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mercoledì 7 ottobre 2020

Storia, verso l'unità d'Italia 1848-1874

Sabato Samuele avrà una verifica di storia di storia su tutto il periodo che precede l'Unità d'Italia. Una ventina di pagine di libro che nei giorni scorsi son state tradotte prima in riassunto e poi in slide con immagini e brevi frasi che riportano gli eventi principali, (lavoro che abbiamo fatto insieme). In questi giorni deve ripassare perché i fatti da ricordare, le date, i personaggi, le battaglie e gli armistizi son tanti e la verifica si avvicina. Gli ho proposto, al posto dei soliti video che gli piace registrare mentre gioca a Minecraft, di realizzare un video di storia e lui mi ha accontentato 🙂
Alla fine lui si è anche un pochino divertito a caricare le immagini delle slides, a utilizzare il suo programma di editing immagini e video e a raccontare. Questo lavoro l'ha fatto tutto in autonomia e ogni volta che provavo a intervenire mi gridava: non devi parlare, so io cosa devo fare. 
Sono davvero contenta di questo piccolo lavoro che sicuramente è ben lontano dall'essere perfetto ma si merita un BRAVISSIMO e magari abbiamo pure scoperto un nuovo metodo per ripassare storia. Se volete dare un'occhiata al video, il link è questo https://youtu.be/3j6x8tg-lAs
Si tratta solamente della prima parte (in totale sono 13 slides), la seconda parte arriverà oggi o domani.
Ed ecco la seconda parte, ora si ripassa ancora un po' in vista della verifica di storia :-) 

mercoledì 1 luglio 2020

Consiglio di lettura: Il treno dei bambini - Viola Ardone

Ho finito da poco di leggere "Il treno dei bambini" che mi aveva consigliato la mia amica Monja tempo fa. L'ho ordinato nella mia libreria preferita, Cartamarea, ed ho atteso con pazienza il messaggino della libraia. Anche se stavo già leggendo altro, non ho potuto fare a meno di iniziare a leggerlo perché ero veramente curiosa visto che sia la mia amica che la libraia mi avevano assicurato fosse bello bello bello. Eccolo qua:
Titolo: Il treno dei bambini. Autore: Viola Ardone. Casa editrice: Einaudi

Non vi lascio sulle spine: il libro mi è piaciuto molto! Effettivamente in due giorni l'ho divorato e me lo son gustato assai! Mi aveva molto incuriosito il riassunto che mi aveva fatto Monja ed ero rimasta stupita di non aver mai sentito parlare dei tanti bambini del sud Italia che nel dopoguerra sono stati ospitati in molte città della regione in cui vivo. Protagonisti del libro sono alcuni di questi bambini che da un giorno all'altro son passati dai vicoli della loro città dove purtroppo, non per causa loro, vivevano in povertà, alla casa di una famiglia sconosciuta dove hanno dovuto imparare a conoscere un clima differente, nuovi cibi, nuove abitudini. Bambini spaventati dal dover lasciare le loro uniche certezze: i genitori, i negozianti e i vicoli del loro paesino. Spaventati dall'ignoto e dalla dicerie: "al nord i comunisti mangiano i bambini". Di questo libro, oltre alla storia, mi è piaciuto molto il modo in cui è scritto, non ho provato sentimenti come pietà o carità che non amo molto, ma voglia di far conoscere un pezzettino di storia. Non un voler esaltare il gesto di chi ha aiutato ma piuttosto il sentire di chi si è ritrovato solo, lontano da casa, senza alcun riferimento familiare. Mi è piaciuto molto anche leggere tantissimi modi di dire della città di Napoli, anche parti in dialetto che portano il lettore ancora più dentro la storia. Ho apprezzato tantissimo la quarta parte del libro in cui il linguaggio cambia, veniamo catapultati nel 1994 per ripercorrere insieme a uno dei protagonisti ormai adulto, le emozioni e i sentimenti di questa sua lunga avventura. Lunga sì perché tanti bambini, dopo aver trascorso mesi o anni nel centro Italia, sono cambiati, non sono tornati nella loro città di origine così come erano partiti, sono tornati con nuove competenze e tanti sogni. C'è chi è rimasto al sud, chi ha fatto carriera, chi ha mantenuto rapporti con la famiglia del "nord" che lo ha ospitato...
L'ultima parte, molto riflessiva, mi ha davvero commossa, mi sono immedesimata tanto nel personaggio che per buona parte della sua vita si è sentito spezzato in due; legato alle sue origini ma allo stesso tempo proiettato a vivere portando avanti le proprie passioni e ambizioni tanto da rinnegare le proprie origini. Ho dovuto trattenere le lacrime.


  
Incuriosita da questo pezzetto di storia che non conoscevo ho cercato in rete alcune informazioni e ho scoperto che questo non è il primo libro che racconta dei treni dei bambini che dal sud vengono portati in città del centro Italia ma ne esiste in commercio almeno un altro pubblicato nel 2008: "I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie" di Giovanni Rinaldi. Esiste anche un film/documentario: "Pasta nera" (http://www.piva.it/seminalfilm/pastanera)

