domenica 19 febbraio 2017

Week end tra Università e Libreria

E anche un altro week end è quasi terminato. Lo abbiamo trascorso tra compiti, installazione della nuova lavatrice, (finalmente), Unijunior, un po' di lavoro per me, (Parchi per Tutti), e una bella visita in libreria Cartamarea a Cesenatico!
Che impressione vedere quei frugoletti di 2/3 anni o poco più che si divertivano da matti ad ascoltare Elisa Mazzoli fare la pazzerella per presentare Acqua Evviva insieme a Francesca Assirelli e Raffaele Maltoni
Eravamo lì e guardavo quei piccini, (lo sapevo che il pomeriggio in libreria sarebbe stato dedicato ai piccoli ma io e la socia era da parecchio che non andavamo insieme da Cartamarea e poi a Mattia, che ha solo 4 anni, forse sarebbe piaciuto), insomma li guardavo e pensavo a quando Samu era piccino come loro e ascoltava a bocca aperta Elisa raccontare storie, batteva le manine e, come quei bimbi, talvolta interrompeva per raccontare qualcosa accaduto il giorno prima. E invece oggi Samuele ha quasi 10 anni! Se ci penso quasi non ci credo che tra pochi mesi spegnerà 10 candeline, quanto è cresciuto in questi anni, quante corse, giochi, capricci, pianti. Ora è quasi un ragazzo, ha imparato a studiare da solo, ed è pure bravo, apprecchia e sparecchia la tavola, mi parla! 
Fino anno scorso ancora faticava a esprimere ciò che provava e se era arrabbiato erano guai: infiniti capricci, sfide, scenate, ... Ora è capace di dirmi: sono arrabbiato con te! ed è anche molto più facile trovare un compromesso se io dico A e lui B. Un ragazzino che il sabato, come lo scorso anno, va a lezione all'Università, certo quella per bimbi, e non più alle letture per bimbi piccini. Un po' mi mancano quei momenti, oggi quei bimbi in libreria mi hanno riportato alla mente tantissimi bei pomeriggi ad ascoltare storie di vari autori e oggi invece ho visto un ragazzino imbarazzato che continuava a ripetere "è per bambini piccoli" certo non perché non gli piacesse, l'ho visto che rideva, ma per fare sapere a me e a chi c'era che lui non era come quei bimbi, lui è grande e fa cose da grandi. 
Io invece mi son divertita molto, Elisa è sempre spettacolare con i bimbi. Come mi diceva ieri una mamma, (Luna di Carta), durante una passeggiata in attesa che i ragazzi uscissero alla lezione UniJunior, non è facile parlare ai bambini. Bisogna usare parole che possono capire ma soprattutto penso sia necessario aver voglia di ascoltarli, di capire cosa piace loro, cosa li fa ridere, e allora forse possiamo comunicare con loro. Elisa ci riesce sempre, attira sempre l'attenzione di tutti i bimbi e lo fa in maniera davvero simpaticissima, credo che, oltre ad aver studiato tanto, abbia un grande dono!
Concludo il post con un link che riguarda la mia socia e suo marito che sono stati ospiti a Deejay Chiama Italia venerdì scorso, se avete voglia ascoltateli, è un intervento molto simpatico! Hanno raccontato la loro esperienza al Dynamo Camp, anzi, fate un bel gesto e donate 2 euro inviando un SMS al 45514, (dal 10 al 27 febbraio 2017), e contribuirete a regalare una vacanza eccezionale a un bambino affetto da patologie gravi o croniche.
Deejay Chiama Italia del 17/02/17 con Raffaella e Tomas: http://www.deejay.it/audio/dynamo-camp-raffaella-e-thomas/512992/
Se preferite potete guardare il video, lo trovate qui: http://www.deejay.it/rubriche/djci-le-puntate-on-demand/452201/ (non è un link diretto al video, cercate la data venerdì 17/02/17, Raffaella e Tomas sono in onda dal minuto 46:50).

venerdì 17 febbraio 2017

Come se fosse facile...

