venerdì 29 aprile 2011

Montessori: La scoperta del bambino

Ho iniziato a leggere La scoperta del bambino alla fine di febbraio ma non sono ancora riuscita ad arrivare all'ultima pagina. Ho spiegato cosa penso dei vari metodi educativi e degli estremismi in questo post e il mio pensiero non è cambiato. Il fatto che mi piaccia vivere in una zona neutrale non vuol certo dire che io non tragga spunto da materiali Montessori o che non sia curiosa di approfondire l'argomento. Purtroppo il tempo è tiranno e tra lavoro, Topastro, faccende domestiche, giochi, lavoretti e blog, il tempo per leggere è pochino. O meglio: da quando ho iniziato a leggere questo libro sono riuscita a terminare altri due o tre libri ma si trattava di romanzi. Storie che si possono leggere in giardino, sotto l'ombrellone in estate... Leggere un libro un pochino più impegnativo è diverso. Richiede concentrazione. Mi piace sottolineare le parti che mi colpiscono, capire bene cosa c'è scritto in qualche capitolo che mi interessa particolarmente, e così la lettura scorre piano piano. Però avevo promesso a me stessa di dedicare un post a questo libro e visto che non volevo aspettare altri due o tre mesi, eccolo qui! Su Maria Montessori, oltre ai vari post che mi era capitato di leggere su diversi blog, (mi erano piaciuti tanto quelli di: La casa nella prateria e Yummymummy), avevo letto solamente I bambini hanno bisogno di fiducia. Un libro davvero ricco di spunti e suggerimenti per una casa a misura di bambino secondo il metodo Montessori. Ma nulla di più. Ero davvero curiosa di leggere informazioni più precise e dettagliate sul famoso metodo di questa grande donna conosciuta in tutto il mondo. Ho visto la fiction andata in onda in tv anni fa e un bellissimo documentario che qualcuno mi aveva segnalato. Insomma, mi sono immersa in questo libro con tanta curiosità ed entusiasmo e non mi ha per nulla deluso. 
Qui sotto alcune delle parti che ho sottolineato: 

Ho fatto costruire dei tavolini di varia forma in modo che non fossero soggetti a tremolio, ma leggerissimi così che due piccoli bambini di quattro anni potessero facilmente trasportarli. Ho fatto fabbricare delle seggioline, alcune impagliate e altre di legno, leggere, e possibilmente eleganti, che non fossero però una riproduzione piccola  delle sedie dell'adulto ma proporzionate alla forma del corpo infantile.

Fa parte del'arredamento un lavabo molto basso in modo che il piano sia accessibile  a un bambino di tre o quattro anni d'età, con piani laterali, tutti bianchi e lavabili, per tenervi saponi, spazzolini e asciugamani.

I bambini, muovendosi, rovesceranno sedie e tavoli producendo chiasso e disordine; ma codesto è un pregiudizio. ... Così in iscuola crediamo ancora necessario che esista il banco pesante quasi inchiodato in terra. Tutto ciò riposa nel concetto che il fanciullo debba crescere  nella immobilità e sullo strano pregiudizio che per subire  un'azione educativa debba tenere una speciale posizione del corpo. I tavoli, le sedie, le poltroncine leggere e trasportabili, permetteranno al bambino di scegliere  la posizione più gradita: egli potrà accomodarsi anzichè sedersi al posto: e ciò sarà insieme un segno esterno di libertà e un mezzo di educazione. Se una mossa sgraziata del bambino farà cadere rumorosamente una sedia, egli avrà l'evidente prova della propria incapacità: la mossa medesima, tra i banchi, sarebbe passata inavvertita. Così il fanciullo avrà modo di correggersi, e quando si sarà corretto ne avrà le prove palesi, evidenti: le sedie e i tavoli resteranno fermi e silenziosi al loro posto; allora vorrà dire che il bambino avrà imparato a muoversi. 


Crediamo che i bimbi siano simili a fantocci inanimati; li laviamo, li imbocchiamo come essi fanno con la bambola. Non pensiamo mai che il bambino il quale non fa, non sa fare, ma dovrà poi fare e da natura ha tutti i mezzi per imparare a fare: il nostro dovere verso di lui è senza eccezione quello di aiutarlo alla conquista di atti utili. La madre che imbocca il bambino senza compiere il minimo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio e cercare la sua bocca, o che mangiando ella stessa non lo invita almeno a guardare come fa, non è una buona madre. Ella offende la dignità umana di suo figlio, lo tratta come un fantoccio, mentre è un uomo dalla natura confidato alle sue cure. Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi, a vestirsi, è lavoro ben più lungo, difficile  e paziente che non imboccarlo, lavarlo e vestirlo?

Disegnata una linea a forma di lunga ellisse sul pavimento (o con un gesso o verniciandola perchè rimanga per molto tempo) vi si cammina mettendo il piede interamante sulla linea, cioè in modo che questa sia lungo l'asse del piede. La collocazione esatta del piede è la prima cosa che bisogna mostrare: la punta ed il tallone sono entrambi sulla linea. Avanzando successivamente i piedi in questa posizione, chiunque ne faccia la prova ha l'impressione di cadere. E' dunque uno sforzo che bisogna fare, conducente ad assicurare l'equilibrio della persona. Quando il bambino comincia a camminare con sicurezza, gli si insegna a superare una ulteriore difficoltà:  i piedi devono avanzare in modo che l'anteriore posi il tallone a contatto con la punta dell'altro piede. L'esercizio comporta non soltanto lo sforzo  di mantenere l'equilibrio ma esige da parte del bambino una intensa attenzione per dirigere i piedi nella posizione dovuta. Ne risulta l'utilizzazione ordinaria di quell'istinto che tutti hanno constatato nei bambini, di camminare sopra una trave, o una barra qualunque; e ciò spiega l'interesse intenso che i fanciulletti prendono ai nostri esercizi sul filo, e lo sviluppo che questi hanno avuto nelle nostre scuole.


