mercoledì 22 settembre 2010

Le castagne di Savignano

A Savignano sul Rubicone, lungo il viale che costeggia la linea ferroviaria, vicino alla piccola stazione, ci sono degli enormi ippocastani. Io me li ricordo, ho percorso tante volte quel viale quando ero piccola. Mia nonna Palmira abitava a due passi da lì e quando mi fermavo a dormire da lei sentivo tutti i treni che passavano di notte e facevano tremare i vetri. Ne passano tantissimi, almeno uno ogni dieci minuti, la maggior parte treni merci.
Quasi ogni anno in autunno vado a fare un giretto per vedere se le castagne degli ippocastani sono cadute. Io le ho sempre chiamate castagne selvatiche ma non è il loro vero nome. Le castagne selvatiche sono commestibili, quelle dell'ippocastano no.  
Io e Topastro siamo andati a vedere se ne erano già cadute un po' e per fortuna ce n'erano. Non tante, forse il periodo giusto è tra un paio di settimane? Non saprei, magari torneremo a controllare.
Il Topastro si è divertito parecchio a cercare di far uscire le castagne dai ricci. Gli ho insegnato a schiacciarli con le scarpe in un angolo cercando di far schizzare fuori la castagna, con le mani è impossibile aprirli, pungono! Abbiamo preso solo quelle di color rossiccio lucide. Quelle opache e un tendenti al nero, cadute da diversi giorni, le abbiamo lasciate lì.
Le castagne sono quasi tutte molto grosse e hanno un bellissimo colore bruno-rossiccio. In alcuni ricci c'è solo una castagna ed è grandissima e rotonda, in altri ce ne sono due e queste hanno una base piatta. Nel praticello di fronte ai castagni c'erano dei bellissimi fiori gialli e mentre raccoglievamo castagne sono passati tantissimi treni sui binari a fianco degli ippocastani, uno trasportava dei furgoncini ed era lunghissimo.
Dopo aver raccolto le castagne abbiamo fatto un giretto fino al ponte Romano di Savignano e Topastro fingeva di partecipare a una spedizione avventurosa come i suoi "amici" Dora e Diego. Dove andiamo? Al ponte!
Qui sopra alcuni dei giochi che abbiamo fatto con le castagne dopo averle pulite con uno straccetto. Si possono cuocere sul piano cottura della mini cucina, belle da mettere attorno a una candelina, divertenti da usare per fare disegni e fantastiche da caricare sul camion con l'aiuto di una ruspa.
Abbiamo usato le castagne anche per decorare una parte della nostra pista per trenini e alcune ondeggiano sul balcone appese ad un cerchio di legno che una volta era un tamburello. Abbiamo fatto anche una collana e magari ne metteremo una in tasca. Un antico detto consiglia di tenerne una castagna matta in tasca per tutto l'inverno per allontanare il raffreddore. 

18 commenti:

  1. Ti ho pensata ieri!!! La mia mamma infatti mi ha giusto omaggiata di una "castagna d'India".... come si chiamano volgarmente i frutti dell'Ippocastano contro il raffredore e ne avevamo parlato di recente in un altro post!!! Lei le ha trovate in Circonvallazione a Monte, qui da noi a Genova e ne ha riempito un grilletto posto poi di bellezza sulla tavola... Tra il suo racconto e il tuo mi avete fatto venire voglia di andare anch'io a raccoglierle... Tra un po' poi inizierà anche la stagione delle castagne vere... che non sono esteticamente belle come queste ma sono buonissime!!!!!

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  2. @MrsApple: si, si, mi ricordo che ci siamo scambiati commenti sulle castagne matte o d'India in un altro post. Anche secondo me sono molto decorative e appena colte hanno un colore bellissimo che con il passare dei giorni si scurisce fino a diventare nero. Anche a me le castagne commestibili piacciono molto!

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  3. qui ad ottobre si festeggia sul monte faito la castagna perchè il monte è pieno di castagni sai che non sapevo ne esistessero anche di non commestibili?

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  4. @supermamma: deve essere una bella festa. Mi piacciono le sagre che si tengono in autunno.

