domenica 26 aprile 2015

Gita alla Casa delle farfalle - Milano Marittima

Sabato 25 aprile siamo andati alla Casa delle Farfalle & Co. a Milano Marittima, (Ravenna). Questo magnifico posto si trova vicino al Parco Naturale di cui vi ho parlato tante volte, dove ci sono volatili, tartarughe, pesci, asinelli, cavalli, conigli e tanti altri animali in un grande parco ombreggiato dai bellissimi pini marittimi. 
Era da tanto che ci volevo portare Samuele, (io ci ero già stata tanti anni fa insieme a un'amica e suo figlio), e siccome proprio in questo periodo a scuola stanno parlando di bruchi mi son decisa e, insieme a un'amica e alla sua famiglia siamo andati a vedere questi piccoli esserini colorati e meravigliosi. 
Uova su foglia di banano
La maestra di italiano, (e qualche altra materia), di Samuele mi piace un sacco, lo so che l'ho già detto troppe volte, e recentemente ha comprato dei bruchi. Samuele mi ha raccontato che in classe hanno guardato un video, (penso sia questo: MacaKit, save the nature!), e la maestra ha spiegato che purtroppo i pesticidi uccidono anche gli insetti "buoni" come api e farfalle. 
Bruchi Monarca, (Danaus plexippus)
Esiste un'azienda, Smart Bugs, che ha lanciato un progetto molto interessante, un'azienda che pensa agli insetti "come risorsa da utilizzare in modo intelligente in ambito zootecnico, ecologico e perfino alimentare.Questa azienda, tra le varie attività che svolge, (collabora per attività didattiche con le scuole e con altre istituzioni), vende un kit per l'allevamento di farfalle e la maestra ne ha comprato uno per suo figlio e uno per la classe di Samuele. 
Crisalidi
Il kit, potete acquistarlo o leggere ulteriori informazioni su di esso qui: MacaKit, permette di allevare alcuni bruchi di Papilio machaon ovvero della comune farfalla Macaone che spesso vediamo volare nei parchi e giardini delle nostre città. I bambini sono entusiasti, Samuele ogni giorno mi racconta qualcosa sui loro bruchi, (uno sta sempre fermo, due lottavano tra di loro, fanno un sacco di cacca, gli abbiamo cambiato casa...), e così ho pensato che era davvero il momento giusto per visitare la Casa delle Farfalle. 
A proposito di bruchi Macaone potete leggere questo vecchio post in cui ci sono le foto del bruco di stoffa cucito per un nostro amichetto e le foto dell'allevamento di un bruco Macaone che il fratello di questo bimbo ha trovato in giardino: brucone maisazioMa torniamo, anzi andiamo, alla Casa delle Farfalle. La struttura è composta da una enorme serra in cui è riprodotto un ambiente quasi tropicale con tante piante, un piccolo laghetto con ponticello, (un ambiente molto caldo e umido),  e tantissime farfalle, una seconda struttura con teche in cui vivono insetti, una piccola serra con piante aromatiche, un percorso botanico, una zona dove poter pranzare all'aperto, un negozio con articoli inerenti gli insetti e una stanza didattica. 
Noi abbiamo acquistato entrambi i biglietti: quello per le farfalle e quello per gli insetti ma è anche possibile visitare solo la serra delle farfalle o solo la struttura con gli insetti, (le altre zone si possono visitare sia con il biglietto farfalle che con quello insetti).  Vi consiglio di entrare nella serra delle farfalle vestiti in maniera molto leggera perché all'interno è veramente molto caldo e umido ma bellissimo! I bambini, appena entrati, hanno iniziato a gridare: guarda questa, mamma guarda quella lì, mamma vieni a vedere!!! 
Morpho Peleides Kollar
Farfalle di ogni specie, dimensione e colori volano libere e senza timore attorno alle persone e alle piante. Si posano sulle foglie e sui fiori, bevono, succhiano il succo di fettine di frutta fresca lasciate a loro disposizione. Ho cercato di scattare più foto possibili ma le farfalle erano davvero tante e non sono riuscita ad immortalarle tutte, penso che torneremo per ammirare questi piccoli esserini colorati e a scattare altre foto. 
