lunedì 15 ottobre 2012

Vincere, sport, premi...

Io ve lo dico subito, così se avete fretta potete chiudere subito questa pagina. Questo è uno dei miei post sconclusionati in cui parlo di tutto e di più! Riflessioni, pensieri, cose "con" e "senza" senso. L'argomento? Anche quello un pochino vago. In linea di massima il tema principale è lo sport ma non solo quello. Avevo voglia di condividere questi pensieri e il mio modo di essere mamma. Avete presente il famoso libro, (che io non ho letto), "Il ruggito della mamma tigre". Ecco io non sono quel tipo di mamma. Secondo me i bimbi hanno il diritto di giocare, divertirsi e avere pochi obblighi fin quando è possibile. Non sto dicendo "no alle regole", quelle vanno bene e devono sempre esserci. Però l'infanzia dura così poco, con l'inizio della scuola primaria cambia tutto e sulla scala delle priorità, come mi ha insegnato , ci sono sicuramente la libertà, il divertimento e le coccole. Per questo motivo Topastro ha partecipato al suo primo corso "sportivo" all'età di 4 anni e mezzo. Molti suoi amichetti hanno iniziato prima dei tre anni con tanti sport, lingue, strumenti musicali... Per noi invece niente di impegnativo: un'ora alla settimana di musicalità. Giochi a ritmo di musica. Gli è piaciuto davvero tanto. Finito il corso di musicalità ha frequentato un breve corso di acquaticità e si è divertito un mondo. L'amichetta di Topastro sarebbe andata al successivo corso di nuoto e ho deciso di iscrivere anche Samu. E' stato un mezzo disastro. Abbiamo scoperto il mondo dello sport. Le prime lezioni sono andate bene ma poi Topastro ha iniziato a lamentarsi dell'acqua troppo fredda, (il precendente corso si svolgeva nella piscina piccola che era più calda), che mentre era in acqua gli mancavo, voleva stare con me, che il maestro gli aveva fatto andare l'acqua in un occhio, insomma il nuoto non gli piaceva. Sono andata a vederlo "nuotare" due o tre volte, (la maggior parte delle volte lo accompagnava la mamma della sua amichetta), e ci sono rimasta malissimo perchè lui mi guardava da lontano, piangeva e nuotava con il salvagente mentre l'istruttore lo ignorava :-(
Non sono riuscita a convincerlo in nessun modo a proseguire il nuoto, magari  con la muta per stare più caldo, con un altro istruttore, in un'altra piscina... E mi è dispiaciuto moltissimo che a Topastro sia rimasto questo bruttissimo ricordo della piscina. Speriamo di poter rimediare in futuro perchè ora se gli si nomina la parola "nuoto" spalanca gli occhi e dice subito: io non ci vado!
E' arrivata l'estate e ci siamo riposati e divertiti tanto a feste, letture ed eventi. In settembre è iniziata la scuola infanzia e il lunedì mattina i bimbi fanno basket. L'istruttore fa lezione anche il pomeriggio ed ha invitato tutti i bimbi della scuola. Topastro mi aveva raccontato tantissime cose della lezione di basket a scuola e ho capito che gli era piaciuta molto così ho deciso di portarlo anche di pomeriggio. Arrivati davanti alla palestra Topastro si è fermato e mi ha detto che non voleva andare. Questa volta mi ha spiegato il motivo: il maestro da la caramella solo a chi vince e io non vinco.
Ho convinto Topastro ad entrare e provare e la prima lezione non è andata benissimo... I genitori possono rimanere a guardare e visto che tutti rimangono ad ammirare le gesta dei propri figli mi sono seduta pure io sulle gradinate. Dopo mezz'ora a Topastro è arrivato un pallone dritto sul naso, (lacrime e sangue dal naso), e verso la fine della lezione l'istruttore ha fatto fare ai bimbi una piccola gara e Topastro non è arrivato primo quindi niente caramella. Per lui non è stato un buon inizio mentre io sono rimasta con mille dubbi. 
Dubbi riguardo la possibilità per i genitori di rimanere a osservare i bimbi. Molti genitori chiaccherano tra di loro e ogni tanto si lasciano prendere dall'entusiasmo alzando la voce, ridendo e disturbando la lezione. Alcuni portano con sè i fratellini più piccoli che corrono, parlano, cantano... Altri ancora incitano o sgridano i propri figli. C'è un papà in particolare che grida istruzioni ai due figli durante quasi tutta la lezione ripetendo ciò che l'allenatore ha già detto.
Io sono una di quelle mamme a cui piace osservare il proprio bimbo a scuola o mentre fa attività sportive ma trovo che questa concessione dovrebbe essere fatta ogni tanto e che ai genitori dovrebbe essere ricordato di osservare e basta. D'altra parte tutti gli altri genitori rimangono in palestra e non mi pare carino andare via e lasciare Topastro lì da solo.
