sabato 31 marzo 2012

Mostra "Nel mondo di Tonino Guerra" Santarcangelo

In occasione del novantaduesimo compleanno di Tonino Guerra il comune di Santarcangelo di Romagna ha allestito una mostra: Nel mondo di Tonino Guerra.
La mostra è stata innaugurata il 16 Marzo 2012 e si trova al Monte di Pietà in via della Costa 15.
Io e Topastro andiamo spesso da quelle parti e un pomeriggio siamo entrati a dare un'occhiata.
Confesso che non ho mai seguito le opere di questo artista che è nato e morto in Romagna. Non ho letto le poesie scritte in dialetto romagnolo nè visitato altre sue mostre prima d'ora.
Però mi sono piaciuti i cuscini con quelle belle farfalle colorate e quelle sculture in ferro che, se non ho capito male, sono Le lanterne di Tolstoj.
Vi lascio alcune foto, spero vi piacciano. Se abitate vicino a Santarcangelo, o avete voglia di fare un viaggetto, potete visitare la mostra fino al 29 Aprile.
Vi lascio anche il link del sito in cui potete leggere la biografia di Tonino Guerra, ammirare immagini dei luoghi in cui è vissuto, le opere che ha realizzato. Le fontane, i libri, le stufe...
Infine, visto che ho parlato di Santarcangelo, vi invito a visitare il nuovo blog del Museo del Bottone "gallavotti": I bottoni al museo. Prossimamente Giorgio Gallavotti scriverà tante storie interessanti e protagonisti saranno i bottoni!
Un post di Krilù: Tonino Guerra, poeta di Romagna.

giovedì 29 marzo 2012

Regalini fai da te per bimbo piccolo

Settimana scorsa io e il Topastro siamo andati a mangiare la pizza. C'erano amiche e colleghe di lavoro, alcuni bimbi e una mamma che ha partorito da poco. Per il suo bimbo avevo preparato il mostro buono ma anche tutte le cosine che vedete qui sotto. Due libri in tessuto, uno grande  e uno piccino. 
Un sonaglietto realizzato con il contenitore giallo di plastica che contiene la sorpresa delle uova di cioccolato e dei bottoncini di metallo. Ho messo i bottoncini dentro al contenitore giallo, chiuso in un sacchettino di nylon e  ricoperto con del tessuto pile. Ilmanico l'ho creato con un bastoncino di plastica ricoperto di tessuto pile. L'aspetto non colpisce molto ma il suono è davvero simpatico :-) 
Per realizzare i due libricini ho usato ritagli di tessuto di diverse fantasie e materiale. Tessuti lisci, ruvidi, plasticosi, luccicanti, alcuni a fantasia e altri in tinta unita....
Ho cucito due quadrati di stoffa, in certi casi dello stesso tipo e in altri no, a rovescio. I tessuti più sottili li ho rinforzati con del pannetto bianco dello spessore di un millimetro. Altri tessuti li ho cuciti insieme a della plastica scricchiolante: vecchi sacchettini che una volta i negozianti davano ai clienti.
Ho anche cucito due cerchi, uno verde e uno arancione, su una pagina nera. Una volta realizzate tutte le pagine le ho cucite una all'altra sul lato che avevo lasciato aperto. Ho cucito la prima pagina alla seconda. Poi la terza alle prime due già cucite, poi la quarta alle prime tre già unite.... Infine ho realizzato uno sbieco molto grande per creare il dorso del libro e ho cucito anche questo.
Terminati i libretti e il sognaglio mi sono messa al lavoro per creare un festone con le bandierine triangolari e il nome del bimbo! Questi festoni mi hanno colpito la prima volta che li ho visti tanto tempo fa e in occasione del Natale avevo realizzato il calendario dell'Avvento copiando quello di Claudia Porta. Le bandierine di questo festone sono piustosto grandi, circa 20 cm la base e 25 i due lati più lunghi. 
Ho cucito ogni triangolo a rovescio lasciando aperto il lato più corto. Ho rovesciato ogni bandierina riportando fuori il lato dritto del tessuto e ho fissato ogni bandierina con degli spilli a uno sbieco bianco. Una striscia di sbieco sopra e una sotto. Ho ritagliato le letterine del nome del bimbo dal tessuto pile e le ho cucite sulle bandierine centrali. 
Le immagini non sono molto nitide, sempre scattate in orari in cui il sole è già calato... Ho messo in lavatrice i mostri, i libretti, festone... tutto! Così ho consegnato alla mamma tutti gli oggetti pronti per l'uso!