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  5. Sono bellissime. Me ne son siempre riempita le tasche da piccola. Le trovo anch'io molto decorative.
    Ne ho approfittato per rileggere il post dove parli di tua nonna. Io, che potrei forse essere la tua nonna...mi ci son ritrovata nella tua descizione. Anche io da piccola andavo dalla mia e ciò che racconti assomiglia moltissimo ai miei ricordi. Trovo bellissimo questo rinnovarsi della catena generazionale.
    Buona serata cara e grazie per le parole gentili che lasci sempre da me.

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  6. @Sandra: i ricordi sono belli, sono contenta di aver scritto qualcosa della mia nonna perchè tra tanti anni potrò rileggerlo e mi tornereanno in mente cose che forse avrò dimenticato. Però Sandra, non credo che tu potresti essere mia nonna, eh eh. Sono vecchietta anche io, del 1972.
    Comunque è proprio vero, prima si è figli, poi genitori, poi nonni...

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  7. non avevo mai sentito la storia del raffreddore... interessante! credo lo farò!

    Grazie per essere passata da me... io ogni tanto sono passata da queste parti senza lasciare traccia!
    Un abbraccio

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  8. Bellissime le castagne appese al tamburello!
    Io sono una vera patita di castagne, non vedo l'ora di andare a raccoglierle con la Ciuccetta e di fare una bella castagnata; quest'anno le assaggia x la prima volta, speriamo le piacciano :))

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  9. CHE BELLO VEDERE LE IMMAGINI DEL MIO PAESE SUL TUO BLOG. TI HO SCOPERTA CIRCA 1 MESE FA E DA ALLORA QUASI QUOTIDIANAMENTE LEGGO LE TUE AVVENTURE. PROPRIO IN QUESTI GIORNI VOLEVO PORTARE I MIEI BIMBI DI 3 E 2 ANNI A RACCOGLIERE PIGNE E CASTAGNE IN GIRO PER IL PAESE.... LA STAZIONE SARA' LA PRIMA TAPPA!
    COMPLIMENTI PER IL TUO BLOG E' DAVVERO CARINO ED INTERESSANTE.
    DANIELA

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  10. Che belle queste castagne! E le cose che avete fatto con esse sono belle altrettanto!
    E...tu dici che davvero il rimedio della castagna in tasca contro il raffreddore funziona? Magari ci provo anche io ;-)

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  11. bella idea...mi piacerebbe trovare un posto carino anche a me...adesso cerco da queste parti...ciao

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  12. @Daniela: abiti a Savignano? Io ci venivo molto spesso quando ero piccola, quasi tutte le domeniche. Mia nonna mi portava in piazza, al cimitero, a prendere il gelato al bar della stazione...
    @maris: mah! io credo sia solo un detto perchè tentar non nuoce.

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  13. si' Claudia abito a Savignano, non troppo lontano da casa tua. Purtroppo il paese sta cambiando molto e non ci sono troppi spazi per i bambini. Hai delle idee davvero carine.. Purtroppo non ho molto tempo libero, ma quando posso, ne approfitto per un giro in bici coi miei pupi a raccogliere cosette. Adoro riciclare e far pasticciare i bimbi.. ma poi che confusione ovunque!!!! Daniela

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  14. @Daniela: anche Rimini non è una città a misura di bambino... Non ci sono parchi, giardini, piste ciclabili. I pochi spazi con scivoli o altalene sono piuttosto malconci, spesso pieni di escrementi di cani. Per fortuna abbiamo la spiaggia che anche in inverno, quando non è troppo freddo, è adatta a una corsa o una passegggiata. Buoni lavoretti con i tuoi bimbi!

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  15. Ti ho scoperta solo oggi..ma che bei lavoretti per i bimbi...carinissimo il blog, stra-colmo di idee interessanti...complimenti..tornerò a trovarti più spesso...

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  16. Ciao Claudia, complimenti per il blog, ti leggo spesso ma non ho ancota commentato. Posso chiederti come si fa il tamburello con le castagne? E la collana? Grazie!

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  17. @Igraine: ciao e grazie per i complimenti. Per il tamburello ho usato il cerchio di legno di un vecchio tamburo, (si era rotta la parte su cui si battono le mani). Ho legato dei fili di lana attorno al cerchio di legno e li ho fissati alle castagne con delle viti, quelle per legno. Per la collana ho bucato una castagna con l'aiuto di una vite e poi con un chiodo e martello e ho fatto passare un filo di lana con ago da lana. Ce l'abbiamo ancora la collana, dall'anno scorso!

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