"Giovanni Rinaldi, tessendo sottili fili di memorie sparse, anni fa si è messo in cerca dei bambini che erano saliti su quelli che vennero chiamati «I treni della felicità». Si trattava di una straordinaria rete di solidarietà sostenuta dalla neonata UDI e dal PCI che, a partire dal secondo dopoguerra, affidò per mesi (talvolta anni) a famiglie del Centro Italia oltre 70.000 figli del Sud vittime delle conseguenze belliche, di rivolte operaie sedate col sangue, di calamità naturali. Bambini che lasciarono le loro famiglie per essere ospitati da altrettante famiglie contadine, nei paesi del reggiano, del modenese, del bolognese. Lì vennero rivestiti, mandati a scuola, curati. Mezzo secolo dopo un cineasta, Alessandro Piva, e uno storico, Giovanni Rinaldi, si mettono sulle tracce dei sopravvissuti. Ne escono fuori due lavori confinanti e di documentazione tra storia di ieri e di oggi, il documentario Pasta nera e questo libro, frutto di appassionati viaggi e ricerche in diverse città del centro Italia. Scritto in presa diretta, il libro ricostruisce le storie di alcuni di quei bambini che su malandati vagoni ferroviari arrivarono in un’altra Italia. Soprattutto di quelli rimasti a vivere nelle famiglie che li avevano adottati, scovati dall’autore nel corso dei suoi viaggi ad Ancona, Follonica, Ravenna, Lugo di Romagna. Sono Severino, Dante, Zazà, che oggi parlano ricordando i fanciulli che furono in un Paese più povero e semplice, dove mangiare un gelato o un piatto di pasta erano cose che potevano emozionare. Ma è anche la storia delle «due Italie» e di un Sud ancora socialmente arretratissimo. Fu proprio questo che spinse alcuni di quei bambini a fare una scelta drammatica: lasciare la propria terra e la propria famiglia, restare dove il destino e quei treni li avevano portati, sognando una vita migliore." (https://www.ediesseonline.it/prodotto/i-treni-della-felicita/)


Io ve lo consiglio vivamente come lettura estiva perché è leggero e allo stesso tempo contiene fatti storici importanti che probabilmente pochi conoscono. Un libro che non potrete lasciare troppo a lungo sul comodino perché la storia ci catturerà e vorrete sapere come va a finire. Un libro divertente, commovente e in piccola parte storico. Insomma perfetto!

Claudia

(la recensione di Samuele: https://lastranabandadellaspiaggia.blogspot.com/2020/07/ho-letto-il-treno-dei-bambini-samuele.html)

Mi pare giusto segnalare questo articolo in cui Giovanni Rinaldi, autore de "I treni della felicità" segnala che nel libro di Viola Ardone manca una nota finale con le fonti storiche o i testi da cui l’autrice ha tratto ispirazione diretta, o ringraziamenti a chi prima di lei proprio questi avvenimenti e storie ha vissuto o ricercati, scoperti e raccontati tra cui appunto "I treni della felicità" .
Solamente nella Nona edizione del romanzo “Il treno dei bambini”, distribuita a febbraio 2020, dopo le tante sollecitazioni in tal senso ricevute, la casa editrice Einaudi ha pubblicato due pagine con una “Principale bibliografia di riferimento”.
https://giorinaldi.wordpress.com/2020/05/29/alle-fonti-nascoste-del-romanzo-il-treno-dei-bambini-parte-terza/

Segnalo anche, per i curiosi, un articolo di Giovanni Rinaldi con un bell'elenco di libri, film, spettacoli teatrali, canzoni... https://giorinaldi.wordpress.com/2019/10/29/i-treni-della-felicita-memorandum-per-gli-smemorati/

domenica 8 marzo 2020

Viserba: Hotel Zeus e le casine

Un racconto del mio babbo Giorgio Protti

Quando ho cominciato a lavorare nel ‘60-’61, avevo 13/14 anni; non avevo neanche il libretto perché si faceva a 15 anni. Io ho lavorato con Semprini che era l’unico idraulico che c’era a Viserba oltre a Cecco (Pavani). Ero un bambino. Quando ho avuto 17 anni ho fatto il mio primo lavoro da solo, ho fatto l’impianto dell’hotel Zeus, quello lì, l’ho fatto io.
All’inizio il proprietario del Zeus si è arrabbiato, è andato da Semprini a dirgli: ma come? mo chi te mu mand? un burdel? Io devo aprire! Ha messo in piedi una roba bestiale perché doveva aprire in primavera. Io ho lavorato come un cane, dopo 3 o 4 anni ero in grado di fare quel lavoro lì da solo e lui, per altri 8/9 anni che son stato a lavorare con Semprini, ha voluto sempre me lì dentro questo Ricci.
Quello è stato il primo lavoro che ho fatto io. Semprini mi ha detto: te devi fare questo lavoro e io non dormivo la notte, allora si faceva tutto a mano, i filetti, una fatica bestiale, è stata un’esperienza incredibile. Me lo ricorderò per sempre. 
Poi nella via Milano, all’angolo, c’era una casina di mattoni, i proprietari ci hanno chiamato per mettere l’acqua in casa, parlo sempre degli anni ‘60. Adesso l’hanno rimodernata, allora era una casina piccola di mattoni. CI hanno chiamati per mettere due rubinetti sopra il lavello e non era una cosa da poco; ci voleva il serbatoio sopra di caduta. Nel ‘60/’61 nessuno aveva l’acqua in casa a Viserba, andavano a prendere l’acqua dalla fontana di fuori che zampillava dal terreno. Qui tutte le case avevano una vasca da lavare i panni con il getto d’acqua, qua sotto è tutta acqua. Allora noi prendevamo l’acqua con l’autoclave e la mandavamo su nel serbatoio sopra il soffitto e poi di caduta veniva giù dove decidevi te: nel bagno, nel gabinetto e nel lavello di terracotta. 
Quella volta per festeggiare mi avevano invitato a casa a mangiare queste donne di Milano; loro a Milano ce l’avevano l’acqua in casa, ma nella casina a Viserba no. A Viserba c’erano tutte casine piccole, come questa, quando eravamo ragazzi noi, si imparava presto. Io questi tubi grossi qui del gas… A Riccione non arrivavano con il gas al condominio, i tubi erano sulla strada principale a 200 metri, l’idraulico che faceva il lavoro, doveva farla lui la tubazione. Io a Riccione ne ho fatti tanti, tipo il PEEP. Io a 18/19 anni facevo quel lavoro lì e usavo la macchina per saldare, i ragazzi di oggi manualmente non saprebbero neppure accenderla, se gli si ferma la bicicletta non tornano neanche a casa.