L'altro grosso dubbio che mi ronza in testa è l'uso delle caramelle, (nella seconda lezione sono comparse pure delle magliette), come premio.
Non che io sia contraria ai premi o alle caramelle, anzi. E poi la vita reale ci insegna che gli sportivi bravi vincono medaglie e coppe... A casa uso spesso ricompense e punizioni in base al comportamento di Topastro ma mi chiedo se sia giusto usare dei premi durante delle lezioni sportive o a scuola. Ho notato che è un metodo utilizzato da molte educatrici e allenatori sportivi. Topastro mi ha raccontato molti episodi riguardanti caramelle regalate al più bravo a scuola, al centro estivo e durante attività sportive.
Per fortuna l'istruttore di basket mi piace molto. Mi piace la sua calma, il suo modo di rivolgersi ai bimbi, la sua dolcezza ma anche fermezza quando ce n'è bisogno. Durante la lezione l'istruttore spiega di volta in volta ai bimbi cosa devono fare con la palla e con il corpo ed esige che quando lui parla loro stiano fermi e zitti. E fa bene! Non mi capita spesso di assistere al comportamento di 12 bambini davanti ad un adulto. I bambini hanno età diverse che vanno circa dai 4/5 anni ai 7/8. Mentre l'istruttore parla e spiega loro come svolgere un gioco o un esercizio la maggior parte di bimbi è impegnata a: guardare dalla parte opposta a quella in cui si trova l'istruttore, palleggiare, parlare con il compagno, correre dalla mamma a bere, rotolarsi per terra, guardare per aria, controllare cosa c'è nella tasca o togliersi le caccole dal naso. Sono rimasta colpita dalla poca attenzione dei bimbi che, se ripresi, stanno attenti 5 secondi e poi riprendono a fare altre cose.
Sono sicura che a Topastro farà molto bene partecipare alle lezioni di basket. Imparare ad ascoltare le istruzioni di qualcuno è importante!. Inoltre l'istruttore propone molti giochi di squadra o a coppie e ricorda ai bimbi che non si vince da soli. Quando si è in coppia bisogna aspettare il proprio compagno se lui è più lento e bisogna fare il tifo per la squadra. Mi piace lo spirito che cerca di dare al gioco così come il saluto alla fine della lezione tutti in cerchio vicini con le mani una sull'altra. 
Da mamma però non è facile vedere il proprio bimbo piangere perchè non ha vinto la caramella o sentirlo dire: io non gioco perchè non sono capace.
So che sto facendo la cosa giusta e spero che Topastro continui ad andare a basket e capisca che non si può sempre vincere. Bisogna fare fatica e allenarsi per imparare a palleggiare, a fare canestro ed eseguire bene gli esercizi spiegati dall'istruttore.
Io, tra l'altro, non sono per nulla amante degli sport. Sono molto goffa e agli sport preferisco i libri o altre attività più statiche e che richiedono l'uso del cervello. Non amo le gare e le competizioni quindi mi riesce abbastanza difficile capire il mondo dello sport.
Quando ero ragazzina e andavo a scuola ci facevano giocare a pallavolo durante l'ora di ginnastica ma io non ero per niente brava. Nessuno mi voleva in squadra e una volta una compagna credo si sia arrabbiata con me perchè la squadra aveva perso per colpa mia. Mi sono rifiutata di giocare per tutto l'anno successivo. :-)
Topastro, forse in parte perchè è maschio, vuole sempre vincere. Sia con me che con i suoi amici. Io mi sono vestito per primo, io sono arrivato primo alla porta di casa, io ho indovinato prima di te... E se perde sono pianti! Si inventa regole di volta in volta per poter vincere, se io mi vesto prima di lui non accetta di aver perso e quindi si veste poi corre alla porta di casa e annuncia: bisognava vestirsi e poi toccare la porta :-D
Insomma... la voglia di vincere è così forte che a volte mi chiedo se sia  giusto abituare i bimbi a gareggiare tra di loro fin da piccoli. Non sarà troppo? Molti di loro hanno già così tanta voglia di essere i più bravi che forse sarebbe meglio che gli sport dedicati ai più piccoli fossero fatti di soli giochi in cui non vince nessuno? Chi lo sa...
In questi giorni ho letto alcune cose che secondo me son pertinenti a questo post e quindi vi lascio i link qui sotto
Mamma non mi guardare: lasciami crescere!
Di cultura e società (italiane) (mi è piaciuto molto lo scambio di commenti tra  Cì e Starsdancer)
Norvegia, la pubblicità prende in giro gli italiani ''mammoni''
Forse oggi sono riuscita a battere il mio record personale di post più lungo del mio blog eh eh
Qui il MERAVIGLIOSO post di risposta di Cì: Bimbi, autonomia e società (italiana) 