Come se fosse facile realizzare un parco giochi inclusivo... Già, proprio come il titolo del post, che è anche il nome della trasmissione alla quale partecipato insieme alla socia Raffaella e ad Elvira Cangiano. Non lo è per nulla, proprio no, non è semplice realizzare un parco giochi inclusivo, troppe persone hanno ancora le idee parecchio confuse anche sulla definizione, su quali siano gli elementi imprescindibili che distinguono un parco giochi inclusivo da uno classico. Di questo abbiamo parlato noi mamme durante la trasmissione che è andata in onda su Icaro TV giovedì 16/02/17 "Come se fosse facile" che approfondisce tematiche sociali. 



Se avete 37 minuti potete godervi questa chiacchierata tra mamme davvero toste, soprattutto Raffaella ed Elvira che hanno espresso dei pensieri bellissimi che mi hanno toccato il cuore. Ero impaurita, e un po' si nota, dalla telecamera, dalle domande, di sicuro non me lo aspettavo così il risultato finale ma devo dire che son molto contenta e soddisfatta! Ascoltare queste due mamme che raccontano la loro esperienza quotidiana con la disabilità è stato davvero un piacere! Ritagliatevi poco più di mezz'ora e ascoltatele anche voi :-)
Naturalmente mi piacerebbe tantissimo che questa chiacchierata fosse ascoltata, con il cuore, da tutti coloro che hanno a che fare con le aree gioco: Sindaci, Assessori, Tecnici Comunali, Progettisti, Architetti e anche dalla aziende che lavorano nel settore delle attrezzature ludiche perché c'è ancora davvero tanto da fare per poter affermare che i parchi giochi inclusivi italiani garantiscono il gioco ai bambini con disabilità!


Naturalmente, a causa dell'emozione, ci siamo dimenticate di ringraziare, oltre alle amministrazioni di Santarcangelo e Rimini, tutte le persone coinvolte nel progetto partecipato per la realizzazione del parco Tutti a bordo!: Carla Franchini che ha proposto una mozione nel lontano dicembre 2012, le associazioni: UICI sez. di Rimini, UILDM sez. di Rimini, Crescere Insieme, Papa Giovanni XXIII, Fabio Casadei Designer.

Se volete ascoltare solamente alcune parti qui sotto le domande e il minuto di rifemento del video:
1:28 Claudia, cos'è un parco inclusivo?
2:27 Raffaella, cosa c'entrate voi con il parco giochi inclusivo di Santarcangelo? 
4:48 Quando è nato il blog Parchi per Tutti?
6:50 Claudia, come ha reagito il Comune di Santarcangelo?
7:20 Elvira, ci racconti l'esperienza di Rimini con il parco inclusivo?
11:00 A Santarcangelo in che situazione è il parco a cui voi avete contribuito?
13:18 Come reagiscono adulti e bambini di fronte alla disabilità?
16:44 Elvira: Il parco giochi inclusivo amo definirlo un laboratorio a cielo aperto di inclusività e socializzazione perché i bambini imparano giocando. Una comunità che da vita a un parco inclusivo è una comunità lungimirante che crea cultura.
18:00 Claudia, quanti sono i parchi inclusivi in Italia?
19:50 Raffaella, il parco giochi è inclusivo ma la città?
23:28 Elvira: il gioco con il bambino disabile spesso è mediato dall'adulto e volto all'acquisizione di capacità, viene considerato un'attività terapeutica, mentre al parco giochi il bambino può sperimentare il gioco come puro divertimento.
25:20 Cristian al parco gioca con gli altri bambini.
27:45 Claudia, ho letto sul vostro blog che lamentate la mancanza di un progetto di un parco inclusivo
29:30 Claudia, come avete visto cambiare la situazione in questi ultimi tre anni?
31:14 Elvira, vorrei chiederti l'importanza del gioco per i bambini. Per i bambini disabili o per i bambini e basta?
35:00 Il nostro serpente Tuiotù

