mercoledì 29 gennaio 2014

Le creazioni per Barbie di Grazia

Oggi vi presento alcune creazioni della mia amica Grazia. In questo ultimo mese ci siamo divertite un sacco a creare oggetti di ogni tipo per Barbie e Ken: letti, divani, tavoli, lampade... Oltre agli oggetti Grazia cuce degli splendidi vestitini e se mi sarà possibile ve ne mostrerò alcuni.
Direttamente dalla casa di Barbie della nipotina di Grazia, (ma secondo me ci gioca pure lei), ecco a voi lavatrice ed asciugatrice! I due elettrodomestici sono stati realizzati con una scatola di cartone, (che conteneva pastiglie per lavastoviglie), due vasetti di plastica, (yogurt), due guarnizioni per caffettiera e della plastica trasparente. 
Di fianco ai due elettrodomestici c'è la stufa, quella da cui ho preso spunto per creare la mia, potete vederla qui. Lo stendipanni è una mia creazione, le istruzioni per realizzarlo qua.
L'attaccapanni è stato realizzato con il coperchio di una nota marca di crema di nocciole, il bastone è un pezzo di bamboo, bucato per far passare attraverso della spranga di metallo sottile ricoperta di plastica. Il tutto ricoperto da tessuto oro e blu. La foto della borsetta purtroppo non è molto a fuoco ma era così carina che ve la volevo mostrare. Tracolla di metallo e borsa di tessuto  ricoperto di tessuto leopardato peloso. All'interno c'è pure il portafoglio e un foulard.
Qui sopra una vera chicca: distributore di acqua. A me piace un sacco! E notate i particolari: ci sono le cannucce e i bicchieri. Sul mobiletto appoggiato alla parete che è decorata con una tovaglietta americana, c'è una piccola abat jour realizzata con il tappo di un tubetto di dentifricio, un bottone, un pezzetto di filo metallico e perline color turchese. Ci sono anche un paio di candeline.
Il pianoforte è semplicissimo perchè è interamente in carta mentre la panca è ricoperta di tessuto velluto nero e i piedini sono due perline, le stesse usate per l'abat jour. 
Questi sono alcuni dei vestitini, Samuele ha ricevuto in dono un paio di jeans per Ken e sono perfetti, hanno pure le finte tasche realizzate con il filo giallo ocra. Grazia ha realizzato anche un abito da sposo, abiti da sera, da giorno, da discoteca, costumi...
Eccone uno indossato, con la coda! E nella stessa foto si vede la borsa e l'attaccapanni. Infine la poltrona con la stessa tecnica del divano. In questa foto si vedono bene le candele e l'abat jour. Vicino alla poltrona un piccolo baule che naturalmente era una bomboniera
Spero di avervi dato altre idee per arredare le vostre casette di Barbie. Al solito link che ho postato più volte trovare tanti oggetti per Barbie e Ken che potrete creare utilizzando materiali di riciclo: Barbie doll - house, dress, furniture DIY.

lunedì 27 gennaio 2014

Giornata della memoria

Per non dimenticare, perchè il vissuto di altre persone ci insegni a non ripetere gli stessi errori. Personalmente ho letto parecchi libri sull'argomento e ho visitato, insieme a mia cugina, la casa-museo di Anna Frank. Insieme ad un gruppo di persone ho partecipato alla visita guidata a Birkenau, (circa 10 anni fa). Anche di film ne ho visti parecchi. Insieme a Samuele ho guardato "La vita è bella". Samuele ha posto qualche domanda, ma non troppe, diciamo che il film non mostra in maniera cruda e diretta ciò che è successo e lui non ha ben capito come mai sparivano tutte quelle persone che parevano giocare per vincere il carro armato. 
Ancora non sono ancora riuscita a leggere a mio figlio nessun libro che parli dell'olocausto ma voglio appuntare qui un elenco di libri adatti a bambini di 5/6 anni e prima o poi mi farò coraggio e affronterò questo argomento in maniera diretta. Leggo tanto per mio figlio, libri di diverso genere, ma ci sono argomenti che, forse perché spaventano anche me, fatico a proporre. Ho paura di non sapere rispondere alle sue domande. Ma un giorno sono sicura che riuscirò ad andare in biblioteca alla ricerca di uno di questi libri illustrati che trattano l'argomento con delicatezza. Cercando in rete pensavo di trovarne una decina e invece ce ne sono davvero tantissimi dedicati a questo argomento, questo è solo un piccolo elenco parziale:

Bruno. Il bambino che imparò a volare. Autrice: Nadia Terranova. Illustrazioni: Ofra Amit. Editore: Orecchio Acerbo. Recensioni: al telefono con Nadia TerranovaPrìncipi & Princípi.

- Il bambino stella. Autori: Hausfater Rachel Douïeb e Olivier Latyk. Editore: Pisani. Recensioni: SCHOOLMATE.

- Il cielo non ha muri. Autore: Agustìn Fernàndez Paz. Editore: Piemme. Recensioni: Libri e marmellataLa casa sull'albero.

- Il mestolo di Adele. Autore: Sebastiano R. Mignone. Illustrazioni: Matteo Pericoli. Editore: Emme Edizioni. Recensioni: zebuk.