PRECISAZIONE di Maurizio Panighelli: l'hotel Zeus è stato costruito dal Signor Piva Benito poi fu venduto al Signor Pari Secondo detto "Rezz" padre della Marinella Pari e di Mario Pari gestore del bar Matisse. Il Signor Piva Benito aveva una figlia che si chiama Fiammetta produttrice di vino nella tenuta Fiammetta

sabato 15 febbraio 2020

Samuele vs Storia 1-0

Per le vecchie amiche blogger: ve lo ricordate il vecchissimo post "Topo vs Pappa 3-0" (http://pollon72.blogspot.com/2010/04/topo-vs-pappa-3-0.html) nel quale ben 9 anni addietro raccontavo di come quel simpatico del mio figliolo non volesse mangiare nulla tranne 4/5 alimenti da lui scelti e che hanno costituito la sua unica dieta quotidiana per anni? 
Ecco, ho pensato di farvi un po' ridere e allo stesso di darvi una pacca sulla spalla se come me avete un figlio alla scuola media che ha poca voglia di studiare. Nel 2010 Samuele era piccino, ora è un ragazzo, ha quasi 13 anni e frequenta la seconda classe della scuola secondaria di primo grado ovvero la seconda media! Allora ero impegnata sul fronte della pappa: trovare qualche alimento, pietanza, trucco, inganno per convincerlo a nutrirsi in modo vario e sano, oggi sono impegnata sul fronte dello studio. La scuola non gli piace granché e già anno scorso, prima media, ha iniziato a dimostrare poco impegno, poco interesse, poco di tutto! 
Quest'anno le cose son peggiorate e sin da inizio anno in alcune materie son fioccati voti sotto la sufficienza: 5 ma anche 4 e parecchie note che segnalavano "l'alunno non ha svolto i compiti", "per la quarta volta Samuele è senza compiti"; ai colloqui con i professori mi son sentita dire "Samuele si distrae, gioca con il temperino, disegna..." e quindi, mi è toccato nuovamente mettermi al lavoro con lui per trovare il modo di fargli piacere la scuola, per fare in modo che facesse e compiti e soprattutto studiasse le materie orali come storia e geografia che non ama proprio per niente!
Mi son messa accanto a lui per 2/3 pomeriggi a settimana e abbiamo iniziato con appunti e schemi sulla lavagna Ikea. Decine di fogli, disegni, appunti ma son serviti a poco. 
1600 Rivoluzione scientifica
https://docs.google.com/presentation/d/1mXMLul1hxJZIgwuSzeKuLobzRESsFqRlzl0yXCJBmus/edit?usp=sharing
Nel frattempo oltre agli schemi ho cercato in rete tanti video su YouTube sia seri che simpatici sui periodi storici che Samuele stava studiando a scuola, non immaginavo ci fossero così tante belle risorse per la scuola su YouTube! Dopo la lavagna siamo passati a un quaderno con anelli e quindi altri schemi con i pennarelli colorati: leggi, ripeti e scrivi la parte più importante sul quaderno. Risultati zero anche in questo caso. Poi non so come è nata l'idea ma abbiamo abbandonato il cartaceo per passare al digitale, in particolare Google Drive che Samuele usa anche a scuola e io in ufficio. Abbiamo scelto le presentazioni Google perché si prestano bene a contenere riquadri con testo, immagini, frecce, disegni...
Inghilterra 1645 - 1689
https://docs.google.com/presentation/d/1i7v2vZ1-T0q1mPiwAszGKYl1m5hK6YBgGjs8MajZtMI/edit?usp=sharing
Il processo prevede che Samuele legga la parte da studiare sul libro, frase per frase, (stendiamo un velo pietoso sul testo di storia adottato, non si capisce niente, uno dei libri di storia più brutti che io abbia mai visto!), e poi insieme riportiamo i dati su una presentazione Google, quando non capiamo qualcosa facciamo una piccola ricerca in rete e poi ci divertiamo ad aggiungere foto, disegni, corone per i re, faccine triste per i perdenti... Di solito lavoriamo su due computer contemporaneamente, collegato allo stesso file per velocizzare il tutto.
Incredibile ma vero, nel giro di breve i risultati sono arrivati. Nella prima verifica di storia del secondo quadrimestre Samuele ha preso 8 e mezzo! I voti precedenti erano 4, 5+,5- quindi è piuttosto evidente che il miglioramento c'è stato!
Guerre di successione Spagna, Polonia, Austria
https://docs.google.com/presentation/d/1hMilozkJn7iB7EwzM2bxkWalXhwphF_ZC7AlUn7PB0I/edit?usp=sharing
La cosa bella è che Samuele ha condiviso gli schemi che facciamo insieme con il suo professore e lui li ha mostrati alla LIM in classe anche agli altri ragazzi. Naturalmente Samuele è stato contento di aver visto riconosciuto il lavoro che svolge a casa ogni volta che deve studiare storia. 
Tutto questo solo per rassicurare altre mamme o papà che c'è speranza per tutti e prima o poi questi ragazzi crescono e trovano sia un pochino di voglia di studiare che il loro metodo di studio!