Claudia:
Un parco giochi inclusivo, lo dice la parola stessa, è un parco che include tutti, uno spazio privo di barriere dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Con tutti si intendono bambini che possono correre, bambini che stanno sulla carrozzina, bambini ciechi, qualsiasi bambino, anche chiaramente bambini normodotati perché è appunto un parco per tutti.
Non sarebbe giusto dividere i bambini in due gruppi, tutti devono giocare insieme e questo è un parco dove possono andare tutti e tutti si devono divertire insieme.
Raffaella:
I bambini cosa fanno? Giocare, divertirsi tra di loro, fare esperienze, confrontarsi, sbagliare, cadere ma lo devono poter fare.
I primi giorni eravamo un po’ titubanti, va beh: scriviamo il nostro pensiero, lanciamo qualcosa, mettiamo una provocazione. E poi invece nel giro di breve è diventato un lavoro a tempo pieno con richieste di consigli, mail, ci arrivavano segnalazioni…
Elvira:
Mi ricordo che il piccolino quando siamo arrivati mi ha detto: "io l’avevo sognato". Questa cosa mi ha lasciato senza parole. Invece la più grande che si lasciava ciondolare sull’altalena a cestino, ce l’ho registrata, è stata fortissima perché mi ha detto “questa sì che è vita”.
Resta un diritto negato nel momento in cui una comunità non si attiva per realizzarlo, direi una comunità sorda, una comunità cieca che non vuole sentire, che non vuole vedere e pensa che l’altro non sia capace di desiderare, volere, che non sappia fare.

lunedì 13 febbraio 2017

Dynamo Camp & Terapia Ricreativa

Dynamo Camp è un camp di Terapia Ricreativa, primo in Italia, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Dal 10/02/2017 è attiva la raccolta fondi tramite SMS e chiamate da rete fissa per contribuire a regalare una vacanza a Dynamo Camp a 420 bambini e ragazzi malati gravi o cronici. 
Manda un sms al 45514 oppure dona ora https://dona.dynamocamp.org/ 💚 #unabbraccioperdynamocamp Inoltre da lunedì 13 febbraio, e per tutta la settimana Dynamo sarà ospite degli amici Linus e Nicola, ai microfoni di Deejay Chiama Italia :) 💚 Seguite la diretta di Radio Deejay dalle 10.00 alle 12.00 e continuate a condividere #unabbraccioperdynamocamp ! 
Sms al 45514.  Scopri di più www.dynamocamp.org/smsperdynamo e non dimenticate di cliccare Mi Piace sulla pagina facebook di Dynamo Camp https://www.facebook.com/dynamocamp/

domenica 12 febbraio 2017

Parchi per tutti: E il progetto?

I parchi gioco son luoghi dove corrono i bambini; saltano, gridano, cantano, litigano e poi fanno pace. E intanto imparano a decidere insieme a quale gioco giocare, stabiliscono delle regole che valgono per tutti e si assegnano a vicenda dei ruoli per iniziare il gioco. Quattro anni fa, poco dopo aver conosciuto la socia, Raffaella Bedetti, non avrei mai pensato che questi luoghi sarebbero stati motivo di crescita anche per me. In questi anni ho imparato davvero tanto, con curiosità, leggendo e ascoltando ma soprattutto grazie a persone che lavorano non solo con le mani e con la mente ma anche con il cuore. Quattro anni fa, ve lo posso giurare, non avrei scommesso 1 centesimo che avrei trovato il coraggio di parlare davanti a più di cinque persone per illustrare un'area giochi inclusiva e invece l'ho già fatto diverse volte. È stata una sfida contro me stessa e oggi non ho più neanche tanta paura. Settimana prossima un'altra bellissima sfida :-) 
Questi parchi son davvero magici, sono luoghi speciali e quindi progettiamoli con cura!
Se avete cinque minuti liberi leggete il post "E il progetto?"
Perché ogni qualvolta si decide di costruire un Museo, riqualificare una Piazza, realizzare una pista ciclabile, inserire una rotonda in un incrocio di strade, (e l'elenco potrebbe proseguire); per prima cosa si decide di redigere un progetto*, mentre nel caso dell'area giochi no?
Forse non si pensa al progetto perché il gioco non viene ritenuta attività sufficientemente importante? Forse perché è un'attività che svolgono in particolar modo i bambini, mentre l'amministrazione pensa solo agli adulti? Forse i bambini non sono cittadini al pari di coloro che hanno raggiunto la maggiore età e possono votare ed esprimere la loro opinione?
Continua a leggere qui: E il progetto?