martedì 27 marzo 2012

Il Topastro: l'abito non fa il monaco

Quando incontro qualche persona nuova insieme al Topastro mi sento dire: che carino, che dolce, è buono vero?! Buonissimo! Da morsicare sulle guance e sulla panciotta che non ha perchè mangia meno di un canarino! Domenica scorsa, dopo una settimana quasi infernale ho messo la camicia e la cravatta al Topastro. I pantaloncini bellini, il cardigan... 
Lui ha preso un topino, (Rosina: nome - Nasino: cognome), e siamo andati a Santarcangelo. Nella mia testa pensavo che se gli mettevo degli abiti eleganti la gente avrebbe pensato: guarda che bimbo compito... signorile, impeccabile negli atti e nel comportamento, garbato, ammodo, beneducato, civile, cortese, gentile. No, non sono impazzita :-)
E' il Topastro che da un paio di settimane, colpa anche della primavera, è impazzito. E' ingestibile da quando si sveglia a quando si addormenta. Ogni giorno capricci, capricci e ancora capricci. 
Io ce la metto tutta ma lui riesce a farmi perdere la pazienza perchè è proprio bravo. Grida, incrocia le braccia al petto, batte i piedi in terra, si alza da tavola mentre mangiamo, non risponde alle mie domande, quando siamo fuori casa fa quello che gli pare e mette in scena le sue sceneggiate se c'è almeno uno spettatore che lo osserva. Si, si, è lo stesso bimbo che nella foto in alto sembra un angioletto, così carino e dolce. Così simpatico e sempre sorridente.  Che per strada saluta tutti, si ferma a fare due chiacchiere, fa domande, racconta storie inventate e informa amici e conoscenti di nuove teorie strane e un po' improbabili. 
Quello che ha terminato il corso di musicalità e ora balla seguendo il ritmo della musica. E la mamma ora l'ha iscritto a nuoto per due mesi. La mamma, visto che un suo collega le ha regalato tanti pacchi di figurine, ha comprato l'album al Topastro, così può esercitarsi a riconoscere bene i numeri che fino a poco tempo fa conosceva bene. Ora invece il 6 è uguale al 9 e il 3 si confonde con l'8. Il papà gli ha regalato la bicicletta nuova! Rossa e grande e lui ne è molto fiero. E la mamma, che gli vuole tanto bene, ha pensato di smontare pedali, rotelline, catena e parafango alla vecchia biciclettina così il Topastro può usarla per imparare a stare in equilibrio, (sarà dura!)
Che dicevo? Ah si, quel simpatico bambino che la sera piange perchè vuole dormire nel letto con la mamma e ha bisogno di abbracci e baci prima di lasciare uscire la mamma dalla scuola infanzia è lo stesso bimbo che urla: non lo faccio, non ti ascolto, sei cattiva, non mi piace, non lo mangio, non ci vengo... Quello che pur di non chiedere scusa accetta di andare a casa anche se al parco giochi si stava divertendo. Ma lui non può cedere, lui è un duro.  Lui che sa piangere per finta con le lacrime e frega tutti tranne la sua mamma. Beh, in realtà ogni tanto frega anche me! Lui è quello che in queste settimane piange almeno 3 volte al giorno. Va in castigo, a riflettere sulla sua seggiolina, almeno una volta al giorno e quando gli dico che puù alzarsi mi grida: non ho ancora finito di piangere!
E' scivolato in terra in pizzeria e gli è uscito un po' di sangue dal labbro. Il giorno dopo pareva una modella. Due giorni dopo ha preso in pieno un un gioco di legno e si è procurato un livido bello grosso sulla guancia. E' caduto con la bicicletta, in giardino... Non è mica agitato!!! E' parecchio difficile vivere al suo fianco e io sono qui con le dita incrociate sperando che uno di questi giorni ritorni ad essere il bimbo testardo e simpatico di sempre. Tosto lo è sempre, non è un angioletto e non si può dire che sia calmo ma in questo periodo mi pare di avere un diavoletto. E ci ho provato: lo porto a spasso, al parco, lo abbraccio, gli racconto storie... Niente! Ho dovuto fare anche la mamma severa ma non c'è niente da fare. Ridatemi il mio Topastro che sennò impazzisco!