Se si vogliono preparare oggetti che servano p. es. a far distinguere i colori, bisogna costruirli della medesima sostanza, forma e dimensione; e farli differire solo nel colore. O, volendo preparare oggetti con lo scopo di far rilevare i vari toni della scala musicale, è necessario che essi siano perfettamente uguali all'apparenza, come p. es. le campane che usiamo nel nostra sistema: esse hanno la medesima forma e dimensione e appoggiano tutte sopra un identico sostegno: ma, percosse con un martellino, danno suoni diversi e questi suoni sono l'unica differenza percepibile ai sensi.


Infine, un altro principio comune a tutti i "mezzi materiali" costruiti per l'educazione, è il seguente, finora assai poco compreso, e pure del più alto interesse pedagogico: cioè che il materiale deve essere "limitato in quantità".

Crediamo erroneamente che il bambino più "ricco di giocattoli", più "ricco d'aiuti" possa essere il meglio sviluppato. Invece la moltitudine disordinata di oggetti, è essa che aggrava l'animo di un nuovo caos e lo opprime nello scoraggiamento.

Le lezioni per iniziare i bambini alla educazione dei sensi sono individuali. La maestra fa un quasi timido tentativo di avvicinamento al bambino che ella presume pronto a ricevere la lezione. Si siede al suo fianco e reca un oggetto che ella crede capace di interessarlo.

Il bambino può prendere un materiale soltanto dal luogo dove esso "è esposto alla libera scelta" e, finito che abbia di usarlo, deve rimetterlo al posto nella stessa condizione in cui l'ha preso. 
Cioè nessun fanciullo può finire soltando con la soddisfazone del proprio impulso; ma deve continuare il lavoro fino alla fine, con uno sforzo volontario per rispetto dell'ambiente e delle regole che lo dirigono. Mai un fanciullo può cedere il suo materiale a un compagno: nè quindi prenderlo da lui. 
In tal modo, fin dall'inizio si elimina ogni competizione. L'oggetto che non è esposto non esiste per colui che cerca. E se lo desidera intensamente, non può far altro che pazientare, aspettare che il compagno abbia finito d'usarlo e l'abbia riposto nel luogo di esposizione.


Se la maestra vede usare il materiale in un modo che ne renda inutile lo scopo, cioè che non porti nessun benefizio allo sviluppo della intelligenza infantile, deve impedire di farlo: però con la più grande dolcezza se il bambino è tranquillo e in buona disposizione di animo: invece se il fanciullo dimostra una volontà di disordine, la maestra lo impedirà seccamente e con energica esortazione, non in modo che possa apparire un castigo al chiasso o al disordine, ma una autorevole affermazione della maestra sul bambino. 

L'altro errore è dettato da cattiva volontà, da incuranza degli insegnamenti, come p. es. tirare tutto l'incastro solido come un carrettino; o costruire casette con le spole di seta dei colori, o camminare sulle aste messe in fila, o mettere un telaio da allacciature intorno alla testa come una collana e via dicendo. Un uso abusivo del materiale che risponda ad un disordine, o ai bisogni diversi da quelli che il materiale può soddisfare, lo inutilizza: e ne conseguono dispersione di energia, chiasso: tutte azioni che allontanano il bambino dalla possibilità di concentrarsi, e quindi dal fine di migliorare e di svilupparsi.

