stemma pubblicitario di una fonte di benessere visto che si intravedeva una donna intenta a fare delle cure termali. La corona poteva essere indizio di terme in una villa di nobili. Giorgio mi ha anche scritto che sotto all'immagine pareva esserci una scritta, cosa che io non avevo notato. Mi sono armata di lente di ingrandimento come mi ha suggerito ma non sono riuscita a leggere le lettere minuscole.
Ho scattato altre immagini e ingrandito il più possibile fino a quando sono riuscita a intravedere la scritta: ALEA IACTA EST. Io il latino non l'ho studiato e storia non era una delle mie materie preferite quindi ho digitato la frase su Google e scoperto che significava: "il dado è tratto" o meglio ancora: "il dado è stato lanciato". Frase pronunciata da Giulio Cesare quando con il suo esercito proveniente dalla Gallia varcò il confine italiano che era appunto il fiume Rubicone. Violando il confine prese una decisione irrevocabile perchè era come dichiarare guerra a Roma e infatti scoppiò la seconda guerra civile.
Il Rubicone... Savignano... dove abitavano i miei nonni!
Più per curiosità che per altro ho cliccato "Immagini" relative ad "ALEA IACTA EST" e proprio nella seconda riga mi appare lo stesso stemmino dei due piccoli oggetti di metallo: Stemma Provincia di Forlì-Cesena. Incredibile! Che fortuna! Intanto proseguiva lo scambio di mail con Giorgio. Io a spiegare che la nonna Palmira ha gestito per molti anni il bar della stazione di Savignano, (la mia cugina Ivana di secondo o terzo grado, che vive a Cervia, mi racconta spesso che quando era ragazzina la mandavano dalla zia a dare una mano al bar), che il nonno andava a caccia...  e Giorgio a supporre che magari si trattava di un distintivo che gli permetteva di andare a caccia in tutto il territorio della provincia di Forlì. Oppure si trattava di distintivi che erano in vendita insieme ai giornali nel bar della stazione... 
Il rebus si faceva sempre più chiaro ma anche misterioso e così ho deciso di telefonare allo zio Roberto
Lo zio mi ha raccontato che la nonna era di Vicenza mentre il nonno era romagnolo, (1911-1970). Il nonno Raffaele era falegname ed ha lavorato per tanti anni in un negozio di giocattoli di legno a Cesenatico di proprietà di un ebreo. Durante l'occupazione dei tedeschi il proprietario aveva chiesto al nonno se poteva aiutarlo a fuggire in montagna insieme ai partigiani ma il nonno non aveva contatti e non potè aiutarlo. In ogni caso sarebbe stato molto pericoloso aiutare un ebreo. Un giorno il proprietario del negozio sparì e il nonno Raffaele perse il lavoro. I miei nonni si trasferirono da Cesenatico a Savignano, dove mi pare di capire che erano già stati e per un po' di tempo il nonno lavorò come volontario guardiacaccia, (aveva la passione per caccia e pesca). Dopo alcuni anni fu assunto e divenne un guardiacaccia dipendente della provincia di Forlì. E qui forse si risolve il mistero. Mio zio pensa che si possa trattare di mostrine della divisa da guardiacaccia di mio nonno. 
Mi ha suggerito di dare un'occhiata al cappello della divisa da guardiacaccia, che conserva mia sorella, per verificare se riporta lo stesso stemma. Ho telefonato a mia sorella e chiesto se poteva fotografare e inviarmi un'immagine del cappello. Eccolo qui! In effetti si tratta dello stesso stemma anche se molto più semplificato. Manca il ponte, la fonte da cui esce l'acqua, la scritta in latino... ma è lo stesso stemma!
Vi è piaciuta questa storia? Questi due piccolissimi oggetti di metallo racchiudevano tante notizie interessanti e legate alla mia storia familiare. La penultima immagine del post l'ho scattata nel settembre 2010 quando sono andata a Savignano a raccogliere castagne matte con Topastro. Si tratta del ponte romano sul Rubicone, il ponte riprodotto sullo stemma. 
Qui potete vedere le foto e qualche racconto dei bottoni di Sandra: I BOTTONI.

sabato 25 febbraio 2012

Quiz...

Vi svelo la soluzione del quiz del 22 Febbraio e ve ne sottopongo un altro. Le immagini scattate nel post Prove era appunto delle prove, immagini scattate con la mia nuova fotocamera. Tanto tempo fa possedevo, (e conservo ancora), una reflex manuale. Con l'arrivo di Topastro e delle digitali è stata accantonata e sostituita, (poveretta), da una piccola compatta. Avrei tanto voluto comprare una nuova reflex digitale ma in questo periodo non posso spendere tanti soldi in oggetti superflui e così mi sono accontentata di una bridge economica. 
Rispetto alla compatta, (che ultimamente aveva iniziato a fare capricci),  è un grande miglioramento e dalle immagini del post citato sopra si potevano notare i particolari precisi ripresi appunto dalla new entry in casa Claudia & Topastro. 
Ma torniamo al quiz. Durante le prove di scatto ero alla ricerca di piccoli oggetti da immortalare con la funzione macro e mi sono venuti in mente i bottoni. Ho prelevato dalla scatola dei bottoni di mia nonna alcuni pezzi e due piccoli oggetti di metallo dorato e li ho fotografati. Quando ho scaricato le immagini sul pc li ho osservati, strano vederli sullo schermo, non li avevo mai fotografati, e mi sono chiesta: cosa sono?
C'è qualcuno che mi sa dire cosa sono, a cosa servono, a chi appartenevano, cosa rappresentano i piccoli oggetti di metallo dell'immagine sopra? 
Io ho già la soluzione, la svelerò lunedì. Però se avete voglia di giocare, se siete curiosi, avete due piccoli oggetti simili in casa, ...lasciate un commento!
Non si vince nulla, tranne la storia che potrete leggere lunedì e spero vi piacerà. A me è piaciuto molto scoprire di cosa si tratta, soprattutto perchè ho coinvolto tre persone per riuscire a mettere insieme i pezzi che hanno portato alla soluzione.
Qui sopra invece la luna, fotografata ieri sera con la mia nuova fotocamera. Non è una foto perfetta nè strepitosa, è scattata con una bridge ma a me piace. Con la compatta non avrei potuto riprendere un'immagine simile.