venerdì 19 giugno 2026

Esame di maturità 2026, prova di italiano C1

TIPOLOGIA C – RIFLESSIONE CRITICA DI CARATTERE ESPOSITIVO-ARGOMENTATIVO SU TEMATICHE DI ATTUALITÀ
PROPOSTA C1
Testo tratto da: Wenke Husmann, Funziona a meraviglia, in “Internazionale”, anno 33, 23 gennaio 2026, pag. 58 (https://www.internazionale.it/magazine/wenke-husmann/2026/01/22/funziona-a-meraviglia)
«Il cielo notturno era attraversato da bagliori, come se degli alieni avessero acceso le luci nello spazio infinito. Era ottobre, e avevo svegliato mia figlia di buon'ora perché l'aurora boreale sarebbe stata visibile da Amburgo. Ci siamo vestite, siamo andate in un parco ed ecco il cielo illuminato da lunghe strisce infuocate. Rosso, viola, verde. I colori salivano e si trasformavano in giganteschi paesaggi di luce. Mia figlia guardava con gli occhi spalancati, mi ha preso la mano e non smetteva di esclamare "wow!". Invece di stare al caldo nel letto come di solito a quell'ora, era su un prato gelato sotto l'enormità del cielo notturno, e ne era felicissima.
Mi è tornato in mente quando anche io, da bambina, ero piena di meraviglia: per la consistenza del fango tra le dita dei piedi, per le formiche che trasportavano pesi molto più grandi del loro, per la mia prima stella cadente. Davanti al cielo stellato sopra di me e agli occhi lucidi di mia figlia, mi sono chiesta dove sia finito il mio stupore. Dove sono le mie meraviglie?
Da quando, con l'illuminismo, gli scienziati hanno cominciato a indagare il mondo empiricamente, ogni sua meraviglia ha una spiegazione razionale. L'aurora boreale? Non è un messaggio mitologico, ma la collisione tra gli elettroni e gli atomi dell'atmosfera. I colori dei fiori? Non esprimono gli umori degli dèi, ma derivano dalla combinazione dei geni. Appartengo a quella generazione di genitori secondo cui non è mai troppo presto per incoraggiare i figli a porsi domande e a sviluppare il pensiero critico.
È una cosa ragionevole. Però, mentre osservavo mia figlia sul prato gelato, provavo una certa nostalgia, o forse addirittura invidia. Non di saltellare in tondo come una bimba o di sentire in ogni conchiglia il suono di tutto l'universo. È che un mondo dove si può spiegare ogni magia è un mondo terribilmente triste. Posso imparare di nuovo la meraviglia? Esiste una versione adulta dell'incanto? »
Condividi le considerazioni dell’autrice sulla capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura? A tuo parere, ‘Esiste una versione adulta dell'incanto?’ Rifletti su questi temi, traendo spunto dalle tue esperienze. Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.


