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sabato 27 dicembre 2014

Libri e regali

Anche quest'anno Topastro è stato abbastanza bravo e Babbo Natale gli ha lasciato un dono sotto l'albero di Natale. Uno anche sotto l'albero a casa del suo papà. Qualche capriccio, (in realtà parecchi), Babbo Natale lo deve aver notato perché gli ha fatto uno scherzetto: ha nascosto il pacco dietro a tutti i doni degli amici e parenti e Topastro ha quasi creduto che il simpatico vecchietto avesse deciso di non passare da casa nostra.
Un Natale all'insegna dei mattoncini Lego: da parte di Babbo Natale, (un'astronave della serie Star Wars, proprio il genere che aveva chiesto Topastro), da parte della mamma, degli amichetti e degli amici della mamma. Solo Lego. Naturalmente lui è impazzito dalla gioia e gioca con i Lego da 48 ore, cosa che in realtà fa anche durante gli altri giorni dell'anno, non solo in questo periodo, perché adora questi mattoncini che permettono di creare tanti oggetti e storie con la fantasia.
Inizialmente Samuele costruisce l'oggetto seguendo le istruzioni ma nei giorni successivi apporta modifiche su modifiche trasformando il progetto originale. Un gioco costoso, i Lego non sono tanto economici, però sicuramente un gioco per cui val la pena spendere un po', almeno nel nostro caso. Non c'è giorno in cui Samuele non prenda in mano i suoi mattoncini e si diverte davvero tanto.
Oltre ai Lego Samuele ha ricevuto solo due doni diversi: un pupazzo di stoffa di Sdentato, (il drago Furia Buia di Dragon Trainer), e un libro: Dragologia. Anche se non è venerdì, (mi riferisco al consueto appuntamento di HomeMadeMamma), ve lo vorrei presentare perché è davvero bello ed accattivante, fa venir voglia di leggere, leggere e ancora leggere per scovare particolari e curiosità sui draghi. 
Un libro della casa editrice Rizzoli, ne abbiamo un altro simile, credo sia la collana pop up per bambini dai 6/7 anni in su, (con le pagine ingiallite, macchioline, buste da aprire, lettere da leggere, inserti...). Dragologia, a differenza di Come diventare esploratore, non ha dei veri e propri pop up ma è veramente bello, gustoso e interessante da sfogliare e leggere.  
Nel libro ci sono aneddoti, curiosità e ogni tipo di informazioni sui draghi a partire dalla conformazione fisica, tipi di draghi esistenti, come fanno a sputar fuoco, dove vivono, comportamento, come avvicinarli, ciclo vitale, linguaggio, (con le rune corrispondenti ad ogni lettera usate dai draghi) e alcuni inserti con campioni di pelle di drago.
Naturalmente a Samuele è piaciuto tanto e a me pure! Mi ricorda tanto i libri di Tolkien, in particolare il drago Smaug. Chissà se un giorno Topastro avrà voglia di leggere qualche libro di Tolkien. Io ho adorato i suoi libri, letti tutti, tanti tanti anni fa. Ho delle edizioni bellissime sia de Il signore degli anelli che de Lo Hobbit, (un libro rilegato grande formato di 450 pagine della casa editrice Rusconi annotato da Douglas A. Andersen, stampato nel 1991. Pare costasse 55.000 lire). 
Magari nei prossimi mesi, visto che le giornate saranno fredde e buie, proverò a leggere insieme al mio bimbo "Il cacciatore dei draghi".
Le foto a inizio post, io e Topastro sopra un tappeto di libri, sono state scattate ieri. Federica Rossi ne aveva scattata una ai suoi bimbi sui libri stesi in terra e non ho resistito! Era una foto così bella! Ieri, erano giorni che volevo farlo, ho deciso di togliere quasi tutti i libri di Samuele, tranne una trentina, per spruzzare un po' di candeggina sul muro retrostante che purtroppo spesso di riempie di macchioline di muffa. 
Quale occasione migliore per stenderli a terra, con cura, (sotto alcuni libri c'è un tappeto gommoso e sotto altri una coperta), e sdraiarsi sopra tanta bellezza per scattare alcune foto :-)
L'idea #lettodilibri è stata lanciata da Milkbook.