- In punta di stella. Editrice: Anna Baccelliere. Illustrazioni: Liliana Carone. Editore: Progedit. Recensioni: Corrierino bimbiBrindisi Report.

La bambina del treno. Autrice: Lorenza Farina. Illustrazioni: Manuela Simoncelli. Editore: Edizioni Paoline. Recensioni: Diario di rondine, GiGi il giornale dei giovani lettoriLa Perfetta Letizia, La domenica di Vicenza. Qualche immagine: Paoline.

- La città che sussurrò. Autrici: Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro. Editore: Giuntina. Recensioni: Mamma Moglie Donna

- La portinaia Apollonia. Autrice: Lia Levi. Illustrazioni: Emanuela Orciari. Editore: Orecchio Acerbo. Recensioni: MammaMoglieDonna

- La storia della nonna bambina. Autrici: Susanne Raweh e Dafna Schonwald. Editore: Gilgamesh Edizioni. Prefazione: Gilgamesh Edizioni. Recensioni: Ebraismo & dintorni.

- La storia di Erika. Autrice:  Ruth Vander Zee. Illustrazioni: Roberto Innocenti. Editore: La Margherita Recensioni: Alice nel paese dei bambiniBook Avenue.

- L'albero della memoria. Autori: Anna Sarfatti e Michele Sarfatti. Illustrazioni: Giulia Orecchia. Editore: Mondadori. Recensioni: mosaico-cem.it.

- Il sogno di Lilli. Autrici: Vaifra Pesaro e Sara Magnoli. Illustrazioni: Giada Ricci. Editore: Acco. Recensioni: Mondodiluna.

- Il volo di Sara. Autore: Lorenza Farina. Illustrazioni: Sonia MariaLuce Possentini. Editore: Fatatrac. Intervista all'autrice e illustratrice: Officina Genitori. Recensioni: GiGi il giornale dei giovani lettori. Qualche immagine: Sonia MariaLuce Possentini. 

Ma c'è sempre l'arcobaleno. Autrice: Anna Baccelliere. Illustrazioni: Chiara Gobbo. Editore: Arka. Recensione: Diario di rondine. Qualche immagine: Chiara Gobbo.

- Nessuna differenza? Illustrazioni: Matteo Gubellini. Recensioni: Prìncipi & Princípi.

- Otto. Autore: Tomi Ungerer. Editore: Mondadori. Recensioni: SoloLibri.net.

- Storia di Vera. Autore: Gabriele Clima. Editore: San Paolo. Recensioni: Le letture di biblioragazziGiGi il giornale dei giovani lettori.

Per ragazzi invece i libri proposti son davvero tanti, io ne ho letti alcuni. Qui trovate un lungo elenco: CDEC (Fondazione centro di Documentazione Ebraica Contemporanea).
Un altro elenco altrettanto lungo qui: WUZ il libro nella rete.
Dal sito ANIENE RESISTENZA: Senza memoria non c'è futuroPiccolo catalogo ragionato di libri scritti per bambini e ragazzi sulla Shoah, la II guerra mondiale e la Resistenza.

Naturalmente l'età di lettura consigliata è soggettiva.

sabato 25 gennaio 2014

Scuola che a volte fa arrabbiare!