Stupenda la grande teca con appese le crisalidi ad ogni stadio. Alcune probabilmente appena formate, altre in fase di schiusa, (sfarfallamento), e sul terreno c'erano già alcune farfalle appena nate. Non so quale farfalla mi abbia colpito di più, se quelle che muovevano le ali velocemente, quelle tranquille posate su una fettina di mela a far colazione o quelle giganti, immobili, posate su una parete di corteccia oppure ancora quelle con le ali azzurre nella parte inferiore e marroni con delle specie di occhi nella parte superiore, (Morpho Peleides Kollar)
Morpho Peleides Kollar
Samuele sapeva già tante cose sulle farfalle prima di visitare la serra perché ne hanno parlato a scuola e a casa ha voluto guardare alcuni documentari e leggere alcune informazioni trovate su siti vari, (abbiamo trovato interessante questo video che parla delle farfalle che vivono nelle metropoli: IL MONDO DI QUARK: "Farfalle metropolitane", un racconto di Enrico Stella. Studio Armati).
Prima della gita Samuele ha anche preso appunti sul suo bloc-notes: le farfalle sono insetti, come le falene, il loro nome è lepidotteri. Il bruco si mette su un ramoscello per fare un bottoncino di seta. L'uovo è la prima colazione del bruco. La farfalla è bella e preziosa. In auto, durante il tragitto di ritorno, a proposito di insetti, mi ha anche detto: mamma lo sai che le api fanno due mestieri? Le impollinatrici e fanno anche il miele!
Dopo la visita alla serra delle farfalle abbiamo fatto una breve pausa merenda e poi via a vedere gli insetti. Questi ultimi mi son piaciuti meno, ho paura di ogni tipo di esserino che cammina, corre o si arrampica e quindi vedere enormi blatte, scarabei, insetti stecco, formiche... Insomma ne avrei fatto volentieri a meno. Ai bambini è piaciuta anche la casa degli insetti e in ogni caso l'ho trovata molto interessante, con tanti cartelli interessanti e simpatici da leggere, la piccola grotta in cui si può entrare a carponi e osservare le formiche. C'era anche un alveare abitato da api che possono entrare e uscire grazie a un sottile tunnel trasparente. 
Papilio memnon
Interessante anche la mostra didattica in cui è possibile osservare le teste giganti di tessuto colorato di vari insetti, (tra cui farfalla, zanzara e mosca), e leggere le didascalie che spiegano come sono gli occhi, a cosa serve la lunga tromba...). Naturalmente per le scuole ci sono tante proposte didattiche e ieri, letto su una bacheca all'esterno, per i bambini dagli 8 anni in su è possibile trascorrere una giornata alla casa delle farfalle come aiutante!
Farfalla Monarca, (Danaus plexippus)
Giuro che non mi ha pagato nessuno per scrivere questo post: davvero la Casa delle Farfalle merita di essere visitata per ammirare questi piccoli insetti utili e per vedere i visi dei bimbi stupiti a bocca aperta o scattare qualche bella immagine della natura che al giorno d'oggi noi esseri umani mettiamo in serio pericolo a causa dei pesticidi ma anche dall'abbattimento di alberi, eliminazione di campi per costruire palazzi...
Insetto stecco
Sulle farfalle ci sono tanti blog che raccontano il ciclo vitale attraverso testi e immagini, post dove vengono illustrati i vari stadi del bruco, la muta, la formazione del bozzolo... Ve ne lascio alcuni: 
Farfallorto: Allevamento farfalle: tutto sul Papilio machaon
Farfalle dal mondo: Cura delle uova e allevamento dei bruchi
Rumore di fusa: Consigli "di prima mano" per allevare bruchi di farfalle macaone
Wild & Urban Life: Allevare farfalle -- Vanessa cardui
E questo è il libretto a fisarmonica con alcune delle foto scattate alla Casa delle farfalle. Da appendere a casa o a scuola. Qui sotto invece un altro video e alcune altre foto scattate oggi, 26/04/15.
Ecco il bruco Monarca che mangia una pianta
 Una farfalla in cui è ben visibile la spiritromba arrotolata.
 Questa farfalla si era proprio messa in posa per la foto!
Farfalla della malachite.
Un bruco Mormon (Papilio polytes) mimetizzato sulla foglia di una pianta di limone.
Due farfalle, forse durante l'accoppiamento.

