venerdì 17 febbraio 2017

Come se fosse facile...

Come se fosse facile realizzare un parco giochi inclusivo... Già, proprio come il titolo del post, che è anche il nome della trasmissione alla quale partecipato insieme alla socia Raffaella e ad Elvira Cangiano. Non lo è per nulla, proprio no, non è semplice realizzare un parco giochi inclusivo, troppe persone hanno ancora le idee parecchio confuse anche sulla definizione, su quali siano gli elementi imprescindibili che distinguono un parco giochi inclusivo da uno classico. Di questo abbiamo parlato noi mamme durante la trasmissione che è andata in onda su Icaro TV giovedì 16/02/17 "Come se fosse facile" che approfondisce tematiche sociali. 



Se avete 37 minuti potete godervi questa chiacchierata tra mamme davvero toste, soprattutto Raffaella ed Elvira che hanno espresso dei pensieri bellissimi che mi hanno toccato il cuore. Ero impaurita, e un po' si nota, dalla telecamera, dalle domande, di sicuro non me lo aspettavo così il risultato finale ma devo dire che son molto contenta e soddisfatta! Ascoltare queste due mamme che raccontano la loro esperienza quotidiana con la disabilità è stato davvero un piacere! Ritagliatevi poco più di mezz'ora e ascoltatele anche voi :-)
Naturalmente mi piacerebbe tantissimo che questa chiacchierata fosse ascoltata, con il cuore, da tutti coloro che hanno a che fare con le aree gioco: Sindaci, Assessori, Tecnici Comunali, Progettisti, Architetti e anche dalla aziende che lavorano nel settore delle attrezzature ludiche perché c'è ancora davvero tanto da fare per poter affermare che i parchi giochi inclusivi italiani garantiscono il gioco ai bambini con disabilità!


Naturalmente, a causa dell'emozione, ci siamo dimenticate di ringraziare, oltre alle amministrazioni di Santarcangelo e Rimini, tutte le persone coinvolte nel progetto partecipato per la realizzazione del parco Tutti a bordo!: Carla Franchini che ha proposto una mozione nel lontano dicembre 2012, le associazioni: UICI sez. di Rimini, UILDM sez. di Rimini, Crescere Insieme, Papa Giovanni XXIII, Fabio Casadei Designer.

Se volete ascoltare solamente alcune parti qui sotto le domande e il minuto di rifemento del video:
1:28 Claudia, cos'è un parco inclusivo?
2:27 Raffaella, cosa c'entrate voi con il parco giochi inclusivo di Santarcangelo? 
4:48 Quando è nato il blog Parchi per Tutti?
6:50 Claudia, come ha reagito il Comune di Santarcangelo?
7:20 Elvira, ci racconti l'esperienza di Rimini con il parco inclusivo?
11:00 A Santarcangelo in che situazione è il parco a cui voi avete contribuito?
13:18 Come reagiscono adulti e bambini di fronte alla disabilità?
16:44 Elvira: Il parco giochi inclusivo amo definirlo un laboratorio a cielo aperto di inclusività e socializzazione perché i bambini imparano giocando. Una comunità che da vita a un parco inclusivo è una comunità lungimirante che crea cultura.
18:00 Claudia, quanti sono i parchi inclusivi in Italia?
19:50 Raffaella, il parco giochi è inclusivo ma la città?
23:28 Elvira: il gioco con il bambino disabile spesso è mediato dall'adulto e volto all'acquisizione di capacità, viene considerato un'attività terapeutica, mentre al parco giochi il bambino può sperimentare il gioco come puro divertimento.
25:20 Cristian al parco gioca con gli altri bambini.
27:45 Claudia, ho letto sul vostro blog che lamentate la mancanza di un progetto di un parco inclusivo
29:30 Claudia, come avete visto cambiare la situazione in questi ultimi tre anni?
31:14 Elvira, vorrei chiederti l'importanza del gioco per i bambini. Per i bambini disabili o per i bambini e basta?
35:00 Il nostro serpente Tuiotù

Claudia:
Un parco giochi inclusivo, lo dice la parola stessa, è un parco che include tutti, uno spazio privo di barriere dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Con tutti si intendono bambini che possono correre, bambini che stanno sulla carrozzina, bambini ciechi, qualsiasi bambino, anche chiaramente bambini normodotati perché è appunto un parco per tutti.
Non sarebbe giusto dividere i bambini in due gruppi, tutti devono giocare insieme e questo è un parco dove possono andare tutti e tutti si devono divertire insieme.
Raffaella:
I bambini cosa fanno? Giocare, divertirsi tra di loro, fare esperienze, confrontarsi, sbagliare, cadere ma lo devono poter fare.
I primi giorni eravamo un po’ titubanti, va beh: scriviamo il nostro pensiero, lanciamo qualcosa, mettiamo una provocazione. E poi invece nel giro di breve è diventato un lavoro a tempo pieno con richieste di consigli, mail, ci arrivavano segnalazioni…
Elvira:
Mi ricordo che il piccolino quando siamo arrivati mi ha detto: "io l’avevo sognato". Questa cosa mi ha lasciato senza parole. Invece la più grande che si lasciava ciondolare sull’altalena a cestino, ce l’ho registrata, è stata fortissima perché mi ha detto “questa sì che è vita”.
Resta un diritto negato nel momento in cui una comunità non si attiva per realizzarlo, direi una comunità sorda, una comunità cieca che non vuole sentire, che non vuole vedere e pensa che l’altro non sia capace di desiderare, volere, che non sappia fare.

5 commenti:

  1. Grazie per il tuo post! Da qualche settimana, finalmente è stata installata un'altalena inclusiva anche qui a Genova in Piazza Rossetti.

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    1. Grazie Annalisa, però ci tengo a specificare, come ho spiegato durante la trasmissione, che l'altalena per carrozzine non è un gioco inclusivo.

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  2. Cara Claudia, ho letto, poi ho guardato il video e l'ho condiviso su Google+. E' stato un bellissimo intervento, il vostro, spero che ne seguano altri e che abbiano la giusta risonanza.
    Un abbraccio!

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  3. Ciao Maris, ti ringrazio davvero tantissimo per la condivisione :-)
    Al momento non sono previsti altri interventi, e dico anche per fortuna perché io son timida e preferisco scrivere eh eh!

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  4. Anche io voto per altri interventi :P

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