sabato 17 novembre 2018

Consiglio di lettura: Benedetta amica mia - Elisa Mazzoli

Tutto è nato da un post di Elisa Mazzoli il 22/10/2018 sulla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/elisamazzoliautrice/ che ha suscitato in me emozioni particolari. Elisa scrive tanti libri, ma davvero tanti, e questo mi era sfuggito. Confesso che quello che più mi ha colpito del post sulla pagina facebook, quando mi è apparso per caso sul monitor del pc, è stata la protagonista del libro: Benedetta Bianchi Porro. Non penso sia molto conosciuta e quindi mi è parsa una strana coincidenza che Elisa, la mia amica scrittrice, avesse scelto di raccontare una storia che avesse come protagonista proprio lei. 
Benedetta, da Wikipedia: (Dovadola, 8 agosto 1936 – Sirmione, 23 gennaio 1964) è stata un'italiana dichiarata beata per la Chiesa cattolica, per il comportamento e la fede mantenuti in vita nonostante le sofferenze. 
Io non sono credente e tanti miei amici lo sanno, ma questo non significa che a me non piaccia realizzare il presepe, (come ho fatto tanti anni fa insieme a Samuele), o leggere libri che parlino di personaggi legati alla religione cattolica. Tanti anni fa, ma davvero tanti, ho letto un libro che conteneva racconti di diversi Santi e tra essi c'era anche Benedetta che era stata inserita nel libro pur non trattandosi di una Santa per altri motivi: per la sua vita travagliata, per la sua grande fede e forse per altro. Il libro era "Ritratti di Santi" di Antonio Sicari, casa editrice Jaka Boook, la mia copia è stata stampata nel 1988. 
All'interno del mio libro "Ritratti di Santi" c'è questo ritaglio di giornale risalente al 1996

Del libro mi erano piaciute in particolare due storie: quella di Francesco D'Assisi e quella di Benedetta Bianchi Porro che ho scoperto poi, (sempre tanti, tanti, anni fa), essere la sorella di un rinomato medico, professor Gabriele Bianchi Porro, che per vari decenni è stato Direttore dell'Unità Operativa di Gastroenterologia del Polo Universitario L. Sacco di Milano. Il professor Gabriele Bianchi Porro ha curato mio babbo per tantissimi anni e quindi la storia di Benedetta per me è speciale per più di un motivo. Insomma le coincidenze erano davvero tante e non ho potuto fare a meno di scrivere a Elisa: "Ma dai! Hai scritto un libro su Benedetta? Lo devo leggere!" Il libro è arrivato nelle mie mani e naturalmente non ho tardato a iniziare la lettura che posso dirvi mi ha soddisfatto. 
il post sulla pagina Facebook di Elisa Mazzoli

Non vi aspettate la storia di Benedetta Bianchi Porro in versione adatta a bambini o ragazzi, quella potete trovarla con una facile ricerca internet, (in fondo a questo post trovate alcuni link); Elisa ha scelto di raccontare la storia di due ragazzini che si "incontrano" per puro caso grazie a una concorso e ai potenti moderni mezzi tecnologici. Naturalmente il libro è per ragazzi, in particolare per quelli che frequentano la scuola media. Massimo, uno dei due protagonisti, è un ragazzino che si è trasferito in un paesino dove non c'è tanto da fare in estate e la sua passione è il calcio, spesso però si ritrova a giocare con bambini più piccoli di lui. Un giorno si ritrova in carne ed ossa di fronte ad Aurora, che vive in un altra città, e che aveva "conosciuto" tramite un programma online. Aurora, ragazzina molto determinata e piena di fede, riuscirà a coinvolgere Massimo e a fargli scoprire chi è Benedetta e quale "dono" ha lasciato a coloro che sono suoi amici.
Ritratti di Santi - Antonio Sicari