domenica 25 marzo 2012

Italia in miniatura 2012

Io e il Topastro abbiamo innaugurato la stagione 2012 a Italia in miniatura.  Questo non è un post sponsorizzato! Io e il Topastro, come già scritto anno scorso, abitiamo a 5 minuti da questo parco e il 19 Marzo abbiamo acquistato il pass annuale. Nonostante il parco sia un po' vecchiotto e le attrazioni piuttosto datate al Topastro piace. 
Ci sono tanti treni da rincorrere, pulsanti da schiacciare, Pinocchio, i tronchi che scendono dalla cascata, il castello con i cannoni ad acqua, i pappagalli, i giri in barca a Venezia... Il pass stagionale, se acquistato entro il 31 Maggio 2012 ha un costo di 23 Euro per gli adulti e 17 ridotto (bimbi da 1 metro di altezza fino a 11 anni e over 65). Con una spesa di 40 euro io e Topastro entreremo al parco ogni volta che ci verrà voglia fino al 31/12/2012. 
Ve lo dico perchè se abitate vicino è un'offerta conveniente. Io ho scoperto il pass solo la scorsa estate. Prima dei 3/4 anni forse non si apprezza tanto questo parco. La scorsa estate io e Topastro ci siamo andati spesso nel tardo pomeriggio, anche solo per un'oretta. Topastro faceva un giro sul ponte traballante, lo scivolo, una gita in barca e tornavamo a casa. Quest'anno siamo stati al parco già due volte e constatato che è tutto pulito. Speriamo che i visitatori  siano educati... 
Anno scorso in settembre l'acqua attorno all'Italia e quella di Venezia era parecchio sporca e c'erano diversi rifiuti che galleggiavano. Sono sicura che il personale cerca di mantenere pulito il parco ma se i visitatori gettano rifiuti ovunque non è facile. 
Il Topastro ha potuto scorazzare in Piazza Italia dove si possono suonare i campanelli e ci sono diversi personaggi che si affacciano alla finestra. La  vecchina si arrabbia molto quando suonano il campanello di casa sua e lancia acqua! Topastro, visto il cielo grigio, era attrezzato e non si è fatto fregare :-)
Il campanello preferito dai bimbi però è quello della casetta di un bimbo che si affaccia alla finestra e che quando annuncia che va a fare il bagnetto usa tanto bagnoschiuma che le bolle escono dalla finestra e tutti i bimbi iniziano a correre. Siamo entrati anche nel padiglione Luna Park della Scienza dove il Topastro, come al solito, non sapeva quale pulsante schiacchiare per primo, quale manovella girare e quale macchina provare! 
Peccato che alcune macchine interattive siano rotte, spero che i manutentori del parco provvedano ad aggiustarle.  
Potete vedere altre immagini di Italia in miniatura negli altri post che ho scritto nel 2011:
Gita all'italia in miniatura: miniature, monorotaia, Pinocchio, giochi d'acqua e padiglione Scienza. Venezia e giochi all'Italia in miniatura: Venezia, giochi per bambini, Pappamondo, cannonacqua. Venezia e giochi per bambini. Il parco addobbato per la festa di Halloween: qui, qui e qui.

