mercoledì 29 febbraio 2012

Gita a Mondaino

Settimana scorsa io e Topastro, approfittando delle temperature quasi primaverili, abbiamo deciso di fare una gita. Viviamo in una zona in cui c'è solo l'imbarazzo della scelta! Si può andare al mare o in collina, in qualche parco di divertimento, (in questo periodo però alcuni sono chiusi), a visitare monumenti risalenti ai Romani o qualche castello.
Insomma è sufficiente puntare il dito sulla cartina della Romagna e qualsiasi posto sarà un buon posto! E così abbiamo scelto Mondaino. Da Viserba abbiamo percorso la SS 16 fino all'incrocio con via Coriano e poi abbiamo iniziato ad addentrarci nell'entroterra: Coriano, San Clemente, Morciano, Saludecio e Mondaino: arrivati. Si dice che il nome sia dovuto al fatto che un tempo questa zona fosse assiduamente frequentata da daini e vi sorgesse anche un tempio dedicato a Diana, dea della caccia. 
Mondaino appartenne alla Signoria dei Malatesta, (famiglia che dominò la Romagna tra il 1300 e 1500 circa). E' quindi presente, come in tantissimi altri paesini della Romagna, una Rocca Malatestiana, (nella foto qui sopra). 
Io sono nata in Romagna ed ho sempre vissuto qui, per me è normale vedere castelli, rocche, fortificazioni, vechie mura, borghi... Non c'è paesino che non abbia conservato un piccolo ricordo del passaggio dei Malatesta.
Rimini, Santarcangelo, Montebello, Verucchio, Gradara, Coriano, Montescudo, Mondaino, Montefiore Conca, Sant'Agata Feltria, San Leo, ... 
La prima immagine ritrae invece la porta Marina che un tempo era protetta da un ponte levatoio. Oggi il ponte di legno non c'è più, sono rimaste solo le travi di legno che permettevano di sollevarlo e abbassarlo. A Mondaino c'è una particolare piazza a forma semicircolare, peccato che io abbia scoperto solo a casa che la fotocamera ha la funzione panoramica e quindi l'immagine sopra non è molto suggestiva. Però si vede il porticato che corre lungo tutto il perimetro della costruzione che abbraccia la piazza. Le auto stonano proprio con il paesaggio, peccato.
A Mondaino, si capisce dalle immagini, c'erano ancora grossi cumuli di neve quasi ovunque. Quest'anno la Romagna è stata sommersa dalla neve! Mi raccontava mio zio pochi giorni fa che pare che questa nevicava si possa eguagliare a quella del 1929! Qui sopra la meridiana che si trova all'esterno del porticato semicircolare mentre sotto un'immagine delle colline attorno a Mondaino ancora innevate.
A Mondaino non c'era confusione, non è periodo di turisti nè di grandi feste. In questo paesino infatti si svolge una sagra molto conosciuta da chi abita nei dintorni: il Palio del Daino
Si tratta di una festa per ricordare il patto di pace stipulato tra le Signorie Malatesta e Montefeltro nel 1459. Le Contrade di Mondaino si sfidano in diversi giochi e i turisti possono ammirare arti e mestieri risalenti a quell'epoca. 
Io e Topastro abbiamo passeggiato per le vie silenziose e ci siamo fermati davanti al Mulino della Porta di Sotto dove abbiamo percepito il profumo del formaggio di fossa. A me piace tantissimo mentre Topastro non ama neppure l'odore. Mentre io sniffavo sorridente l'odore del formaggio che aveva riposato nelle fosse, Topatro esclamava: cosè questa puzza? 
Mannaggia... eppure è romagnolo e il suo nickname pure farebbe pensare che sia un amante del formaggio.
Per chi non lo sapesse, in diversi paesini della Romagna c'è l'usanza di seppellire il formaggio in delle fosse per farlo stagionare. Di dice che questa usanza sia nata per nascondere il formaggio e per conservarlo in un luogo in cui potesse stagionare senza coprirsi di muffe e con il tempo si è scoperto che è buonissimo! Non ho idea di quale sia il paesino a cui sia attribuita la paternità di tale particolare stagionatura. So che sotterrano il formaggio a Sogliano sul Rubicone, Talamello, Sant'Agata Feltria... e pure a Mondaino. 
Il formaggio, di pecora o misto, in Agosto viene messo in sacchi di tela e poi riposto in fosse scavate nel terreno e rivestite di paglia. In novembre il formaggio vede nuovamente la luce. Ha un sapore molto forte e a me piace davvero tanto! 
Tornando a casa ci siamo fermati a vedere la piccola piazza di San Clemente e abbiamo segnato un paio di posti in cui fare la prossima gita di primavera.
Meno male che c'è Barbara, mamma fatta così, che mi ha ricordato che oggi è la Giornata internazionale delle Malattie Rare. Questo video è bellissimo!
Giornata dedicata a parte, io ricordo spesso i bimbi con malattie rare perchè ho un bellissimo calendario Famiglie SMA sul muro, sopra al monitor del pc :-)