Mi fermo qui. Sia perchè questo post sta diventando lunghissimo, e non ho ancora espresso la mia opinione, sia perchè sono arrivata solo a pagina 174.
Cosa penso di questa metà del libro che ho letto? Bello. Mi piace molto e sto scoprendo tantissime cose che non conoscevo sia su Maria Montessori che sul metodo che porta il suo nome. Continuo a pensare che è una grande donna e che ha rivoluzionato l'idea che si aveva del bambino, ricordo che il libro è stato pubblicato, (se non erro), nel 1948. Mi piace l'idea del mondo a misura di bambino, del rispetto per il bambino come piccolo uomo. Mi piace l'idea di dare ai bambini gli strumenti per poter fare da soli le cose che solitamente noi adulti, per pigrizia, per non sprecare tempo e mille altri motivi, facciamo al posto loro. Penso che insegnare ad un bimbo a mangiare da solo, usare il coltello, mescolare gli ingredienti per un dolce, indossare pantaloni e maglia da solo, salire e scendere le scale, farsi la doccia... sia davvero un gesto di rispetto. Di rispetto verso un bambino che trarrà una grandissima soddisfazione nel constatare che ha imparato a bere dal bicchiere senza fare cadere l'acqua. E sicuramente si sentirà orgoglioso e acquisterà fiducia in se stesso. Certo occorre tempo, pazienza e forza di volontà. Tante volte quando Topastro impara a fare qualcosa di nuovo mi avvicino a lui e cerco di aiutarlo. La maggior parte delle volte lui mi allontana e dice: no, voglio fare io!
Sono davvero di aiuto i piccoli tavolini, le seggioline, i lavabi posti ad altezza di bimbo. Perchè permettono davvero al bambino di poter fare da solo tante cose. Prima di leggere questo libro non avevo così chiara l'idea che il metodo fosse teoria e pratica legate così strettamente. Ci sono davvero tante cose che mi piacciono del metodo Montessori e credo di averne parlato in altri post. Oggi però volevo dire che grazie a questo libro ho scoperto anche cose che non mi piacciono. Cose che rafforzano la mia decisione di voler vivere secondo il mio istinto, senza seguire troppo "religiosamente" un metodo o uno stile di vita particolare.
L'ordine. Il silenzio. L'individualità delle lezioni. La quasi assenza della maestra. Sono solo a metà del libro ma già mi ha colpito il fatto di quanto spesso si parli di ordine e silenzio. Io non dico che preferirei una classe di bambini che gridano e corrono in mezzo al disordine. Ma occorre così tanto ordine e silenzio? Quando penso ad una scuola dell'infanzia mi vengono in mente bimbi che talvolta alzano troppo la voce, corrono, si divertono. Qualche giocattolo sparso sul pavimento. Un bimbo che piange, la maestra che incoraggia un bimbo che sale sullo scivolo e che abbraccia un bimbo che cerca la sua mamma. Immagino due bimbi che giocano insieme con lo stesso giocattolo. Topastro che crea treni con qualsiasi tipo di materiale, alcuni giorni fa ne ha creato uno con i suoi pennarelli. Un treno lunghissimo. Non voglio giudicare! Sono una mamma e non so quasi nulla di questo metodo nè come sia strutturato il programma di una moderna Casa dei bambini, visto che il libro è stato scritto molti anni fa. Però leggendo il libro mi è venuta un po' di tristezza. A pensare a questi bimbi che mantengono in ordine la loro aula, che sono capaci di lavorare in silenzio. La maestra che spiega l'uso di un materiale ad un bimbo per volta e visto che i materiali sono unici, un solo bimbo lo può utilizzare. E non si possono usare i materiali in maniera inappropriata. Topastro verrebbe espulso dopo un'ora :-)
Mi viene quasi da pensare che il metodo dia ai bambini una formazione sensoriale eccellente ma che ne venga un po' penalizzata la creatività e l'umanità. Forse quello che scrivo è assurdo. Ma la creatività non è anche usare gli oggetti per creare qualcosa di nuovo? Se non posso sperimentare, usare i materiali secondo la fantasia ma solo seguendo le regole imposte dal metodo... la mia mente non imparerà a seguire questarigidità anche in futuro? Avrò ancora quel pizzico di pazzia da pensare di usare un calzino in mille modi diversi? E perchè non si parla mai di giochi da fare tutti insieme? Il contatto tra bambini mi pare che sia molto importante. Topastro ama giocare con i suoi amichetti e con quelli più cari c'è un contatto fisico che si ripete continuamente per trasmettere affetto o rabbia. Topastro e un suo amichetto del nido sono stati amici per due anni e tutt'ora quando si incontrano giocano molto volentieri insieme. Quando erano piccoli si stuzzicavano a vicenda. Piccoli dispetti reciproci che sfioravano il punto massimo di non ritorno. Si, talvolta forse hanno litigato, ma la maggior parte delle volte sapevano quando fermarsi per non far arrabbiare l'amico. Perchè la lunga frequentazione e l'esperienza aveva insegnato loro i limiti. Perchè se il mondo è fatto di tante persone e siamo costretti a vivere in comunità, la maggior parte degli esercizi Montessori sono individuali? Non mi devo esercitare anche a condividere oggetti, sentimenti, esperienze? 
Era da molto che volevo scrivere questo post, senza nessuno scopo particolare. Senza cercare per forza approvazione. Questa è solo una mia riflessione.
La scoperta del bambino ISBN: 9788811675044
Questo post partecipa all'iniziativa I venerdì del libro di HomeMadeMamma. Qui sotto i link degli altri partecipanti:
Baby Green
Cara Lilli
creargiocando
GioCoLanDia
Il Mondo di Cì
Libri ed emozioni
L'officina delle favole
MadreCreativa
MammaMoglieDonna
mimangiolallergia
Su e giu per la Pianura Padana
supermamma
unconventional mom
un non.blog con il minimo sforzo
Un viaggio qui,... un viaggio là...