mercoledì 5 febbraio 2014

Berretto di drago Furia Buia: Sdentato

Dopo la coda di Sdentato mi son divertita a cucire il berretto. Un berretto veloce veloce ricavato da un paio di pantaloni della tuta neri e qualche ritaglio di tessuto. Guardate la prima foto... Ieri sera ero ispirata e così ho preso forbici, acceso la macchina per cucire e in poco tempo ho realizzato due berretti come quelli qui sotto. 
Topastro lo indossa, si guarda allo specchio e poi mi dice: mamma, le due antennine non vanno di fianco, vanno in mezzo alle orecchie di Furia Buia! Non ci potevo credere, nella fretta ho invertito orecchie ed antennine... Questa mattina mi son svegliata presto e siccome il raffreddore non mi permetteva di continuare a dormire mi son alzata e ho scucito i berretti. 
Una fatica scucire il filo nero sul tessuto nero... Io poi ci vedo poco, porto gli occhiali, e nel cercare di staccare le orecchie ho fatto qualche buchino nel tessuto. Ammetto che non è un berretto meraviglioso, in rete ce ne sono di magnifici, ma Topastro per fortuna si accontenta delle mie creazioni veloci e poco precise. Come potete vedere dalle immagini è proprio facile realizzare questo berretto. 
Ho ritagliato tre spicchi di tessuto dalla gamba di un pantalone sportivo, creato antenne e orecchie da spicchi di tessuto semi rigido più piccoli e gli occhi con del tessuto pile. Orecchie e antennine son state cucite tra uno spicchio e l'altro della berretta, tutto a rovescio. 
Topastro voleva pure i denti ma il tempo per il cucito era terminato e quindi Sdentato rimarrà, per ora, sdentato. Per rifinire il berretto ho creato un piccolo orlo. La foto di Topastro che indossa coda e berretto non c'è perchè lui non aveva voglia di farla, ho provato a convincerlo ma dopo 5/6 smorfie alla fotocamera mi sono arresa.
Usate la vostra immaginazione! La coda è qui e il berretto lo potete vedere in questo post. Vi assicuro che insieme stanno bene. Ora vi saluto, vado a letto con il mio raffreddore.

lunedì 3 febbraio 2014

Coda di drago Furia Buia: Sdentato

Carnevale si avvicina e quest'anno Samuele non ha fatto alcuna richiesta particolare, credo indosserà uno dei tanti travestimenti che ho cucito negli anni passati. Questa coda l'ho cucita per un amichetto di Samu ma, naturalmente, appena l'ha vista sul tavolo del cucito, mi ha chiesto se poteva averne una anche lui.  
Questa coda non è certo uno dei miei lavoretti migliori ma per fortuna i bimbi spesso si accontentano. Non che sia brutta, è carina e cucita bene, ma non somiglia molto alla coda da cui ho tratto spunto. Doveva essere la coda di un drago Furia Buia: Sdentato! In fondo a questo post trovate qualche informazione sul film in cui viene raccontata la storia di questo drago nero: diversita-unicita. 
La coda doveva essere molto più lunga e sottile ma non ero sicura di riuscire a inserire la varie pinnette verticali e quelle orizzontali in una coda stretta e così ho utilizzato lo stesso identico modello della coda realizzata nel 2011: coda di drago, (grazie Running with scissors).
La prima coda l'ho cucita utilizzando della fodera nera ma non mi convinceva molto e frugando nelle scatole di tessuto alla ricerca di un tessuto più adatto ho trovato questo qui: è un tessuto spesso, semi rigido, da una parte color nero lucido e dall'altra grigio chiaro, tra i due tessuti di colore diverso c'è un leggerissimo strato di gommapiuma o materiale simile.
Non sto qui a spiegarvi a parole come ho realizzato la coda, è facile e dalle foto credo di intuiscano i vari passaggi. Occorrono due grandi triangoli di tessuti, (dipende da quanto grande volete realizzare la vostra coda), qualche pezzettino più piccolo per realizzare le varie pinnette, un cerchio per chiudere la parte della coda che poi starà a contatto con il corpo del bimbo e due lunghe strisce da usare come cintura per fissare la coda in vita.
Qui sopra Samuele con la sua coda da drago Sdentato e il mantello da pipistrello che, come si nota bene, ormai è davvero piccino... Samuele è cresciuto tanto!!! Dopo aver realizzato la coda, per curiosità, mi son messa a cercare in rete ed ho trovato dei bellissimi costumi realizzati a mano di Toothless:
Coolest Homemade Costume Father/Son DIY Costume:  How to Train Your [Husband to be a] Dragon, and His Trainer!
Faccio e disfo Il costume di Sdentato (in italiano)
franzenfive The costume shop Hiccup e Astrid
I'M FEELING CRAFTY More Dragons!
Just Sew Olivia Today's Photo Journal: Dragon and Shark costumes debut
The accidental frock The costuming has begun (Astrid, the viking girl)
Tried and True How to make a dragon costume from a sweatsuit!
Alcuni sono in vendita su Etsy: Toothless the Night Fury Costume, Smaller Toothless Dragon Tail.