venerdì 23 marzo 2012

Il mostro buono mangia bua alla pancia

Signori e signore, bambini e bambine: ecco a voi il mostro buono che mangia la bua alla pancia! Dopo aver creato la mia Simonetta, (potete vedere tutte le  meravigliose e uniche creazioni qui: lo strano concorso), quella mattacchiona di Barbara ha indetto lo strano concorso 2 e non potevo non partecipare e creare il mio MOSTRO BUONO MANGIA-MOSTRI. Per tutti i dettagli cliccate sul link! Siete ancora in tempo per fare il vostro mostro!
Alcune partecipanti han già mostrato sui loro blog i loro mostri e sono davvero bellissimi! Il mio, lo ammetto, è molto semplice. Ma c'è un motivo. Ormai casa mia e del Topastro è piena di oggetti comprati o creati e non c'è più spazio neppure per uno spillo! Il mostro lo volevo realizzare ma mi sono detta: lo devi regalare. Così non avrebbe occupato spazio e avrebbe fatto sorridere qualcuno. C'è una mia ex collega e amica che ha partorito un bellissimo bimbo meno di due mesi fa. Questo simpatico cucciolotto non dorme quasi mai... Ha male al pancino. E la sua mamma di conseguenza rimane sveglia a fargli compagnia. Inutile dire che i primi mesi sono davvero duri e se il bimbo non dorme è durissima! 
In previsione di una cena tra ex colleghe ho pensato di portare alla mia amica stanca qualche regalino per il cucciolo fatto con le mie mani. Oltre a libretti, festone e altre cose ho pensato di cucire il mostro buono che mangia la bua alla pancia. Il bimbo della mia amica è ancora piccino per afferrare gli oggetti ma crescerà in fretta e magari vorrà dare un morsino al mostro o stropicciarlo con le manine. E così ho pensato che era più sicuro non usare bottoni, che mi piacciono tanto, applicazioni o qualsiasi piccolo oggetto che potesse staccarsi e finire nella bocca del piccolino. Ecco perchè il mio mostro è solo di tessuto.
Non ha neppure gli occhi ma vede e sente tutto: è un mostro buono! Un mostro mangia bua. Porta via il mal di pancia con le sue piccole braccia. 
L'altro mostriciattolo è per la mamma, spero di farla sorridere, a me pare così buffo. Con tre nastrini in testa, occhi blu e una strana bocca verde. Magari quando il bimbo crescerà potrà giocare anche con questo mostro. I nastrini azzurri sono stati fissati bene bene con tripla cucitura quando ho creato la forma del mostro a rovescio. Idem per occhi e bocca, cuciti bene bene. Ho imbottito, cucito un fondo che contiene della carta scricchiolante e messo in lavatrice.  Ho lavato tutti e due i mostri visto che sono per un bimbo piccino
Io spero tanto che il mostro faccia il suo dovere! Così il piccolino smetterà di contorcersi per il dolore al pancino e potrà dormire sonni tranquilli insieme alla sua mamma! E se la mamma si innervosisce può sempre dare un morso al mostro dagli occhi blu o lanciarlo contro la parete, così si sfoga :-)
Grazie Barbara per questa bellissima idea di creare mostri buoni. Mostri che mangiano paure, rabbia e i mostri cattivi. 
A proposito: tutti i tessuti utilizzati provengono dalla mia scatola di piccoli ritagli che ho ricevuto in dono, non ho comprato nulla. Ho riciclato e mi sono divertita!