mercoledì 27 aprile 2011

Vestiti per Barbie con vecchi calzini

Quando ho visto le foto dei vestitini che Monica ha realizzato per le Barbie sono rimasta davvero sorpresa. Partendo da qualche vecchio calzino ha creato degli abiti davvero carini e a costo zero! Potete vederli qui:  I vestitini della Barbie homemade. Non sono bellissimi?! Quando ero piccola mia mamma cuciva tanti vestiti per le Barbie e i Cicciobello miei e di mia sorella. Usava ritagli di tessuti che aveva utilizzato per creare gonnelline e vestiti per noi bimbe, (potete vederne un paio in questo post).
I vestitini di Monica mi sono piaciuti davvero tanto! Non avevo mai pensato di creare dei vestiti per la Barbie utilizzando calzini! Ho cercato nel web altre idee ma su siti italiani non ho trovato nulla. Su qualche sito e blog in lingua inglese invece si possono trovare altre idee per trasformare calzini in abiti lunghi, gonne e magliette per la famosa bambola. Se avete una figlia femmina avrete tanti calzini rosa, viola, lilla decorati con fiocchetti, fiorellini e cuori, perfetti per creare questi vestitini. 
Io ho una borsa piena di calzini che conservo per fare lavoretti ma sono blu, verdi, grigi, azzurri... Infatti Topastro è un maschietto e non gioca con le Barbie. Io però ho voluto ugualmente creare un completino per la mia vecchia Barbie, quella di quando ero bambina. E magari poi regalerò il completino a qualche bimba, oppure me lo tengo :-)
Le immagini parlano da sole, almeno spero. Ho usato due calzini. Un calzino turchese a righe che apparteneva a Topastro, misura del piede 24/25 e la parte del piede del mio calzino misura 36/37. La parte della gamba l'avevo utilizzata per creare una custodia per carte da gioco.
Con il calzino color turchese ho realizzato un paio di pantaloni attillati e con il calzino rosso una maglietta senza maniche. In meno di 30 minuti ho realizzato un completino davvero carino! Beh, insomma, a me piace :-)
Monica, ti ringrazio per avermi fatto conoscere questo modo per riciclare calzini, è davvero simpatico. E per le bimbe in grado di tagliare e cucire è davvero un bellissimo gioco, possono diventare piccole sarte e creare abitini per le proprie bambole. Le bimbe più piccole invece avranno bisogno dell'aiuto della mamma. 
Se volete realizzare un vero e proprio guardaroba potete prendere spunto anche dal questo post: Abiti "da bambola" (Barbie come "Pretty woman"...) a cui si è ispirata Monica per creare i vestitini. Io invece ho preso spunto dalle immagini di Monica. E ora a chi tocca? Chi prova a realizare qualche vestitino con un vecchio calzino?
Per chiunque passi di qui e non abbia ancora partecipato al mio giveaway: potete farlo lasciando un commento qui.

martedì 26 aprile 2011

Ancora calzini

Alcuni giorni fa ho ricoperto barattolo di latta da usare come vaso per l'albero di Pasqua e ho pensato di usare un altro barattolo come contenitore per piccoli oggetti di cancelleria. Sulla mia scrivania ci sono sempre graffette, gomme, temperino, viti, elastici...
L'unica accortezza è coprire con della colla a caldo il bordo tagliente che si trova attorno all'imboccatura del barattolo. La parte a cui era attaccato il coperchio. 
Con un altro calzino ho realizzato un sacchettino per le carte di Topastro. La zia gli aveva regalato delle carte senza custodia e Topastro non sapeva dove riporle. Guarda caso avevo un mio vecchio calzino proprio con uno dei personaggi che compare anche sulle carte!
Questi qui sopra invece sono i sacchi a pelo degli orsetti di Topastro, quelli che vivono nella casetta di cartone. Siamo in primavera e non ce ne sarebbe più bisogno ma a Rimini in questi giorni è nuvoloso, ogni tanto piove ed è pure un po' freddino!
Se avete una figlia femmina date un'occhiata qui: Vestitini Barbie homemade. Monica ha realizzato dei bellissimi vestiti per Barbie con i calzini!!

domenica 24 aprile 2011

Albero di Pasqua

Il nostro alberello pasquale! Che bello scendere in cortile e trovare un pacchettino inaspettato. Che bello "litigare" per scartarlo perchè sopra c'era scritto i mio nome ma Topastro affermava che era per lui!
Non abbiamo fatto in tempo a preparare le uova sode colorate ma lo faremo dopo la Pasqua, chissà che Topastro non si mangi un ovetto decorato con i pulcini...  
Grazie Paola! Sei stata davvero gentilissima!!! Ho caricato nuovamente il video con la poesia di Topastro nel precedente post (ieri non si apriva più).
La poesia che Topastro ha imparato a scuola è questa:
Una campana piccina piccina, con la sua voce fresca e argentina, si sveglia all'alba tutta contenta, nessuna nuvola più la spaventa. Dondola dondola nel cielo blu, e dice a tutti è risorto Gesù.