25/01/14. Lo scorso agosto ho comprato lo zaino per la scuola a Samuele, uno zainetto molto carino che era in offerta all'ipermercato, pagato 45 o 46 euro, non ricordo bene ma da qualche parte devo avere lo scontrino. In questo vecchio post lo potete ammirare in tutto il suo splendore. Nessuna pretesa di utilizzarlo per tutto il ciclo della scuola primaria ma neppure di vederlo quasi a pezzi dopo soli 4 mesi di scuola! Probabilmente gli zaini di oggi non sono come quelli della mia generazione, (penso di aver utilizzato uno zaino Invicta per quasi 8 anni ed è ancora intero), infatti dopo poche settimane hanno iniziato a intravedersi segni si usura nel tessuto perchè Samuele ogni tanto lo strisciava, senza volere, contro il muro esterno della scuola. 
Una decina di giorni fa ho notato dei piccolissimi buchi nella parte superiore delle bretelle e siccome a casa abbiamo un gatto piuttosto testone e poco incline al rispetto delle regole ho pensato che fosse colpa sua, che avesse deciso di affilarsi le unghie proprio sullo zaino di Samuele oltre che sul divano. Ho cambiato posto allo zaino, lo abbiamo riposto su un mobile più alto dove il gatto non riesce a salire perchè non c'è spazio neppure per una zampina! I buchi però con il passare dei giorni sono aumentati... Ieri pomeriggio vado a prendere Samuele all'uscita da scuola e lo zainetto era, ed è, nelle condizioni che potete vedere anche voi nelle immagini :-(
Ho chiesto spiegazioni a Samuele e siccome so che non è un angioletto, (è capitato che abbia rovinato l'astuccio con scarabocchi e piccoli tagli, idem per le copertine dei quaderni...), ho parlato con lui a lungo cercando di capire in che modo il suo zainetto si è potuto ridurre così!
Domande, risposte, chiarimenti... alla fine ho scoperto che è il compagno di scuola, quello seduto dietro Samuele, che usa la matita appuntita come fosse un punteruolo proprio sulle bretelle dello zaino che è agganciato alla sedia di Samuele. Non ho capito quando è successo, (durante le lezioni? durante la ricreazione?), e non sono neppure riuscita a capire se la maestra si è accorta che questo bimbo ha rovinato lo zainetto di Samu. 
Samuele mi ha detto che una volta, forse due, ha detto a questo bimbo di smettere, (probabilmente pure lui si è accorto di questo "gioco" dopo diversi giorni perchè quando gli ho fatto notare i primi buchi non mi ha saputo dare delucidazioni ed entrambi eravamo giunti alla conclusione che la colpa era del gatto). Una volta Samuele ha avvisato la maestra che ha detto al bimbo di smettere ma probabilmente non si è accorta che lo zaino di Samu, fai un buco oggi, fanne uno domani, fanne dieci, venti, trenta, è completamente rovinato!
Io sono arrabbiatissima! Non so bene con chi perchè in questi casi è difficile dare la colpa ad un'unica persona. La maestra ha 23 bimbi da guardare, deve fare lezione, controllare che nessuno si faccia male, rispondere a mille domande, allacciare scarpe, temperare matite... ha due occhi, due mani e 23 bimbi. Una parte di colpa se la prende pure mio figlio che non capisco come abbia fatto a non accorgersi del compagno di classe che ogni giorno pian pianino ha bucato tutte le bretelle del suo zaino strappando il tessuto in più punti. Samuele sa che io esigo rispetto per gli oggetti che ci appartengono e per quelli delle altre persone. Credo che il rispetto sia molto importante e il fatto che non siamo una famiglia ricca che può permettersi di comprare tutto quello che vuole non credo influisca riguardo questo principio. Le persone e le cose vanno rispettate perchè non dare valore a nessuno e niente non è un bel modo di vivere secondo me. Infatti quando Samuele rompe qualche oggetto in casa o rovina il materiale scolastico si prende delle belle sgridate. Non parlo dei casi che si verificano per un incidente ma quando intenzionalmente Samuele rompe o rovina un oggetto perchè non lo usa con attenzione. Avere solo sei anni non è un'attenuante secondo me, il rispetto si impara sin da piccoli. Magari sarò una mamma troppo severa ma la scorsa estate Samuele ha rovesciato l'intero contenuto del bagnoschiuma dentro alla vasca da bagno e abbiamo ricomprato la confezione con i soldini presi dal suo salvadanaio.
Sono molto arrabbiata anche con il bimbo che ha bucato e tagliuzzato lo zaino di Samuele; come è possibile che un bimbo di 6 anni non capisca che sta rompendo un oggetto, tra l'altro un oggetto non suo. Si fosse trattato di 5/6 buchini non me la sarei presa tanto, un piccolo dispetto. È capitato che Samuele sia tornato a casa con gomma rotta, matite spezzate... A volte il responsabile era lui, altre volte qualche compagno. All'inizio della scuola è successo diverse volte che qualche bimbo abbia preso la borraccia dal suo zaino e l'abbia lanciata in aria, ... Insomma i piccoli dispetti li posso capire, (diciamo che mi sforzo molto perchè non voglio essere la mamma lamentona che critica tutto e tutti e si lamenta di ogni cosa e penso anche i bimbi debbano cavarsela da soli), ma le bretelle dello zainetto completamente rovinate no! I genitori dove sono? Cosa fanno? I genitori non hanno il compito di educare i figli? Il rispetto fa parte dell'educazione... 
Adesso, senza insulti, senza polemiche, senza pregiudizi... qualcuno mi dice se è capitato anche a voi di ritrovarsi con del materiale scolastico rovinato da compagni di classe del proprio figlio e cosa si fa in questi casi?
Sicuramente lunedì pomeriggio mostrerò alla maestra lo zaino di Samuele e proverò a chiedere spiegazioni e aiuto a lei, almeno per capire come sia potuto accadere e per fare in modo che non capiti più. Però so benissimo che nessuno mi ripagherà lo zainetto, che la colpa non è della maestra,... ma io continuo ad essere arrabbiata!
Ecco... che ne dite? Su suggerimento di un'amica ho cucito un tubolare di tessuto, nella foto non si vede ma ha delle piccole costine, non è un tessuto liscio. Purtroppo in casa, tra i chilometri e chilometri di tessuto riposti nelle scatole, non avevo un verde che somigliasse a quello dello zainetto e così ho optato per un colore a contrasto che è lo stesso di qualche striscia di rifinitura presente sul davanti. Per migliorarlo pensavo di stringerlo un po', in modo da renderlo ben aderente alla bretella e magari, quando troverò un tessuto più adatto, cucirò altri tubolari così Samuele potrà scegliere il colore delle bretelle ogni giorno... Insomma un modo per trovare il bello anche in una cosa brutta. Lo zainetto sarà anche rovinato ma ora abbiamo i copribretelle intercambiabili.
28/01/14. Oggi ho parlato con la maestra che è stata gentilissima. Purtroppo lei non si è accorta che un bimbo stava rovinando lo zaino di Samuele, (d'altra parte neppure mio figlio se ne è reso conto subito... anzi lo ha scoperto quando lo zainetto era ridotto nello stato attuale), era dispiaciuta e mi ha assicurato che in classe parlano spesso del rispetto degli oggetti, che è addirittura uno degli obiettivi del primo anno: responsabilizzare i bimbi. Mentre io parlavo con la maestra c'erano due bimbi che aspettavano lì vicino che arrivasse la loro mamma e uno era proprio il bimbo che ha rovinato lo zainetto! Samuele ha subito puntato il bimbo: è stato lui! Un pochino mi è dispiaciuto per quel bimbo perchè mi pareva un normalissimo bimbo, come Samuele. La maestra gli ha domandato davanti a me e Samuele se tutti quei buchi erano opera sua e lui è rimasto un po' in silenzio, poi ha provato a trovare una scappatoia "questo buco qui però no, non sono stato io". La maestra gli ha spiegato con calma che non si devono rovinare le cose, che gli oggetti costano tanto e che Samuele lo zainetto lo deve usare per tanto tempo. Gli ha anche detto che il giorno successivo ne avrebbero riparlato in aula. Ho guardato il bimbo, era un  un bimbo come il mio, che forse ancora non capisce che gli oggetti vanno trattati con rispetto, che costa fatica comprarli. Io ad esempio come posso essere certa al 100% che mio figlio non lo farebbe mai? Mio figlio ha rovinato un pochino l'astuccio che gli ho comprato, ha tagliuzzato i bordi di alcune copertine dei quaderni... ha temperato le matite fino a renderle inutilizzabili... Forse è davvero un lungo processo capire il valore degli oggetti...