sabato 25 aprile 2015

Nuove piccole borse primavera estate 2015

Mi piacciono tanto le borse piccine, in passato ne ho cucite davvero tante e di tutti i i colori, (alcune immagini qui e qui). L'ultima che avevo cucito per Topastro è quella con il tessuto Ikea a righe color sabbia, blu e rosso e ormai era davvero piccina e la tracolla troppo corta. Così in occasione di una gita in un posto di cui vi racconterò, ho cucito nuove piccole borse per Topastro e due suoi amichetti. 
Sono andata all'Ikea e naturalmente c'era l'imbarazzo delle scelta: tantissime carinissime stoffe colorate e adatte, per la resistenza del tessuto, per una borsa.
A differenza delle precedenti borse che avevo cucito, a forma di busta, piatte, queste hanno un fondo che ho realizzato grazie a due cuciture che potete vedere nella terza immagine.
La fantasia della stoffa mi piace tanto, molto colorata, estiva! Si trattava di un tessuto a strisce di diversi colori e con disegni diversi: arancione con bimbi, animali e oggetti, verde con alberi e piante, bianco con grattacieli. Probabilmente adatta per un copriletto per bambini. 
La striscia bianca l'ho utilizzata per la tracolla delle borse arancione mentre per quella verde ho usato un altro pezzo di tessuto con fantasia diversa. Ho aggiunto un bordino nero e proprio in corrispondenza di esso, all'interno, ho cucito un piccolo pezzo di velcro per poter tenere uniti i due lembi di tessuto. Finite! 
Veloci e semplici da realizzare, le borse primavera estate 2015 sono pronte per andare in gita in un luogo in cui il colore è il protagonista, nel prossimo post vi racconterò tutto.