18 commenti:

  1. Ciao Claudia, inzio col ringraziarti per il tuo riferimento che mi ha commossa.

    Quante cose! potrei battere il mio record di commento più lungo!!! ;)

    Allora magari torno con calma e intanto penso.
    Un bacion e dì a Samu che l'importante è divertirsi - e chi non lo capisce peggio per lui (questa seconda parte è per te...) -

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    1. Io leggerò volentieri il commento più lungo del mondo :-)

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    2. ecco qui http://ilmondodici.blogspot.it/2012/10/bimbi-autonomia-regole-e-societa.html
      appena riesco voglio finire di leggere i commenti qui sotto, anche io sono un po' in carenza di tempo... e che bello scambio, grazie Claudia

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  2. Ciao Claudia, condivido le tue osservazioni, anche noi arriviamo da un'esperienza di acquaticità, ora stiamo sperimentando il calcio, tutto bene, genitori degli altri piccoli a parte.
    Ho fatto il tuo stesso pensiero "ora me ne vado" ma poi sarei stata l'unica, e non sarebbe stato giusto per mio figlio.
    Per fortuna gli allenatori hanno già spiegato che per gennaio i genitori saranno allontanati dai campi....Evviva!!!!
    Spero che Samu impari a trovare il suo spazio nello sport con serenità e piacere di giocare.

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    1. Il vostro allenatore di calcio è un grande! I genitori che osservano in silenzio vanno bene, ma non tutte le volte che ci sono gli allenamenti, ma se poi gridano o vogliono intervenire vanno davvero cacciati via eh eh :-)

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  3. Claudia scrivi pure quanto vuoi, questo post mi ha dato spunti di riflessione.
    Credo che i bimbi abbiamo bisogno di divertirsi, ma anche di capire che se imparano le regole e si impegnano a volte si può vincere.
    Tu conosci tuo figlio e sai calibrare l'attività di conseguenza.

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    1. Conosco mio figlio si, ma trovare il giusto equilibrio sul lasciarlo andare, essere indipendente, lasciarlo scegliere e invece imporgli regole e comportamenti giusti, proteggerlo... è difficilissimo! A volte mi pare di essere in mezzo a due vocine che mi dicono: si è fatto male, corrigli incontro e abbraccialo. L'altra voce: è grande, sa cavarsela da solo, aspetta che sia lui a venire da te...