mercoledì 21 marzo 2012

21 Marzo 2012

Oggi è il 21 Marzo: primo giorno di primavera! Se vogliamo essere precisi nell'emisfero settentrionale del nostro pianeta, (Europa, Asia, una parte di Africa, America del Nord...), la primavera è iniziata ieri alle 5:44 di mattino. Momento esatto dell'equinozio di primavera. L'equinozio, parola di origne latina, "equi-noctis", significa "notte uguale" al giorno. Quindi ieri, o oggi, dovremmo avere 12 ore di luce e 12 di buio. E' una bella parola "equi" e penso che vada molto d'accordo con la Giornata mondiale sulla sindrome di Down che si festeggia oggi: 21 Marzo. Vi consiglio di leggere questo bellissimo post che ha scritto Barbara: Giornata Mondiale della Sindrome di Down 2012. Io amo il suo blog, il suo modo di scrivere che trasmette tante emozioni, la sua ironia, l'allegria con cui affronta la vita e le simpatiche iniziative che propone ai suoi lettori.
Scopo di questa giornata è informare, sensibilizzare e promuovere la collaborazione tra le diverse associazioni mondiali che si occupano di tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down. Io però mi unisco a Barbara e alla suo augurio o speranza... Speriamo non si tratti di un evento che oggi, e solo oggi, è sulle pagine di tutti giornali, in tv, sul web e domani nessuno  ne parli più. Proprio per questo Barbara ha stilato un interessantissimo elenco di cose che è possibile fare per dare un piccolo ma concreto aiuto alle persone affette da sindrome di Down e alle loro famiglie. Io non posso che invitarvi a leggerlo, lo trovate qui: lista :-)
Io posso solo aggiungere la mia piccolissima riflessione riguardo la parola "equi" e voglio lasciarvi, oltre al video sopra che ho scoperto grazie a Barbara, quello qui sotto. 
Ho associato la parola equi alla giornata di oggi perchè credo che sia più che giusto che le persone con la sindrome di Down abbiano uguali diritti alle persone che non hanno il terzo cromosoma nella coppia 21, (e questo spiega anche il motivo per cui è stata scelta la data 21/3).
Io posso fare poco per dare una mano ma sicuramente leggerò la lista con attenzione e cercherò di mettere in pratica alcuni degli ottimo consigli proposti da Barbara.
Buon 21 Marzo a tutti!

lunedì 19 marzo 2012

La fugaràza 2012

Anche quest'anno Viserba ci ha riportato indietro nel tempo con la tradizionale fogheraccia.  Avevo già raccontato nel 2010 e 2011 che i falò che accendiamo in Romagna la sera del 18 Marzo risalgono alla tradizione contadina. Servivano per sbarazzarsi delle potature degli alberi, salutare l'inverno ormai finito e dare il benvenuto alla primavera. Nel tempo questa tradizione si è modificata. Quando ero piccina c'erano ancora tante fogheracce. Ogni quartiere aveva la propria e provvedeva a raccogliere la legna, vecchi mobili e rami da bruciare. Poi hanno iniziato a spuntare i palazzi e piano piano sono spariti i campi...
E così gli spazi aperti per accendere i fuochi sono diminuiti. E non hanno smesso di cotruire, spuntano ancora condomini, sempre più vicini uno all'altro. Lia Celi in Alieni a Rimini scrive: "Altro discorso per Viserba: i riminesi non si vedono nella zona mare perché sono troppo impegnati a cementificare Viserba monte." Fa ridere ma anche un po' piangere... La due foto qui sotto sono vecchie di 35 anni circa. Io sono nata nel 1972 e nelle immagini penso avrò avuto 4/5 anni.
Scattate a Viserba nel cortile del condominio in via Pironi 13. Attorno al condominio dove ho vissuto con i miei genitori c'erano pochi altri palazzi. nella foto a sinistra si intravedono gli alberi di via Curiel e dietro essi i giardinetti. Piano piano, la gru che si vede nella foto a destra lo prova, la via si è riempita di tanti condomini. Per fortuna non troppo alti, con ampi giardini, ci sono alberi ai due lati della strada... 
Tornando alla festa: è stata molto carina. Falò sulla spiaggia, piada, salsiccia  dolci, vino, lanterne che volavano in cielo e bimbi che giocavano. negozi aperti di sera: pareva estate! E in effetti non era neppure freddo. 
Gruppi musicali e in piazza l'Ippocampo con le vecchie foto di Viserba! Mi sono anche fermata a salutare Cristella! Per chi non la conosce vi segnalo un suo post proprio sulla fogheraccia: Focarina, fogheraccia, fugaràza: sempre fuoco (e festa) è… Il Topastro non mi ha concesso tanto tempo per scambiare due chiacchiere, sicuramente ci saranno altre occasioni, lui doveva correre, gridare, ballare, (guarda mamma come sono bravo a ballare), vedere il fuoco, fare roteare i bastoncini che fanno scintille e giocare con il suo amico. 
Ciao ciao inverno e benvenuta primavera!!!

sabato 17 marzo 2012

Primavera!