lunedì 30 gennaio 2017

L'ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini

La giornata della memoria è terminata ma non esistono giorni in cui è vietato ricordare. Quest'anno insieme a Samuele, nelle settimane scorse, ho letto alcuni libri che trattano il tema della Shoah e approfondito un pochino l'argomento tramite risorse online perché a scuola avrebbe dovuto guardare un film insieme ai suoi compagni. Gli altri alunni hanno affrontato questo capitolo di storia con l'insegnante di religione ma Samuele non partecipa alle lezioni di religione e avrebbe visto un film senza capire quasi nulla della storia. E così abbiamo usato Google per reperire date e numeri e guardare immagini di monumenti eretti in ricordo delle tante persone uccise, riletto "Storia di Vera", letto "La città che sussurrò", "L'albero di Anne" e infine "L'ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini" di Irène Cohen-Janca e Maurizio A. Quarello, editore Orecchio Acerbo.
Questo libro è entrato in casa nostra nel febbraio 2015, forse dopo aver letto la recensione di Milk Book, (ma non ne sono sicura), e non lo avevo ancora letto con Samuele. Lui era ancora troppo piccolo e il libro piuttosto impegnativo, infatti fino poco tempo fa era riposto sugli scaffali insieme ai miei libri, non ai suoi. Confesso che non ricordavo bene tutta la storia raccontata nel libro e quindi l'abbiamo riscoperta insieme a distanza di due anni. La trama, faccio copia/incolla dal sito di Orecchio Acerbo:
"Simone, poco più che adolescente, tiene per mano il piccolo Mietek. Insieme ai loro compagni dell’orfanotrofio -mesti, ma la testa alta e una canzone sulle labbra- stanno attraversando le strade di Varsavia per raggiungere l’altra parte, il ghetto. Così hanno ordinato gli occupanti tedeschi. A guidare quella comunità, come sempre, Pan Doktor, il dottor Korczak. Non la fame, né le malattie, e neppure le sadiche angherie naziste riescono a intaccare i principii e le pratiche della loro convivenza. Nel prendersi cura di Mietek, Simone gli racconta della Repubblica dei bambini, con tanto di Parlamento, Codici, Tribunale. E poi del giornale murale, delle sedute di lettura, delle rappresentazioni teatrali, delle vacanze alla colonia estiva… Quel treno che li preleva nell’estate del 1942, però, non in campagna li avrebbe portati ma nel lager di Treblinka."
Samuele è rimasto abbastanza colpito dalla storia e ha fatto tante domande, (era successo lo stesso quando abbiamo letto "Storia di Vera"), ne è nata anche una bella discussione mattutina piuttosto impegnata sulle regole, su cosa sia giusto o ingiusto. Samuele affermava che i nazisti avevano fatto bene a mettere in galera il dottor Korczak quando lui si era recato a Palazzo Blank dove era insediata la polizia nazista perché era uscito all'aperto senza indossare la stella gialla sugli abiti, continuava a dire: è giusto così. E invece no, non era giusto, ma non è stato facile spiegargli che esistono regole giuste e regole sbagliate.

"Szmek, è lontano dove stiamo andando?"
"No, cammina. Questa distanza un passerotto può percorrerla in qualche battito d'ali e il Gatto con gli stivali in un solo passo."

Come per il racconto "Storia di Vera" è rimasto molto impressionato dalla cattiveria delle persone e non sono riuscita a rispondere alle sue tante domande "perché gli hanno preso le patate?", "perché li hanno mandati via dalla loro casa?", "perché non potevano uscire?"
Ci sono cose che non si possono o non si riescono a spiegare, io almeno non ci sono riuscita fino in fondo.
A me invece ha colpito molto la storia del dottor Korczak che non ricordavo bene: scrittore, medico e direttore della Casa degli Orfani nella quale era in funzione un governo e un tribunale per giudicare chi si comportava male, grandi e piccini. Korczak fu un precursore in fatto di diritti dei bambini, nel 1929 venne pubblicato il suo libro "Il diritto del bambino al rispetto". Nello stesso anno viene pubblicato con alcune modifiche rispetto alla prima versione "Come amare il bambino"

"Al paragrafo 37 Korczak richiede la costruzione di una Magna Charta Libertatis dei diritti del bambino anticipando di molti lustri la Carta Internazionale dei Diritti del Bambino. Egli afferma che i diritti fondamentali del bambino sono: il diritto a essere quello che è, diritto alla sua vita presente, diritto a esprimere ciò che pensa, diritto al rispetto, ..."

Insomma, è stata dura ma sono riuscita a leggere dei testi forti con Samuele e a dargli una piccola visione della follia che ogni anno ricordiamo il 27 Gennaio. Ora penso sia pronto per vedere il film. E se vi capita, leggete questo libro perché racconta fatti che si spera non accadano più ma in maniera delicata e con immagini davvero bellissime.

"Questa cosa è troppo brutta, una volta che te l'hanno detta non riesci a togliertela dalla mente" Samuele 9 anni e mezzo.