lunedì 27 febbraio 2012

Storia di due piccoli stemmi

Viserba, 27/02/2012. Nei giorni scorsi ho giocato parecchio con la mia nuova fotocamera. Ho fatto prove di scatto in interno, esterno, effetti speciali, macro...
Ero alla ricerca di piccoli oggetti da fotografare e naturalmente mi sono venuti in mente i bottoni della scatola della mia nonna. Ho scelto due piccoli oggetti di metallo dorato e una volta scaricate le immagini su computer mi sono chiesta: ma cosa sono? Li ho avuti tra le mani tante volte, anche quando ero piccina, ma non sapevo di preciso di cosa si trattasse.
Così ho pensato di inviare una mail a Giorgio Gallavotti, l'uomo dei bottoni. Io pensavo si trattasse di due stemmini decorativi per giacca ma lui mi ha risposto che trattandosi di due pezzi identici era più probabile che si trattasse di gemelli per camicia e che quello ritratto sembrava uno stemma pubblicitario di una fonte di benessere visto che si intravedeva una donna intenta a fare delle cure termali. La corona poteva essere indizio di terme in una villa di nobili. Giorgio mi ha anche scritto che sotto all'immagine pareva esserci scritto qualcosa, cosa che io non avevo notato. Mi sono armata di lente di ingrandimento, come mi ha suggerito, ma non sono riuscita a leggere le lettere minuscole.
Ho scattato altre immagini e ingrandito il più possibile l'immagine sul computer fino a quando sono riuscita a intravedere la scritta: ALEA IACTA EST. Io il latino non l'ho studiato e storia non era una delle mie materie preferite quindi ho digitato la frase su Google e scoperto che significava: "il dado è tratto" o meglio ancora: "il dado è stato lanciato". Frase pronunciata da Giulio Cesare quando con il suo esercito proveniente dalla Gallia varcò il confine italiano che era appunto il fiume Rubicone. Violando il confine prese una decisione irrevocabile perché era come dichiarare guerra a Roma e infatti scoppiò la seconda guerra civile.
Il Rubicone... Savignano... dove abitavano i miei nonni!
Più per curiosità che per altro ho cliccato "Immagini" relative ad "ALEA IACTA EST" e proprio nella seconda riga mi appare lo stesso stemmino dei due piccoli oggetti di metallo: Stemma Provincia di Forlì-Cesena. Incredibile! Che fortuna! Intanto proseguiva lo scambio di mail con Giorgio. Io gli spiegavo che la nonna Palmira aveva gestito per molti anni il bar della stazione di Savignano, (la mia cugina Ivana di secondo o terzo grado, che vive a Cervia, mi racconta spesso che quando era ragazzina la mandavano dalla zia a dare una mano al bar), che il nonno andava a caccia...  e Giorgio mi rispondeva che forse si trattava di un distintivo che gli permetteva di andare a caccia in tutto il territorio della provincia di Forlì. Oppure si trattava di distintivi che erano in vendita insieme ai giornali nel bar della stazione... 
Il rebus iniziava a sbrogliarsi ma restava ancora misterioso e così ho deciso di telefonare allo zio Roberto
Lo zio mi ha raccontato che la nonna era di Vicenza mentre il nonno Raffaele era romagnolo, (1911-1970). Il nonno Raffaele era falegname ed ha lavorato per tanti anni in un negozio di giocattoli di legno a Cesenatico di proprietà di un ebreo. Durante l'occupazione dei tedeschi il proprietario aveva chiesto al nonno se poteva aiutarlo a fuggire in montagna insieme ai partigiani ma il nonno non aveva contatti e non poté aiutarlo. In ogni caso sarebbe stato molto pericoloso aiutare un ebreo. Un giorno il proprietario del negozio sparì e il nonno Raffaele perse il lavoro. I miei nonni si trasferirono da Cesenatico a Savignano, dove mi pare di capire che erano già stati e per un po' di tempo il nonno lavorò come volontario guardiacaccia, (aveva la passione per caccia e pesca). Dopo alcuni anni fu assunto e divenne un guardiacaccia dipendente della provincia di Forlì. E qui forse si risolve il mistero. Lo zio Roberto mi ha detto: potrebbero essere le mostrine della divisa da guardiacaccia del nonno Raffaele. 
Mi ha suggerito di dare un'occhiata al cappello della divisa da guardiacaccia, che conserva mia sorella, per verificare se riporta lo stesso stemma. Ho telefonato a mia sorella e chiesto se poteva fotografare il cappello e inviarmi la foto. Eccolo qui! In effetti si tratta dello stesso stemma anche se molto più semplificato perché cucito a mano. Manca il ponte, la fonte da cui esce l'acqua, la scritta in latino... ma è lo stesso stemma!
Vi è piaciuta questa storia? Questi due piccolissimi oggetti di metallo racchiudevano tante notizie interessanti e legate alla mia storia familiare. La penultima immagine del post l'ho scattata nel settembre 2010 quando sono andata a Savignano a raccogliere castagne matte con Topastro. Si tratta del ponte romano sul Rubicone, il ponte riprodotto sullo stemma. 
Qui potete vedere le foto e qualche racconto dei bottoni di Sandra: I BOTTONI.

