lunedì 2 novembre 2020

Agevolando... Non si diventa adulti a 18 anni e un giorno

Conosco Silvia da diversi anni, mi sto sforzando di ricordare ma non riesco a risalire al nostro primo incontro, forse un'intervista a me e Raffaella sui parchi gioco inclusivi ovvero quei parchi dove anche i bambini con disabilità possono andare a fare una scivolata o un giro in altalena. In ogni caso son trascorsi diversi anni, probabilmente conosco Silvia da 5/6 anni e una cosa che posso dire su di lei è che mi ha colpito il suo sorriso, la sua positività e il suo grande e sentito impegno verso il prossimo. Un impegno che nasce dal cuore. Qualche giorno fa mi ha chiesto se avevo voglia di parlare di Agevolando e io le ho risposto: certo! È un periodo in cui scrivo poco e sono anche poco attiva nel mondo delle associazioni, sono un pochino giù di corda per via del periodo incerto che stiamo vivendo tutti ma forse proprio per questo è ancora più giusto parlare di realtà importanti, di persone che si prendo cura di altre persone


Per chi non avesse mai sentito parlare di Agevolando, sappiate che è un’organizzazione di volontariato che lavora con e per i ragazzi in uscita dai percorsi di accoglienza “fuori famiglia” per promuoverne l’autonomia, il benessere psicofisico e la partecipazione attiva.

Non si diventa adulti a 18 anni e un giorno

Agevolando desidera un mondo nel quale i ragazzi e le ragazze care leaver abbiano l’opportunità e si riconoscano il diritto e la possibilità di scegliere – da protagonisti – il proprio percorso verso l’autonomia e l’autorealizzazione, con tempi e modi propri.
Pensare di dover essere totalmente autonomi a 18 anni è difficile per tutti, a maggior ragione per chi ha vissuto parte della propria infanzia “fuori famiglia”, in affido familiare, casa-famiglia o comunità per minorenni.
L’autonomia è per ciascuno di noi una meta mai definitivamente raggiunta. È un viaggio durante il quale i care leaver non si dovrebbero sentire soli, ma accompagnati da altri care leaver e figure di riferimento sulle quali poter contare.
Agevolando vuole esserci perché il futuro sia una storia ancora tutta da scrivere.

Cosa puoi fare per Agevolando e con Agevolando:

- Conoscere meglio l'associazione: attraverso il sito www.agevolando.org, sui social network e puoi anche iscriverti alla Newsletter
- Parlare di Agevolando: per fare uscire queste storie difficili dall’invisibilità e raccontarne la bellezza, per abbattere stigma e pregiudizi
- Fare volontariato: se nella tua città c’è una sede di Agevolando puoi contattare l'associazione per approfondire la conoscenza e capire cosa si può fare insieme.
- Sostenere Agevolando con l’acquisto di uno di un gadget: li trovi nello shop di Worth Wearing: https://worthwearing.org/store/agevolando  o puoi scrivere a comunicazione@agevolando.org per saperne di più
- Fare una donazione: a questo link trovi le diverse modalità per sostenere i progetti: https://www.agevolando.org/come-aiutarci/dona (5x1000, erogazioni liberali, sostegno continuativo)
- Promuovere una raccolta fondi per Agevolando, magari in occasione di un compleanno, di una laurea o di un altro lieto evento


I care leaver hanno scelto come simbolo per rappresentarsi un cactus: simbolo di un passato spinoso, ma anche di una vita resiliente e bella quando fiorisce!