venerdì 24 gennaio 2014

Venerdì del libro: Un sogno vero

Oggi, per il consueto appuntamento del venerdì del libro di HomeMadeMamma vi presento una storia scritta e illustrata da Laura Boerci di cui vi ho parlato parecchio tempo fa quando lessi il suo primo libro: L'aura di tutti giorniA differenza del primo libro, questo non è un romanzo ma una favola, anche se racconta fatti realmente accaduti e contiene tante immagini dipinte dall'autrice stessa con la bocca. Allegato al libro c'è anche un cd con una canzone dolcissima.
La trama ve la faccio raccontare direttamente dalle parole dei Samuele:
All'inizio c'era Laurella che guardava fuori dalla finestra per aspettare che veniva qualcuno poi è arrivata una maga e c'era un po' di silenzio. Ha riso Laurella, la maga ha fatto tre salti e dalla bacchetta uscirono dei fili e legarono Laurella poi hanno aperto il portone così Laurella poteva entrare. E poi la sua amica volpe e il gatto si occuparono di lei e la talpa era cieca e Laurella la aiutava per suonare il piano.
Laurella aspettava un cavaliere che la portava via poi nevicava e i bimbi si rincorrevano e un giorno arrivava un signore che si chiamava Umberto e non lo volevano fare entrare e Laurella lo fece entrare. Poi Umberto voleva restare per sempre con Laurella e un giorno c'erano dei tuoni che impedivano di fare uscire le persone da casa e una mattina i suoi amici volpe, la talpa e la gatta portarono Laurella con la sedia a rotelle che sembrava una campana poi Umberto stava suonando una canzone quando si è sentita la voce di Laurella e con un'aquila volava da lei poi quando fu arrivato il sole gli scaldava i cuori e poi restavano per sempre insieme felici e contenti.

Nel libro "Un sogno vero" ho trovato tante similitudini con il primo: la storia raccontata è la stessa anche se il testo è diverso perché adatto ad un pubblico più ampio; una storia che può essere letta da tutti: grandi e piccini. La storia è quella dell’autrice: una persona che come tutti noi ha bisogno di amore. Tutti hanno diritto ad amare ed essere amati e la disabilità non dovrebbe limitare la voglia di vivere appieno una vita colorata. Mi è piaciuto molto il finale perché è tanto vero. L’autrice non ha cercato di trovare un lieto fine servendosi della classica formula con cui spesso finiscono le favole: la strega cattiva muore, il cattivo viene sconfitto, il bene trionfa sempre sul male… In questo caso l’incantesimo che immobilizza Laurella non viene sciolto. Lei continua a non poter muovere braccia e gambe ma non rinuncia a vivere un amore vero che la fa sognare e la trasporta in un non-luogo in cui si sente felice, leggera e libera di ricambiare questo grande sentimento.
Un libro molto intenso che suggerisce di perseguire i propri sogni, sempre e in ogni caso. Un libro che spiega in maniera semplice la disabilità ai bambini e quindi andrà ad allungare la lista di libri che si trova nella mia pagina dedicata alla diversità-unicitàA me piace tantissimo come scrive Laura, qui sotto alcuni brevi passi del libro: 

E Laurella seguitava a sognare l'arrivo di un prode cavaliere, ricco di coraggio e spregiudicatezza, con un cuore tanto grande da contenere amore per lei, che non poteva neppure offrire una carezza.