venerdì 23 gennaio 2015

Venerdì del libro: Storia di Vera

La Giornata della Memoria si avvicina e come avevo annunciato anno scorso, Giornata della Memoria 2014, prima o poi avrei trovato il coraggio per leggere a mio figlio un libro sulla Shoah. Il libro che gli ho proposto l'ho comprato parecchi mesi fa, l'ho scelto tra tanti, messo da parte nella scatola sotto al letto insieme ad altri libri e l'ho tirato fuori proprio settimana scorsa. Si tratta di "Storia di Vera" di Gabriele Clima. L'ho letto insieme a Samuele, come facciamo ultimamente: sul lettone, un paio di pagine a testa. Di solito a me capitano quelle con il testo più lungo. 
Non mi sono limitata a leggere questa storia ma gli ho spiegato che si trattava di una storia vera accaduta tantissimi anni fa quando degli uomini, convinti di essere migliori di altri, hanno deciso di uccidere quelli di religione diversa dalla loro, quelli più deboli, quelli di colore diverso... Non ho approfondito tantissimo l'argomento e Samuele ha solo voluto sapere se per uccidere le persone avessero usati i fucili e perché fossero tanti cattivi.   
Purtroppo alla seconda domanda non ho saputo rispondere. La storia del libro ha colpito molto anche me, non lo avevo letto prima di proporlo a Samuele, la storia di una bimba che vede morire la sorella, di freddo e malattia, all'interno di un campo.
La bimba, Vera, dopo la morte della sorella sogna ogni notte di lasciare davanti alle case di guardia dei soldati un pezzetto del suo cuore. Un pezzetto di cuore per quei soldati senza cuore che non hanno dato una coperta ad Anna quando stava male e sentiva freddo. Vera ha un cuore molto grande, pensa che prima o poi rimarrà senza se continua a regalarne pezzettini a tutti i soldati ma il cuore diventa più grande ogni volta che lei ne dona un pezzetto.
Una storia davvero toccante con un, se così si può dire, lieto fine. Finalmente arriva la primavera e la liberazione. Arrivano anche i colori, nel libro, che all'inizio ha pagine monocolore ma con diversi tonalità e a rallegrarle solo i pezzetti di cuore che sprigionano luce e speranza. 
Le illustrazioni sono molto belle e aiutano a comprendere lo stato d'animo di Vera e della sua famiglia.
Samuele alla fine della storia si è arrabbiato molto, non riusciva a capire perché quei soldati fossero così cattivi. Continuava a dire: "pensa che il soldato aveva dato la coperta a Vera, che bello sarebbe stato! Gliela doveva dare la coperta!"
Quando gli ho chiesto se il libro gli fosse piaciuto mi ha risposto di sì, che è un bel libro perché alla fine i soldati se ne vanno.
Il commento di mio figlio mi ha fatto molto piacere, mi ha fatto ricordare la frase di Jella Lepman, (La strada di Jella. Prima fermata, Monaco), pronunciata in riferimento alla sua opera di consulente particolare per i bisogni delle donne e dei bambini in Germania dopo la guerra: "...Poco a poco, dissi, facciamo in modo di mettere questo mondo sottosopra nuovamente nel verso giusto, cominciando dai bambini. Mostreranno agli adulti la via da percorrere"
Questo post partecipa al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma.

Aggiungo un piccolo comunicato a questo post, una notizia che naturalmente riguarda i libri, notizia fresca pubblicata da Bacchilega Junior sulla loro pagina facebook proprio oggi:

"Siamo onorati di comunicare che NOI, di Elisa Mazzoli e Sonia MariaLuce Possentini, è entrato nella nuova bibliografia internazionale di IBBY riservato alle disabilità: IBBY Collection of Books for Young People with Disabilities
(Ogni due anni, sulla base delle candidature presentate dalle sezioni nazionali, il Centro Documentazione IBBY seleziona la migliore produzione editoriale dedicata a bambini e ragazzi disabili nelle seguenti categorie:
- libri espressamente creati per bambini con disabilità (ad esempio in Braille, con simboli BLISS, ecc.);
- libri della produzione regolare, che si distinguono per essere letti anche da bambini con disabilità;
- libri che hanno per protagonisti o parlano di bambini e ragazzi con disabilità)
La bibliografia internazionale sarà presentata il 30 marzo durante la Children's Book Fair di Bologna. Un traguardo importantissimo che ci riempie di gioia e di responsabilità."
Io non posso che gioire insieme a Bacchilega e ad Angela Catrani. Secondo il mio modesto parere NOI è uno dei libri più belli, sia per il testo che le illustrazioni, (sul tema disabilità), che io abbia mai letto. Un libro molto esplicito, dove la disabilità viene mostrata chiaramente, un libro non per i più piccini, forse adatto dai 6/7 anni in su ma comunque un libro bellissimo che tutti dovrebbero leggere. 
Un libro che mi ha fatto piangere e sono onorata di conoscere l'autrice, che reputo una persona speciale, e di aver conosciuto, seppur di sfuggita, Sonia. 
Congratulazioni ad Elisa, a Sonia, ad Angela e a Bacchilega. Altre informazioni su questa notizia qui: NOI - bibliografia IBBY.

lunedì 27 gennaio 2014

Giornata della memoria

Per non dimenticare, perchè il vissuto di altre persone ci insegni a non ripetere gli stessi errori. Personalmente ho letto parecchi libri sull'argomento e ho visitato, insieme a mia cugina, la casa-museo di Anna Frank. Insieme ad un gruppo di persone ho partecipato alla visita guidata a Birkenau, (circa 10 anni fa). Anche di film ne ho visti parecchi. Insieme a Samuele ho guardato "La vita è bella". Samuele ha posto qualche domanda, ma non troppe, diciamo che il film non mostra in maniera cruda e diretta ciò che è successo e lui non ha ben capito come mai sparivano tutte quelle persone che parevano giocare per vincere il carro armato. 
Ancora non sono ancora riuscita a leggere a mio figlio nessun libro che parli dell'olocausto ma voglio appuntare qui un elenco di libri adatti a bambini di 5/6 anni e prima o poi mi farò coraggio e affronterò questo argomento in maniera diretta. Leggo tanto per mio figlio, libri di diverso genere, ma ci sono argomenti che, forse perché spaventano anche me, fatico a proporre. Ho paura di non sapere rispondere alle sue domande. Ma un giorno sono sicura che riuscirò ad andare in biblioteca alla ricerca di uno di questi libri illustrati che trattano l'argomento con delicatezza. Cercando in rete pensavo di trovarne una decina e invece ce ne sono davvero tantissimi dedicati a questo argomento, questo è solo un piccolo elenco parziale:

- Bruno. Il bambino che imparò a volare. Autrice: Nadia Terranova. Illustrazioni: Ofra Amit. Editore: Orecchio Acerbo. Recensioni: al telefono con Nadia Terranova, Prìncipi & Princípi.