lunedì 7 gennaio 2013

Anno nuovo, ... giochi nuovi

Le vacanze sono finite! Ho trascorso gli ultimi sette giorni senza il mio Topastro, (era a casa del suo papà), e mi sono riposata, ho letto libri, guardato la tv e fatto shopping :-)
Ieri ho fatto un saltino in piazza perchè volevo vedere la Befana, un'amica, e ascoltare la sua favola in cui una strega cattiva trasforma in statue di ghiaccio gli abitantdi di un paesino. Per fortuna i bambini riescono a trovare il modo di scongelare tutti. Una bella storia in cui convivono personaggi cattivi, la Befana, i bambini e gli antichi mestieri come creare coperte con i ferri o l'uncinetto. Potete leggere la favola qui. 
Tornando a casa il cielo era una meraviglia: il blu e il rosso intensi si alternavano. Uno dei più bei tramonti che io abbia mai visto ma che non sono riuscita ad immortalare bene. Purtroppo con la mia fotocamera, di sera, senza cavalletto non si riesce a fare delle belle foto.
Le altre immagini invece sono state scattate dal Topastro con il suo regalo di Natale. Purtroppo la febbre durante la settimana di Natale ci ha costretto in casa per quasi una settimana e quindi Topastro ha potuto fotografare il salotto, divano, i muri e il cellulare di un'amica che è venuta a trovarci e gli ha mostrato la foto di Babbo Natale che lasciava i doni sotto al suo albero!
In questo periodo di inizio anno tutti fanno progetti. Io non so, non ho idea di cosa voglio dal 2013. Voglio attorno a me persone simpatiche, intelligenti e generose, (vorrei anche che la lavatrice smettesse di perdere acqua). Voglio tanta serenità e tantissimo tempo da trascorrere insieme al mio bimbo! La mia avventura con il blog è iniziata tre anni fa e in questo lungo periodo ho pubblicato tantissimi post di giochi e lavoretti da fare con i bimbi e per i bimbi. 
Ultimamente i post dedicati ai giochi sono diminuiti perchè Topastro è cresciuto e, come ha scritto anche Paola sul suo blog, (10 idee per un 2013 creativo), le esigenze cambiano così come il tempo a disposizione. I bimbi crescono e trascorrono più tempo a scuola, fanno qualche attività sportiva, partecipano a festicciole di compleanno... Se penso che a settembre il mio bimbo inizierà a frequentare la scuola primaria... è grandissimo! 
Ormai sa fare tantissime cose da solo e non ha più bisogno di essere aiutato per vestirsi, mangiare, mettere in ordine i giocattoli, costruire qualcosa... 
Il tempo passa troppo in fretta! Per fortuna è ancora piccino per quanto riguarda la fantasia e mi racconta aneddoti su Babbo Natale, draghi e altri personaggi che non è facile incontrare per strada ma lui sa che esistono!