Finalmente sono arrivate le belle giornate. Non serve più il giubbotto grosso nè la berretta o la sciarpa di lana. Io e Topastro andiamo a fare passeggiate in bicicletta oppure al parco vicino a casa. Spesso anche al parco di Santarcangelo.  
Qui sopra potete ammirare la bellissima fontana "Via dell'acqua" da cui parte un piccolo ruscello di acqua che scende fino all'entrata del parco grazie alla pendenza del terreno. Il Topastro ha sperimentato giochi nuovi ed è riuscito a salire sulla scala di corda per raggiungere lo scivolo e una volta si è calato dal tubo come un pompiere.
Sta imparando a dare calci alla palla e non so se è strano ma usa la gamba destra mentre per scrivere, mangiare e giocare usa la mano sinistra. Il mouse invece non ha ancora deciso con quale mano usarlo! 
La torre civica di Santarcangelo che svetta sul cielo azzurro e sotto il Topastro che divertito scende con il monopattino sul vialetto che costeggia la fontana. Mi mancava la primavera! Anche a scuola i bimbi vanno fuori, a giocare in giardino. Anche se non tanto spesso quanto piacerebbe a me.  
Ieri io e Topastro abbiamo piantato in giardino una gardenia presa in piazza (www.aism.it), e le bocche di leone che ho trovato all'Iper. Le aveva la mia nonna davanti a casa e per me sono dei fiori che evocano dolci ricordi! Domenica si terrà in Romagna la tradizionale fogheraccia di San Giuseppe.
Si accendono falò per salutare l'inverno e dare il benvenuto alla primavera. Un'antica usanza contadina: si bruciavano le potature degli alberi auspicando un buon raccolto. Quando ero piccola ogni quartiere aveva la propria fogheraccia e provvedeva a raccogliere materiale da bruciare la sera del 18 Marzo: cassette della frutta, rami, vecchi mobili...
Oggi purtroppo non è più permesso accendere fuochi ovunque e in ogni caso a Viserba non esistono più campi o grandi spazi aperti e quindi i falò sono molto meno rispetto a un tempo. Sicuramente in campagna si accenderanno piccoli falò attorno ai quali si riuniranno piccoli gruppi di persone, noi invece andremo a divertirci attorno al falò sulla spiaggia.