Dal blog di Elisa Mazzoli: L'età delle scuole medie è particolare: si è troppo grandi per fare le cose da piccoli e troppo piccoli per fare le cose da grandi. Massimo e Aurora sono al centro di un'avventura sorprendente, dolce e divertente. Le loro giornate si impreziosiscono di piccole grandi esperienze. In un mondo dove sembrano prevalere messaggi di disprezzo per le prove della vita e di paura per il futuro, emerge l'ottimismo e il cuore comincia a palpitare veramente. "Benedetta amica mia" è la storia di più incontri: la benedizione che è l'amicizia di Massimo e Aurora, la conoscenza con Marcellina e Festos che pur venendo da molto lontano conoscono bene Benedetta, e l'amicizia proposta al protagonista, e attraverso di lui a tutti i lettori, con Benedetta Bianchi Porro. Un personaggio realmente vissuto e vivente, in odore di Santità e straordinariamente semplice, che continua a parlare attraverso i suoi segni e ad essere un attualissimo punto di riferimento, una presenza che grida e trasmette fede e amore per la vita in ogni circostanza. 
Il sito "Amici di Benedetta"

Cosa mi ha colpito di questo libro? La semplicità della storia e dei personaggi, quella semplicità pura e bella che a volte manca nel nostro mondo frenetico e imbruttito, la bellezza dell'incontro: sia quello tra Massimo e Aurora che quello tra Massimo e Benedetta. E poi mi è piaciuto lo stile con cui Elisa ha scelto di raccontare questa storia: facendo in modo che piano piano, (evviva la pazienza), Massimo conoscesse Aurora, (mica subito, c'è voluto del tempo), e altrettanto lentamente, grazie a piccole coincidenze, scoprisse la storia di Benedetta. Un libro bello e semplice, ecco cos'è. Un libro che consiglierei di leggere ai ragazzini che frequentano la scuola media. Il libro ora è a casa della vicina di casa, (che è catechista), e io aspetto che lei lo finisca per sapere se le è piaciuto e se può utilizzarlo in qualche modo con i ragazzi che segue :-)
Se non sapete chi è Benedetta Bianchi Porro e siete curiosi, cliccate sui link qui sotto.

- Amici di Benedetta: http://www.benedetta.it/index.php/it/associazione-amici-di-benedetta

- Casa editrice Il pozzo di Giacobbe: http://www.ilpozzodigiacobbe.it/i-tatuaggi-del-cuore/benedetta-amica-mia/ 


- Elisa Mazzoli - Benedetta amica mia: http://elisamazzoli.blogspot.com/2017/12/benedetta-amica-mia_11.html


- Benedetta Bianchi Porro tra i nuovi Santi e Beati: https://www.agensir.it/quotidiano/2018/11/8/papa-francesco-anche-benedetta-bianchi-porro-tra-i-nuovi-santi-e-beati/

domenica 11 novembre 2018

Decorare porta per Natale: renna di Babbo Natale

Mancano ancora 51 giorni a Natale, qualche giorno fa parlavo con la mia amica della porta, di come decorare la porta di casa in occasione delle feste. Solitamente utilizzo delle decorazioni comprate, ne ho di vari tipi e quindi ogni anno posso scegliere quella di legno, di plastica, a forma di cristallo di ghiaccio, di ghirlanda… La mia amica invece gli scorsi anni ha realizzato il pupazzo di neve con i bicchieri di plastica e altre decorazioni con materiali di riciclo. Quest'anno mi ha mandato via WhatsApp la foto di una porta decorata a pupazzo di neve simile a quelle che potete vedere più sotto e mi era piaciuta un sacco l'idea, molto originale. 
Mi son messa a cercare in rete, in lingua inglese, e ho trovato delle porte davvero bellissime con pupazzi di neve ma anche Babbo Natale gigante a figura intera o che si cala dentro a un camino, alberi realizzati con strisce di carta e la porta impacchettata come fosse un enorme dono con il fiocco rosso!
immagini piccine piccine prese dalla rete
Mi piaceva moltissimo il pacco e anche una casetta di marzapane con le finestrine e i bastoncini di zucchero attaccati agli stipiti però la renna era troppo simpatica, la renna di Babbo Natale, quella con il naso rosso.
Realizzarla è semplice, è sufficiente cercare di rispettare le proporzioni di naso, occhi e palchi, io mi sono aiutata con questa immagine che trovate in rete e di cui purtroppo non son riuscita a trovare la fonte: https://www.pinterest.it/pin/612208143072095998/
Ho utilizzato delle scodelle per ritagliare dei cerchi per il naso e gli occhi, e un cd per la pupilla; ho usato della carta non troppo sottile ma neppure troppo spessa per evitare di dover utilizzare troppo nastro adesivo, (o patafix), per attaccare il tutto alla porta.
Ho utilizzato i colori che avevo in casa: alcuni sono in barattolo, altri tubetto, per i palchi ho utilizzato il color oro anche se forse sarebbe stato più appropriato un bronzo ma non ce lo avevo. Sia sul naso che sui palchi, una volta colorati ed asciutti, ho steso della colla e cosparso di glitter.
La decorazione è davvero semplice ma di grande effetto :-)