giovedì 13 dicembre 2012

La scuola del Topastro

Questo post è per me. Io questa scuola la voglio ricordare per tutte le cose belle che sta offrendo a me e mio figlio. Ho scritto diversi post sulla scuola infanzia che Topastro ha frequentato per due anni e chi li ha letti sa che non sono rimasta soddisfatta. Non voglio fare polemiche, critiche o parlare male. Non era la scuola per noi. Non ne condividevo le regole, il metodo, la vita pratica dei bimbi, il modo in cui venivano gestite riunioni e feste... Sono sicura che molti genitori la trovano perfetta mentre io mi sentivo come in gabbia o fuori luogo. Ero molto dispiaciuta per mio figlio perchè per il proprio bimbo si vuole il meglio e la parte più brutta credo sia stata fargli credere che quella scuola andava bene anche a me. 
Topastro davanti al suo armadietto
Non avrei mai osato criticare il comportamento o le scelte delle maestre davanti a lui visto che doveva andarci ogni giorno. Lui non si è mai lamentato anche se spesso faceva storie per entrare o mi chiedeva di andare a prenderlo subito dopo pranzo. Non si ricordava mai cosa aveva fatto a scuola e i tanti lavoretti e poco movimento a volte si trasformavano in agitazione e voglia di correre all'uscita da scuola, repulsione verso fogli e colori a casa. Nulla di grave in confronto alle storie che a volte si leggono sui blog o quotidiani. Io però ho deciso di cambiare scuola. Racconto queste cose perchè penso di averne bisogno. Come si dice: mi è rimasto l'amaro in bocca. Pensare che Topastro avrebbe potuto trascorrere due anni diversi... (in ogni caso non penso che lo avrebbero accettato alla scuola infanzia il primo anno, non aveva un punteggio abbastanza alto, le richieste sono tantissime...). Purtroppo ho dovuto aspettare un anno intero perchè quando ho capito che quella scuola non faceva per noi, (alla fine del primo anno scolastico), le iscrizioni per l'anno successivo per le scuole pubbliche erano già chiuse.
Topastro in aula durante l'inserimento
Questo ultimo anno di scuola infanzia presso un istituto comunale lo ricorderemo a vita! Sono solo luoghi comuni... Non ascoltate chi vi dice che privato è meglio e pubblico è uguale a mancanza di fondi, strutture brutte e tanti extracomunitari che non parlano italiano. Però... visto che racconto la mia esperienza: la scuola che ha frequentato Topastro per due anni era privata. Due educatrici per 39 bambini, (compresenza solo per una parte della giornata), struttura piccolissima e adattata a scuola, un minuscolo cortile con erba sintetica, pasti veicolati serviti in stoviglie di plastica e bagni, a mio parere, insufficienti, senza antibagno e accesso con gradino.
Ripeto, questo è un post per me, perchè voglio ricordare, tra tanti anni, la nostra esperienza. Non posso definire i primi due anni di scuola infanzia brutti  e non racconto queste cose perchè voglio parlare male di una scuola e lodarne un'altra. Voglio ricordarmi che i primi due anni mi sono mancate tante cose. Il coinvolgimento, i colloqui individuali, una struttura in cui Topastro potesse correre, avere uno spazio adatto alla sua età e riunioni in cui le maestre raccontano cosa fanno i bimbi. Flessibilità e rispetto delle esigenze del singolo e non regole feree e omologazione.
Topastro in aula durante l'inserimento
La nuova scuola pubblica mi è piaciuta immediatamente. E' la stessa che ho frequentato io da piccola e Topastro aveva già trascorso lì i mesi di luglio e agosto per due anni consecutivi in occasione del centro estivo.
Le maestre, due per 26 bimbi, (compresenza solo per una parte della giornata), mi sono sembrate subito toste. Durante il colloquio individuale conoscitivo di inizio anno mi hanno "sgridata" perchè Topastro dorme ancora con me ma sono state oneste. Io ho insistito nella mia teoria portando le mie motivazioni e loro hanno cercato di spiegarmi perchè avrei dovuto mandare Topastro a dormire in camera sua. Uno scambio di opinioni sincero.
Ho apprezzato tantissimo il colloquio perchè ho potuto presentare me e Topastro. Io ho fatto delle domande e le maestre hanno voluto sapere carattere, abitudini e altre cose di Topastro. Per una mamma non è facile affidare il proprio bimbo, (specialmente il primo anno di scuola infanzia), a delle perfette sconosciute. Il colloquio serve sia alle maestre che ai genitori per iniziare a creare un rapporto reciproco di fiducia.
L'uovo di drago si è schiuso
La scuola è iniziata con l'inserimento per tutti i bimbi nuovi. Un inserimento che, nonostante le difficoltà nell'organizzarmi, ho giudicato ragionevole. Primo giorno un'ora insieme alla mamma, (è stato bellissimo poter stare lì con lui e scoprire insieme l'aula, i compagni, i giochi), secondo giorno un'ora da solo e piano piano tutta la mattina fino ad arrivare, dopo due settimane o poco più, al pranzo e permanenza pomeridiana. Alla fine dell'inserimento i bimbi grandi hanno accolto i piccoli con una festa e cantato loro la canzone dell'accoglienza, (Quest'anno tocca a me, un altro anno invece a te, a dare il benvenuto all'ultimo venuto, giocare e stare insieme ci fa di certo bene e ci insegna anche sai a volerci bene. A scuola siamo in tanti, si fanno giochi e canti, racconti e burattini, la scuola è dei bambini!)
Ho imparato giorno per giorno a conoscere le maestre, le regole e le abitudini di questa scuola. Posso affermare che finora mi è piaciuto tutto. Due bimbi, ogni giorno diversi, fanno i camerieri e servono la merenda a tutti i compagni, (frutta), poi si recano in cucina a chiedere al cuoco il menu del giorno, riferiscono ai compagni e apparecchiano i tavoli con tovaglie di stoffa, piatti di porcellana e posate di metallo.
La letterina che il drago ha inviato ai bimbi
Ci sono bimbi italiani, stranieri, bimbi che hanno bisogno di una educatrice di sostegno, (nella sezione di Topastro ci sono tre educatrici oltre alle due principali). Io questo lo considero un valore aggiunto. Topastro ha la possibilità di vivere in un piccolo mondo che rispecchia la realtà, un po' come racconta Barbara in questo post: Un Natale straordinariamente normale. Ci sono bimbi che parlano due lingue, bimbi che ancora non riescono a farlo, bimbi che hanno bisogno di tanto amore come Natale, e bimbi che hanno bisogno di un aiutino. Io non ci vedo nulla di strano in questo e sono felice che Topastro frequenti ogni giorno bimbi così diversi tra loro!