I giorni che seguirono furono pioggia e vento, sole e arcobaleno. Umberto non era un principe; il suo petto non mostrava medaglie e le sue tasche non traboccavano d'oro, ma i suoi occhi avevano un dono: sapevano guardare ciò che nessuno vedeva.

L'allegria dipinse di azzurro, di arancio e di rosa le pareti di tutte le stanze nelle quali erano custoditi i sogni e accompagnò, ogni giorno, i gesti, trasformandoli in poesia.
 

Sul sito di Laura potete leggere la presentazione di Filippo Visentin. Inserisco anche il video in cui potete ammirare alcune delle tante illustrazioni che arricchiscono questo libro.
...devo aggiungere un link in fondo a questo post perchè proprio oggi la mia amica Cì ha partecipato come me al venerdì del libro proponendo un testo che, dalle sue parole: "affronta due temi importanti: il diritto di amare chi si vuole, e implicitamente di mostrarsi per come si è, e il diritto al riconoscimento, e quindi alla felicità, delle famiglie arcobaleno, ed offre l'occasione per parlarne con i bambini. Educhiamo i nostri piccoli alle differenze, educhiamoli al rispetto, educhiamoli ad esser liberi, anche di amare chi vogliono". Ecco il link:  Il Pianeta dei Calzini Spaiati.

martedì 21 gennaio 2014

Il racconto di Samuele: NOTTE AL MUSEO

Dopo il mio racconto dell'avventura notturna al MuSe ecco quello di Samuele. Un pochino ingarbugliato e magari poco chiaro ma mi dispiaceva interpretarlo e modificarlo così ho deciso di trascrivere esattamente le parole con cui Samuele ha descritto la nanna al Muse.
Siamo andati a Trento per dormire con il sacco a pelo. Sono partito venerdì pomeriggio e sabato pomeriggio siamo tornati a casa. Siamo andati in macchina con un mio amico che si chiama Cristian. 
Al Museo di Trento abbiamo visto i dinosauri, una balena... I dinosauri erano finti però una balena era vera, tutte le ossa. Quando siamo arrivati a Trento la sera siamo andati a mangiare al Mc Donald's poi il mio amico Cri è caduto e si è fatto male poi siamo andati al pronto soccorso e poi io e la mamma siamo andati al museo e poi li abbiamo aspettati e poi quando sono arrivati dopo un po' era ora di andare a letto. 
Ci hanno detto di fare una caccia al tesoro e la mattina dopo io e Cristian abbiamo giocato con i computer. Abbiamo visto uno spettacolo dell'azoto liquido e della cacca. La caccia al tesoro era bella, dovevi cercare le cose. Noi eravamo la squadra dei gufi. 
Lo spettacolo sulla cacca mi faceva ridere molto, ha raccontato che cosa mangiano gli animali. Dopo hanno spento tutte le luci e ci hanno raccontato la storia dei dinosauri. La mattina siamo stati lì a guardare tutti i piani. Ci siamo svegliati abbiamo fatto colazione e dopo c'era lo spettacolo con l'azoto e poi quando ha aperto il museo siamo entrati a vedere e poi dopo il pomeriggio siamo tornati a casa. 
Le cose che mi sono piaciute di più: quando abbiamo dormito nel sacco a pelo, quando abbiamo guardato tutti i piani e quando abbiamo giocato. le cose che non mi sono piaciute: quando era chiuso il museo, quando non si potevano toccare gli animali. Quando mi ero addormentato mia mamma mi ha fatto una foto che io non volevo.
Non è il più chiaro dei racconti ma penso abbiate capito che a Samuele è piaciuto molto dormire nel sacco a pelo, vedere i dinosauri e giocare. Anche a Cri è piaciuto tanto giocare e premere pulsanti. I due piccoli "angioletti" hanno litigato continuamente perchè entrambi volevano premere il pulsante per far arrivare l'ascensore al piano e una volta entrati in ascensore quello per scegliere il piano di destinazione. Alla fine i pulsanti li abbiamo premuti io e Raffaella!
Io non ho molto altro da raccontare riguardo questa magica avventura, ho raccontato quasi tutto nel precedente post. Vorrei complimentarmi nuovamente con il MuSe che ha organizzato una serata quasi perfetta. A parte i tempi di attesa un pochino lunghi durante la registrazione degli ospiti io non ho riscontrato altri difetti. Forse le varie attività potevano essere fatte con un po' più di calma ma immagino che il tempo perso all'inizio doveva essere recuperato in qualche modo. 
Personalmente mi son sentita protagonista della serata e di sicuro in parte è merito dei piccoli gruppi che son stati creati, ognuno ha potuto godere meglio di ogni attività: caccia al tesoro, laboratorio, spettacolo... Ho gradito tutte le attività: carina la caccia al tesoro, (il nostro amico Cristian ha domandato come mai non fosse su un solo piano invece che su tre), superlativo lo spettacolo sulla cacca e altrettanto entusiasmante quello sull'azoto liquido. 
Riguardo il costo del biglietto ho letto parecchie critiche. Non dovrei dir nulla visto che io e Samuele siamo stati invitati, (ma ci siamo fatti 330 km all'andata e 330 al ritorno, pagato pedaggio autostradale e benzina, cena di venerdì e pranzo di sabato e vi assicuro che lo rifarei), ma vorrei ugualmente far presente che un biglietto per un parco divertimenti, ad esempio Gardaland, Mirabilandia o Oltremare non costa molto di meno. 
L'avventura notturna al MuSe è curata nei minimi dettagli e come accennava Morna erano presenti molte persone dello staff: coach delle varie squadre, custodi, personale delle pulizie, chi ha realizzato gli spettacoli e il laboratorio... Colazione e biglietto ingresso per il giorno successivo gratis. Inoltre le luci e il riscaldamento sono rimasti accesi ben oltre l'orario di normale apertura del museo. Comunque ognuno è libero di pensare che il costo del biglietto sia adeguato al servizio offerto oppure che sia troppo caro. 
Io, se abitassi più vicino a Trento, forse valuterei l'ipotesi di tornare a fare la nanna con i dinosauri, magari non subito, il prossimo anno, ma ci penserei. Che dire infine? La visita di giorno ve la consiglio vivamente, qui il vecchio post con il racconto della nostra gita al Museo delle Scienze di Trento. Questo museo è davvero un vanto per noi italiani e finalmente posso essere orgogliosa di qualcosa che è stato ben progettato, organizzato e offre tanto ai visitatori oltre ad essere assolutamente privo di barriere architettoniche e quindi accessibile proprio a tutti! Il personale non è da meno: preparato, gentile e con tanta voglia di parlare con tutti i visitatori.
Dimenticavo... ma avete notato a che squadra siamo stati assegnati??? I nostri cari GUFI!