È un tempo strano quello che stiamo vivendo, pieno di incertezze, di schieramenti, anche un pochino di odio e rabbia. Forse possiamo fare in modo che qualche bel gesto gentile lo renda un pochino migliore e più vivibile per tutti. Prendiamoci cura dell'altro.

mercoledì 7 ottobre 2020

Storia, verso l'unità d'Italia 1848-1874

Sabato Samuele avrà una verifica di storia di storia su tutto il periodo che precede l'Unità d'Italia. Una ventina di pagine di libro che nei giorni scorsi son state tradotte prima in riassunto e poi in slide con immagini e brevi frasi che riportano gli eventi principali, (lavoro che abbiamo fatto insieme). In questi giorni deve ripassare perché i fatti da ricordare, le date, i personaggi, le battaglie e gli armistizi son tanti e la verifica si avvicina. Gli ho proposto, al posto dei soliti video che gli piace registrare mentre gioca a Minecraft, di realizzare un video di storia e lui mi ha accontentato 🙂
Alla fine lui si è anche un pochino divertito a caricare le immagini delle slides, a utilizzare il suo programma di editing immagini e video e a raccontare. Questo lavoro l'ha fatto tutto in autonomia e ogni volta che provavo a intervenire mi gridava: non devi parlare, so io cosa devo fare. 
Sono davvero contenta di questo piccolo lavoro che sicuramente è ben lontano dall'essere perfetto ma si merita un BRAVISSIMO e magari abbiamo pure scoperto un nuovo metodo per ripassare storia. Se volete dare un'occhiata al video, il link è questo https://youtu.be/3j6x8tg-lAs
Si tratta solamente della prima parte (in totale sono 13 slides), la seconda parte arriverà oggi o domani.
Ed ecco la seconda parte, ora si ripassa ancora un po' in vista della verifica di storia :-) 

mercoledì 9 settembre 2020

Consiglio di lettura "Kafaraka" - José Cheeín

Ecco qua, anche di questo libro ho girato l'ultima pagina, la 303. Ad essere precisi ho strisciato il dito sul mio lettore di e-book, (no, non è a colori, la foto sotto è un fotomontaggio :-P), e ho rimpianto tanto le pagine di carta. Ho comprato il mio kobo tanti anni fa, spinta dal fatto che la mia libreria in salotto era strapiena di libri di carta e non sapevo davvero più dove metterli. Pensavo fosse pratico leggere su un supporto digitale ma dopo l'entusiasmo iniziale sono tornata a leggere su carta vera, ruvida, rumorosa e odorosa. Ho conservato il kobo per qualche lettura leggera, per libri dei quali non ero certa potessero piacermi e per quelli che sono esauriti nella versione cartacea. 
In questo caso particolare, "Kafaraka", è stata invece la fretta di voler leggere il libro a farmi scegliere la versione digitale visto che il cartaceo, (tramite la piattaforma online che utilizzo di solito), sarebbe arrivato a casa non prima di 10 giorni*. Mi son pentita della scelta perché alcuni libri davvero non riesco a leggerli sul kobo, in particolare quelli che necessitano della rilettura di una frase del capitolo precedente, quelli che raccontano storie con tanti personaggi o parti che mi piace sottolineare. Mi sa che, nonostante io lo abbia già letto tutto, lo comprerò anche nella sua versione con le pagine di carta :-)
Immagino che vogliate sapere cosa racconta l'autore, José Cheeín, in questo libro e se mi è piaciuto. La storia raccontata è molto interessante, o almeno lo è stata per me. Una lunga e riflessiva autobiografia ricca di particolari, dei primi 40 anni di vita di José. 
Mi è sembrata una sorta di analisi della sua vita, un voler cercare di capire il perché di alcuni fatti accaduti nel passato, o forse più che il perché, voglia di ripercorrerli per capire meglio alcune decisioni o comportamenti personali e della famiglia, voler mettere su carta, (uffa quanto mi è mancata la versione cartacea), la storia di una famiglia che non è certo banale o ordinaria. Accipicchia quante avventure a partire dal bisnonno fino a José. Un peccato lasciarla alla tradizione orale, ora è scritta e resterà a disposizione di chiunque avrà la curiosità di leggerla. Una bella storia con tanti personaggi, soprattutto parenti stretti e/o lontani, (si poteva quasi pensare di inserire a inizio libro un piccolo albero genealogico), condita di storia dell'Argentina sopratutto dal punto di vista politico e sociale: la dittatura, la democrazia, il peronismo, il colpo di stato. 
Non sapevo quasi nulla di questo Paese così lontano dall'Italia che ci ha spedito con una navicella spaziale questo simpatico ma burbero personaggio che ha deciso con tutto se stesso di vivere qua, di trovare un lavoro e far carriera. Se ci è riuscito o no non posso dirvelo perché svelerei troppo del racconto. 
Posso aggiungere che è un libro abbastanza malinconico, lo stesso autore lo dichiara in alcune parti ma lo si percepisce leggendo lo stile di scrittura in molti capitoli anche se non in tutti. Mi è piaciuta la scelta dei capitoli che in modo alternato raccontavano la vita in Italia negli anni '80 e la vita in Argentina fino alla partenza verso il vecchio continente. Ho anche gradito gli estratti di canzoni inserite nel libro, ce ne sono tante, e naturalmente ho sorriso parecchio leggendo tutte le parti in cui si parla della Romagna e di Rimini: degli abitanti accoglienti ma testoni, dei modi di dire, del cibo, dei luoghi che conosco bene e che son gli stessi dove è approdato José tanti tanti anni fa. Nel 1985 io avevo solamente 13 anni mentre Josè si avventurava per le strade di una città sconosciuta, in un Paese sconosciuto, per provare a cambiare il corso della propria vita.
Ve lo consiglio? Sì, sicuramente lo consiglio. È un racconto che mi è piaciuto molto e non lo dico perché conosco l'autore, (ho anche lavorato per lui per un breve periodo), ma perché credo che sia davvero una storia interessante da leggere!
Unica pecca: il testo avrebbe avuto bisogno di una piccola revisione da parte di un professionista, almeno in alcune parti. Ci sono alcuni refusi ma anche frasi che con una diversa esposizione potevano essere lette in maniera più scorrevole o piacevole. Secondo me questo avrebbe dato una marcia in più alla storia che, ripeto, ho trovato davvero bella.