sabato 25 febbraio 2012

Quiz...

Vi svelo la soluzione del quiz del 22 Febbraio e ve ne sottopongo un altro. Le immagini scattate nel post Prove era appunto delle prove, immagini scattate con la mia nuova fotocamera. Tanto tempo fa possedevo, (e conservo ancora), una reflex manuale. Con l'arrivo di Topastro e delle digitali è stata accantonata e sostituita, (poveretta), da una piccola compatta. Avrei tanto voluto comprare una nuova reflex digitale ma in questo periodo non posso spendere tanti soldi in oggetti superflui e così mi sono accontentata di una bridge economica. 
Rispetto alla compatta, (che ultimamente aveva iniziato a fare capricci),  è un grande miglioramento e dalle immagini del post citato sopra si potevano notare i particolari precisi ripresi appunto dalla new entry in casa Claudia & Topastro. 
Ma torniamo al quiz. Durante le prove di scatto ero alla ricerca di piccoli oggetti da immortalare con la funzione macro e mi sono venuti in mente i bottoni. Ho prelevato dalla scatola dei bottoni di mia nonna alcuni pezzi e due piccoli oggetti di metallo dorato e li ho fotografati. Quando ho scaricato le immagini sul pc li ho osservati, strano vederli sullo schermo, non li avevo mai fotografati, e mi sono chiesta: cosa sono?
C'è qualcuno che mi sa dire cosa sono, a cosa servono, a chi appartenevano, cosa rappresentano i piccoli oggetti di metallo dell'immagine sopra? 
Io ho già la soluzione, la svelerò lunedì. Però se avete voglia di giocare, se siete curiosi, avete due piccoli oggetti simili in casa, ...lasciate un commento!
Non si vince nulla, tranne la storia che potrete leggere lunedì e spero vi piacerà. A me è piaciuto molto scoprire di cosa si tratta, soprattutto perchè ho coinvolto tre persone per riuscire a mettere insieme i pezzi che hanno portato alla soluzione.
Qui sopra invece la luna, fotografata ieri sera con la mia nuova fotocamera. Non è una foto perfetta nè strepitosa, è scattata con una bridge ma a me piace. Con la compatta non avrei potuto riprendere un'immagine simile.