domenica 19 gennaio 2014

Il Museo delle Scienze di Trento di notte...

Mercoledì scorso ho ricevuto un invito super specialissimo e dopo aver riflettuto qualche ora se accettare oppure no son giunta alla conclusione che nella vita ci son occasioni uniche che non si possono lasciar scappare quindi: si parte! Venerdì 17 gennaio ci siam svegliati parecchio eccitati, (la prima cosa che ha detto Samuele appena sveglio è stata: "mamma oggi non vedo l'ora di andare a dormire"). Subito dopo pranzo abbiamo messo in auto coperte e sacchi a pelo, biscottini e qualche gioco, siamo passati a prendere i nostri due amici e poi via: direzione Trento.
Questa è l'avventura di una notte specialissima vissuta da Claudia, Samuele, Raffaella e Cristian insieme ad altri compagni di squadra in un luogo in cui ci sono tanti animali e fossili di dinosauro! I retroscena, (che non son stati pochi!), così come il racconto dal punto di vista dei bimbi, seguiranno in un successivo post, oggi mi limito a documentare l'avventura notturna. Al MuSe siamo stati accolti da personale preparato, gentile e simpatico che ci ha assegnato al gruppo del GUFO. 
I partecipanti alla nanna al museo son divisi in squadre con il nome di un animale: gufo, aquila, volpe, lupo, orso e picchio. Tutti i partecipanti vengono assegnati ad una squadra e insieme ai loro compagni partecipano alle varie attività guidate dal loro coach e da un volontario. La nostra coach è stata bravissima e ci ha aiutato a inventare il nostro inno: "super gufi, volando insieme, vinceremo!", oltre a guidarci nelle attività per tutta la serata. Samu e Cri hanno scelto "serpenti velenosi" come nome del nostro micro gruppo e siamo subito partiti per la caccia al tesoro alla ricerca di nomi di animali, rocce ed oggetti particolari. 
Di corsa su e giù per i piani del MuSe attraversando anche la serra tropicale che di notte è ancora più affascinante rispetto a quando è illuminata dai raggi del sole. Lo speccaccolo, (ops: spettacolo!), di Sterco Holmes e dalla sua assistente Caccons è stato molto divertente. Abbiamo scoperto come si può stabilire a chi appartengono i vari tipi di escrementi e quando son stati deposti dai vari animali. Risate assicurate sia dei grandi che dei piccini.
Il laboratorio non è stato da meno. Insieme alla nostra coach e altri esperti abbiamo costruito un segnalibro a forma di gufo utilizzando bastoncini abbassalingua, spago, cartoncino, colla e plastilina. Abbiamo scoperto di cosa si nutrono i rapaci notturni, a cosa servono le piumette in cima al loro capo, dove sono le orecchie, perchè portano i calzini e quanto sono silenziose e morbide le loro piume. 
L'eccitazione per la serata è stata tanta e una calda e buona tazza di camomilla poteva aiutare a rilassarsi anche se i bimbi han faticato a capire che era quasi giunta l'ora di coricarsi. Siamo stati accompagnati nella sala dei dinosauri e ci è stato mostrato lo spazio riservato ai gufi per la notte. Abbiamo iniziato a tirar fuori dalle nostre borse: sacco a pelo, coperte e pigiama; alcuni ospiti avevano portato dei materassi gonfiabili e pian pianino ci siamo preparati per trascorrere la notte sotto a un cielo costellato di ossa e uccelli vari.
Non capita tutti i giorni di ritrovarsi in pigiama a lavare i denti nel bagno di un museo in compagnia di altri ospiti e di coricarsi di fianco a grandi, enormi fossili. Samuele aveva il suo topo per la nanna e non era per nulla spaventato dallo scheletro dell'enorme balenottera che potevamo osservare alzando lo sguardo e neppure dai tanti uccelli che nella penombra si intravedevano: grandi quelli vicini e piccini quelli sù in alto vicino al tetto del MuSe.
Le luci si son abbassate ma la serata non era finita! Torcia elettrica a portata di mano e pronti per stendersi al calduccio dentro al proprio sacco a pelo. Spenti tutti gli exhibit e le luci è iniziato il racconto della storia di un lontano lontano passato riguardo un personaggio di nome Dino. Non ricordo molto della storia, chiederò dettagli a Samu per il prossimo post, forse ero impegnata a osservare l'ambiente in cui ci trovavamo, forse pensavo all'avventura che stavo vivendo...
Terminata la storia era proprio ora di chiudere gli occhi. Confesso di non aver dormito tanto, sono abituata al mio comodo letto e sul leggero tappetino di gomma mi pareva di sentire tutte le ossa del corpo. Dovessi mai ripetere l'esperienza credo porterei una copertina imbottita da usare come materasso sopra a quello di gomma. Samuele si è addormentato immediatamente e non ha aperto gli occhi fino a quando non hanno acceso gradualmente le luci.