* tramite Amazon la consegna è garantita in due giorni!

Titolo: Kafaraka. Un viaggio in 3 continenti lungo 150 anni
Autore: Jose Cheein
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788831685801

"Kafaraka" è la storia autobiografica del autore, argentino di origini libanesi trapiantato in Italia. Il romanzo racconta le varie tappe della vita del autore, dall'infanzia, in una famiglia benestante ma frugale della provincia argentina, alla formazione come studente, al desiderio di bruciare le tappe, di vivere intensamente, raggiungendo obiettivi sempre più alti. La vita cambia quasi per caso, leggendo di una selezione per una borsa di studio in Italia. Giunge nel nostro paese sentendosi come un astronauta su un altro pianeta, ed è convinto che in quanto emigrante abbia sempre qualcosa da dimostrare in più rispetto agli altri, riuscendo ad aprirsi una strada proprio grazie alla sua forte motivazione. Tra le pagine emerge anche uno spaccato della storia e della società argentine degli ultimi decenni. Il romanzo si conclude con un ritorno alle origini, un viaggio in Libano alla scoperta dei luoghi in cui tutto è cominciato. Vede l'inizio del progetto della sua famiglia, che lo ha portato fino in Italia, nella partenza di suo nonno per l'Argentina, con l'idea di dare un'istruzione a suo figlio, il padre dell'autore, che da deputato riuscirà a far costruire una scuola nel piccolo paesino di Fernandez.