martedì 6 novembre 2018

Tante foto... un video

Ieri Samuele aveva terminato tutti i compiti e si annoiava un po'. Sicuramente avrebbe voluto guardare un cartone animato in tv, giocare a Minecraft o usare lo smartphone per guardare qualche video su YouTube. Gli ho proposto di usare il telefono cellulare per scattare foto ai suoi mattoncini preferiti e realizzare un video da caricare su YouTube! L'idea è nata così, per caso, ogni tanto mi capita di imbattermi in qualche video realizzato accostando tante immagini in cui alcuni oggetti vengono spostati di pochi millimetri prima di ogni scatto. 
Ho mostrato a Samuele come fare e naturalmente ha capito al volo. Ha recuperato omini, costruito una piccola scena e ha iniziato a scattare foto con il telefono appoggiato sulla scrivania in un punto preciso avendo cura di non spostarlo mai. Gli scatti totali sono 95, li abbiamo caricati tutti sul Movie Maker e impostato una durata di transizione di 0,25 secondi. Abbiamo realizzato una immagine iniziale, sfondo con titolo, utilizzando PhotoFiltre e nel giro di pochi minuti avevamo un video semplice ma divertente pronto per essere guardato e caricato su YouTube.
Ed eccolo qua il video di Samuele. Non è perfetto ma è molto carino, secondo me è stato molto bravo e spero voglia realizzare altre scene. Un modo alternativo di utilizzare smartphone e computer, più attivo rispetto al guardare i video di qualche youtuber che gioca a Minecraft o Fortnite; personalmente non capisco proprio quale sia il divertimento nel guardare qualcun altro giocare.
A Samuele piace molto usare sia il telefono che il computer, anche guardare la tv, ma a parte qualche partita a Minecraft, lo fa in maniera davvero passiva, guarda e basta. Non sono una di quelle mamme che vieta l'uso di dispositivi elettronici ma neppure una di quelle che ne permette un uso libero ad ogni ora del giorno. Samuele ha il permesso di usare il computer poche volte a settimana e di guardare la tv in qualche momento della giornata ma senza esagerare. Chissà se questa attività lo conquisterà o preferirà continuare a guardare video con le mani in tasca :-)