sabato 23 aprile 2011

Grazie e Buona Pasqua

Dopo un post triste e lamentoso voglio condividere anche le piccole cose belle per cui devo ringraziare. Sono fortunata ad avere un bimbo stupendo come Topastro. Mi fa arrabbiare, certe volte è birichino, ma è un bravo bambino! Proprio in questi giorni mi è capitato di incontrare bimbi viziati, capricciosi e dispettosi, bimbi che fanno tutto il contrario di quello che i genitori dicono loro. Non lo scrivo per criticare ma per sottolineare che Topastro mi ascolta, non sempre, è educato e a parte qualche giornata NO i suoi capricci durano poco. Devo ringraziare anche i miei amici, sono pochi ma speciali! Avere un buon amico che nei momenti tristi ti manda un messaggino anche solo con scritto CIAO è davvero una cosa meravigliosa!
Di recente ho anche conosciuto una mamma davvero in gamba e molto simpatica e anche questo mi rende felice.
Alcuni giorni fa ho accompagnato Topastro alla scuola materna come tutte le mattine. Pioveva, eravamo in ritardo e lui si era proprio svegliato con la luna storta. Quella mattina l'ho lasciato in braccio alla maestra A. mentre piangeva e gridava. Sono salita in auto con il magone. Ero triste, sempre a causa del lavoro, e vedere Topastro piangere mi ha fatto sentire ancora peggio. Ero ancora in auto, bloccata nel traffico, sotto la pioggia: squilla il cellulare. Il numero della scuola di Topastro. Era la maestra G. che mi telefonava per dirmi che Topastro si era calmato, che era tutto a posto, potevo stare tranquilla. Mi piace la scuola che frequenta Topastro e questo piccolo gesto mi fa capire quanto impegno c'è nel lavoro delle maestre. Avevo assistito a una scena simile proprio il giorno in cui mi ero recata in direzione ad iscrivere Topastro. Non ricordo se fosse una maestra o un'aiutante, mentre io aspettavo di entrare nell'ufficio della direttrice questa persona telefonava ad una mamma per rassicurarla e comunicarle che il bimbo stava bene, si era calmato... 
Io non so se in tutte le scuole le maestre telefonano ai genitori in casi particolari. Personalmente mi ha fatto tanto tanto piacere.  
E poi sono contenta di aver conosciuto tante mamme tramite il blog. Mamme uniche che con i loro post mi fanno riflettere e sorridere. E' bello leggere i vostri commenti sul mio blog, le vostre parole di conforto, i consigli e le cose buffe. Anche se ho conosciuto pochissime di voi di persona so che ci siete! Basta accendere il pc, cliccare i vostri blog e leggere i vostri racconti. 
Voglio augurare a tutti una Serena Pasqua. Anche Topastro vi fa gli auguri con la poesia che ha imparato a scuola. La cornice è il lavoretto che hanno fatto a scuola per la Pasqua.  Auguri!
...vi ricordo che fino al 8 Maggio potete partecipare al mio piccolo giveaway "Scegli il regalino".

venerdì 22 aprile 2011

Pistola spara elastici

Non so se questo sia il secondo di una serie di post dedicati all'uso del cartone per costruire giocattoli... Fatto sta che subito dopo aver realizzato la chitarra di cartone ho costruito una pistola spara elastici. Lo so, è un'arma. Ma io non sono una di quelle mamme che vietano alle armi giocattolo di entrare in casa e giocare con i bimbi.
I bambini hanno mille risorse e tanta immaginazione, usano i rotoli di cartone della carta scottex come spade e le mani come pistole. E sono fermamente convinta che vietare un giocattolo o un oggetto in particolare non faccia che aumentare la curiosità e il desiderio di averlo. 
Con quattro ritagli di cartone a forma di "L" e una molletta per stendere il bucato ho creato due pistole. Ho usato la colla a caldo per fissare uno all'altro i quattro pezzi di cartone, idem per incollare la molletta. 
Per sparare si inserisce l'elastico nella molletta, lo si tende fino ad agganciarlo in fondo alla canna della pistola e poi si preme la molletta per sparare. Topastro è stato avvisato: si spara in basso, sul pavimento, oppure nel mirino che abbiamo disegnato sul foglio di carta. 

mercoledì 20 aprile 2011

Calzino coniglietto

Verso la fine di febbraio stavo scambiando commenti su Facebook con Manuela riguardo i calzini spaiati. Con i calzini ho fatto palline per l'albero di Natalezucche per Halloweenun follettoun pinguino e un porta lettore MP3. Cercavo qualche nuova idea e mi sono imbattuta nei bellissimi coniglietti di Elsie Marley. Erano così dolci e teneri, in quel cestino... Quello azzurro è il mio preferito. 
Chiaramente non ho saputo resistere alla tentazione di realizzarne almeno uno e le mie creazioni sono nell'immagine qui sopra! Con un bimbo in casa i calzini si comprano nuovi ad ogni stagione perchè i piedini crescono ed è proprio un peccato non riciclarli.
In realtà il primo coniglietto l'ho fatto con un paio di miei vecchi fantasmini rosa. L'ho fatto subito, in febbraio. In realtà non somiglia proprio ad un coniglietto e non è per nulla simile a quelli che avevo visto. Non ci ho pensato per molte settimane ma con l'avvicinarsi della Pasqua mi sono detta: ci riprovo. 
Altri calzini, stavolta più piccoli. Ho seguito le istruzioni, più o meno, ed ho realizzato altri tre coniglietti. Uno l'ho regalato. Niente da fare! Belli come quelli di Elsie Marley non mi sono venuti! Ho anche provato a mettere degli occhietti pensando che diventassero più carini ma sono rimasti così così.
Qui altri coniglietti realizzati con lo stesso tutorial:
Le creazioni dai mille colori di mamma Paola