L'estate sta finendo

La stagione estiva volge agli sgoccioli. È stata un'estate strana: lenta, calda, impegnativa e per me un po' apatica. Mi è mancata la voglia di divertirmi, far festa, stare in mezzo a tanta, troppa gente. Però mi ha fatto piacere avere attorno persone che mi vogliono bene e che hanno saputo rispettare la mia voglia di tranquillità.
Ho comprato un'auto nuova e ne son contenta ma quello felice è stato Samuele: era emozionatissimo quando io ho firmato il contratto ed è stato eccitatissimo quando abbiamo portato a casa la nostra auto che si chiama "Ehi carina". 
Ho apprezzato le piccole carinerie delle mie tre colleghe di lavoro più strette, i pomeriggi in spiaggia, le cene con i piedi sulla sabbia, i libri. 
Da gennaio non leggevo quasi più, non riuscivo a concentrarmi su nessun tipo di libro ma finalmente verso l'estate son riuscita a leggere il primo libro, "Il treno dei bambini" e non mi son più fermata. Leggere è anche un modo per non pensare, se hai un bel libro per le mani ti immedesimi nella storia e pensi solo a quella :-)
Anche Samuele ha letto tantissimo in questi tre mesi estivi; ha letto, fatto lavoretti di ogni tipi, si è divertito in spiaggia e naturalmente ha fatto pochissimi compiti delle vacanze. Questa estate non ha frequentato il solito centro estivo: le condizioni era differenti rispetto agli altri anni, colpa del Covid-19 e inoltre ormai ha compiuto 13 anni... Ci siamo organizzati con una bella agenda dentro la quale Samuele trovava ogni mattina i compiti da svolgere. Compiti di ogni tipo: vai dal fruttivendolo a comprare meloni e fagiolini, svuota la lavastoviglie e riempila con le stoviglie sporche che sono nel lavandino, cambia la lettiera al gatto, vai dal parrucchiere a tagliarti i capelli, vai dal tabaccaio a pagare la bolletta, vai in spiaggia a leggere il libro che il prof. ti ha assegnato come lettura estiva, sistema tutti i calzini e le mutande che ho raccolto dallo stendipanni, vai a comprare le polpette per la nonna, farmacia, scrivi un post sul blog, ... Scrivi. Sì "scrivi" perché scrivere non è il suo forte e faticava a fare un riassunto o mettere per iscritto emozioni, concetti..
Devo dire che è stato davvero bravo anche se tante volte ha cercato di fregarmi e sicuramente in mia assenza avrà guardato la tv o acceso il pc per giocare perché non credo si possano impiegare 2 ore per caricare la lavastoviglie o 45 minuti per fare colazione ma, confrontandomi con altre mamme, ho capito che quasi nessun ragazzino di 13 anni svolge questi lavoretti in casa. Samuele durante questi tre mesi estivi ha anche letto tantissimo. Fumetti a volontà: ha iniziato a leggere la raccolta di TEX cartonati "70 anni di un mito" che il nonno gli ha lasciato in eredità e nel giro di brevissimo tempo, partendo dal numero 1, è arrivato al 120. Mancava il 121 che l'edicolante è riuscito a recuperare verso fino agosto e così Samuele ha potuto leggere quello e i successivi 20 numeri acquistati settimana dopo settimana. 
Oltre a TEX ho imposto la lettura di libri, quasi sempre in cambio di minuti di gioco a Minecraft. Scambio o ricatto? Boh, dipende dei punti di vista! :-D
Il fatto è che io so che Samu ama le storie ma deve essere spronato a iniziare a leggere un libro nuovo; ad esempio ieri sera ha preso in mano da solo VOI di Davide Morosinotto perché era un pochino annoiato e non aveva sonno e stamattina quando si è svegliato mi ha detto: ah il libro l'ho finito stanotte.
Comunque dicevo che ha letto molti libri, credo una quindicina. Alcuni consigliati dai professori di italiano e scienze e altri da me. Vi lascio i titoli, magari siete alla ricerca di nuove letture. Non son certa di averli inseriti tutti, da segnalare che alcuni son stati abbandonati anche prima di metà come 1984 e Come si sbriciola un biscotto.

1984 di George Orwell
- Bar sport di Stefano Benni
Bar sport Duemila di  Stefano Benni
Come si sbriciola un biscotto? di Joe Schwarcz
Cuore a razzo farfalle nello stomaco di Barry Jonsberg
- Il treno dei bambini di Viola Ardone
Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi
La chiave segreta per l'universo di Lucy Hawking,Stephen Hawking
- La stanza del lupo - Gabriele Clima
Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda
- Quando non mi vedi di Arianna Marfisa Bellini 
Tre uomini in barca (per non parlar del cane) di Jerome K. Jerome
- Voi di Davide Morosinotto