CIBO PER IL CORPO E LA MENTE E INCANTO PER IL CUORE

IL PROGRESSO SPEGNE L'INCANTO?
L'illuminismo così come il progresso continuo e inarrestabile di scienza, medicina e tecnologia ci mettono di fronte ogni giorno a scoperte nuove, affascinanti, utili all'essere umano, all'ambiente e al nostro futuro. Talvolta si tratta anche di scoperte poco fruttuose o che risulteranno nocive nel giro di qualche decennio ma è un dato di fatto che ogni giorno si progredisce e si va avanti; indietro per ora non si torna. 
Ogni giorno apprendiamo nozioni in grado di spiegare fenomeni di ogni tipo che riguardano il corpo umano, la flora o la fauna; ne facciamo tesoro in senso letterale perché traiamo beneficio materiale o intellettivo e riempiendo la nostra mente di nozioni qualcuno potrebbe perdere in parte la capacità di emozionarsi per lo sbocciare di un fiore, per il sorgere del sole o per le nuvole bianchissime che si rincorrono sullo sfondo di un cielo azzurro intenso. La razionalità e la logica prendono il posto dello stupore che ci ha accompagnato per tanti anni quando eravamo piccini.
Condivido in parte le considerazioni dell'autrice ma non totalmente: personalmente conosco adulti che sono in grado di gioire profondamente delle piccole cose così come delle grandi scoperte scientifiche ma si tratta di emozioni differenti. Conosco adulti in grado di stupirsi in modo genuino e incontrollabile davanti a un cielo rosso fuoco in riva al mare mentre il sole fa capolino all'orizzonte dietro ai palazzi visibili in lontananza dopo che l'occhio ha attraversato qualche chilometro di spiaggia e mare. Sicuramente qualcun altro vede questo spettacolo con occhi più razionali ovvero il riflesso del sole che illumina le nuvole in cielo anche se ancora la palla di fuoco non è visibile all'orizzonte.
Dare una spiegazione scientifica a fenomeni che visivamente risultano piacevoli e magari non comuni è "normale" ma questo non toglie che alcune persone possano essere colpite nel profondo da un'alba particolarmente bella in spiaggia quando l'aria è ancora fresca e la calura estiva non ha ancora invaso tutto e il silenzio regna in un luogo che nel giro di poche ore si riempirà di adulti e bambini che gridano, ridono, corrono. Si tratta di un incanto che poco ha a che fare con la razionalità e la logica, si resta a bocca aperta, il corpo si rilassa, la mente riporta a galla ricordi piacevoli. 
Quando la mattina mi sveglio presto non posso fare a meno di scendere in spiaggia per assistere a uno spettacolo che si ripete ogni giorno ma che è sempre differente e che mi dona serenità, pace, energia per iniziare una nuova giornata. Non è scientifico ma mi fa stare bene. 

LA MERAVIGLIA È DIVINA?
Qualcuno sicuramente potrà fare un collegamento tra la "perfezione" e la "meraviglia" che la natura è in grado di mostrare agli esseri umani al fattore religioso. Si sente molto spesso parlare di spettacolo donato da Dio, segni del destino o inviati dall'aldilà da qualche parente defunto in occasioni in cui ci si trova in difficoltà o si deve prendere una decisione importante. Personalmente mi domando come mai tante persone accettino l'esistenza di forme spirituali di cui non vi è prova scientifica e le venerino tanto in diversi momenti della giornata o della settimana ma non diano altrettanta importanza alla bellezza indescrivibile dell'aurora boreale che non ho mai avuto la possibilità di vedere dal vivo ma che mi smuove qualcosa dentro anche solo a vederla su uno schermo. Sicuramente ci sono persone che si dichiarano credenti, cristiani, cattolici o di altra religione che apprezzano anche gli spettacoli della natura senza legarli per forza alla bellezza in quanto creati da Dio, che sia quello cristiano o di un'altra professione. Chissà se è possibile accomunare queste emozioni, quella spirituale e quella dello stupore davanti alla magia che la natura sa creare. Sì perché quando uno spettacolo è stupendo, vien da pensare che ci sia un pizzico di magia a renderlo così bello. Mi considero atea per cui mi è difficile comprendere i discorsi spirituali mentre mi risulta spontaneo restare estasiata dalla Luna piena in cielo che mi guarda nelle prime ore della sera, se poi è circondata da pianeti o stelle luminose la magia è doppia!

INCANTO E RELAZIONI UMANE
La mia esperienza personale lega la capacità delle persone di emozionarsi per piccole cose come un'alba, un tramonto, una nuvola particolare o un fiore anche al loro modo di approcciarsi al prossimo. Conosco molte persone che subiscono il genuino incanto di uno spettacolo della natura così come di piccoli accadimenti dai risvolti positivi e questo mi rallegra perché io stessa lo subisco ed è bello condividere le emozioni. Si tratta di persone dal cuore grande, in grado di ascoltare il prossimo, di donare un po' del loro tempo per svolgere azioni atte ad aiutare un amico, persone che non si limitano a vedere e valutare in modo razionale ogni fatto e ogni azione ma che cercano un risvolto umano e sentimentale. Possiamo progredire in ogni campo, curare le malattie, costruire macchine in grado di realizzare tutti gli oggetti che ci servono senza mettere in campo la fatica fisica, possiamo diventare adulti, lavorare, fare figli e mettere da parte tanti soldi ma proprio perché siamo esseri umani penso che mantenere in parte il sentimento genuino, profondo e incontrollato dell'incanto davanti a uno spettacolo della natura che può essere sì spiegato scientificamente ma è comunque uno spettacolo che la natura ci sta offrendo per nutrire il nostro cuore sia importante. Credo fermamente che ogni essere umano abbia necessità di essere nutrito dal cibo ma anche dal bene che altri esseri umani possono donare, dal bene che a nostra volta doniamo agli altri... e anche gli occhi spesso necessitano di ammirare spettacoli che li fanno luccicare di gioia e nutrono il cuore in modo che possa restare grande e generoso. 