lunedì 13 aprile 2015

Mangiatoia per uccellini

Come raccontavo tempo fa sul nostro balcone io e Topastro mettiamo a disposizione degli uccellini cibo, soprattutto in inverno, in una vaschetta di plastica. Nella nostra zona vivono tante specie di uccellini ed è bellissimo osservarli mangiare. Di solito mi sistemo sul letto, portafinestra del balcone chiusa con la tenda in parte aperta e vetro pulito. 
Fotocamera alla mano, un libro e tanta pazienza. La maggior parte delle volte vengo premiata e mi capita di vedere e fotografare passerotti, pettirossi, merli, colombi dal collare, cinciallegre, fringuelli e anche altre specie. Mi capita di vedere anche gazze ladre, gabbiani e nel periodo estivo pure le rondini ma loro non vengono a rifocillarsi sul nostro balcone.
Durante il fine settimana mi è venuta un'idea! La vaschetta di plastica, che era fissata alla ringhiera del balcone con del filo, si riempiva d'acqua ogni volta che pioveva e anche ripulirla ogni tanto dallo sporco e dal cibo avariato era poco agevole perché appunto era fissata alla ringhiera per evitare che cadesse accidentalmente di sotto. 
Inizialmente ho pensato di andare in un negozio di articoli per bricolage e giardino per comprare una mangiatoia con tettoia ma poi mi son detta: perché non costruirla da sola? Avrei potuto usare le lastre alveolari in polipropilene che si tagliano e incollano con facilità ma pensando al risultato finale e agli ospiti a cui era destinata la mangiatoia ho pensato che fossero un materiale poco adatto. Pensando e cercando in casa tra gli oggetti che conservo per ricordo o per poterli riutilizzare mi son saltate all'occhio due scatole fatte di assicelle di legno che contenevano prodotti Dr. Stuart Botanicus
Le mie scatole provengono dal negozio di Praga, un bellissimo negozio dove si possono acquistare prodotti naturali per il corpo: saponi, sali da bagno, tisane, candele, ... Non sapendo bene come realizzare la mia mangiatoia ho inizialmente smontato completamente le due scatole ottenendo tante assicelle di legno. Ho fatto varie prove e alla fine quella che mi soddisfaceva di più era una base che corrispondeva esattamente alla scatola che avevo smontato dopo aver tolto i chiodini uno ad uno. Poco male, ho preso nuovi chiodi, alcune viti e tanta colla vinilica e ho assemblato le prime sei assicelle per formare una scatola-vassoio.
I dizionari mi hanno aiutata a tenere unite le varie parti dopo la spalmatura di colla e solo quando la colla era quasi del tutto asciutta ho aggiunto chiodi e viti. Fare la tettoia è stata abbastanza complicato perché le assicelle erano molto sottili, pochi millimetri, e non sapevo come unirle. Inizialmente ho utilizzato la colla vinilica e nella parte interna, dove le due assicelle si toccano formando un angolo di 90° ho incollato alcuni pezzi di legno per creare uno spessore maggiore che aiutasse a tenerle unite: mollette da bucato di legno, bastoncini abbassalingua e pure stecchini per spiedini! 
Ho fissato la tettoia alla base, su cui ho incollato e inchiodato due asticelle in posizione verticale, una su ogni lato corto, con colla e qualche chiodino sul tetto in corrispondenza delle assi verticali. La tettoia è formata da due assicelle larghe e due più strette incollate all'estremità. Avevo paura che vento e pioggia avrebbero potuto far volare via la tettoia e così ho utilizzato anche tanto filo di cotone che ho avvolto attorno alla tettoia e ai due piloni di sostegno: tettoia, piloni, tettoia, piloni. Poi son passata anche al filo di nylon! Ho avvolto del filo anche attorno alle assicelle corte che ho incollato su quelle larghe per formare la tettoia. Ho spalmato colla su tutti i fili e poi ho infornato.
Non ho cotto la mangiatoia, l'ho solamente messa in forno, con lo sportello semi aperto, a temperatura bassissima, circa 60° per permettere alla colla di asciugare rapidamente. Ne ho usata tantissima e avrei dovuto aspettare almeno una notte intera prima che asciugasse del tutto mentre io non vedevo l'ora di applicare il lucido e veder terminata la mia mangiatoia. Il lucido, unica cosa che ho comprato, è a base d'acqua quindi non ha quel caratteristico odore forte e fastidioso della classica copale.
La sera la mangiatoia era terminata e ho potuto legarla bene bene alla ringhiera del balcone con delle corde e posare al suo interno, fissata con del patafix, la vaschetta di plastica in cui ho posato tanti semini. Il giorno dopo non sono arrivati tanti uccellini come al solito, immagino debbano abituarsi al nuovo ristorante. Si è presentato solo qualche merlo, nella foto in alto una femmina, e qualche colombo sospettoso che ci ha girato intorno più di una volta. Qualche piccolo ospite ha fatto qualche giro di ricognizione per studiare il nuovo oggetto ma sono sicura che nei prossimi giorni gli ospiti torneranno a mangiare e io potrà di nuovo fotografarli :-)