Alcuni riassunti e impressioni di Samuele sui libri letti le trovate qui: https://lastranabandadellaspiaggia.blogspot.com/2020/08/classifica-dei-libri-letti-in-estate.html Insomma questa è stata la nostra estate: mare, libri, riso alla cantonese, pizza, poche uscite serali. La cosa che mi ha dato più soddisfazione è sicuramente Samuele che ha svolto i lavoretti, ha letto e scritto post per tutta l'estate con, a mio parere, risultati visibili. Non è uno scrittore ma è migliorato tanto nell'esposizione di testi scritti. Un'estate tranquilla e malinconica. Ora ci aspetta la fatica dell'inizio scuola che quest'anno sarà certamente diversa...

giovedì 27 agosto 2020

Consiglio di lettura: "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda

"Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda l'ho comprato parecchio tempo fa insieme all'albo illustrato da Marco Cazzato che avevo invece già letto insieme a Samuele. Il libro non l'avevo mai neppure sfogliato ed è quasi uscito da solo dalla pila di libri vicino al comodino, sussurrando: leggi me, leggi me, portami in spiaggia! L'ho iniziato e mi ha subito catturato per la semplicità della scrittura ma anche profondità.  
Una storia pesante, importante, una vita non facile quella di Enaiatollah... durante la lettura talvolta mi son domandata se veramente Enaiat era stato protagonista di ogni singolo episodio che viene raccontato da Fabio Geda e sbirciavo la copertina in cui è scritto "Storia vera di Enaiatollah Akbari" e se c'è scritto vera, significa che è vera per davvero. In certi momenti ho quasi sentito la stanchezza che deve aver provato Enaiatollah,  avrei voluto abbracciarlo, dargli una pacca sulla spalla e dirgli: vai avanti, vedrai che prima o poi la fortuna chinerà lo sguardo su di te.
Enaiatollah non ti arrendere mai, continua a perseguire il tuo sogno, te lo meriti, tutti si meritano un angolino di mondo dove vivere senza paura, dove studiare, lavorare e sentirsi realizzati. Nessuno si merita di vivere in un posto dove le persone la mattina sono vive e la sera magari non fanno rientro a casa. Un posto dove i bambini possono essere bambini e non piccoli adulti che devono trovare un modo per procurarsi cibo e un posto sicuro dove dormire.
Un libro che tanti dovrebbero leggere perché è sempre bene immedesimarsi in storie tanto lontane dalla nostra, storie condite di speranza che alla fine fanno scendere una lacrima ma fanno tirare un sospiro di sollievo. Veramente un bel libro, una bella storia ben raccontata! 

martedì 11 agosto 2020

"La solitudine dei numeri primi" - quanta infelicità

Lettura terminata ieri in spiaggia. Un libro talmente strano, a mio parere, che non so neppure cosa dire a riguardo. Mi ha lasciato addosso una sensazione di fastidiosa, deprimente infelicità.Non ricordo di aver letto altri libri simili; libri tristi sì, magari sulla guerra o eventi catastrofici ma in quel caso riuscivo a giustificare la tristezza che mi avevano trasmesso e inoltre mi avevano fatto piangere, tirare un sospiro di sollievo, emozionare. 


Questo libro invece non mi ha trasmesso tristezza partecipata, forse apatia, boh, non riesco proprio a definire bene cosa ho provato. Cosa strana: non mi sono assolutamente immedesimata nei personaggi, mi son sembrati abbastanza piatti, non ho abbandonato la lettura solamente perché dovevo sapere cosa sarebbe successo nella pagina dopo e poi in quella dopo ancora. In ogni caso lettura scorrevole, questo sì ma per me è no, non è un libro che consiglierei alle amiche e non credo lo proporrò a Samuele anche se in realtà è arrivato a casa nostra come consiglio di lettura estiva dal prof di italiano che quest'anno ha scelto tutti libri per adulti in modo da spronare i ragazzi a riflettere, se non ho capito male. Il libro è in caso, non sto dicendo che impedirò a Samu di leggerlo ma non lo spingerò a leggerlo anche perché non credo sia un libro che potrebbe piacergli. 

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Cosa vi è piaciuto di questo libro? Son curiosa!