mercoledì 14 marzo 2012

Bottoni del Museo Gallavotti

Ultimamente vi ho parlato spesso di bottoni: giochi da fare con i bottoni,  storie di bottoni, sacchettini per bottoni, misteri sui bottoni, il Museo del bottone, e libri che parlano di bottoni. Voi sapete che vado spesso a trovare Giorgio Gallavotti a Santarcangelo e quello che volevo proporvi oggi  era nato  un po' per caso e un po' perchè sia a Giorgio che a me piacciono i libri, le vecchie storie  e i bottoni.
Il post che avevo intenzione di scrivere era molto diverso... tutta colpa del gran caos scoppiato settimana scorsa e riguardante giveaway, contest, candy ... Potete leggere alcuni post quiqui e qui. Barbara Damiano, su Mommit, aveva anticipato  che la legge DPR.430 del 26.10.01 sui concorsi non chiariva se i giveaway dovessero rispettare la stessa regolamentazione. Questo a fine Marzo 2011. Lei è sempre avanti :-)
Insomma: niente giveaway e niente regali. Però io avevo voglia di parlarvi nuovamente di bottoni, del Museo e dei libri di Giorgio. I libri sono i seguenti:
Il Museo del Bottone Gallavotti. Guida alla visita. Il bottone. La memoria della storia 1600 - 1700 - 1800 - 1900
BOTTONI. Arte, moda, costume, società, seduzione, storia.
Nel primo libro, in cui sono presentati tantissimi dei bottoni esposti nel suo Museo, ci sono tantissime storie interessanti da leggere. Storie curiose, divertenti, romantiche, terribili... Insomma, storie di ogni tipo!
Nel secondo libro invece ci sono tante belle immagini a colori ma anche notizie molto interessanti che riguardano la storia dei bottoni nei secoli. 
Se dediderate avere altre informazioni riguardo i due libri o vi piacerebbe acquistarli potete scrivere a Giorgio Gallavotti: giorgio35(at)teletu.it
Nè io nè Giorgio possiamo offrirvi un regalo, non in questa sede, però mi piacerebbe  ugualmente leggere qualche commento riguardante storie o ricordi di vecchi bottoni. 
Non tutti sanno che esiste un piccolo Museo del Bottone in cui il simpatico Giorgio accoglie i visitatori e racconta loro tante belle storie e spero che questo mio post faccia arrivare questa notizia a qualche amante dei bottoni che ancora non ha scoperto questo posticino quasi magico che si trova a Santarcangelo di Romagna.
In questo piccolo Museo fanno bella mostra di sè più di 10.500 bottoni. Tutti in fila dentro le cornici in cui Giorgio li ha sistemati. Fieri, luccicanti e desiderosi di essere ammirati e di raccontare la loro storia. Se vi fa piacere potete visitare il sito del Museo: bottoni di Giorgio Gallavotti oppure cliccare "Mi piace" sulla pagina fb: Museo del bottone e rimanere aggiornati, grazie a Giorgio, riguardo le novità del Museo, dell'Associazione La Scatola dei Bottoni, eventi, manifestazioni...
Per quanto riguarda il Museo vorrei aggiungere due righe. Come scrivevo sopra il Museo ospita circa 10.500 bottoni. In quattro anni è stato visitato da oltre 140.000 persone e al suo interno c'è anche una strana "grotta". Il Museo si trova a Santarcangelo di Romagna. Un paesino che vale la pena di visitare perchè ha davvero tante attrazioni. Nelle etichette di questo blog trovate diversi post archiviati come "Santarcangelo" in cui ho raccontato delle magnifiche piccole stradine con gradini che portano fino alla Torre Civica, della stamperia Marchi dove è conservato un mangano che risale al 1600. E poi ancora del bellissimo parco con la fontana "Via dell'acqua", il ristorante "La Sangiovesa", le grotte, (anche presso il Museo del bottone potete visitarne una), ... 
E poi le tante manifestazioni che si svolgono in questo luogo così accogliente: La fiera di San martino, La fiera di San Michele, Festival del teatro, Balconi Fioriti,... 
Quest'anno la manifestazione Balconi Fioriti si svolgerà il 12 e 13 Maggio, segnate in agenda perchè il 13 Maggio è anche il Giorno del Bottone, occasione giusta per andare a trovare Giorgio!
Non mi resta che dirvi che il Museo del Bottone si trova in Via Della Costa 11 a Santarcangelo di Romagna. INGRESSO LIBERO. 
Orario invernale: mar-mer-gio-ven-sab-dom 10:00-12:00 15:00-18:00
Orario estivo: mar-mer-gio-ven-sab-dom 10:00-12:00 16:00-18:30 21:00-23:30
Ed ora una vera e propria "chicca": Sandra ed Ambra stanno organizzando un incontro di blogger proprio a Santarcangelo. Scopo della visita trascorrere qualche ora in piacevole compagnia, passeggiare per le vie di Santarcangelo e visitare il Museo del Bottone! Leggete qua: NON VOGLIAMO ATTACCARVI *UN BOTTONE* ... CHE NON FINISCE PIU’… MA. Se volete partecipare lasciate un commento al post di Sandra oppure a quello di Ambra.
Giorgio Gallavotti: Non ho parole per la tua fantasia e quella di Sandra siete meravigiose e mi avete commosso.
Ho scritto che il viaggio vale il Museo, non si pentiranno quelle che aderiscono. Cercherò di organizzare una bella giornata. Ecco un commento di un visitatore:
Spett.le Direttore,
Se qualcuno avesse dei dubbi circa l’ esistenza della macchina del tempo, io posso testimoniare di averla sperimentata ed è stata una sensazione indescrivibile. A Santarcangelo c’ è un museo molto particolare e unico nel suo genere il ” museo del bottone ” di cui tanto avevo sentito parlare e incuriosito ho fatto due passi nelle suggestive contrade e sono ci sono entrato. Se c’ è chi vede il mondo da un oblò Giorgio Gallavotti si può dire che lo vede da un bottone. La sua guida lascia d’incanto! Si segue la sua narrazione ammaliati come un serpente al suono del flauto magico, il nostro viaggio è iniziato dai bottoni storici un viaggio in lungo e in largo, si stava come su un mappamondo in continua rotazione e saltando da un epoca all’ altra, dopo i primi bottoni ci siamo dimenticati di essere lì ad ammirare bottoni, ma avevamo di fronte una mescolanza ordinata di quadri e di sculture in cui si sbizzarrivano i colori, i materiali, le composizioni. Più di una volta abbiamo chiesto se quelli che si stavano guardando erano ancora dei bottoni...