domenica 4 novembre 2018

Il pupazzo di neve con un calzino, riso e bottoni

Manca ancora parecchio tempo a Natale ma di recente io e Samuele siamo andati a trovare Giorgio Gallavotti, Museo del Bottone, e abbiamo portato a casa un po' di bottoni colorati che voglio utilizzare per realizzare dei pupazzi di neve come lo scorso dicembre. In rete troverete tantissimi tutorial, in fondo al post ve ne segnalo alcuni in modo che possiate anche prendere spunto per la decorazione del pupazzo: si possono usare bottoni, perline, calzini con fantasie adatte a creare dei maglioncini, filo di lana, stelline, ...
Per realizzare il pupazzo di neve vi serviranno: calzini bianchi usati di qualsiasi tipo, (cotone, spugna, lana), del riso, (io ho comprato un pacco di riso ad discount), bottoni, un calzino a fantasia per realizzare il berretto, un pezzettino di tessuto pile rosso per la sciarpa, ago e filo.
Tagliate la parte del calzino che si avvolge attorno alla gamba conservando un pezzo sufficientemente lungo per realizzare il corpo e la testa, (io ho usato dei calzini misura scarpa 33 circa), e iniziate a riempire il "sacchetto" di riso premendo bene perché risulti compatto. 
Una volta riempito il calzino avvicinate i lembi dell'apertura e aiutatevi con ago e filo per chiudere bene il sacchetto in modo che il riso non possa più uscire.
Date al sacchetto la forma del pupazzo di neve creando due palle distinte: una grande per il corpo e una piccola per la testa. Tra le due palle di neve avvolgete stretto stretto un filo in modo da mantenere la forma.
Ora non vi resta che decorare il pupazzo con i bottoni; non è per nulla semplice cucirli sul pupazzo ma con un po' di pazienza ci si può riuscire. Se preferite potete usare della colla a caldo. 
Con un calzino fantasia realizzate il cappellino. È sufficiente fare due risvolti e chiudere con ago e filo una delle due parti. Io in fondo al cappello ho applicato anche una specie di pon pon realizzato avvolgendo un po' di filo attorno a tre dita. La sciarpina l'ho creata con un piccolo ritaglio di tessuto pile rosso :-)
Alcuni link con tutorial per realizzare pupazzi di neve:
Il pupazzo di neve per gli scout
Sock snowman
MAKING A SOCK SNOWMAN!
Un nuovo look per un vecchio pupazzo di neve

domenica 28 ottobre 2018

Halloween: vasetto vetro spaventoso

Anche quest'anno l'estate è volata e l'autunno è arrivato in fretta, per fortuna abbiamo avuto tantissime belle giornate calde quindi ce lo siamo goduti parecchio. Samuele ha iniziato la scuola secondaria di primo grado: le medie! Io continuo a scrivere ma sul sito Parchi per Tutti quindi rarissimamente ho tempo da dedicare a questo mio piccolo blog a cui comunque sono molto affezionata.
Volevo mostrarvi i nostri, (miei e di Samu), vasetti di vetro spaventosi e finestra del nostro bagno vista dal cortile :-)
I vasetti sono davvero veloci e facili da fare: occorrono vasetti di vetro usati della marmellata o sottaceti, garze oppure un pezzo di tessuto bianco con la trama ben visibile da tagliare a strisce e del cartoncino nero o bottoni per gli occhi.
Anno scorso avevo realizzato due mummie-vasetti piccoli, quest'anno ne ho aggiunto uno grande; ho anche realizzato dei nuovi tendini per la finestra del bagno con del tessuto nero molto coprente e tessuto bianco per gli occhi ai quali ho aggiunto delle venature rosse utilizzando un pennarello per tessuto.
Questa qui sotto è la zucca di anno scorso dopo diversi giorni dall'intaglio. Era quasi più spaventosa del giorno in cui abbiamo intagliato il pipistrello :-)
Quest'anno spero di trovare il tempo di intagliare la zucca con il mio Topastro perché è un'attività molto divertente, però chissà: forse il pomeriggio andremo a Cesenatico da Cartamarea
Non racconto di quel che ci succede da tantissimo tempo: Topastro è diventato grande e non mi sembra più "giusto" raccontare troppe cose di lui, quel che posso dire e che non è certo un segreto è che ha 11 anni e mezzo, ha iniziato la prima media, (mamma mia che grosso cambiamento), tira ancora l'arco, (a breve parteciperà a qualche gara), e che è birichino come sempre.
Gli piace ancora tanto giocare e molto meno fare i compiti, come dargli torto? Finalmente non fa più il tempo pieno quindi arriva a casa piuttosto presto per pranzare seduto comodo a casa sua ma il pomeriggio ci sono i compiti.
Parecchi compiti: tante nozioni da imparare a memoria; mi domando quando la scuola capirà che le sole nozioni non sono sufficienti. Vorrei tanto una scuola che proponesse lavori in gruppo tutti i giorni, approfondimenti, esperienze pratiche,...