mercoledì 20 maggio 2026

La Notte dei Pupazzi in Biblioteca Baldini 2026

Venerdì 22 maggio la Biblioteca Baldini invita bambine e bambini a partecipare a La notte dei pupazzi, un appuntamento speciale promosso insieme a Fermenta APS e alla rete BILL – Biblioteca della Legalità Santarcangelo.

Dalle ore 17.00 alle 19.00, le bambine e i bambini potranno portare in biblioteca il proprio pupazzo o peluche preferito e scegliere insieme a lui il libro che leggerà durante la notte. I pupazzi resteranno infatti a dormire in biblioteca, immersi nella magica atmosfera di un tendone da circo allestito per l’occasione.

Il giorno successivo, sabato 23 maggio dalle ore 11.30, sarà possibile tornare in biblioteca per riprendere il proprio peluche, insieme a un piccolo ricordo dell’esperienza vissuta: una fotografia della notte trascorsa tra i libri e un segnalibro della rete BILL, realizzato in occasione della Giornata della Legalità.

L’iniziativa è rivolta a tutte le bambine e a tutti i bambini e vuole trasformare il momento della lettura in un’esperienza di immaginazione, gioco e condivisione, capace di avvicinare i più piccoli al mondo dei libri attraverso il linguaggio affettivo dei loro pupazzi preferiti.

INFORMAZIONI

0541 356299
biblioteca@comune.santarcangelo.rn.it
www.baldinisantarcangelo.it b

domenica 10 maggio 2026

Incontro con Ilaria Crippi e libro "Lo spazio non è neutro"

Sabato 9 maggio 2026 sono stata a un incontro di presentazione del libro LO SPAZIO NON È NEUTRO scritto da Ilaria Crippi. Per chi non la conosce è un'attivista disabile, ha studiato come progettista sociale e si occupa da tempo di promozione dei diritti delle persone con disabilità).Ilaria è stata invitata da una piccola associazione del territorio ed ha dialogato con una mia cara amica Silvia Sanchini.
È stato un incontro molto bello, semplice ma illuminante. Naturalmente nonostante la tanta pubblicità fatta sui social e attraverso mail personali non si è presentata tanta gente a è dispiaciuto perché il tema era veramente interessante e volendo applicabile ad ogni minoranza, ogni categoria, piccola realtà… 
Ilaria ci ha fatto riflettere sul concetto di abilismo, di come spesso sia interiorizzato. Ci ha fatto riflettere sulle parole ma senza concentrarci troppo su quali termini siano più corretti e quali meno in quanto la lingua è in continua evoluzione. 


Ci ha fatto riflettere sul fatto che spesso notiamo ciò che ci circonda ma non ciò che manca. Ci ha fatto l’esempio di un locale che a Bologna ha organizzato una festa di inaugurazione ma siccome l’ascensore (che “per fortuna” è stato previsto) non era ancora pronto, per i primi tempi il locale è risultato inaccessibile alle persone con disabilità motoria, festa inaugurazione compresa. A tutte le persone questo non ha creato disturbo in quanto sono state escluse solo alcune categorie e nessuno ha notato la mancanza. Cosa sarebbe successo che invece dell’ascensore fosse stato il pavimento a non essere pronto? Il locale non avrebbe aperto.
Se ne deduce che alcune persone sono meno importanti, meno considerate rispetto ad altre. Ci ha chiesto di riflettere sull’impatto emotivo e psicologico del non sentirsi considerati, previsti, pensati…
Ci ha anche fatto un altro esempio ovvero di un luogo in cui si è tenuto un convegno che era super attrezzato a livello tecnologico ma all’esterno c’era una grande distesa di ghiaia che impediva ad alcune persone un facile accesso… questione di scelte: si è scelto di spendere una cifra importante per monitori, computer, microfoni ma non per una stradina accessibile.
Ci ha anche fatto fare alcuni piccoli esercizi, uno di quelli che mi è piaciuto di più è quello in cui ci ha chiesto di alzarci in piedi, chiudere gli occhi e pensare ad alcuni momenti importanti della nostra vita che hanno impattato profondamente nella nostra storia personale. Ci ha chiesto di pensare al momento, dove eravamo, con chi eravamo, come ci sentivamo… Poi ci ha chiesto se il luogo in cui eravamo era accessibile e in caso negativo di metterci seduti. È rimasta in piedi una sola persona…