sabato 11 aprile 2015

Fine settimana

Finalmente abbiamo comprato l'autoradio nuova per l'auto, (quella vecchia non riusciva più a leggere i cd, era saltato via un tasto...), e Topastro di è divertito tantissimo a smontare quella vecchia pezzo per pezzo. 
Non è rimasto praticamente più nulla di intero o assemblato. Ha tagliato, svitato, staccato... Quasi quasi chiedo ad amici e parenti di consegnarmi vecchi elettrodomestici, radio  o televisori per Samuele visto quanto si è divertito nell'operazione di smontaggio. 
Io invece mi sono dedicata a un progetto per i nostri ospiti, quelli che ogni giorno vengono a mangiare e che avevo già fotografato qui: ospiti sul balcone. Sono davvero carinissimi. Nei prossimi giorni vi mostrerò cosa ho costruito.
Intanto vi lascio qualche immagine degli ospiti, del disordine lasciato da Samuele il giorno in cui ha smontato l'autoradio e del materiale che ho utilizzato per realizzare l'oggetto misterioso per gli uccellini.
A presto e buon fine settimana, finalmente pare sia davvero primavera!

venerdì 10 aprile 2015

Venerdì del libro: La storia di Alice nel meraviglioso mondo di Oxford

Buongiorno e buon venerdì! Finalmente il fine settimana è alle porte! Lo so che è stata una settimana corta, io e Samuele siamo rientrati in ufficio e a scuola solo mercoledì ma in vacanza si stava così bene! Eravamo abituati a sveglia tardi, relax, letture, parco, abbiamo pure fatto un pic-nic sul pavimento del salotto. È stato difficile svegliarsi presto e tornare alla routine quotidiana lavorativa ma torniamo ai libri: ultimamente ne ho comprati tanti, (anche se ne ho ancora parecchi sul comodino da leggere), la socia mi ha pure rimproverato! In effetti non ha senso accumulare volumi su volumi e così ho promesso a me stessa di leggere almeno tre libri prima di acquistarne uno nuovo. Durante la vacanze di Pasqua ci son stati giorni freddissimi e piovosi e così ho approfittato! Ho letto tutto il libro "La storia di Alice nel meraviglioso mondo di Oxford" e metà di "Fossi in te io insisterei" di Carlo Gabardini. Oggi, per l'appuntamento il venerdì del libro vi voglio dare qualche informazione sul libro di Alice.
Non sono mai riuscita a leggere "Alice nel paese delle meraviglie", la storia non mi appassiona, non mi convince, non mi piace. Sullo stesso livello de "Il mago di Oz" e "La fabbrica di cioccolato". Troppo fantastici? Forse. Esistono tanti altri libri in cui vengono raccontati episodi di fantasia, ad esempio adoro Tolkien, Terry Brooks, mi sciolgo davanti a "Lo Hobbit" e amo i libri sui draghi... Alice proprio non la digerisco :-)
Questo libro però, "La storia di Alice nel meraviglioso mondo di Oxford", mi ha colpito. Posato accanto a tanti altri libri su Alice al week end dei giovani lettori a Bologna, non sono riuscita a resistere e l'ho comprato sia per un'amica che per Samuele. Un acquisto impulsivo perché quello che mi ha colpito è stata la copertina, l'impaginazione interna e alcune delle immagini interne. 
Ho letto frettolosamente il risvolto di copertina: "... Questo libro narra la storia in parte immaginaria dell'amicizia fra Alice Liddell e il signor Dodgson, che era esperto di storie, indovinelli, giochi ed enigmi, ancora oggi divertenti quanto lo erano un secolo fa."
Ho iniziato a leggerlo e non sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine fino a quando non sono arrivata all'ultima. Molto, molto carino. Per quanto non mi piaccia la storia di Alice ho gradito tantissimo questo libro scritto da Christina Björk e illustrato da Inga-Karin Eriksson, (pubblicato nel 1995 da Giannino Stoppani Edizioni). Le illustrazioni dal sapore vittoriano mi hanno immediatamente ricordato la scenografia presente in fiera a Bologna davanti alla quale i bambini potevano farsi fotografare. Io e la socia abbiamo solo bimbi maschi ma abbiano visto alcune bimbe che si facevano fotografare con la sagoma di cartone del vestitino di Alice, proprio quello sulla copertina del libro, davanti al corpo. Meravigliosa idea! Per i maschietti c'era solo il coniglio bianco.