Durante la prima riunione di sezione ho scoperto altre mille cose belle tra cui il tema dell'anno: l'acqua. La destinazione delle gite, il modo di festeggiare i compleanni, il materiale richiesto... Le maestre hanno chiesto un piccolo contributo per la realizzazione del quadernone che verrà consegnato a fine anno e che conterrà foto e lavoretti del proprio bimbo. Hanno chiesto anche un libro in dono per ampliare la biblioteca scolastica, un raccoglitore e un paio di quaderni. Un quaderno è per gli esercizi di pregrafismo che, ho scoperto in seguito, ogni bimbo esegue ogni tanto in compagnia della maestra e di pochi altri bimbi mentre il resto della classe gioca insieme all'altra maestra o all'ausiliaria che si occupa di tante cose. 
Il calendario dell'Avvento
L'altro quaderno è per religione. Avendo avuto esperienza in una scuola privata religiosa mi domandavo come sarebbe stata la religione in una scuola pubblica. Ho scoperto che l'insegnante che avevano l'anno precedente non era piaciuta, o meglio: non era piaciuto il suo metodo e quindi è arrivata una nuova insegnante di religione che durante la riunione si è presentata ed ha spiegato ai genitori il suo lavoro. L'ora di religione, una volta a settimana, è ispirata vagamente alla catechesi del Buon Pastore che io non avevo idea di cosa fosse... Durante i primi incontri con l'insegnante di religione è stato chiesto ai bimbi di creare un posto magico in cui andare tutti insieme per fare religione. Un'isola a cui bimbi hanno dato il nome "isola dei fuochi d'artificio". In questa isola ci sono regole, che sono state dettate dai bimbi: non si fa la lotta, bisogna avere pazienza, non si sputa, non si morde, si gioca insieme e tutte le sere si fanno i fuochi d'artificio. L'insegnante attraverso giochi e lavoretti, trasmetterà ai bimbi i valori cristiani come il rispetto della natura, l'amicizia, l'amore, la fratellanza. 
L'albero con le decorazioni realizzate dai bimbi
Io ascoltavo a bocca aperta perchè l'anno precedente religione significava preghiere, storia di Gesù con tanto di racconti particolareggiati come i chiodi piantati in piedi e mani prima di Pasqua. L'insegnante ha spiegato alle maestre e ai genitori che le sue spiegazioni riguardo la vita e morte di Gesù saranno adattate all'età dei bimbi e che userà spesso metafore o esempi semplici per spiegare gli episodi della vita di Gesù. Topastro mi ha raccontato che durante religione hanno costruito l'Arca di Noè. 
Una delle cose più belle che hanno fatto le maestre, finora, è stato il modo in cui hanno scelto di trattare il tema dell'anno: l'acqua. Durante la riunione avevano avvisato i genitori che il personaggio mediatore sarebbe stato invisibile ma non hanno voluto dire nulla di più perchè si trattava di una sorpresa. E che sorpresa! Ve la ricordate al storia dell'uovo di drago? Potete rileggerla qui: drago sui cieli di Rimini. Io ho apprezzato tantissimo l'impegno nell'inventare la storia, la realizzazione, le lettere che sono seguite... Il drago ha recapitato ai bimbi una lettera chiedendo loro aiuto. Sono seguite uscite al mare e al fiume, esperimenti con l'acqua e lettura di libri sul tema.
La decorazione di Topastro
I bimbi si accomodano spesso nell'angolino dove si riposano dopo aver corso in salone e condividono i propri pensieri, si rilassano, ascoltano storie, fanno giochi di attenzione con le maestre che mostra loro immagini e chiede cosa cosa non va bene, (ad esempio qualcuno che si pettina con uno spazzolino da denti). Nell'angolino i bambini aprono i sacchetti del calendario dell'Avvento. Ogni giorno viene scelto un bimbo per aprire il sacchetto che contiene una monetina di cioccolato e una ranocchietta origami che il bimbo porta a casa. Mi piace da matti questa attenzione al singolo e non so se è un caso ma i nuovi arrivati sono stati scelti per primi. Mi piace che le maestre mi chiedano se ho bisogno di parlare, se va tutto bene e che mi dicano che Topastro è sereno.
La rana che Topastro ha trovato nel sacchetto 
Topastro da quando è iniziata la scuola non ha mai accennato nulla riguardo la vecchia scuola. Non ha domandato nulla dei compagni, delle maestre, non ha ricordato nessun episodio riguardante la vecchia scuola, magari relativo alla gita, alle attività simili che svolge anche ora. Topastro a casa prende fogli e pennarelli e disegna, colora, scrive, mi chiede i nomi delle lettere. Spesso sul quaderno esegue gli esercizi di pregrafismo da solo e poi me li mostra. Che dire? E' passato un anno e in un anno un bimbo cambia ma io sono convinta che il 90% di questo cambiamento sia dovuto alla nuova scuola, alle maestre, al metodo e alla bella esperienza che sta vivendo. Non mi chiede mai di andare a prenderlo dopo pranzo e ha fatto amicizia con i bimbi, io me ne accorgo perchè quando lo vado a prendere i bimbi lo salutano, lo abbracciano...
Potrei andare avanti ancora un bel po' nel raccontare le cose che mi piacciono di questa scuola ma penso che siano sufficienti perchè io, in futuro, rileggendo il post abbia la certezza di aver fatto la cosa migliore nello scegliere di cambiare scuola. 
Mandala realizzato da Topastro a casa
Le ultime cose belle che voglio lasciare in questo post, visto il periodo, sono gli eventi natalizi. La settimana prossima ci sarà un giorno dedicato alla raccolta di offerte per aiutare la famiglia di Natale. Un altro giorno sarà dedicato alla colazione con i genitori. Un'ora insieme a scuola per fare festa, mangiare panettone, torte e bere. Maestre, genitori e bimbi. Per me è una cosa meravigliosa. Abituata ad eventi grandissimi. Belli ma assolutamente dispersivi. Trascorrere un'ora insieme a Topastro nell'ambiente in cui lui passa tante ore ogni giorno è un regalo bellissimo. Infine un giorno dedicato al pranzo per festeggiare l'arrivo delle vacanze e del Natale per i bimbi. I bimbi, vestiti a festa e senza grembiulino , pranzeranno tutti insieme in salone invece che in aula e un personaggio vestito di rosso e con la barba bianca andrà a fare loro una visitina.
Devo aggiungere che sono felice di questa scuola?