Abbiamo riflettuto sull’Universal Design, sull’accomodamento ragionevole… qualcuno del pubblico ha domandato se l’universal design è davvero per tutti, se è possibile raggiungere una piena inclusione e Ilaria ha dato una risposta molto “simpatica” ovvero che siamo ancora talmente lontani dal riuscire a mettere in pratica tutte le strategie al fine di garantire l’accessibilità che al momento neppure val la pena mettersi a pensare se quando avremo rispettato tutte le leggi, tutti i principi di cui gli esperti parlano davvero avremo raggiunto una piena accessibilità e fruibilità per tutti. Insomma c’è ancora davvero tanto tanto tanto da fare...
Abbiamo riflettuto sulla co-progettazione, di come spesso si tratti di percorsi in cui viene convocato un solo attore, di come le associazioni forniscano le proprie “consulenze” a titolo gratuito, del fatto che in Italia ci sono poche persone davvero esperte di accessibilità (ha citato il CERPA) e di come si debba ancora tanto lottare per vedere rispettati i diritti di tante persone.
Si è parlato anche della definizione della disabilità ufficiale ovvero una «duratura compromissione fisica, mentale, intellettiva, del neurosviluppo o sensoriale [della persona] che, in interazione con barriere di diversa natura, può ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri».
Quindi no: non siamo tutti un po' disabili, frase che sarebbe bene evitare.
Per ultimo è stato toccato il tema dell’intreccio tra cura e potere che molto spesso in presenza di una disabilità si intrecciano stretti.

mercoledì 7 gennaio 2026

È tornata la neve in Romagna!

07/01/2026. Non si vedeva da diversi anni, mi pare dal 2018. Forse negli anni passati una spruzzatina bianca c'è stata ma ieri, Befana 2026, di neve ne è scesa davvero parecchia fino sulla costa e ha imbiancato tutta la spiaggia! A Viserba ha iniziato a nevicare verso le 5.30 e ha continuato fino alle 15.30.







È stato bellissimo ammirare i fiocchi di neve attorno al lampione vicino alla mia finestra, era mattina presto ed era ancora acceso. Poi sono scesa in spiaggia poco prima dell'alba e il paesaggio era silenzioso, bianco, per strada e in spiaggia non c'era quasi nessuno.
Ma la parte della giornata più bella è stato il primo pomeriggio quando sono scesa in spiaggia con Samu a scattare qualche foto, lui si è messo a giocare con la neve e io invece mi son dedicata a scattare foto e a osservare la gente che era scesa a giocare: grandi e piccoli ridevano, facevano palle di neve e piccoli pupazzi, correvano e si divertivano tanto; la Befana ha portato davvero un bel dono!

mercoledì 10 dicembre 2025

Decorare porta per Natale: il trenino con i pacchi regalo

Una delle cose che mi piace più fare in dicembre è scovare una decorazione originale per la porta di casa, da mettere sul lato esterno, in modo che gli inquilini del condominio dove vivo possano vederla.
Negli anni passati mi sono sbizzarrita con poster su cui ho cucito un albero con fili e bottoni, la renna, il Grinch, i cartelli del Polo Nord e i bellissimi abiti di babbo Natale, mutandoni compresi.
Quest'anno ho pensato a lungo a un'idea originale e a un certo punto mi è venuto in mente un mezzo di trasporto talvolta associato al Natale: il trenino che porta i doni! Niente tutorial, solo qualche foto e qualche suggerimento:
recuperate se potete dei fogli di feltro abbastanza rigidi (non quelli di pannolenci), o in alternativa del cartoncino abbastanza spesso.
La sagoma della locomotiva è facile da trovare in rete e potete copiare quella che più vi piace mentre i vagoni sono talmente semplici da realizzare che c'è poco da dire.
Le ruote potete farle con dei bottoni giganti o con il feltro, io ho fatto due versioni del trenino: il primo con i bottoni e il secondo con il feltro.