domenica 20 maggio 2018

Consiglio di lettura: La stanza del lupo - Gabriele Clima

Anche quest'anno il festival Parole al Cartoccio organizzato dalle ragazze della libreria Cartamarea di Cesenatico è giunto alla fine. Io son riuscita a partecipare a pochi incontri ma davvero belli. Ho avuto la fortuna di vedere sotto al sole tanti autori presentare "DECIDERE" l'antologia a sostegno del festival che contiene tanti racconti accomunati appunto dalla parola "decidere". Non volevo perdermi la presentazione del libro "La stanza del lupo" di Gabriele Clima e non è stato facile conciliare il mio desiderio con gli impegni di mio figlio ma ci son riuscita, 50/60 km di strada tra andata e ritorno per sistemare il mio piccoletto che ormai è cresciuto e a settembre inizierà la scuola secondaria di primo grado!
Ma torniamo a questo bellissimo libro che ho fotografato sul tavolo del mio balcone accanto a un pennarello nero. Avevo iniziato il libro alcuni giorni fa ma  non ero riuscita a terminare la lettura prima della presentazione dell'autore, l'ho fatto solo stanotte... Mi son svegliata e il libro mi guardava dal comodino. Per tutti coloro che non hanno partecipato alla presentazione dell'autore, potete ascoltare una parte dell'intervento grazie a questo video. Non perdetevi però eventuali altri incontri nelle vostre città perché ogni incontro è unico e speciale.
Devo confessare che "La stanza del lupo" così come "Il sole tra le dita" dello stesso autore o "Ero cattivo" di Antonio Ferrara non sono libri che avrei comprato dopo aver letto la trama; non sono il mio genere. Ma quando ami un autore, quando sai che qualsiasi argomento lui tratterà ti potrà stupire, compri a occhi chiusi.
Il mondo degli adolescenti, quelli tosti, non mi intriga particolarmente, forse ho solo voglia di restarne fuori ancora per alcuni anni visto che prima o poi verrò catapultata pure io in questo mondo che al momento mi fa solo un pochino paura e spero arrivi il più tardi possibile il momento in cui dovrò affermare "ci siamo dentro pure noi".
Io amo tanto i libri, ma tanto tanto, e le mie amiche, (anche se non me lo dicono), credo pensino spesso che io sia un po' esagerata quando parlo di storie che devono essere lette, che sono stupende, uniche, incredibili. Mi lascio rapire dalle parole, mi gusto le frasi, colgo sfumature, penso a cosa voleva trasmettere l'autore con il racconto di un fatto particolare. Scrivere è un'arte e penso che un buon libro può essere apprezzato quanto un quadro famosissimo di un pittore di fama mondiale. Per me i libri sono tesori che trasmettono emozioni: stupore, paura, commozione, entusiasmo, ...
"La stanza del lupo", comprato a occhi chiusi solo perché scritto da Gabriele Clima, mi ha un pochino spaventato ma la sua lettura mi è stata molto utile. Non spaventatevi anche voi, come scrivevo a me i libri fanno un effetto strano :-)
Mi ha spaventato la descrizione degli adolescenti di oggi, (son poi così tanto diversi da quelli di ieri?), che spesso son rabbiosi, compiono gesti violenti verso se stessi o verso gli altri. Mi sono immaginata mio figlio tra qualche anno che è già tanto lunatico e spesso arrabbiato, mi sono vista passare davanti agli occhi scene che potrebbero diventare reali oppure no. Nessuno lo sa. Fare i genitori è così difficile, difficile anche essere figli. Non voglio svelarvi nulla del libro perché c'è già tanto nel video. 
È un bel libro che ho sentito come vero, una storia che potrebbe ripetersi a casa di ognuno di voi e che a un certo punto mi ha davvero colpito facendomi un po' male, non mi aspettavo un colpo si scena simile. Mi son domandata perché gli adolescenti abbiano bisogno di emozioni così forti, magari non tutti, e se per tornare sulla retta via, (riferito a quelli che fanno tanto penare i genitori), sia necessario un colpo di scena. Un libro da leggere.