- Il bambino stella. Autori: Hausfater Rachel Douïeb e Olivier Latyk. Editore: Pisani. Recensioni: SCHOOLMATE.

- Il cielo non ha muri. Autore: Agustìn Fernàndez Paz. Editore: Piemme. Recensioni: Libri e marmellata, La casa sull'albero.

- Il mestolo di Adele. Autore: Sebastiano R. Mignone. Illustrazioni: Matteo Pericoli. Editore: Emme Edizioni. Recensioni: zebuk.

- In punta di stella. Editrice: Anna Baccelliere. Illustrazioni: Liliana Carone. Editore: Progedit. Recensioni: Corrierino bimbi, Brindisi Report.

- La bambina del treno. Autrice: Lorenza Farina. Illustrazioni: Manuela Simoncelli. Editore: Edizioni Paoline. Recensioni: Diario di rondine, GiGi il giornale dei giovani lettori, La Perfetta Letizia, La domenica di Vicenza. Qualche immagine: Paoline.

- La città che sussurrò. Autrici: Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro. Editore: Giuntina. Recensioni: Mamma Moglie Donna

- La portinaia Apollonia. Autrice: Lia Levi. Illustrazioni: Emanuela Orciari. Editore: Orecchio Acerbo. Recensioni: MammaMoglieDonna. 

- La storia della nonna bambina. Autrici: Susanne Raweh e Dafna Schonwald. Editore: Gilgamesh Edizioni. Prefazione: Gilgamesh Edizioni. Recensioni: Ebraismo & dintorni.

- La storia di Erika. Autrice:  Ruth Vander Zee. Illustrazioni: Roberto Innocenti. Editore: La Margherita Recensioni: Alice nel paese dei bambini, Book Avenue.

- L'albero della memoria. Autori: Anna Sarfatti e Michele Sarfatti. Illustrazioni: Giulia Orecchia. Editore: Mondadori. Recensioni: mosaico-cem.it.

- Il sogno di Lilli. Autrici: Vaifra Pesaro e Sara Magnoli. Illustrazioni: Giada Ricci. Editore: Acco. Recensioni: Mondodiluna.

- Il volo di Sara. Autore: Lorenza Farina. Illustrazioni: Sonia MariaLuce Possentini. Editore: Fatatrac. Intervista all'autrice e illustratrice: Officina Genitori. Recensioni: GiGi il giornale dei giovani lettori. Qualche immagine: Sonia MariaLuce Possentini. 

- Ma c'è sempre l'arcobaleno. Autrice: Anna Baccelliere. Illustrazioni: Chiara Gobbo. Editore: Arka. Recensione: Diario di rondine. Qualche immagine: Chiara Gobbo.

- Nessuna differenza? Illustrazioni: Matteo Gubellini. Recensioni: Prìncipi & Princípi.

- Otto. Autore: Tomi Ungerer. Editore: Mondadori. Recensioni: SoloLibri.net.

- Storia di Vera. Autore: Gabriele Clima. Editore: San Paolo. Recensioni: Le letture di biblioragazzi, GiGi il giornale dei giovani lettori.

Per ragazzi invece i libri proposti son davvero tanti, io ne ho letti alcuni. Qui trovate un lungo elenco: CDEC (Fondazione centro di Documentazione Ebraica Contemporanea).
Un altro elenco altrettanto lungo qui: WUZ il libro nella rete.
Dal sito ANIENE RESISTENZA: Senza memoria non c'è futuro. Piccolo catalogo ragionato di libri scritti per bambini e ragazzi sulla Shoah, la II guerra mondiale e la Resistenza.

Naturalmente l'età di lettura consigliata è soggettiva.