venerdì 3 febbraio 2017

Incontro Cartamarea gennaio/febbraio 2017 - PIETRE

Buongiorno amici, ecco il breve resoconto dell'ultimo incontro tenutosi presso la bellissima libreria Cartamarea di Cesenatico. Un incontro intimissimo visto che eravamo veramente poche, tutte le partecipanti sono attivissime su tanti fronti e non è sempre facile conciliare la vita familiare, lavoro e impegni vari con i nostri incontri libreschi. Ecco cosa abbiamo portato ieri sera all'incontro dedicato al tema PIETRE:

° Amica terraSabrina Giarratana e Arianna Papini. Editore: Fatatrac. Filastrocche per ogni elemento della terra tra cui la simpatica...
° Come sassiIsabella C. Felline, illustratore: E. Martini. Editore: Fulmino. Un libro che centra il tema PIETRE al 100% nel quale sono citati i vari modi di dire che tirano in ballo pietre, sassi, sassolini e massi come ad esempio: cuore di pietra, lanciare il sasso e nascondere la mano, metterci una pietra sopra, avere un sassolino nella scarpa, posare la prima pietra, la pietra dello scandalo, ... Per ogni frase una bella illustrazione!
° Corri, sassolino!Biagio Bagini e Marcella Moia. Editore: Il Castoro. Un piccolo coniglietto ha un amico speciale: un sassolino a cui propone tanti giochi divertenti, gli ha anche dato un nome: Grigino.
° Due mostriDavid McKee. Editore: Lapis. Due mostri vivono rispettivamente di qua e di là rispetto a una montagna e possono parlarsi attraverso un buco. Una sera il primo mostro, affascinato dai colori in cielo esclama: "Guarda che bello, il giorno se ne va". Il secondo mostro, che ha una visuale del cielo diversa ribatte subito: "Ma no, è la notte che arriva, sciocco!". Nasce una battaglia a suon di insulti e pietre lanciate al di là della montagna fino a quando quest'ultima, a furia di essere colpita, viene distrutta.
° L'ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini. Irène Cohen-Janca, illustratore: Maurizio A. Quarello. Editore: Orecchio Acerbo. In questo libro la relazione con le pietre sono: il muro che divide il ghetto dove vengono reclusi gli ebrei e il dottor Korczak il cui operato e i cui libri possono essere considerati pietre miliari riguardo i diritti dei bambini. Korczak credeva fermamente che ai bambini dovessero essere riconosciuti vari diritti, tra cui quello a essere se stessi, diritto alla sua vita presente, diritto a esprimere ciò che si pensa, ... Korczak in uno dei suoi libri propose la costruzione di una Magna Charta Libertatis dei diritti del bambino anticipando di molti lustri la Carta Internazionale dei Diritti del Bambino.