Ora vi occorrono solo: nastri, fili, perline, stelline, bottoncini, pizzo, scovolini, cuoricini, rimasugli sbriluccicosi accantonati in qualche cassetto e naturalmente ago, filo e soprattutto colla a caldo!
I nastri attorno ai pacchi dono in linea di massima li ho fissati con ago e filo mentre per le parti di feltro ho usato la colla a caldo. Il bello di questo trenino è che si può realizzare on vari oggetti di riciclo che abbiamo in casa, la mia è solo un'idea ma si può incollare sui vagoni qualsiasi cosa.
Vi lascio alcune foto e il risultato finale :-)

martedì 2 dicembre 2025

Albero di Natale piccino con bastoncini di legno e filo colorato

Niente tutorial, poche foto, poche indicazioni. Un alberello realizzato domenica pomeriggio 30 novembre perché in ufficio abbiamo un angolino "stagioni" in cui fino a pochi giorni fa c'erano zucche, uva, castagne, foglie secche. Con l'arrivo di dicembre inizia la stagione Natale e quindi...
Ho preso 6 bastoncini per spiedini che avevo in casa, di quelli lunghi ma se volete un alberello piccino vanno bene anche quelli classici.
Un pezzo di cartone di una scatola da imballaggio da cui ho ritagliato un cerchio con l'aiuto del coperchio di un contenitore per alimenti.
Ho infilzato i bastoncini sul bordo del cerchio di cartone cercando di posizionarli alla stessa distanza l'uno dall'altro e poi ho fissato con della colla a caldo. La parte opposta dei bastoncini, quella che rimane libera, avvicinata al centro in modo da formare una specie di cono e anche sulla punta colla a caldo!
Una volta ottenuto il cono con la base circolare ho preso due fili, uno spesso e uno sottile (in casa avevo solo quelli) di due tonalità di verde differente, li ho presi in mano entrambi e dopo aver fissato un punto di colla in alto ho iniziato ad arrotolare il filo attorno al mio cono. Ogni 2/3 giri circa ho messo un punto di colla tra un bastoncino e i fili in modo che rimanesse nella posizione da me scelta, senza colla credo che i fili possano scivolare verso l'alto o il basso.
Una volta terminato di avvolgere il filo verde ho aperto una delle mie tante scatole magiche e ho estratto un filo rosso tipo spago, perline di legno colorate, campanellini, stelle... Ho infilato nel filo e avvolto attorno all'alberello, anche in questo caso ho usato un po' di colla qua e là.
Mancava la stella da posizionare in cima, ma non sapevo come farla, però in casa avevo dei cappellini e sciarpe da Babbo Natale in miniatura e quindi ho improvvisato una testa con un piccolo gomitolo di filo bianco, due bottoncini neri per gli occhietti e l'alberello è pronto.
Sono super soddisfatta del risultato!

domenica 30 novembre 2025

Il Fermentario dell'Avvento

Dicembre si avvicina e il periodo dell'Avvento, per i grandi e per i piccini, è sempre magico. Ma tra pranzi e cene in famiglia e la corsa ai regali, rischiamo a volte di dimenticare il senso di questo momento...

Saper attendere con pazienza l'arrivo delle cose belle, può trasformarsi in un'esperienza che ha valore in sé, non solo per quello che promette. Quest'anno l'associazione Fermenta vuole celebrare questo momento unico con un calendario tutto dedicato alla gentilezza: 

IL FERMENTARIO DELL'AVVENTO!
Sulla pagina, facebook e instagram, a partire dal 1 dicembre, troverete ogni giorno un consiglio: letture, film, ricette, gesti gentili da rivolgere agli altri, ma anche a noi stessi. Potete leggerli, farli vostri o condividerli con gli amici.