giovedì 8 novembre 2012

News from Rimini about a dragon

Questa notizia non è stata divulgata da quotidiani né telegiornali... Trattasi di un fatto accaduto nelle ultime settimane in una scuola infanzia in provincia di Rimini.  Su un albero, nel cortile della scuola, è stato ritrovato un grande uovo bianco. I bambini e le maestre, guardando fuori dalla finestra, hanno notato qualcosa di strano, di bianco... Non sapendo chi avesse perso o abbandonato l'uovo hanno pensato di ospitarlo in una stanza della scuola in cui si svolgono i laboratori. L'uovo è stato sistemato in un cestino con una copertina azzurra perché non prendesse freddo. 
I bambini hanno controllato ogni giorno che l'uovo potesse riposare in silenzio e al calduccio e hanno lasciato la finestra della stanza aperta nel caso la mamma fosse tornata a cercare il suo uovo. Nel frattempo bambini e maestre hanno fantasticato sul contenuto dell'uovo. Un piccolo di pappagallo? Coccodrillo? Dinosauro? A casa raccontavano ai genitori di aver controllato l'uovo, bisogna fare silenzio perché dorme. Qualcuno ha anche consegnato alla maestra un bigliettino con il proprio numero di telefono chiedendole gentilmente di telefonare nel caso l'uovo si fosse schiuso.
Il mistero è stato svelato alcuni giorni fa quando maestre, genitori e bimbi sono arrivati a scuola e hanno subito notato qualcosa di molto strano: un forte odore di bruciato. L'odore proveniva dalla stanza in cui riposava l'uovo e i bambini sono andati a controllare insieme alle maestre. 
Stupore! L'uovo, rotto, era sul pavimento! Attorno ad esso pezzi di carta bruciata. Un mistero da risolvere... Tutti insieme hanno deciso di chiamare i pompieri che sono arrivati sul posto in brevissimo tempo. Hanno ascoltato i bambini e messo insieme le tessere del puzzle: odore di bruciato, uovo schiuso, carta bruciata, finestra aperta...  I pompieri hanno comunicato ai bimbi che nella mattina avevano ricevuto diverse telefonate che segnalavano la presenza di un drago sopra i cieli di Rimini! Dentro all'uovo c'era un piccolo drago che è volato via, forse alla ricerca della mamma.
Io ve l'ho detto, camminate con il naso in su e occhio ai draghi...

Aggiornamenti: nei mesi successivi Acquarello ha interagito con i bambini della scuola infanzia grazie a gite al mare e al fiume dove il piccolo draghetto ha lasciato messaggi per i bimbi. 
L'uovo schiuso, posizionato vicino al portone di ingresso di scuola è diventato una specie di cassetta per le lettere. Acquarello ogni tanto lascia una busta con una nuova lettera e i bimbi hanno appeso sopra l'uovo i propri messaggi e risposte alle domande del draghetto. 
Una mattina abbiamo trovato una grandissima sorpresa: piccole impronte verdi! Acquarello è entrato a scuola di notte per lasciare altri messaggi ai bambini. Uno di questi messaggi era molto simpatico: in parte scritto con l'inchiostro invisibile.
I bimbi hanno dovuto usare il fuoco per far comparire le lettere mancanti. Naturalmente durante tutto l'anno scolastico i bimbi hanno fatto esperimenti con l'acqua e hanno scoperto tantissime cose su questo elemento: consistenza, sapore, evaporazione, il colore... 
Acquarello ha accompagnato i bimbi alla scoperta dell'acqua che per i viserbesi è elemento importante visto che vivono vicino al mare e in un luogo in cui vi sono fonti di acqua dolce come la Sacramora e altre che sgorgano naturalmente. L'acqua è stata anche il tema del progetto atelier che si è svolto da gennaio a giugno. Un progetto che ha coinvolto i bimbi in esperimenti, giochi, scoperta dell'elemento acqua. Il post con alcuni accenni delle attività svolte qui: progetto atelier.