° MiramuriMassimiliano Tappari e Alessandro Sanna. Editore: Terre di MezzoUna macchia diventa un cavallo imbizzarrito. Una presa d'aria è un pesce palla. Quante storie riesci a vedere in un muro? Un illustratore e un fotografo si perdono nelle vie di una città creando graffiti immaginari, alla scoperta delle meraviglie di cui a volte non ci accorgiamo. Un libro di micro storie per immagini che può essere aperto a caso o seguito nel suo fluire, dalla prima sequenza all’ultima. E se volete dare sfogo alla fantasia, le pagine in fondo al volume sono una proposta per voi!
° Storie prima della storia - Stefano Bordiglioni, illustratore: F. Fiorin. Editore: Einaudi Ragazzi. In questo libro di racconti sulla preistoria ce ne sono alcuni con protagoniste le pietre come quello del ragazzo che arrabbia con il vulcano che distrugge la sua capanna ad ogni eruzione e decide di andare a parlargli. Il vulcano gli spiega che è suo amico e che la cenere che sputa dalla sua bocca, e le pietre che gli regala, ossidiana, sono molto preziose.
° Una zuppa di sassoAnaïs Vaugelade. Editore: Babalibri. Un vecchio lupo con un sacco sulle spalle si avvicina al villaggio dove vivono tutti gli animali e bussa alla porta della casa dove vive la gallina: "Ciao, sono il lupo, posso scaldami al tuo caminetto e prepararti una buona zuppa di sasso?". Altri animali si recheranno a casa della gallina proponendo di aggiungere l'ingrediente preferito alla zuppa di sasso: porri, zucchine, sedano, ...
° Un grande giorno di nienteBeatrice Alemagna. Editore: TopiPittori. Un libro che è tutta una poesia! Meraviglioso nel testo, nelle illustrazioni, nella scelta dei colori, nel messaggio che trasmette. Nel testo sono nominati sassi grandi e piccini.
Oltre a questi libri abbiamo citato Medusa, presente in tanti libri, figura della mitologia greca che aveva il potere di pietrificare chiunque avesse incrociato il suo sguardo. Abbiamo parlato anche di Pollicino, fiaba di Charles Perrault. Figlio di un taglialegna, Pollicino viene abbandonato dai genitori nel bosco a causa della carestia e impossibilità a dar da mangiare a tutti i figli. Pollicino, che aveva capito l'intenzione dei genitori si era riempito le tasche di sassolini che lasciò cadere durante il tragitto verso il bosco per ritrovare la strada di casa.
Ed ecco l'illustrazione di Monja Antonelli sulle pietre!
Un interessante articolo sui sassi di DOPPIOZERO: Lettera a un sasso di Giovanna Zoboli.
Ci rivediamo il giorno giovedì 02/03/2017 alle ore 18:00 da Cartamarea, tema: FUOCO. Se vi piacciono i libri per bambini e ragazzi portate il vostro preferito e partecipate al nostro incontro :-)