lunedì 23 luglio 2012

Visita all'orologio di Talacia

Come avevo scritto nel precedente post dedicato allo spettacolo "L'orologio di Talacia" domenica 22 luglio era possibile visitare l'orologio presso la sagrestia della chiesa di San Martino in Riparotta e io alle 16:00 in punto ero lì. C'erano molte persone dell'Associazione Ippocampo Viserba, il pittore Fernando Gualtieri e anche alcuni turisti che erano venuti a conoscenza della visita guidata tramite facebook.
Siamo entrati nella chiesa e la prima cosa che abbiamo notato  è il dipinto sul soffitto. Io vivo a pochissimi chilometri da questa chiesa ma non conoscevo l'orologio di Talacia e non sapevo che il soffitto di questa chiesa fosse stato decorato da ERON. Meno male che c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire! La mia foto non rende l'idea di quanto la persona che si vede in alto a destra, (l'autore ha ritratto se stesso con ali e cappellino mentre traccia il contorno di una colomba), sembri vero! 
Se vi capita di entrare in questa chiesa alzate lo sguardo e ammirate! Vi lascio anche un video molto carino che ho trovato sul sito di ERON e che parla di graffiti, vandalismo, arte e luoghi sacri. E poi ci sono molte immagini dei graffiti che io ho visto nella mia città molti anni fa. Ma torniamo all'orologio. La visita era guidata e quindi ho potuto ascoltare nuovamente la storia di questo contadino nato nel 1872, (o 1874?), che lavorava i campi, suonava la fisarmanica e raccoglieva materiali di recupero per costruire il suo orologio.
Aveva fatto solo la seconda elementare e le scritte sui quadranti dell'orologio contengono alcuni errori ortografici ma il fatto di non aver studiato non gli ha impedito di costruire questa meraviglia che era collocata nella stalla, sopra i buoi. Talacia dedicava ogni momento libero al suo orologio e aggiungeva quadranti, aggiustava, perfezionava... Talacia ebbe quattro figli, (Maria, Giuseppe, Assunta e Giuseppina). Giuseppe, insieme a due dei suoi figli, morì durante il crollo della chiesa avvenuto a causa delle bombe.
Era un uomo buono, gran lavoratore e inventore. Oltre all'orologio aveva costruito diversi attrezzi per velocizzare e facilitare il lavoro nei campi e la filatura. Tra i presenti, domenica, c'era anche una delle nipoti di Talacia, Assunta, che ogni tanto prendeva la parola e raccontava aneddoti e piccole storie. 
"Ricordo anche, quando ero una ragazzina, che si facevano delle commedie e il nonno nell'intervallo degli atti suonava la fisarmonica e la gente diceva "Oh andèm stasoira qu i è Genaro ad Talacia che sona la fisarmonica" e si riempiva tuta la sala. 
La parte sinistra dell'orologio è funzionante ed è stato emozionante sentire il ticchettio e pensare alla persona che con amore ha unito ruote di filatoi, catene di moto e biciclette, coperchi di latta... La parte destra invece è ancora in fase di restauro e quindi non funziona. Il parroco sta raccogliendo soldi per restaurare anche la parte destra dell'orologio ma il vero problema è che nessuno sa come ricostruire le parti mancanti e unirle a quelle estistenti visto che Talacia non ha lasciato disegni e nessuno, tranne lui, conosceva il funzionamento di questo orologio. 
Delle lunghe funi a cui erano fissati dei grossi pesi uscivano fuori dalla stalla e servivano a dare la carica all'orologio che così funzionava per una settimana. Talacia aveva trovato il modo di mettere anche un freno in modo che l'orologio, se le ruote avessero iniziato a girare troppo in fretta, si fermasse e non si rompesse. 
Nella foto qui sopra si vede la pistola che suonava un colpo a mezzogiorno mentre in quella sopra si vede la campanella che suonava, mi pare, ogni ora. E' davvero un peccato che questo orologio non compaia nelle guide turistiche perchè di tratta di un vero tesoro del territorio e meriterebbe di essere visto da tutti gli abitanti e pure dai turisti!
Domenica si è svolta una visita guidata ma l'orologio è comunque visitabile quando la chiesa è aperta!

sabato 21 luglio 2012

L'orologio di Talacia

Venerdì sera, (20/07/12), nella piazza di Viserba è andato in scena "L'orologio di Talacia" e io e il Topastro eravamo seduti a goderci lo spettacolo! In estate a Rimini ci sono così tanti eventi che non è per nulla facile scegliere cosa fare, dove andare, cosa vedere, a quale festa partecipare e quelle a cui rinunciare...
Ho un sacco di amici che mi tengono informata oltre a siti, blog e contatti che mi permettono di sapere tutte le cose belle che sono programmate nel bellissimo posto dove vivo. 
L'orologio di Talacia l'ho scoperto grazie a Maria Cristina Muccioli e devo confessare che, nonostante sia una storia legata ad una parrocchia che dista pochissimi chilometri da casa mia, non la conoscevo! Sono curiosa e amo le storie legate al mio territorio quindi mi sono segnata l'evento in agenda. Quando poi ho letto che ci sarebbe stata Liana Mussoni, (ricordate il Circo Fellini Show?), ho detto al Topastro: venerdì si va a vedere L'orologio di Talacia! 
Lo spettacolo non mi ha delusa anzi è stato ancor più bello di quello che mi aspettavo. Tantissimi anni fa ho attraversato un periodo in cui sono andata spesso a teatro e ho assistito a diversi tipi di rappresentazioni sia comiche che serie e ora sto riscoprendo la bellezza degli spettacoli dal vivo. Quante emozioni... Mi piace guardare un bel film e non nego che, se è bello, mi provoca molte emozioni. Ma vedere uno spettacolo dal vivo è tutta un'altra cosa. Mille volte più intenso.
Meraviglioso ascoltare la storia di Gennaro Angelini, detto Talacia, (1872-1956), che visse a a San Martino in Riparotta... Contadino, aveva frequentato la scuola fino alla seconda elementare. Rallegrava le feste e le veglie in tutta la zona con la sua fisarmonica e quando non lavorava nei campi e non suonava era intento a costruire il suo orologio. Un orologio lungo più di sei metri fatto con materiali di recupero: catene di bicicletta, coperchi di latta...  Segnava i minuti, le ore, i giorni, settimane, mesi, anni, le fasi lunari, il sorgere e calare del sole... 
L'orologio si trovava sulle travi della stalla dove i buoi ruminavano. Lo spettacolo si è snodato tra racconti in italiano e dialetto romagnolo, canzoni,  rumori, ticchettii e suono della fisarmonica. Mario Bianchini che voleva sapere l'ora esatta e parlava di orologi messi avanti per fregare il tempo! La storia era veramente bella. Di quelle storie semplici, genuine ma ricche di sentimento e Liana Mussoni con le sue espressioni del viso e la voce è riuscita a trasmettere mille emozioni! 
Anche il Topastro ha seguito con interesse una parte dello spettacolo. Quando si è stancato ha osservato per un poì una cavalletta e poi ha posato la testa sulle mie gambe. Terminato lo spettacolo abbiamo comprato il libro, il cui ricavato servirà per restaurare l'orologio di Talacia, salutato Maria Cristina e Liana Mussoni. Il Topastro, che si ricordava di lei, ha voluto farle un brevissimo saluto e quando lei ha saputo che avevamo visto anche Circo Fellini Show, (lei interpretava la Gradisca), ha guardato il Topastro e ha intonato un brevissimo pezzo di una canzone in dialetto che aveva cantato durante Circo Fellini Show.
Che voce! Il Topastro ha fatto un sorrisone, uno di quelli che dicono: io me la ricordo! Insomma proprio una bellissima serata! Domenica, per chi legge e abita qui vicino, L'Ippocampo Viserba organizza una visita guidata presso la sagrestia della chiesa di San Martino in Riparotta per vedere il famoso orologio di Talacia.
Vi segnalo anche le letture estive della biblioteca di Santarcangelo di Romagna perchè il 13 agosto ci sarà Liana Mussoni che legge "Le mele hanno le ali. Una favola che cammina” realizzata da Mirella Serafini.