Buon Avvento gentile a tutti!


giovedì 30 ottobre 2025

Cose belle

Questa mattina non sono andata al lavoro, appuntamento con l'idraulico per il cambio condizionatore... I miei colleghi sono in ufficio e per una delle tante scommesse sciocchine che lanciamo tra di noi, fanno colazione insieme perché Andrea ha portato le paste!
E allora pensavo ai colleghi, alla pausa caffè, al lavoro, alle cose belle e brutte e mi è venuta voglia (è da un po' che ci penso), di condividere un pensiero, anzi più di uno.

🌞 un "gioco" che io e mia cugina brianzola abbiamo fatto per la prima volta nel 2020: ci appuntavamo le cose belle che ci accadevano. Anche se la giornata era stata brutta cercavamo di trovare almeno una cosa bella per cui essere felici. Lo abbiamo fatto per diversi mesi su un file condiviso dove ognuna di noi due scriveva qualcosa.

🌞 di recente ho ricominciato a giocare, invitando anche alcune amiche, e uso un quadernino su cui riporto le piccole cose belle che meritano di essere ricordate. Anche se nella giornata ho vissuto almeno 10 cose negative o brutte, spesso ne trovo almeno una bella. A volte è l'alba che riesco ad ammirare in spiaggia prima di andare al lavoro, a volte un messaggio carino di un'amica, mio figlio che ha fatto la lavastoviglie senza che glielo chiedessi 😛

🌞 sembra un gioco scemo ma non lo è. Mettere le cose belle nero su bianco aiuta a rendersi conto che in mezzo a tante cose brutte o negative c'è sempre qualcosa di bello.


🌞 una delle mie cose belle è l'accoglienza che Arianna mi riserva il venerdì mattina quando vado a svolgere attività di volontariato alla Derwix tramite l'associazione Men On the MOON. Solitamente arrivo presto e quando Arianna entra in magazzino e mi vede, mi accoglie con un sorrisone stupendo, mi corre incontro e con contentezza mi dice "la mia amica Claudia, sei venuta a trovarmi! Come stai? Lavoriamo insieme?" E io mi sento serena e felice: è bellissimo essere accolti con un sorriso e belle parole, abbracciati, presi per mano e portati nell'ufficio dove si lavora. 

E mi sento fortunata perché ho diversi colleghi simpatici e il venerdì lavoro con Arianna che mi accoglie sorridendo e durante la pausa mi chiede come sta Samuele poi vuole guardare le fotografie sul mio cellulare e ogni tanto ci facciamo un selfie ❤

Magari potete giocare anche voi, o magari potete fare volontariato o magari sostenere realtà virtuose del nostro territorio  come Men On the MOON 🙂