I post con l'elenco dei libri proposti durante gli incontri libreschi presso Cartamarea:

Gennaio/Febbraio 2017 - Pietre
Dicembre 2016 - trasformazione
Novembre 2016 - tempo
Ottobre 2016 - silenzio
Aprile 2016 - colori
Marzo 2016 - notte
Gennaio 2016 - viaggio
Dicembre 2015 - ironia
Ottobre 2015 - sogni
Settembre 2015 - amicizia

lunedì 30 gennaio 2017

L'ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini

La giornata della memoria è terminata ma non esistono giorni in cui è vietato ricordare. Quest'anno insieme a Samuele, nelle settimane scorse, ho letto alcuni libri che trattano il tema della Shoah e approfondito un pochino l'argomento tramite risorse online perché a scuola avrebbe dovuto guardare un film insieme ai suoi compagni. Gli altri alunni hanno affrontato questo capitolo di storia con l'insegnante di religione ma Samuele non partecipa alle lezioni di religione e avrebbe visto un film senza capire quasi nulla della storia. E così abbiamo usato Google per reperire date e numeri e guardare immagini di monumenti eretti in ricordo delle tante persone uccise, riletto "Storia di Vera", letto "La città che sussurrò", "L'albero di Anne" e infine "L'ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini" di Irène Cohen-Janca e Maurizio A. Quarello, editore Orecchio Acerbo.
Questo libro è entrato in casa nostra nel febbraio 2015, forse dopo aver letto la recensione di Milk Book, (ma non ne sono sicura), e non lo avevo ancora letto con Samuele. Lui era ancora troppo piccolo e il libro piuttosto impegnativo, infatti fino poco tempo fa era riposto sugli scaffali insieme ai miei libri, non ai suoi. Confesso che non ricordavo bene tutta la storia raccontata nel libro e quindi l'abbiamo riscoperta insieme a distanza di due anni. La trama, faccio copia/incolla dal sito di Orecchio Acerbo:
"Simone, poco più che adolescente, tiene per mano il piccolo Mietek. Insieme ai loro compagni dell’orfanotrofio -mesti, ma la testa alta e una canzone sulle labbra- stanno attraversando le strade di Varsavia per raggiungere l’altra parte, il ghetto. Così hanno ordinato gli occupanti tedeschi. A guidare quella comunità, come sempre, Pan Doktor, il dottor Korczak. Non la fame, né le malattie, e neppure le sadiche angherie naziste riescono a intaccare i principii e le pratiche della loro convivenza. Nel prendersi cura di Mietek, Simone gli racconta della Repubblica dei bambini, con tanto di Parlamento, Codici, Tribunale. E poi del giornale murale, delle sedute di lettura, delle rappresentazioni teatrali, delle vacanze alla colonia estiva… Quel treno che li preleva nell’estate del 1942, però, non in campagna li avrebbe portati ma nel lager di Treblinka."
Samuele è rimasto abbastanza colpito dalla storia e ha fatto tante domande, (era successo lo stesso quando abbiamo letto "Storia di Vera"), ne è nata anche una bella discussione mattutina piuttosto impegnata sulle regole, su cosa sia giusto o ingiusto. Samuele affermava che i nazisti avevano fatto bene a mettere in galera il dottor Korczak quando lui si era recato a Palazzo Blank dove era insediata la polizia nazista perché era uscito all'aperto senza indossare la stella gialla sugli abiti, continuava a dire: è giusto così. E invece no, non era giusto, ma non è stato facile spiegargli che esistono regole giuste e regole sbagliate.

"Szmek, è lontano dove stiamo andando?"
"No, cammina. Questa distanza un passerotto può percorrerla in qualche battito d'ali e il Gatto con gli stivali in un solo passo."

Come per il racconto "Storia di Vera" è rimasto molto impressionato dalla cattiveria delle persone e non sono riuscita a rispondere alle sue tante domande "perché gli hanno preso le patate?", "perché li hanno mandati via dalla loro casa?", "perché non potevano uscire?"
Ci sono cose che non si possono o non si riescono a spiegare, io almeno non ci sono riuscita fino in fondo.
A me invece ha colpito molto la storia del dottor Korczak che non ricordavo bene: scrittore, medico e direttore della Casa degli Orfani nella quale era in funzione un governo e un tribunale per giudicare chi si comportava male, grandi e piccini. Korczak fu un precursore in fatto di diritti dei bambini, nel 1929 venne pubblicato il suo libro "Il diritto del bambino al rispetto". Nello stesso anno viene pubblicato con alcune modifiche rispetto alla prima versione "Come amare il bambino"

"Al paragrafo 37 Korczak richiede la costruzione di una Magna Charta Libertatis dei diritti del bambino anticipando di molti lustri la Carta Internazionale dei Diritti del Bambino. Egli afferma che i diritti fondamentali del bambino sono: il diritto a essere quello che è, diritto alla sua vita presente, diritto a esprimere ciò che pensa, diritto al rispetto, ..."

Insomma, è stata dura ma sono riuscita a leggere dei testi forti con Samuele e a dargli una piccola visione della follia che ogni anno ricordiamo il 27 Gennaio. Ora penso sia pronto per vedere il film. E se vi capita, leggete questo libro perché racconta fatti che si spera non accadano più ma in maniera delicata e con immagini davvero bellissime.

"Questa cosa è troppo brutta, una volta che te l'hanno detta non riesci a togliertela dalla mente" Samuele 9 anni e mezzo.