venerdì 12 ottobre 2012

Un folletto per amico

Le settimane corrono veloci ed è di nuovo venerdì. Giorno che Paola, HomeMadeMamma, ha scelto per parlare di libri. Io vi propongo nuovamente un Un Folletto per Amico perchè Silvio Biondi e Amedeo Blasi sono stati così gentili da inviarmi un "pensierino" per ognuno dei cinque racconti del libro.
Vi ricordo che potete trovare il libro solamente presso il Mulino Sapignoli e se abitate in Romagna potete approfittare per fare una bella gita al Mulino come abbiamo fatto io e Topastro e vi assicuro che vi piacerà la visita guidata, la piccola biblioteca e il parco! Per gli orari consultato il link sopra ed ora i pensierini di Silvio e Amdeo: 
Sala macinazione. Foto di Gianluca Fratti 
1) Un folletto per amico. 
Storia di una fanciulla che si trastulla con un osso di pesca. Ella lo utilizza per gioco, liberando la fantasia sull’uso. Incuriosita dal luogo più misterioso del mulino, la sala ritrecine, dove proprio in quei giorni stava lavorando suo padre, vi entra, non senza accertarsi che il ritrecine sia fermo infatti “le macine del mulino in quel periodo di siccità non lavoravano molto” e poi “Il mugnaio aveva deviato il corso dell’acqua” infine “la poca acqua rimasta le ricopriva i ginocchi” insomma il macchinario è fermo, nessun pericolo, mi pare educativo no? Morale: quando dalla tasca del pigiama spuntò un osso di pesca, dice la fiaba, significa che le cose care della vita ritornano, che anche un osso di pesca, una cosa semplice, se amata e conosciuta (il gioco come mezzo per conoscere) restituisce affetto. Nella vita occorre impegnarsi avere fiducia in sé stessi, affidarsi ai genitori perché nessun osso della vita si perde per sempre.
finestra di Martina
2) I folletti ballerini e il segreto degli specchi.
Storia di folletti che ne combinano di tutti i colori, vengono richiamati dalle fate e da queste puniti, passa il significato, esplicitato nel testo che le fate puniscono per educare. Giunti a terra dal regno delle fate i folletti hanno capito la lezione e meditano di trovare un modo per ricordarsi che tutto ha un limite, la differenza tra un comportamento scherzoso e bizzarro e un comportamento esagerato, infine invitano gli scolari a trovare una risposta al problema. 
La libertà del folletto finisce quando inizia la libertà di non ammalarsi dei pazienti cittadini del Poggio, et de hoc...
Michele Sapignoli, (ultimo mugnaio del mulino), zio di Martina.
Prese il posto di Pietro, il vero mugnaio di professione, l'artista della macina,
morto prematuramente a 56 anni di brocopolmonite, 
una delle malattie professionali dei mugnai. 
3) Lo straniero. 
Tre animaletti del mulino si impegnano a sventare un furto, la punizione che segue è umana: lavare i piatti. Morale: se qualcuno architetta il male il male prima o poi viene a galla, se qualcuno si impegna a sventare il male tutta la comunità ci guadagna, la collaborazione in una comunità è una virtù e via di questo passo sino al termine della fiaba - “a dimenticavo bambini…” che significa: impara a modificare le situazioni in base alla realtà che ti si presenta.
roseto
4) La profezia delle ruote magiche. 
Una setta di streghe, per via di un’antica profezia, vuol distruggere una attività fondamentale come il mulino che fa il pane. L’inganno si insinua al mulino sotto mentite spoglie. La figlia del mugnaio si organizza, il mugnaio si organizza e, alla fine, anche la stoltezza (del fratello del mugnaio) viene superata. Morale: di fronte al male più grande, la distruzione, occorre essere osservatori come Martina che osserva la troppa libertà con cui la strega gestisce l’allocco. Pietro, il preoccupato ma scaltro mugnaio, per non sapere né leggere e né scrivere chiama un suo amico frate. Morale: non essere presuntuoso, chiedi aiuto, ma anche aiutati che il cel t’aiuta.
tunnel di accesso alla sala ritrecine
5) Il drago della fossa Viserba.
La realtà e la fantasia si incontrano in paese e generano fantasmi
(questo è un periodo di crisi e i fantasmi sono pericolosi). Si racconta che una minaccia soggiace nella fossa del mulino, timore, tentativi di reazione, generazioni di mugnai che restano sospesi e preoccupati perché qualcosa che non comprendono li minaccia; una bestia forse lunga più di 10 metri, eppure continuano a lavorare in quel luogo. Morale: il lavoro è importante e siccome serve per guadagnare onestamente e vivere si lavora anche se qualcosa minaccia il nostro posto di lavoro. 
In questa fiaba si cerca pure un tesoro, chi di noi nella fantasia o nella realtà non ne ha cercati? Eppure capita spesso di cercare qualcosa di prezioso e non accorgersi di esserci seduti sopra. I tesori descritti dalla società sono da sempre legati ai soldi e all’oro, il riverbero del loro luccichio oscura la vista dai veri tesori che sono invece quelli degli affetti e delle buone relazioni. 
Ma il dolce è in fondo, il drago in verità è un’anguilla e l’anguilla protegge i figli. Morale? A volte non riconosciamo il valore della famiglia e mentre la paura, che è cosa riferita ad una situazione di pericolo reale, è cosa buona, i fantasmi, invece, fanno confusione e allietano streghe ed ansie, così noi combattiamo qualcosa che non c’è, combattiamo un drago che in realtà è un padre di famiglia; l’anguillone gigante della fossa Viserba.