domenica 12 ottobre 2025

Personaggi fantastici con le castagne matte

Di recente mi sono imbattuta in alcune immagini di pupazzetti realizzati con le castagne matte, i frutti dell'ippocastano. Personaggi dalle sembianze umane con due gambe, braccia e testa, scimmiette, ragni, animali fantastici con quattro o sei zampe e poi ancora ricci, orsi, cavalieri con spada e scudo, giraffe, certi e zucche :-)
Siccome adoro l'autunno che per me significa tisane calde, copertina sul divano, le sfumature delle foglie che si seccano, castagne, zucche, le zuppe bollenti che cuociono sul fornello per tante ore; mi sono innamorata di questi personaggi fantastici e dopo aver recuperato gli attrezzi per bucare le castagne matte (li potete sul famoso sito di vendita online cercando "punte per castagne" o "trapano per castagne"), sono andata a Savignano lungo la strada della piccola stazione dove ero certa di trovare tantissimi ippocastani.
Ho raccolto le castagne matte, alcuni ricci e anche ghiande (a Santarcangelo), con i loro simpatici cappellini, e le ho lasciate asciugare al sole per alcuni giorni. Oltre alle castagne e agli attrezzi per bucarle (ma se non li trovate potete usare delle viti o dei ferri lunghi appuntiti) serviranno sicuramente degli stuzzicadenti o bastoncini per spiedini oppure fiammiferi. Se li avete potete usare anche alcuni piccoli oggetti per abbellire i personaggi: scovolini, piccoli pon pon, perle di legno, piume, occhietti e colori! 
Il primo personaggio che ho creato è un "omino" con i piedi realizzati da due castagne che avevano un lato piatto, gambe con gli stuzzicadenti, una castagna grande per pancia, una castagna piccola per la testolina, fiammiferi per le braccia e capelli con mezzo riccio. Due occhietti di plastica e la magia è servita! Un altro piccolo personaggio, con le gambe corte corte me lo ha assemblato mio figlio, insieme sono proprio simpatici, non vi sembra?
Poi ho realizzato un animale quadrupede con le corna che terminano con due perle rosse e il corpo composto da due castagne, naturalmente dotato di coda :-P e poi un altro animaletto fantastico con il collo lungo e il corpo piccino (una sola castagna) e le orecchie lunghe e colorate. È divertentissimo usare la fantasia per creare personaggi di un mondo diverso da quello in cui viviamo, mi piacciono proprio tanto e mi trasmettono calore e magia :-)
Sabato scorso, 11 ottobre, ho aiutato la mia amica libraria Rossella a proporre questo "laboratorio" con i bambini dopo la lettura del libro "Un autunno con Signor Tasso" e non sono certa se si siano divertiti di più i bambini o i genitori. È stato proprio bello giocare con i tesori dell'autunno e assemblare castagna con ghianda, con foglia. Sono nati sia personaggi che funghetti bellissimi. Per i funghetti abbiamo usato il cappellino delle ghiande come cappello e dei cotton fiocc e mozziconi di matite come gambo.
Non mi resta che suggerirvi di provare a fare questo gioco autunnale con i vostri bambini. Naturalmente i buchi dovranno essere realizzati dagli adulti in quanto gli attrezzi sono molto appuntiti, vedrete che i bambini realizzeranno dei personaggi stupendi che potrete posizionare nella vostra libreria o su una mensolina adibita a mostrare i tesori dell'autunno!
Se volete dare un'occhiata a qualche idea su come assemblare le castagne ho raccolto qualche immagine in una cartella di google drive: pupazzetti con castagne. BUON DIVERTIMENTO!

venerdì 22 agosto 2025

VOCI PER GAZA - Cesenatico Bagno Crash Landing 49

Giovedì scorso a Cesenatico, presso il Crash Landing Beach Bar 49 sì è svolto un evento insolito per la stagione estiva ma di grande interesse e io e il Topastro (che oggi ha 18 anni), invitati dalla nostra amica Rossella, abbiamo partecipato. 
VOCI DA GAZA – Ascoltare per capire
Ci sarebbe tantissimo da dire ma non credo di essere in grado di trovare le parole, posso solo dire che sono stata "contenta" di aver partecipato e avere avuto la possibilità di ascoltare i racconti, le spiegazioni, le riflessioni.
opera di Lorenzo Borghetti
Mi ha colpito moltissimo Yousef Hamdouna (EducAID) anche se non sono riuscita a seguire bene tutto il suo intervento perché dal banchettino in cui si teneva il laboratorio per i bimbi non si sentiva benissimo. Parole che mi hanno suscitato dolore, tristezza, rassegnazione, rabbia e un gran senso di impotenza, avrei voluto abbracciarlo Yousef...
opera di Lorenzo Borghetti
Peccato per il tempo, proprio 30 minuti prima dell'inizio è scoppiato un forte temporale e la gente è scappata via da spiaggia per tornare negli alberghi e a casa, cessata la pioggia in tanti sono tornati in spiaggia per partecipare all'evento ma sicuramente ci sarebbe stata molta più gente se il tempo non avesse fatto le bizze.
Penso che tutti dovremmo fermarci un attimo ogni tanto per riflettere e ascoltare con orecchie ben aperte cosa sta accadendo non tanto lontano dalle nostre case. Ognuno si informi nel modo che ritiene più opportuno. È stato bello vedere tanta gente interessata e i tanti banchetti presenti. 
Mentre ascoltavo ho dato una mano al banchetto del laboratorio per la realizzazione la carovana dei pacifici (progetto nato da un’idea di Roberto Papetti alla “Casa delle Arti e del Gioco” di Mario Lodi) ed è stato bello vedere i bambini colorare, ognuno a modo suo, le piccole sagome che poi abbiamo messo in piedi, tutti dritti e sorridenti.
Breve stralcio tratto da NewsRimini:  il professor Roberto De Vogli ha aperto gli interventi parlando di “empatia selettiva”, sottolineando come anche di fronte a drammi umanitari profondi la nostra capacità di empatia sia spesso condizionata da fattori sociali, culturali e politici.
Uno dei momenti più toccanti è stata la testimonianza di Yousef Hamdouna, originario di Gaza e temporaneamente in Italia, che ha condiviso i racconti e le difficoltà quotidiane vissute dai suoi familiari e amici rimasti nella Striscia. Amnesty International ha illustrato le proprie azioni a tutela dei diritti umani.
Emergency ha proposto un video e descritto le attività portate avanti in Palestina e in Italia, concludendo con la lettura di poesie di autori palestinesi tratte dal volume Il loro grido è la mia voce, il cui ricavato contribuisce a sostenere progetti umanitari.