Durante la notte mi son alzata per andare in bagno e che strano è stato! Passare di fianco ai dinosauri al buio, accanto a tante persone che dormivano nel proprio sacco a pelo. La mattina ci siamo lavati il viso, vestiti e abbiamo raccolto le nostre cose prima di andare a fare colazione. Cioccolato caldo, the, latte e caffè d'orzo. Succo di frutta, banana e cornetto. 
Prima di lasciare il MuSe siamo stati accompagnati all'ingresso per lo spettacolo con l'azoto liquido che è stato proprio carino ed ha fatto gridare tutti i bimbi poi è arrivato il personaggio della favola notturna: Dino! Il mio giudizio? È stata un'avventura davvero speciale! Non posso che complimentarmi per tutto con il MuSe. Dall'organizzazione alla pulizia, dal tipo di attività proposta, alla gentilezza e all'attenzione per gli ospiti. Non credo sia facile organizzare una serata del genere per 200 persone, (venerdì erano presenti circa 130 ospiti), un piccolo inconveniente o un ritardo potrebbe essere un problema ma è stato tutto gestito in maniera perfetta. 
Ho apprezzato moltissimo la divisione in squadre perchè ogni piccolo gruppo ha potuto godere al meglio ogni attività. Mentre un gruppo si divertiva con lo spettacolo sulla cacca ce n'era un altro che correva dal terzo al secondo piano per trovare le risposte alle domande della caccia al tesoro e un altro ancora costruiva il segnalibro a forma di gufo. Agli ospiti notturni è inoltre concesso di accarezzare delicatamente gli animali in mostra, un grande privilegio!
I custodi vigilavano mentre noi giocavamo e dormivano, altre persone si sono occupate della pulizia sia prima che dopo il nostro arrivo e tutti erano coordinati e in contatto per rispettare i tempi assegnati ad ogni squadra per le diverse attività. Le informazioni sono sempre state chiare, nulla è stato trascurato. Al MuSe gli ospiti, (diurni e notturni), son trattati con grande cura. 
La mattina successiva naturalmente abbiamo approfittato del biglietto offerto a chi aveva partecipato alla nanna e abbiamo visitato il MuSe fino alle 12:00, breve pausa ristoro al bar, un altro giretto per provare giochi e simulazioni e poi purtroppo è giunta l'ora di rientrare alla base. Tra il personale al lavoro durante il giorno qualcuno si è ricordato di noi, ci aveva visto durante la serata precedente, e ci ha domandato come era andata la nostra avventura e addirittura ci ha chiesto se la temperatura durante la notte era giusta.
A me e Samuele il MuSe era piaciuto davvero tantissimo, lo avevamo visitato lo scorso settembre e qui trovate il post con il racconto: la nostra gita al Museo delle Scienze di Trento. Io non posso che consigliare vivamente la visita diurna: il MuSe vi piacerà e anche i bimbi lo adoreranno. La nanna al MuSe a noi è piaciuta proprio tanto. Quando ho chiesto a Samuele quanto gli era piaciuta la nostra avventura mi ha risposto: infinito! Si tratta di un'esperienza davvero particolare e unica! Chiaramente per chi abita a Trento o dintorni è più probabile pensare di partecipare a questo evento ma a mio parere, anche se abitate lontani, il viaggio vale la nanna al museo! 
Magari potete considerare l'avventura il vostro regalo di compleanno come ho fatto io, è stato proprio carino svegliarsi e sentir cantare "tanti auguri" dalla coach :-)
Link: canale youtube del MuSe dove trovate tanti video tra cui quello in fondo a questo post in cui alcuni bambini raccontano la nanna al museo.
Sito del Muse: Museo delle Scienze di Trento. Eventi e attività: nanna al museoPagina facebook del Muse: potete cliccare "Mi Piace" per restare aggiornati su eventi, mostre, notizie.
Il nostro album con tutte le foto scattate al MuSe nel settembre 2013, venerdì 17 e sabato 18/01/2014. Altre foto qui: flickr La Nanna al Museo - inverno 2013/14, flickr La Nanna al museo_2014
Articolo di Andrea Selva: Una notte al museo: bambini in coda per dormire al Muse, (il video qui). 
Il resoconto di Morna: Una notte al MuSe(o)
Il racconto di un bimbo di sei anni e mezzo: Samuele
Il racconto di Stefania su trentoblog.
Il racconto della mitica mammagiramondo che è stata alla nanna al Muse il 07/02/14: Nanna al MUSE, il Museo delle scienze di Trento.
La nanna al MuSe è un appuntamento dedicato a tutti i bambini da 5 a 12 anni e per gli adulti di ogni età​. Per informazioni e prenotazioni: Nanna al museo.