venerdì 24 febbraio 2012

Venerdì del libro: BOTTONI

Questo venerdì vi presento un libro particolare, un libro sui bottoni! Vi avevo già parlato del Museo di bottoni di Santarcangelo e delle storie di bottoni raccontate da Giorgio Gallavotti. Questo è uno dei suoi libri.
BOTTONI ARTE, MODA, COSTUME, SOCIETA', SEDUZIONE, STORIA (ISBN: 9788862570626).
Un libro di un centinaio di pagine suddiviso in cinque capitoli: 
  I. Importanza sociale del bottone nei rapporti interpersonali.
 II. Costume e società. Influenza della vita politica e sociale. 
III. I materiali.
 IV. Il bottone nell'arte e l'arte del bottone.
  V. Mio padre.
Il libro contiene tante immagini a colori di bottoni dedicati al mondo femminile: fiori, conchiglie, visi di donna, farfalle... e a quello maschile: bocce da biliardo, cartelle da lavoro, carte da gioco, simboli di partiti politici...
Se i bottoni vi incuriosiscono questo è un libro che fa per voi perchè potrete ammirare tanti diversi tipi di bottoni, scoprire aneddoti, curiosità e quali materiali si usano per fare questi piccoli oggetti che si cuciono sugli abiti. Materiali più o meno poveri a seconda del periodo storico in cui sono stati creati ma soprattutto a seconda della persona che li doveva indosssare. 
Il libricino dell'immagini qui sopra invece contiene poche immagini e in bianco e nero. Ma in compenso è pieno di storie che parlano di bottoni e a me piace davvero tantissimo. 
Questo post partecipa al venerdì del libro di Homemademamma!
Nei prossimi giorni vi parlerò ancora di bottoni che racchiudono storie interessanti. Ho trovato due piccoli oggetti sconosciuti nella scatola dei bottoni che apparteneva alla mia nonna e io e Giorgio abbiamo giocato agli investigatori :-)
Se dediderate avere altre informazioni riguardo i libri o vi piacerebbe acquistarli potete scrivere a Giorgio Gallavotti: giorgio35(at)teletu.it

mercoledì 22 febbraio 2012

Prove

In Romagna il Carnevale è finito. Questa mattina i muri della scuola erano spogli, i collage di Arlechino erano già stati arichiviati. Oggi ho pure scoperto che una delle tre maestre della scuola finirà di lavorare venerdì. Lunedì rientra dalla maternità una maestra ed è stata assegnata alla succursale dove va a scuola Topastro, (la scuola ha varie sedi). Caspiterina, mi dispiace. 
Avevamo già "perso" una maestra che, se non ho capito male, ha deciso di accettare un posto alla scuola statale. Un'altra era stata trasferita e quindi ne era rimasta solo una che aveva già lavorato con i bimbi l'anno precedente, (la succursale dove va Topastro è piccina, solo tre insegnanti e circa 50 bimbi).
Va beh... ci abitueremo alla nuova maestra. Da voci di corridoio pare che sia brava e dai modi carini. Avrei voluto confezionare un regalino alla maestra che ci lascia ma oggi non ho ispirazione e domani lavoro tutto il giorno...
Le immagini non hanno nulla a che fare con la notizia ma con il titolo. Chissà se qualcuno indovina di cosa si tratta :-)