Grazie mille a Silvio Biondi e Amedeo Blasi per i pensierini e le immagini!

venerdì 28 settembre 2012

Venerdì del libro: Un Folletto per Amico

Come promesso oggi, venerdì del libro,  vi presento un libro legato a un luogo della mia Romagna. Un libro scritto da Silvio Biondi e Amedeo Blasi i cui ingredienti sono i folletti, il mulino e le fiabe. Fantasia e tradizioni si mescolano e danno origine a simpatiche storie con protagonisti molto speciali come fate, streghe, regine, il maiale Cotoletta, il folletto Geppino, draghi, gattini e uccellini.
Il libro, simpatico anche per i tipi di caratteri scelti che cambiano colore e sono grandi o piccini a seconda dell'importanza di certe parole e personaggi, è stato arricchito con tantissimi disegni realizzati dai bambini della scuola primaria di Santo Marino e quella di Camerano, (due frazioni di Poggio Berni  - RN).
Le storie contenute nel libro sono cinque e io e Topastro non siamo ancora riusciti a leggerle tutte. La prima storia l'abbiamo ascoltata alla festa del Mulino Sapignoli e narra di come Martina, la figlia del mugnaio, abbia conosciuto per pure caso Geppino il folletto che abita nel mulino. Martina stava giocando a nascondino con le amiche e si era nascosta così vicino alla stanza dove viveva Geppino che ci è finita dentro :-)
Abbiamo letto anche la storia dei folletti ballerini dispettosi e quella dello straniero che, ospitato per la notte presso i mulino, cerca di rubare farina e insaccati al mugnaio ma i suoi amici animali riescono a fermare il ladro. Una storia quasi a lieto fine, solo il maiale non è completamente soddisfatto perchè ha scoperto che il mugnaio non gli da tanto cibo perchè gli vuole bene ma perchè vuole fargli la festa... 
Storie semplici che non sempre hanno una morale ma sono sicuramente ricche di riferimenti alla vita di campagna di una volta, alle cose semplici, la natura,  gli animali e il Mulino. Sapete bene che amo la mia Romagna e mi piacciono le iniziative e i libri che parlano della mia terra e delle mie tradizioni. Questo libro è un concentrato di amore verso un luogo antico e un po' magico come può esserlo un mulino dove il grano, tramite un processo lungo e faticoso diventa pane. 
Si tratta di un libro che non raggiungerà gli scaffali delle librerie nelle vostre città ma questo non lo rende meno importante di un libro famoso e avrà sicuramente un posto speciale nel mobile in cui Topastro tiene i suoi libri. Se siete interessati al libro lo potete trovare presso il Mulino Sapignoli - Via Santarcangiolese 4631 - Poggio Berni (RN) - Tel. 0541629701

Ciao Claudia, vorrei rincuorare il piccolo "Topastro" ed i lettori di questo libretto circa la fine di "Cotoletta". Dovete infatti sapere che Martina chiese a suo padre Pietro Sapignoli, il mugnaio, un'atto di clemenza nei confronti del suo caro amico maiale per il gesto eroico che aveva messo in atto sventando, assieme al gattaccio "Fufi" e l'uccellino "Titti", il furto al mulino. Vedete amici, i mugnai hanno sempre avuto per secoli la fama di gran imbroglioni, ma hanno anche sempre avuto un grande cuore; pensate che nei periodi di carestia e di fame non negavano a nessun mendicante una palettata di farina. Ora il finale...Martina ogni anno, con l'approssimarsi del Natale, rinnovava e otteneva da suo babbo un'atto di clemenza per Cotoletta che visse sano e salvo per tantissimi anni al mulino Sapignoli; si racconta che fu il maiale più longevo della storia... 
Con affetto Silvio Biondi da Poggio Berni
Altri libri "romagnoli" che ho presentato in passato li potete trovare qui sotto.
101 cose da fare in Romagna almeno una volta nella vita
Alieni a Rimini Lia Celi. Potete leggerlo qui. 
BOTTONI Giorgio Gallavotti
Burattini, nani e fate Vladimiro Strinati 
ll Museo del Bottone Gallavotti
In volo su Rimini, la mia città
L'orologio di Talacia la storia di Gennaro Angelini: contadino semianalfabeta e genio inventore
Racconti InCanti e Ferruccio e l'arrembaggio, due dei dei tanti libri di un'autrice romagnola: Elisa Mazzoli. Elisa legge le sue e altre storie al Museo della Marineria di Cesenatico, nelle biblioteche...
Il gatto con gli stivali una particolare versione con alcune parti in dialetto romagnolo e illustrata da Fabrizio Pavolucci
Per i romagnoli della mia zona ricordo che oggi 28/09/12 alle ore 17:00 presso la biblioteca Baldini di Santarcangelo ci sarà la presentazione del libro per bambini "Svicolino e il gamberetto rosso" di Lia Torsani.