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  4. Ciao Claudia, quante belle riflessioni!!! Proverò a non essere prolissa....ma ce ne hai offerte veramente tante con questo post!!!
    Io sono per le regole, poche ma buone. I bimbi hanno bisogno che gli insegnamo a rispettarle, perchè il mondo lì fuori ne è pieno. Prendi ad esempio una lezione di basket....se non ci fossero le regole (ad esempio ascoltare l'allenatore, aspettare il proprio turno per tirare la palla...) sarebbe un caos totale...e bimbi non imparerebbero nulla. Qunidi è nostro compito insegnargli che esistono e che vanno rispettate.
    Per tornare invece all'argomento sport ecco il mio pensiero. I bambini devono scegliere uno sport che piace a loro ( e non a noi). Troppe volte i genitori riflettono sui figli le proprie passioni (o i propri mancati traguardi...che è peggio!!!). Mio figlio come il tuo ha abbandonato il nuoto dopo soli 3 mesi....ho provato a fargli cambiare idea ma non è servito a nulla. non si divertiva. credo che lo sport serva anche come divertimento, deve essere uno "sfogo" oltre che un gioco e se manca il divertimento...che senso ha?
    Cosi come è giusto un pizzico di competizione....ma giusto un pizzico, quel tanto che gli serva ad impegnarsi e a voler far sempre meglio....ma le caramelle quelle no, non le condivido. I bambini vanno gratificati ma non in questo modo e soprattutto in uno sport fatto in tenera età. Il premio deve arrivare alla fine con il conseguimento del brevetto o con la medaglia per la posizione in classifica...ma non ad ogni lezione. Sono curiosa però di conescere la ratio sull'uso della caramella (hai avuto modo di parlare di questo con l'allenatore?)...i bimbi vanno motivati nello sport ma non mortificati.
    ed infine un NO grande quanto una casa a quei genitori che urlano consigli e rimproveri (che umiliazione per un bimbo) ai lati del campo. ne ho visti tanti....e proprio non mi piace. Non è educativo, tra l'altro, sostituiri all'allenatore (che cosi può anche essere svilito agli occhi del bambino).
    Mio figlio da quando ha 4 anni e mezzo gioca a rugby (che consiglio per mille motivi....magari scriverò un post). Durante gli allenamenti io leggo. Durante le partite io faccio il tifo per la squadra (non solo per mio figlio)...e mi piace mimettizzarmi tra gli altri genitori (in genere degli avversari)ed ascoltare i commenti su mio figlio. Ed ovviamente mi gongolo in silenzio....quando sono positivi!!!!
    Io non capisco nulla di rugby (se non quel poco che mi insegna mio figlio di 7 anni)....come posso sostituirmi all'allenatore???
    Ed infine (sono stata troppo lunga???!!!!) sulla voglia di vincere: anche mio figlio vuole sempre vincere....e come il tuo cambia le regole...alla fine pur di vincere. Pian piano (e la strada è lunga) gli sto insegnando ad accettare quando perde e sentirlo dire "l'importante è divertirsi" mi rende orgogliosa del piccolo ometto che pian piano sta crescendo (a breve uscirà un post sul gioco delle gare).
    Sicuramente il basket (come tutti i giochi di squadra) è molto utile ad un bimbo e sono sicura lo sarà anche per Topastro. L'allenatore ti piace molto vero? Però io ho una domanda: il corso è per bimbi dai 4 agli 8 anni tutti insieme? Se è cosi ho qualche perplessità perchè i bimbi di 4 anni hanno una concentrazione, una capacità di ascolto ed una motricità diverse da un bimbo di 8. Un corso tutti insieme credo penalizzi un pò tutti...
    un bacione

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    1. Moonlitgirl grazie per questo lunghissimo commento! Un post lungo a volte richiama un commento lungo :-)
      Anche io sono d'accordo sulle regole. Impossibile, bambini o adulti, vivere senza. Hai ragione anche sul fatto che i genitori a volte scelgono sport che piacciono a loro ma non ai loro figli! E ti do ragione di nuovo sul fatto che lo sport per i bimbi deve essere divertente e un mezzo per sfogare energia, (certi bimbi purtroppo trascorrono 8 ore a scuola).
      Non ho ancora avuto modo di parlare con l'allenatore ma se capiterà l'occasione gli chiederò il motivo per cui usa le caramelle come ricompensa. Sia all'inizio che alla fine della lezione è circondato da bimbi e genitori e non è facile fare una domanda seria. Non vorrei passare per una di quelle mamme che criticano tutto.
      Io spero che l'allenatore prima o poi ponga fine alla permanenza dei genitori durante la lezione e in effetti i due bimbi del papà che urla guardano e ascoltano più spesso il papà mentre l'allenatore viene ignorato. Non va proprio bene! Sarò felicissima di leggere il tuo post sul rugby.
      Anche io ci sto lavorando tanto sulla voglia di Topastro di vincere sempre ma che fatica!
      Non ho ben capito quale sia l'età dei bimbi che vengono a lezione di basket. La maggior parte hanno 5 anni ma due o tre sono sicura che fanno almeno la seconda elementare. Forse i bimbi sono pochi e quindi fa una lezione unica? Oppure li divide successivamente? Comunque i più grandi, a parte avere più coordinazione di movimenti, sono indisciplinati come i piccoli :-)
      Grazie per le tue bellissime riflessioni, magari ne parliamo ancora!

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  5. Non mi ero resa conto...di essere stata moooolto prolissa....chiedo venia!!!

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  6. Cara Claudia, condivido tutto quello che scrivi... dubbi compresi! A scuola di Letizia sono le maestre ad usare le caramelle in maniera analoga... e, oltre ad essere perplessa sul concetto di premio, lo sono pure di fronte al valore educativo delle schifezze! Per noi ancora nessuna attività extra :-)

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    1. Ho sorvolato sul tema schifezze perchè noi mangiamo pure a casa caramelle, merendine, patatine e schifezze varie. Non tutti i giorni eh! Però a scuola e durante attività sportive anche io trovo un pochino fuori luogo le caramelle. Preferisco, Topastro ne ha ricevute parecchie, medaglie di carta con catenella fatta di filo di lana :-)
      Le nostre attività extra sono nate per caso, ma sono molto limitate. Pensa a quando le tue bimbe di chiederanno di andare a danza eh eh :-)