Il resto del racconto nei commenti!

lunedì 12 marzo 2012

Borsa per fotocamera

Quando ho comprato la fotocamera bridge ho ricevuto in regalo dal negoziante  una bella borsa Reporter-Fiab. Marca che adoro e la borsa che ho portato a casa è molto carina. Però è un pochino ingombrante, nonostante sia piccola si aggiunge alla borsa in cui ripongo: portafoglio, fazzoletti, merendine, acqua, maglia di ricambio e mille altre cose. Andare in giro con due borse non è molto pratico. Così mi sono detta: non deve essere difficile realizzarne una più piccina che protegga la fotocamera e mi permetta di metterla nella borsa grande insieme a tutti gli altri oggetti... Seee, come no!
Potete ammirare l'obrobrio che sono riuscita a creare qui sotto :-)
Con del tessuto rosa e interno in spugna ho creato un cilindro per l'obiettivo e poi il davanti, i fianchi, il dietro... Però ho capito che non era facile per niente. La mia borsetta era veramente bruttina, storta, con dei buchi troppo grandi sui fianchi...
L'ho regalata a Topastro che l'ha usata per la sua fotocamera di cartone e mi sono messa a pensare. Avevo bisogno di una borsetta semplice e piccola e un pochino imbottita per proteggere la fotocamera. Forse anche un semplice sacchetto di stoffa poteva andare bene. Però, vista la forma della fotocamera, non doveva essere piatto.
Non chiedetemi perchè ho realizzato un sacchetto con la base rotonda, tipo secchiello. Non ho pensato che potevo farlo a base quadrata e creare un parallelepipedo. Ho usato della stoffa Ikea e del tessuto morbido dello spessore di un millimetro tipo quello che viene usato per i copritavolo. Ogni parte del sacchetto è stata cucita posando un pezzo di tessuto, due strati di tessuto morbido e un altro pezzo di tessuto. Sia all'interno che all'esterno del sacchetto sono della stessa fantasia, la fotocamera non è a contatto con il tessuto morbido e pelosetto e il risultato è un sacchetto leggermente imbottito che attutisce i colpi.
Infine ho creato una coulisse in cui ho infilato un nastrino di raso blu rubato a un mio pigiama. Il sacchetto è molto comodo. Non troppo grande, imbottito e l'ho già usato due o tre volte. Perfetto! Ora però voglio farne un altro, con la base quadrata e magari una taschina interna od esterna per memory card e batterie di scorta!