venerdì 11 maggio 2012

Venerdì del libro: L'uomo dalla giacca blu

Le settimane scorrono veloci ed è di nuovo venerdì. Mi piace questo giorno della settimana perchè sui blog, grazie a Paola, spuntano tanti libri!
Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto la settimana scorsa e che ho ricevuto in prestito da un collega di lavoro. 
Si tratta di L'uomo dalla giacca blu di Odoardo Magotti. Si tratta di un diario di prigionia scritto tra il 1941 e il 1945. Purtroppo il libro non è in vendita ma si può prendere in prestito presso la biblioteca di Schivenoglia. Non ho idea se altre biblioteche abbiano una copia di questo diario o se sia possibile richiederlo in prestito sempre attraverso la biblioteca della propria città. 
Se lo trovate vi consiglio vivamente la lettura! Il libro, e un breve film-documentario,  sono stati realizzati con l'aiuto degli studenti dell'Istituto Superiore di Stato “Giuseppe Greggiati” di Ostiglia (Mn) che hanno trascritto il diario di Odoardo Magotti e realizzato alcune delle riprese fotografiche e video. 
La scuola, successivamente, ha organizzato diversi incontri con l'autore del diario e gli studenti in occasione della Giornata della Memoria.  Questo libro mi è piaciuto molto per diversi motivi. Per la semplicità del racconto, un vero e proprio diario in cui Odoardo appuntava i fatti principali di cui era protagonista. 
Per le parole semplici e la delicatezza con cui sono raccontate le cose grandi di cui è stato protagonista l'autore, sia belle che brutte. Il freddo, i pidocchi, i compagni morti, le scene dei campi di prigionia.  Ma anche la solidarietà e umanità dimostrata da alcune persone, sia amiche che nemiche, dimostrate ad Odoardo. E poi gli incontri con le ragazze che Odoardo conosce durante gli anni trascorsi lontano da casa. I primi baci... Per ultimo, ma lo ritengo molto importante, ho apprezzato il fatto che questo libro abbia creato un legame tra i ragazzi di una scuola e l'autore. Due generazioni a confronto. Penso che per i ragazzi sia stata un'occasione molto ricca poter parlare con Odoardo, ascoltare i suoi racconti, fare domande... Essere coinvolti nella realizzazione del libro e del film-documentario.
Un pezzo di storia che non dimenticheranno perchè lo hanno vissuto attraverso Odoardo e non dalle pagine di un semplice libro scolastico. Se dovessi riassumere il libro con una parola direi che è tenero. Si, un racconto molto tenero in cui Odoardo ricorda spesso la mamma e si augura di riuscire a tornare da lei dopo la guerra. Qui sotto potete vedere un breve estratto del film-documentario e intervista ad Odoardo Magotti. 
Vi lascio anche un altro link con alcuni brevi brani tratti dal libro: Diario Di Guerra e Di Prigionia. Naturalmente questo post partecipa al venerdì del libro di HomeMadeMamma. 

venerdì 27 gennaio 2012

Venerdì del libro: giorno della memoria

Oggi poche parole. Una pila di libri, che sono solo alcuni di quelli che ho letto riguardanti lo sterminio di ebrei, zingari, omosessuali... Sono passati tanti anni dai giorni in cui tutte quelle persone, che non avevano fatto nulla di male e non avevano colpe, sono state torturate ed uccise. Per qualcuno forse i ricordi non sembrano così lontani, magari c'è qualche nonno che può ancora raccontare ai nipoti gli orrori a cui è sopravvissuto.
Tutti gli altri dovranno accontentarsi di leggere sui libri queste tristi storie, sforzarsi per immaginare cosa hanno provato le persone che hanno vissuto in un campo di sterminio come Birkenau. Quando guardo le scene di uno dei tanti film riguardanti questo tema faccio davvero fatica a convincermi che si tratta di fatti realmente accaduti.  Eppure è così. E purtroppo l'uomo fatica ad imparare dai propri errori. Se così fosse oggi non ci sarebbero guerre, sterminii e atti di violenza verso minoranze, generi...
Io ci spero, soprattutto per mio figlio, che questo giorno della memoria serva a far capire all'uomo che tutti possono scegliere se compiere buone azioni o cattive azioni.

Diario - Anna Frank ISBN: 9788806275570
Piepel - Ka-tzetnik 135633 
Comandante ad Aushwitz - Rudolf Höss ISBN:  9788806173845
L'amico ritrovato - Fred Uhlman ISBN: 9788807810541
Quando Hitler rubò il coniglio rosa - Judith Kerr ISBN: 9788845235429
Il bambino con il pigiama a righe - John Boyne ISBN: 9788817022538
Se questo è un uomo - La tregua - Primo Levi 
Il libro di Edith - Edith Velmans ISBN: 9788876845727
L'uomo dalla giacca blu - Odoardo Magotti