lunedì 18 aprile 2011

Aquilonata Rimini

Domenica pomeriggio siamo stati alla XXVIII Aquilonata sul mare a Rimini. E' stato una piacevolissima giornata. Abbiamo trascorso quasi tre ore sulla spiaggia, in compagnia di persone simpatiche e di questi meravigliosi aquiloni colorati e dalle forme strane. Uno più bello dell'altro! 
Uno speaker raccontava storie, aneddoti e curiosità, spiegava a chi appartenessero i vari aquiloni in cielo, commentava acrobazie e combattimenti. Invitava i bambini al lavoratorio Villaggio del vento per costruire il proprio aquilone con plastica e asticelle di legno. Durante le due giornate di questa manifestazione sono anche state lanciate caramelle da un aquilone speciale, i bimbi potevano raccoglierle e vincere anche dei piccoli premi. 
Diverse attività svolte durante la manifestazione avevano lo scopo di raccogliere fondi per l'AIL. In particolare per il potenziamento del reparto di ematologia e onco-ematologia pediatrica dell'Ospedale Infermi di Rimini. C'erano aquiloni per tutti i gusti! Semplici, piccoli, grandi, con lunghe code... a forma di orsetti, personaggi dei cartoni animati, animali, polipi, pesci, ruote e strane forme geometriche. 
La musica accompagnava le acrobazie e la sfilata di bandiere degli aquilonisti. La passione di queste persone, che era palpabile, mi ha fatto ricordare i tempi in cui partecipavo ad eventi dell'Eeronautica Militare. Open Day presso aeroporti, giornate dedicate alle Pattuglie acrobatiche. Gli aquilononisti hanno sfilato correndo fieri con le bandiere che rappresentavano il proprio gruppo. 
Aquilonisti provenienti da diverse regioni d'Italia e dall'Europa. Il più anziano aveva 92 anni! Peccato non aver incontrato Mammagiramondo! Non sapevo che anche lei fosse sulla spiaggia con naso in su ad ammirare gli aquiloni! Spero ci saranno altre occasioni. Vi segnalo il suo post sul week end appena trascorso: Ricetta di un magico weekend per tutta la famiglia
Dimenticavo... se volete provare a vincere un regalino, partecipate al mio giveaway.

domenica 17 aprile 2011

Scegli il regalino!

Ecco... mi sono decisa pure io. Dopo più di un anno dal primo post scritto su questo blog ho deciso di farvi un regalino. Perchè? Perchè mi piace scrivere ma soprattutto leggere i vostri commenti, suggerimenti, idee e critiche. Si, anche quelle! Circa un anno e mezzo e fa ho scoperto il mondo dei blog, soprattutto delle mamme blogger e sono rimasta affascinata dalla voglia di condividere e di raccontarsi! Ho conosciuto di persona alcune di voi e mi ha fatto immensamente piacere dare un volto e un corpo alle parole che leggo sui vostri blog. Ho rovistato in armadi, libreria e cassetti ed ho trovato questi oggetti. Quasi tutti libri, (si capisce che mi piace leggere?). Le vincitrici, (o i vincitori), saranno tre e potranno scegliere quello che vorranno tra questi premi: 
- modellino aereo (da costruire) scala 1/72 EA-6A
- due album "Leggi e colora con Pingu"
Ma veniamo alle regole: non ci sono regole! Vi invito a leggere questo post di Barbara, (ma anche tutti gli altri su Mommit. Io li ho trovati illuminanti!)
Non dovete diventare follower di questo blog, non vi obbligo a condividere il mio post nè a mettere l'immagine sopra sul vostro blog. Semplicemente lasciate un commento a questo post. Il termine è il giorno 8 Maggio, ore 23.30. Nei giorni successivi, secondo criteri che non ho ancora stabilito, annuncerò i nomi delle tre persone che potranno scegliere, (il primo vincitore avrà precedenza sulla scelta del premio, poi toccherà al secondo ed infine al terzo), uno degli oggetti dell'elenco sopra. I semi di girasole li  inserirò in uno dei pacchetti che spedirò. Qualche piccola nota: spedirò i regalini solo ad indirizzi postali in Italia. Per favore venite a controllare se avete vinto qualcosa nei giorni successivi alla scadenza del giveaway. Non vorrei dover organizzare una caccia al vincitore :-)

sabato 16 aprile 2011

Buon fine settimana

Grazie a tutte per i commenti al post pubblicato giovedì, per i messaggi su Facebook, sia pubblici che privati. Oggi:
Giochi in giardino, anche se dopo qualche giorno di pioggia l'aria è tornata fresca. Lo scorso fine settimana la temperatura era come in piena estate. Topastro ha fatto fare qualche giro a Pingu in seggiovia e io ho terminato di leggere I colori del buio di Laura Boerci. Bello!
Polpette. Come promesso alla dottoressa, Topastro ha mangiato la carne! Ben cinque polpettine che aveva preparato con le sue manine. Bravissimo! Questa settimana ha mangiato carne bianca all'asilo, frittata e un quasi metà hamburger a casa.
Oggi ho modificato anche il tavolino verde. Ad un certo punto in casa si è spento tutto: luci, lavatrice, tv... Ho fuso la pistola per la colla a caldo :-(
Domani:

mercoledì 13 aprile 2011

La chitarra di cartone

Alcune settimane fa ho visto queste bellissime chitarre di cartone: Cardboard Guitars. Me ne sono subito innamorata e mi sono detta: ne devo fare una al più presto per Topastro. In casa non avevo scatole di cartone grande e avevo salvato il link. In questi giorni sono tanto arrabbiata e delusa per motivi lavorativi e chissà, magari  nei prossimi giorni vi racconterò, perchè ho bisogno di sfogarmi! Comunque oggi prima di uscire dall'ufficio ho preso dei pezzi di cartone destinati al bidone e li ho portati a casa. 
Quando creo la mia mente è concentrata nell'assemblaggio, mi rilasso un po' e i brutti pensieri mi abbandonano momentaneamente. Insomma oggi è proprio uno di quei giorni in cui avevo bisogno di creare.
Non c'è bisogno che io riporti le istruzioni, sul sito citato a inizio post ci sono sia le istruzioni in inglese che delle immagini chiarissime da cui è possibile capire come costruire una di queste belle chitarre di cartone.
Vi lascio ugualmente qualche immagine perchè mi piace fotografare gli oggetti che creo e perchè dalle immagini si capisce cosa mi aiutato questo pomeriggio: usare forbici e cutter per tagliare sei chitarre di cartone da incollare una sull'altra, usare il seghetto per tagliare un pezzo di matita, annodare elastici...
Insomma, mi sono sfogata un po'. Ma non troppo. Le chitarre di Make It and Love It sono davvero carine, la mia è un pochino più grezza. Topastro ha apprezzato comunque ed ha anche voluto colorare la sua chitarra, ha giocato con i ritagli di cartone usando forbici e punteruolo ed ha anche scoperto gli elastici. Poi abbiamo ripulito insieme tutto il caos che abbiamo creato nella stanza che solitamente usiamo come laboratorio. Nella fretta non mi sono accorta di aver commesso un errore. Ho ritagliato tutte le forme della chitarra con il manico mentre alcune di esse dovevano essere senza manico per evitare quest'ultimo risultasse di uno spessore troppo alto :-)

lunedì 11 aprile 2011

Modifiche

Il Topastro cresce in fretta, me ne accorgo soprattutto al cambio di stagione. Estraggo dalle scatole le magliette e i pantaloni usati lo scorso settembre e sono piccoli piccoli :-)
Abbiamo dovuto modificare la zona bagno. Il bidet che Topastro ha utilizzato per tantissimo tempo come lavandino personale ormai è davvero troppo basso. Topastro per lavarsi le mani doveva chinarsi troppo e talvolta si metteva in ginocchio. Abbiamo quindi spostato spazzolino, dentifricio e sapone sul lavandino e messo una pedana Ikea vicino ad esso. 
Anche i tavolini di plastica che Topastro usa per disegnare, fare lavoretti, cucinare, giocare con la pasta modellabile e tanto altro erano davvero bassini, tanto che spesso si metteva in ginocchio. Ne abbiamo parecchi di questi tavolini e mi dispiaceva non poterli più utilizzare perchè sono comodissimi. 
Li spostiamo da una stanza all'altra e si puliscono facilmente, adatti a qualsiasi gioco o attività. E così ho preso dei pezzetti dei famosi mattoncini, (quelli che ho usato ce li hanno regalato tanto tempo fa e non sono compatibili con tutti gli altri che abbiamo nella nostra scatola delle costruzioni), e li ho fissati sotto le gambe del tavolino con la colla a caldo. Ora l'altezza del tavolino è perfetta e quando risulteranno troppo bassi basterà aggiungere qualche mattoncino :-)
Nei prossimi giorni incollerò i mattoncini anche agli altri tavolini, per ora ne ho modificato solo uno.
Topastro ha un telefono cellulare vecchio che utilizza per ascoltare la musica e le favole. Talvolta riusciva a trovare la canzone che voleva ascoltare, ma non sempre perchè il menu è un pochino difficile da interpretare se non si sa leggere.
In sostituzione del vecchio cellulare ho preso un lettore MP4. Era in offerta, pagato poco e davvero carino, azzurro con i personaggi dei cartoni animati. Purtroppo non ha un buco in cui infilare una cordicella per poterlo mettere attorno al collo come faceva con il cellulare.
Ho preso un vecchio calzino del Topastro e ho tagliato la parte della gamba. Ho cucito il fondo, (dopo aver messo il calzino a rovescio), e una cordicella recuperata da un portachiavi. Non è carino il nostro porta-MP4? C'è anche un orsettino :-)
(e si può usare anche come porta cellulare)

venerdì 8 aprile 2011

Pappa, ciccia, ferro e dintorni!