lunedì 20 febbraio 2012

Costume Zorro fai da te

Finalmente, a tre giorni dalla festa di Carnevale, Topastro ha deciso come vuole travestirsi! Eravamo a casa di un'amica che ha domandato al Topastro come si sarebbe vestito per la festa della Scuola e lui, come se lo avesse già comunicato a tutti almeno altre dieci volte: da Zorro! Ah... Zorro! A casa avevamo travestimenti di ogni tipo e genere: drago, principe, Ben10, pirata, Cappuccetto Rosso, ... Dove avrà visto Zorro non so. Pensavo che non sapesse chi fosse il cavaliere mascherato ma Topastro mi ha detto che era quello con il mantello nero, la maschera e una spada appuntita e che va a cavallo. 
La sera stessa mi sono messa al lavoro per accontentarlo visto che aveva scelto un travestimento facile :-) Ho realizzato il mantello con del tessuto nero e applicato una "Z" argentata. Ho chiesto a Topastro se la preferiva rossa o argento e lui ha scelto argento. Il mantello ha una coulisse con elastico e si indossa come una maglietta così Topastro non avrà bisogno di farsi aiutare con nodi o nastri.
La spada l'ho realizzata con stecchini di legno, (quelli che si usano per gli spiedini), cannucce di diverse dimensioni e lunghezze recuperate da dosatori di sapone e palloncini. Tessuto color argento e nero e un vasettino che conteneva yogurt. Ho usato forbici, ago, filo e colla a caldo. Ho infilato gli stecchini di legno dentro alla cannuccia dal diametro più piccolo e poi ho infilato il tutto dentro a una cannuccia più grande. Così l'anima della spada non è troppo rigida nè troppo flessibile ma resistente alle battaglie. Ho avvolto il tessuto argentato attorno alla cannuccia e cucito con ago e filo i due lembi.
Ho bucato il vasettino dello yogurt con le forbici e vi ho infilato la lama della spada argentata. Ho tagliato un cerchio dal tessuto nero con un piccolo foro al centro e l'ho usato per coprire il vasetto dello yogurt. Ho cucito il tessuto eccedente nella parte interna del vasetto e l'ho fissato creando anche qualche buco, con l'ago, lungo i bordi del vasetto. Ho fissato l'impugnatura della spada, quella dentro al vasetto, con della colla a caldo. Ne ho messa un pochino anche sopra al vasetto, sotto al tessuto nero, attorno alla lama.
Infine ho aggiunto un po' di tessuto argentato all'impugnatura, fissato sempre con ago e filo. La mascherina l'ho ritagliata dal feltro nero. Ho usato una mascherina da gatto in cartoncino e del gesso bianco per segnare il punto esatto dove ritagliare gli occhi.
Ho usato due strati di feltro che ho poi cucito insieme con ago e filo e preparato l'elastico nero. Devo prendere bene la misura della testa di Topastro. Il cappello è l'unica cosa che ho comprato ma non ho trovato quello di Zorro e così ho aggiunto una "Z" di tessuto rosso. In realtà in vendita c'era pure la spada ma era proprio bruttina, di una plasticaccia scadente e mi pareva un pochino pericolosa mentre quella che ho fatto io è in tessuto e penso che provochi meno danni in caso Topastro dovesse colpire qualcuno per sbaglio. 
Sotto al mantello il Topastro indosserà una maglietta bianca, (non abbiamo una camicia bianca), e un paio di pantaloni da ginnastica neri. Ho anche preparato una cintura rossa a cui aggiungerò un occhiello per infilare la spada. Speriamo che il Topastro si diverta alla festa di Carnevale!