Sono curiosa di natura e mi è piaciuto davvero tanto scoprire, grazie a questo libro, perché Charles Lutwidge Dodgson ha scelto di pubblicare le storie per bambini con lo pseudonimo Lewis Carrol, (e capire il motivo per cui ha scelto questo nome). Ho scoperto che aveva un grande interesse per i bambini, per la fotografia e per le storie. Altrettanto simpatiche le ipotesi fatte dall'autrice riguardo i riferimenti tra fatti realmente accaduti ad Alice e quelli raccontati nel libro così come le spiegazioni della presenza di alcuni personaggi "inventati" che, anch'essi, forse hanno fatto realmente parte della vita di Alice. 
Molto divertenti i giochini, come ad esempio lo "scambialettera". Probabilmente se amate Alice questo libro vi piacerà ancora di più di quanto è piaciuto a me. Io l'ho trovato bello per le tante curiosità raccontate e per lo spaccato di storia, una parentesi di pochi anni, (da quando Alice aveva circa 4 anni, nel 1856, alla data dell'ultimo incontro con il sig. Dodgson nel 1864), illustrato. Questo libro mi ha ricordato tanto, come genere e per le cose raccontate, un altro libro che ho letto tantissimi anni fa: "Vita di J. R. R. Tolkien" di Daniel Grotta.
Da "Vita di di J. R. R. Tolkien": "Durante il Medioevo, Oxford fu città fortificata munita di grandi mura; ben poco ne sopravvive oggi. Un residuo di tempi andati è la croce di ferro che in Broad Street segna il luogo in cui Thomas Cranmer e due altri vescovi furono bruciati vivi. La grande campana chiama "Tom" collocata nel Tom Quadrangle del Christ Church College, che fu quello del vescovo Cranmer, ancora suona centoun volte per chiamare a raccolta gli originari centoun membri del college alle 21:05 di ogni sera. Ai tempi in cui vi studiava Tolkien, a Oxford sopravvivevano ancora molto antichi riti e tradizioni. I colleges gareggiavano tra loro nell'offrire i migliori cibi e bevande a tavola, ma sia gli studenti che i dons soffrivano di una spaventosa mancanza di comodità, e Tolkien fu costretto a servirsi, per fare il bagno, di una tinozza di ferro smaltato piena d'acqua tiepida in cui ci si lavava con la spugna: la stessa di cui Lewis Carrol si era lamentato circa mezzo secolo prima. Un'altra nobile tradizione di Oxford era costituita dalle centinaia di circoli e società universitari: club snobistici, società letterarie, circoli sportivi... Un celebre club fu quello dei Martlets, (martelletti), una società letteraria della quale facevano parte in ogni momento non più di dodici membri; C.S.Lewis ne fu per un periodo presidente ma rassegnò le dimissioni quando gli altri membri si rifiutarono di consentire l'ammissione a più di dodici elementi"
In effetti nel libro su Alice non si parla moltissimo della storia che il signor Dodgson raccontò alle bambine Liddell ma della loro vita quotidiana, di come si viveva a quei tempi, di come trascorressero le giornate le figlie di una famiglia dell'alta borghesia e di come un professore di matematica potesse divertirsi insieme a delle bambine raccontando storie, facendo gite in barca e visitando musei. Chissà, magari un giorno riuscirò a leggere pure  "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò".
Se cercate informazioni su questi due romanzi qui trovate alcune immagini di diverse edizioni: Albo baffuto sempre piaciuto compresa quella illustrata da Rebecca Dautremer che è veramente speciale. Buon fine settimana!

domenica 5 aprile 2015

Buona Pasqua

Buongiorno! Purtroppo la foto non è di oggi, oggi piove, piove da ieri sera... Speriamo domani torni il sole così possiamo tornare a correre sulla spiaggia!
Buona Pasqua a tutti! 
Noi ci accontenteremo di fare un pic-nic in casa, sul pavimento del salotto e di riposare e leggere qualche buon libro!