domenica 3 agosto 2025

Libri speciali da Cartamarea

Questa mattina ho fatto un salto a Cesenatico a trovare la mia amica Ross da Cartamarea, la mia libreria del cuore! Abbiamo fatto due chiacchiere e ci siamo aggiornate sulle ultime novità e io ho sbirciato qua e là, soprattutto nel mio scaffale preferito dove la libraria pazzerella e un po' strega nasconde le chicche, quei libri piccini (ma anche grandi), unici, particolari, rari, speciali, squisiti! Di più non saprei che dire, in quello scaffale trovo sempre libri che mi fan spalancare occhi e bocca.
Oggi mi sono portata a casa questi: 
"Piccola flora del viandante" di Marine Cressy. Editore: L'Ippocampo, 2025
"Piccolo manuale illustrato per cercatori di stoffe" scritto da Rebecca Mombelli e illustrato da Claudia Petrazzi. Editore: Il Saggiatore, 2025
Due chicche davvero golose e siccome son birichina non vi mostro nessuna immagine dell'interno :-P 
Un altro bel libro che ho scoperto "Missione Cesenatico Guida di Cesenatico per bambini" di Cinzia Torri. Un libro che richiede astuzia, coraggio, intelligenza e spirito di osservazione. Bisogna risolvere le indagini proposte per accumulare punti e superare la missione. Simpaticissimo libro-gioco per chi si trova in vacanza o vive a Cesenatico.
In libreria, Cartamarea si trova a Cesenatico in via Baldini, una traversa del porto canale, trovate anche un sacco di libri sul mare, pirati, gabbiani, estate, spiaggia, non libri comuni ma selezionati con cura dalla libraria Rossella. E in mezzo ai libri: legnetti, centrini, giocattoli creativi e pupazzetti dolcissimi insieme a zainetti, borracce e quadernini. Libreria e alcuni giochini e articoli di cartoleria belli belli!
Questo è il mio angolo preferito, quello dove scovo libri davvero unici e particolarissimi come manuali di ogni tipo, storie illustrate da autori che utilizzano tecniche strane, case editrici piccine o che pubblicano libri di nicchia, libri sulle case, usanze di Paesi lontani e anche libri sui pidocchi! Io lo adoro questo angolino! Lo trovate solo da Cartamarea a Cesenatico.

martedì 29 luglio 2025

L'orecchio del cuore di sr Rosy

Diversi mesi fa, ma forse ormai è trascorso quasi un anno?, tramite la mia cugi brianzola, quella un po' pazzerella, ho conosciuto suor Rosy Fusco che vive a Rimini, anche lei tipa particolare 😛
Di recente ha aperto un blog, magari qualcuno è interessato al counseling spirituale... Vi lascio link del suo ultimo post La comunicazione che blocca l'empatia  


L'orecchio del cuore https://rosyfusco.blogspot.com/