venerdì 17 febbraio 2012

Manicotto scaldamani

Oggi avrei voluto partecipare al venerdì del libro ma non ho avuto tempo di scrivere il post sul libro che volevo proporre. Voglio scrivere il post con calma quindi magari venerdì prossimo... Intanto vi presento una cosina facile facile che in questo periodo, sia per il freddo che per la festa di Carnevale, sicuramente piacerà alle bimbe.
Il merito è tutto di Sofia, la bimba di una mia amica, che ha chiesto alla sua mamma se poteva domandarmi di farle un manicotto, come quelli che indossano le principesse dei suoi libri. Ho dato un'occhiata alle immagini Google digitando "manicotto scaldamani" oppure "hand muff" ed ho trovato dei bellissimi scaldamani in pelo, pile, lana. A forma di animaletto o con delle decorazioni realizzate all'uncinetto. 
Io, come sempre, ho usato i materiali che avevo a disposizione e l'unico tessuto adatto era della "pelliccia bianca" tipo finta barba di Babbo Natale. Il manicotto grande, per una bimba di 7 anni, l'ho ricavato da un pezzo di tessuto pelosetto cm. 34 x 30. In realtà del tessuto pelosetto avevo solo delle strisce e ne ho cucite tre sovrapponendole una all'altra per ottenre un rettangolo.
Sui due lati che sarebbero diventate le aperture per le mani ho cucito uno sbieco fai da te, (ma voi lo sapevate che esiste uno sbiecatore?).
Poi ho piegato il tessuto a metà e cucito per formare un tubo. Per fortuna il tessuto, nonostante fosse peloso e piuttosto spesso, era molto morbido e sono riuscita a cucire benissimo con la macchina per cucire.
Ho anche creato una lunga fettuccia di fodera rasata bianca per appendere al collo il manicotto. Che dite? E' venuto bene? Nei prossimi giorni penso che ne realizzerò altri, magari con l'interno in tessuto pile ed esterno di tessuto fantasia, perchè una principessa deve avere più di un manicotto :-)
Quello con i bordi viola l'ho fatto per una bimba più piccina, poco più di 4 anni, e quindi è più piccolo.
Sono partita da una base di cm. 28 x 28 e pure la fettuccia per appenderlo al collo è più corta: 74 cm. circa. 
Sono sicura che i miei manicotti piaceranno alle due bimbe e li indosseranno insieme a un vestito per principessa e magari pure per andare a fare una passeggiata all'aperto. 
Qui invece trovate un tutorial per realizzare un manicotto riciclando un vecchio maglionre: Hand Warming Muff Tutorial, davvero una bella idea!

mercoledì 15 febbraio 2012

Costume Batman fai da te

Ho fatto questa maschera per il bimbo di una mia amica. E' stato piuttosto semplice. Ho ritagliato quattro pezzi di tessuto con la base quadrata e la punta dalla parte opposta. La base è di circa 15 cm mentre l'altezza 32.
Per farlo della misura giusta per il vostro bimbo potete prendere una sua berretta, piegarla a metà in verticale e poi ancora a metà. Otterrete la misura dei rettangoli da ritagliare. Non dimenticate però di aggiungere un paio di centrimetri alla base perchè serviranno per le cuciture. 
Ho cucito i rettangoli con la punta uno all'altro a rovescio per formare un cappuccio. Ho rovesciato il tessuto e usato Topastro come cavia per trovare il punto in cui ritagliare le fessure per gli occhi, (ho usato del gesso per segnare il punto esatto). 
Ho creato due orecchie piatte ma rigide, imbottite con della spugna. Il tessuto per le orecchie misura circa 8 cm alla base e 14 di altezza. Ho cucito a rovescio e poi inserito la spugna. 
Le orecchie le ho cucite a mano, dopo aver individuato il punto migliore facendo nuovamente indossare il cappuccio a Topastro. Ho cucito sia la base delle orecchie che una piccola parte dei due lati a destra e sinistra per farle stare ben dritte. 
Ho ritagliato anche una parte di tessuto per la bocca e la maschera o cappuccio di Batman era finito. Pronto per essere indossato!
Si può completare il travestimento con un semplice mantello nero, ho scritto diversi post, quello con le misure potete leggerlo qui.