post sponsorizzato

sabato 18 gennaio 2014

Compleanno

Oggi è il mio compleanno e mi son concessa un regalo: accettare un invito ad un evento molto speciale. Un breve e intenso, per certi versi anche troppo, viaggio per fare la nanna al MuSe di Trento insieme a due amici. Meraviglioso compleanno. Nei prossimi giorni vi racconterò.

venerdì 17 gennaio 2014

Venerdì del libro: Corso di coraggio per bambini paurosi

Sabato scorso son stata in una libreria per ragazzi per ascoltare storie raccontate da Elisa Mazzoli ed ho pure incontrato Angela che mi ha fornito le copertine per creare i piccoli libri per Barbie! Prima dell'inizio delle letture c'è stato il tempo per fare due chiacchiere: io, Elisa ed Angela ed è stato davvero bello! Bello quando i libri non sono solo carta, lettere e figure, (ma per me non lo sono mai stati e non lo saranno mai). I libri sono storie nate nella testa delle persone, sono carta stampata dalle case editrici che cercano di proporre ai piccoli lettori delle cose belle. E improvvisamente mentre sfogli un libri ti accorgi che non è più un semplice pezzo di carta ma è un oggetto che è legato a persone, a storie, a incontri...
Mentre stavamo parlando Elisa ha preso un libro da uno scaffale e non ricordo come lo ha definito, le parole esatte, forse un libro semplicemente meraviglioso. Se avrò occasione glielo chiederò. Io di libri ne compro tanti e devo trattenermi perchè i libri son belli ma poi il portafoglio piange. Però niente... Non ho resistito e ho comprato Corso di coraggio per bambini paurosi di Rita Vileva. Il giorno dopo l'ho letto tutto in meno di 30 minuti e quando l'ho chiuso avevo un bel sorriso stampato sul viso.
Un libro semplice ma davvero rivelatore. Pensavo parlasse di paure ma secondo me parla di vita. Di come vivere bene con sè stessi e gli altri. 
La storia è davvero semplice ma chiaramente è un pretesto per parlare di regole che ci aiutano a sentirci meglio. Un gruppo di bimbi che ha tanta paura degli animali partecipa ad un corso di coraggio allo zoo. La maestra sceglie un bimbo davanti ad ogni animale e lo mette alla prova. Durante il corso i bimbi scoprono tante cose, ogni animale lascia loro un insegnamento importante, alcuni animali anche più di uno. I bimbi scoprono che la regola più importante è "è importante avere paura di ciò che ci può fare del male". Tutto il resto, scopriranno durante il corso, ha un rimedio semplice ed efficace. Ad esempio scopriranno grazie all'orango che "battersi il petto infonde coraggio" o grazie al gufo, che "il tuo corpo fa quello che tu gli dici. Digli quello che vuoi!". A volte ci ostiniamo a pensare alle cose brutte o tristi che ci stanno per capitare ma se pensiamo a cose belle e felici sicuramente ci sentiremo meglio e scopriremo che la realtà non è così brutta come la immaginiamo a volte. 
La regola che a me è piaciuta di più è...
"E così la tartaruga ha spiegato che il carapace più robusto, e più importante, non è quello che vedono tutti, ma quello che ognuno ha dentro di sé. È lì che racchiudiamo quello che è importante per noi: l’allegria, i sorrisi delle persone a cui vogliamo bene, le cose belle che ci succedono, le cose che impariamo… Molti ci custodiscono anche le cose tristi, quelle che li preoccupano, che li spaventano... Ed è stato allora che la tartaruga ha insegnato una regola molto importante. Regola della tartaruga: dentro il tuo carapace entro solo quello che vuoi tu."
Insomma non posso che dare ragione ad Elisa: questo libro è un piccolo capolavoro. Il giorno dopo l'ho letto a Samuele e anche a lui è piaciuto molto.
Potete trovare informazioni e post riguardanti i libri di Rita Vilela sul suo blog. Qui invece il post che Daniela ha dedicato al libro sul blog La scuola in soffitta. Libro super consigliatissimo a tutti: grandi e piccini!
Naturalmente questo post partecipa al venerdì del libro di HomeMadeMamma.
Qualche link: Blog de Rita VilelaLivros juvenis de Rita Vilela