Ieri ho letto con interesse un post di MammaMoglieDonna: La cattiva alimentazione dei bimbi? E' colpa dei genitori! Quando si parla di alimentazione dei bambini mi sento molto coinvolta perchè Topastro ha un rapporto davvero strano con il cibo. Ne avevo parlato qui. Lui mangia solo alcuni cibi ed ha un rifiuto totale verso altri. E nulla può fargli cambiare idea. Potrei scrivere un libro su tutte le tecniche che ho sperimentato per convincerlo a mangiare. Dico sul serio! Ho provato a variare il luogo del pranzo o cena: seggiolone, tavolo grande, tavolino piccolo, sala, balcone, cucina...  Ho provato a preparare una pietanza, due pietanze in modo che potesse scegliere, cibi belli a vedersi, cibi mascherati all'interno di qualcosa di buono... Ho provato a chiedergli di assaggiare un cibo che solitamente non mangia, l'ho pregato, l'ho ricattato e minacciato, (se non mangi tre pezzi di carne non guardi la tv o cose simili)... Ho provato a fare finta di niente, certe volte l'ho mandato a dormire digiuno. Insomma niente da fare! Topastro osserva il contenuto del piatto e decide se quel cibo può entrare o meno nella sua pancia! Per mesi ma anche anni, è capace di mangiare un solo tipo di cibo come è stato per spaghetti con il formaggino, pasta al pomodoro, pasta in bianco e raviolini in brodo.
Questa premessa per farvi capire che sono disposta a cucinare anche una cotoletta confezionata e surgelata se Topastro la mangiasse! Lo so che non è un cibo sano al 100% ma mettetevi nei miei panni. Preparate ogni sera la stessa identica pietanza, vostro figlio non mangia carne nè verdure tranne rare eccezioni. Vede la cotoletta al supermercato e vi chiede di mangiarla per cena... Io ne compro almeno due e gliele cucino! In realtà non è mai successo che Topastro si innamorasse di un cibo poco sano che preferirei non mangiasse. Eccezione i formaggini confezionati che ha mangiato per tantissimo tempo con gli spaghetti. Non c'è stato modo di sostituirli con formaggi freschi, se ne accorgeva e non mangiava più. 
La pediatra di Topastro è bravissima, io la adoro, dice che Topastro non è l'unico bambino a selezionare i cibi, insomma non è un comportamento così insolito. Crescendo dovrebbe migliorare. Per completare il quadro Topastro lo scorso anno ha avuto l'orticaria per la prima volta e per mesi pomfi e prurito apparivano e scomparivano senza motivo apparente. Abbiamo dovuto contattare un allergologo che gli ha prescritto una dieta strettissima per un mese! Non vi dico il dispiacere, già Topastro mangia poco... per un mese si è nutrito di poco o niente. Detto tutto ciò: evviva i cibi sani! Ma con qualche eccezione.
Topastro non fa merenda altrimenti per cena non mangerebbe quasi nulla e tra l'altro non credo abbia bisogno della merenda perchè a metà pomeriggio non l'ho mai sentito dire: ho fame. Però se andiamo al parco con gli amichetti o a casa di qualcuno trovo normale che beva un succo di frutta, mangi un pacco di crackers o una merendina. In casa abbiamo caramelle, cioccolato, biscotti... Preferisco preparare con le mie mani muffin, spianata, una spremuta... Anche perchè ancora non abbiamo capito cosa scatena l'orticaria e quindi è meglio evitare cibi confezionati che contengono tanti conservanti, coloranti e sostanze chimiche. Però non posso schierarmi dalla parte delle mamme che tengono nascoste le caramelle fino a quando il bambino non compie 5 anni o a chi guarda le merendine come fossero da abolire dalla faccia della terra. I bambini osservano tanto e vedono i loro amichetti mangiare caramelle, cioccolato e merendine. Proibirle serve solo a far pensare loro che quei cibi sono buonissimi... ma loro non possono averli. Io, come per tanti altri argomenti e scelte, mi schiero nel mezzo. Si a succhi di frutta, patatine e merendine ma con moderazione. 
A proposito di compromessi, le foto che vedete in questo post sono di una ricetta che mi ha dato un'amica. Una ricetta che è stata presentata anche alla trasmissione "Cotto e mangiato".
Servono patatine confezionate in sacchetto e fettine di pollo o tacchino molto sottili. Si sbriciolano le patatine, Topastro si è divertito da matti, si impanano le fettine con le briciole e si mettono in forno caldo per dieci minuti. Niente uovo per l'impanatura, solo patatine sbriciolate. Bisogna premerle con forza sopra la carne. A Topastro sono piaciute! Ha mangiato una fettina di tacchino bella grande! Per renderle più appetibili io avevo tagliato le fettine in piccoli pezzi e lui ne ha mangiati quattro! Pensate che in futuro io non le prepari più perchè le patatine nei sacchetti non fanno bene? Eh no, invece le rifarò! Perchè Topastro non mangia la carne e qualche patatina mi pare un buon compromesso per mangiare un alimento che fa bene al suo corpo! 
Oggi ho scritto davvero tanto... concludo ringraziando la pediatra di Topastro che di sicuro non leggerà mai questo post ma non è importante, io la ringrazio ugualmente! Per essere sempre così paziente nel cercare di spiegare a me tante cose anche quando lo studio è pieno di gente, per sdrammatizzare sul fatto che Topastro non mangia cibi necessari al suo corpo. Soprattutto la ringrazio perchè tratta i bimbi come piccole personcine. Quando Topastro è diventato abbastanza grande da capire cosa gli si chiedeva ha messo via il bastoncino abbassalingua e ha "perso" cinque minuti per convincerlo ad aprire la bocca grande grande come un leone, senza dover usare il bastoncino. Ieri le abbiamo portato i risultati degli esami del sangue e chiaramente i valori del ferro sono bassi bassi. La pediatra ha guardato Topastro, gli ha fatto vedere il foglio con i risultati e gli ha detto: vedi questi fogli, sono il risultato del lavoro che ha fatto il dottore dopo che sei andato a fare il buchino per il sangue. Il sangue deve essere rosso, e per essere rosso bisogna mangiare la ciccia. La vedi questa stellina? (l'asterisco che segnala valori che si discostano da quelli di riferimento), dobbiamo farla sparire. Per farla sparire bisogna mangiare le polpette, (ed ha iniziato a disegnare una polpetta sul foglio, a fianco della stellina), una coscia di pollo con le patatine, un pezzo di carne... Prometti che le mangi?
Che dire? Io mi sarei alzata dalla sedia e sarei andata dietro alla scrivania ad abbracciarla. Siamo davvero fortunati ad avere una pediatra così brava!
(chiaramente oltre alla ciccia, ferro in gocce!)