lunedì 13 febbraio 2012

Hot dog spaghetti

Questa ricetta poco sana l'ho scoperta su Pinterest. Non sono riuscita a risalire al link del sito da cui è tratta l'immagine. Pensavo fosse una ricetta originale ma digitando "hot dog spaghetti" ho scoperto che ci sono decide e decine di immagini, con piccole variazioni, su altrettanti siti e e blog. Io proprio non la conoscevo!
Tempo fa ho visto un servizio in tv in cui mostravano come vengono fatti i wurstel e devo dire che se prima mi piacevano poco, ora proprio non li mangio più. Topastro tempo fa li ha visti sullo scaffale del supermercato e mi ha chiesto se glieli compravo. Molti di voi sanno che lui mangia davvero pochi cibi e io non gli ho detto certo di no. La prima volta li ho cucinati e li ha mangiati il gatto.
La seconda volta invece, mesi dopo, Topastro li ha graditi. Credo li abbia mangiati 3/4 volte in tutto. Settimana scorsa ha avuto l'influenza e solitamente quando sta male non mangia. Digiuno quasi totale. E se non mangia non ha forze per riprendersi... Per invogliarlo a mangiare ho giocato tutte le mie carte: ho preparato brodini, pane, dolci, pasta in bianco di diversi formati cotta insieme... Gli ho promesso cioccolatini e patatine... E poi ho deciso di provare anche questa ricetta che avevo trovato in rete.
Ho chiesto al Topastro di aiutarmi e lui ha infilzato 3 spaghetti, (ho spezzato a metà gli spaghetti prima di consegnarli a Topastro), nelle rondelle di wurstel. Abbiamo cotto e condito con un po' di ketchup. So benissimo che non si tratta di un piatto sano ma se voi foste la mamma di un bimbo che sono giorni che non mette in bocca nulla... Il piatto gli è piaciuto parecchio, si per la preparazione che è divertente, che per l'aspetto finale.
Ho postato questa ricetta perchè mentre la preparavo ho pensato che non è necessario utilizzare per forza i wurstel. Si possono benissimo sostituire con cubetti di prosciutto cotto, (una fetta di prosciutto tagliata alta dal macellaio e poi ridotta a cubetti a casa), delle zucchine o altre verdure dalla consistenza non troppo dura nè troppo molle. Forse dei pomodorini, dei funghi? Prossimamente voglio provare prosciutto cotto e zucchine, magari mescolati nello stesso piatto!
La versione di Monica, con aggiunta di zucchine: spaghetti, zucchine e wurstel … evergreen!