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  7. Mi piacciono i tuoi post in cui parli di tutto e di più: tocchi sempre argomenti che stimolano riflessioni, discussioni ed anche ricordi...Sì, perchè quando hai raccontato delle tue esperienze sportive, mi sono venute in mente le mie. Quando da ragazzina ero obbligata a partecipare ad un gioco di squadra come pallavolo o pallacanestro, facevo di tutto per non prendere mai la palla per paura di fare una figuraccia... Da questo puoi intuire che la competizione non fa per me! Sui premi distribuiti a chi vince a basket poi credo che se si trattasse di una gara "ufficiale" potrei capirlo, ma se questo sistema di ricompense fa parte della quotidianità delle lezioni allora non sono molto d'accordo. Spero comunque che nonostante ciò, il basket sia per Topastro un'attività coivolgente ed educativa. In fondo anche se le mie esperienze "di squadra" sono state tragiche, sono convinta siano invece molto formative. Ciao, Claudia!

    P.s. Sulla difficoltà da parte di un gruppo di bambini di ascoltare le spiegazioni di un adulto, ne so qualcosa...ecco perchè io cerco sempre di essere sintetica ma chiara, di fare il più possibile esempi pratici e di non continuare a parlare se nessuno mi ascolta!

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    1. Ciao Ninfa, mi sa che entrambe abbiamo avuto istruttori di ginnastica o sport che puntavano a vincere e non a far giocare e divertire i ragazzi...
      Caramelle a parte mi pare che l'attività che sta facendo Topastro sia molto educativa per molti aspetti e che l'istruttore sia molto paziente e bravo con i bimbi. L'istruttore fa proprio come dici tu: spesso mostra ai bimbi cosa devono fare con la palla mentre altre volte parla e basta. Credo che lo faccia per cercare di stimolare in loro l'attenzione perchè glielo dice proprio: ascoltate bene perchè non vi faccio vedere come fare. E se parlano tra di loro interrompe le spiegazioni. Ha una pazienza infinita!

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  8. Mamma mia Claudia ma quanti problemi ci facciamo noi mamme? Se il professore di basket ti piace perché non gli esponi il tuo dubbio sull'uso delle caramelle? Ci sono bambini più o meno portati per lo sport e non é giusto che vengano penalizzati quelli meno portati é un fatto di indole (anche Second é così che ha preso da Superdaddy) magari può regalare le caramelle a chi lo ascolta visto che tu hai notati che i bambini si distraggono. Per le ricompense sono rimasta male una volta anch'io la maestra di First (della vecchia scuola) metteva le faccine verdi per i bravi e le rosse per i monelli, mò dico First ti giuro é un bambolotto, non parla, non si alza, fà tutti i compiti e la maestra in un mese di scuola per che cosa gli dà la faccina? Perché ha portato la mela a scuola per merenda! Ma scusa a quel punto il premio é come lo avesse dato a me sono io che gli preparo la merenda mi ca se la prepara da solo? 0_O guarda certe volte sono senza parole. Per la piscina Second la stà frequentando e anche noi due anni fà avemmo una cattiva esperienza quindi ti consiglio di aspettare un pò (i bambini dimenticano in fretta) e cercare un buon istruttore, la nostra é bravissima :-)

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    1. Brava supermamma... hai centrato il problema! Non so tu, ma io mi faccio mille problemi! Penso sempre se ho scelto bene, se le persone che seguono mio figlio usano un metodo che condivido, se non sono troppo protettiva o troppo poco... E' una faticaccia :-)
      Verissimo che ci sono bimbi più portati per lo sport. Io ad esempio sono sempre stata una schiappa ah ah. Topastro è abbastanza agile e coordinato. Ecco anche io al tuo posto mi sarei chiesta se far presente o no alla maestra che non mi pareva proprio giusto ricompensare i bimbi per cose non fatte da loro come il tipo di merenda portato a scuola. E se poi la maestra si offende, se sembro troppo invadente. Boh... io ho sempre mille dubbi!

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    2. Non me lo dire! Superdaddy stà sempre a dirmi che sono esagerata, che penso troppo ai bambini, che quando cresceranno e non mi penseranno più io prenderò un esaurimento .... e io gli rispondo: "ma non può essere che non penseranno più solo a te! ;-)"

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    3. Se siamo stati bravi genitori, almeno un pochino, i nostri figli ci penseranno sempre! :-)

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