domenica 12 febbraio 2012

Giornate in casa e fuori la neve

Io e il Topastro siamo prigionieri di casa nostra da tanti giorni. A me non dispiace stare in casa in inverno e ci sono mille lavoretti che mi piace fare al calduccio. Però essere costretta a stare in casa, Topastro ha l'influenza, mi rende un pochino insofferente. Tra l'altro fuori c'è la neve, che a Rimini non cade spesso, e sarebbe stato bello passeggiare sulla spiaggia innevata. Per fortuna abbiamo potuto fare un giretto sulla neve lo scorso week end. 
In questi giorni Topastro, quando si sentiva bene, ha usato tanti dei suoi giocattoli. Puzzle, libri, camion e gru. Ha trascorso due giornata intere con Tubation, un gioco Quercetti, (che a me piace moltissimo). Non lo usava da tantissimo tempo. E' andato a prenderlo dallo scafale ed ha  realizzato spade, copricapi, cinture, altalene, scale, strane macchine con leve da muovere, strumenti a fiato, aspirapolvere, casette, canne da pesca... 
Finalmente anche noi abbiamo collezionato abbastanza mozziconi di pastelli a cera per provare a riciclarli sciogliendoli per creare una formina abbastanza grande. In rete trovate mille modi per farlo. Usando diversi tipi di contenitori: stampi di metallo o silicone, pirottini di carta, contenitori di alluminio, formine per biscotti... Potete sciogliere nello stesso stampo mozziconi di colori uguali oppure mescolare i colori o ancora creare una formina con strati di colori diversi. 
Potete sciogliere i mozziconi direttamente in uno stampino a forma di stella, cuore, fiore... oppure in un contenitore di alluminio e versare successivamente il contenuto fuso in uno stampo per ghiaccio dalla forma allungata per ricreare un vero e proprio matitone.  Noi non avevamo tantissimi mozziconi. Li ho spezzettati ulteriormente e abbiamo creato due formine usando i pirottini di carta per muffin. A Topastro è piaciuto il risultato. Le nostre due rotelle di colore a cera tracciano un segno di colore diverso a seconda della parte che si appoggia sul foglio.
Viste le condizioni meteo e la prigionia dovuta all'influenza ho preparato diversi dolcetti e il pane. Ho una macchina per il pane da quattro anni e ci sono periodi in cui la uso spesso e altri in cui la sfrutto solo per impastare gli ingrendienti per la base della pizza. Vi lascio una delle mie ricette preferite per il pane: 
50 gr. latte
250 gr. acqua
1 cucchiaio olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaino di zucchero
300 gr. farina 00 (oppure 0)
200 gr. farina grano duro
un bustina di lievito di birra disidratato Mastro Fornaio PANEANGELI (si può usare anche il lievito di birra fresco). 
Io uso quello disidratato per comodità. Spesso mi capita di comprare quello fresco, non lo uso subito e scade...
Alcune macchine per il pane hanno il programma "pane francese" che è adatto per cuocere questo tipo di pane, (la mia prima macchina per il pane l'aveva, quella attuale no). 
In alternativa potete usare il programma "normale" che dovrebbe essere quello che dura circa 3 ore. Potete selezionare il peso 750 gr e crosta media.
Ho anche realizzato le tortine di semi per gli uccellini. Margarina fusa mescolata a semini  e uvette usando gli stampi delle ciambelline. Le ho appese ai rami e alla cancellata del palazzo ma purtroppo gli uccellini non le hanno ancora individuate. In rete trovate tanti tipi diversi di mangiatoie da costruire con materiali che avete in casa o ricette per preparare polpette e tortine,  vi segnalo il post di A casa di Simo perchè il più simpatico. 
Con questo freddo e questa neve abbondante anche li uccellini faticano a trovare il cibo. Se avete semini, uva passa, frutta fresca o secca potete provare a metterla in luogo in cui la potranno trovare. Ho pure scoperto che anche al gatto di casa piacciono queste tortine. Le avevo posate sul ripiano della cucina e lui è andato a dargli una leccatina. 
Sto spesso con il naso appoggiato alla finestra per scorgere gli uccellini che vengono a mangiare in cortile, in certi momenti della giornata ci sono tantissime impronte di zampine sulla neve, ma non li ho mai visti! Chissà se riuscirò a vedere quelli che mangeranno le mie tortine. Sono anche riuscita ad andare a fare un saltino in spiaggia mentre mia sorella intratteneva il Topastro. 
E' proprio bella la nostra spiaggia tutta inbiancata ma davvero, basta neve... voglio la primavera! In certi punti, colpa del vento, ci sono dei cumuli belli alti ed è davvero faticoso camminare, sprofondavo fin quasi alle ginocchia. Però è stato bello passeggiare e scorgere le impronte di chi era passato prima di me: scarponi e zampe di qualche cane.  
Infine ho spazzato via la neve dalla mia auto, si proprio spazzato perchè ho usato una vecchia scopa. Ho anche rimosso la neve che si trovava sulle rotaie del cancello e tolto un pochino di quella che era vicino all'auto. Anche in questo caso ho usato un metodo poco ortodosso ma efficace. 
E' molto più probabile che nel garage di un/una romagnolo/a ci sia un badile piuttosto che una pala per neve e così invece che spalare la neve ho sbadilato la neve con il badile che in primavera uso in giardino. Che altro dire? Speriamo che stanotte non cada altra neve!
La simpaticissima Panz mi ha citata nel suo post di oggi: Non è nevicato solo a Roma che vi consiglio di leggere perchè lei è davvero troppo forte :-)
Visto che cita il mio blog come fonte di spunti per giochi da fare in queste giornate nevose vi lascio qualche link: giochi semplici da fare in casa e  giocare con i bottoni. Potete trovare tanti altri giochi cliccando sulle "etichette" che vi interessano di più. Barra laterale destra del blog. Vi segnalo anche un post di Mamma che giochi: 15 idee da realizzare in casa con i bimbi , uno del blog di Luna: giocando si impara e uno di Flavia: giochi di tutti i colori. E poi ci sono i mille suggerimenti di MammaFelice.