Ciao babbone, è da ieri sera che voglio scrivere il mio saluto ma non so ancora trovare le parole. Sei stato un bravo babbo, sicuramente assente quando ero bambina perché sempre al lavoro ma poi hai recuperato. Nel mio cuore lo sapevo che ci avresti lasciato presto per via dei tuoi tanti problemi di salute ma nonostante questo non ero pronta. Non so come farò senza di te, in questo momento sono devastata dal dolore, ho il cuore a pezzi e piango, piango, piango. La vita non è giusta, secondo me meritavi di restare ancora qualche anno su questa terra accanto alla tua famiglia e ai tuoi amici e invece te ne sei andato senza neppure avere qualche affetto vicino.
Io però in questi ultimi 10 giorni ti ho pensato forte, fortissimo, spesso la notte ti accarezzavo la testa con i capelli ormai bianchi e ti tenevo stretta quella mano grande. Sono certa, certissima, che tu hai sentito la mia vicinanza così come quella di tutte le altre persone che hanno pregato per te, ti hanno mandato una canzone, ti hanno spedito da lontano pensieri belli e positivi.
Mi sforzo di ricordarti per tutte le cose belle che abbiamo vissuto insieme, per i momenti divertenti, voglio che di te resti impresso nel mio cuore il tuo bene immenso per me, il tuo essere una persona buona e all'antica che sapeva apprezzare una cena in compagnia, le chiacchiere in allegria. Voglio sempre sempre ricordare le vacanze nei villaggi turistici con te da ragazzina, le cene al capannone con gli amici e i parenti.
Quella volta che ti ho chiamato perché usciva acqua dal muro in cameretta di Samu; ero incinta e volevo la mensola accanto al fasciatoio, Sergio ha bucato il muro con il trapano per montare la mensola e ha beccato proprio il tubo di scarico... Non me lo ricordo bene cosa hai detto quando sei venuto ad aggiustare il tubo ma sicuramente avrai imprecato.
E i giochi con il tuo unico nipotino quando era piccino e ti venivamo a trovare al residence Cigno nel primo pomeriggio. Tu gli facevi fare il giro sulla sedia con le ruote come fosse un treno, facevi il cavallo e ti sdraiavi sul tappeto per giocare con lui. Che splendidi ricordi pieni di amore.
Le cene degli ultimi anni a casa tua base di tortellini in brodo e le scenette buffe con Samu quando gli parlavi in dialetto, le camminate sul lungomare o fino al bar per fare colazione la domenica mattina, i fiori che ogni compleanno mi portavi a casa mentre io ero al lavoro e mettevi con cura in acqua dentro una pentola perché di vasi a casa non ne ho. Tu che ti presentavi sotto casa e suonavi il citofono perché per l'ennesima volta avevi messo nella lista nera il numero di telefono di casa senza volere e avevi bisogno di aiuto per sbloccarlo. Ma non eri stato tu eh, era colpa del telefono. Tu che provi il monopattino che hai regalato a Samu per il compleanno due anni fa e non sapevi usare il freno, gli abbracci, i messaggini su whatsapp tutti sbilenchi perché dopo ogni parola mettevi almeno 2 o tre spazi o il punto e quindi la parola successiva aveva sempre la prima lettera maiuscola.
Il cocomero e il melone, o la macedonia, che ci portavi in spiaggia a volte insieme alla mamma, per fare merenda con la Raffa e la sua famiglia e in agosto con i parenti e gli amici della Brianza. Tu che reciti i canti della Divina Commedia. E adesso chi mi chiederà se voglio un goccio di vino o assaggiare il risotto al pesce? Stringimi forte da qualunque posto ti trovi ora, ne ho tanto bisogno. Io voglio credere che tu sia accanto a Lino che è stato tuo amico e socio per oltre 50 anni, aggiustate bene i tubi che perdono e tenetevi compagnia.
Claudia
Io però in questi ultimi 10 giorni ti ho pensato forte, fortissimo, spesso la notte ti accarezzavo la testa con i capelli ormai bianchi e ti tenevo stretta quella mano grande. Sono certa, certissima, che tu hai sentito la mia vicinanza così come quella di tutte le altre persone che hanno pregato per te, ti hanno mandato una canzone, ti hanno spedito da lontano pensieri belli e positivi.
Mi sforzo di ricordarti per tutte le cose belle che abbiamo vissuto insieme, per i momenti divertenti, voglio che di te resti impresso nel mio cuore il tuo bene immenso per me, il tuo essere una persona buona e all'antica che sapeva apprezzare una cena in compagnia, le chiacchiere in allegria. Voglio sempre sempre ricordare le vacanze nei villaggi turistici con te da ragazzina, le cene al capannone con gli amici e i parenti.
Quella volta che ti ho chiamato perché usciva acqua dal muro in cameretta di Samu; ero incinta e volevo la mensola accanto al fasciatoio, Sergio ha bucato il muro con il trapano per montare la mensola e ha beccato proprio il tubo di scarico... Non me lo ricordo bene cosa hai detto quando sei venuto ad aggiustare il tubo ma sicuramente avrai imprecato.
E i giochi con il tuo unico nipotino quando era piccino e ti venivamo a trovare al residence Cigno nel primo pomeriggio. Tu gli facevi fare il giro sulla sedia con le ruote come fosse un treno, facevi il cavallo e ti sdraiavi sul tappeto per giocare con lui. Che splendidi ricordi pieni di amore.
Le cene degli ultimi anni a casa tua base di tortellini in brodo e le scenette buffe con Samu quando gli parlavi in dialetto, le camminate sul lungomare o fino al bar per fare colazione la domenica mattina, i fiori che ogni compleanno mi portavi a casa mentre io ero al lavoro e mettevi con cura in acqua dentro una pentola perché di vasi a casa non ne ho. Tu che ti presentavi sotto casa e suonavi il citofono perché per l'ennesima volta avevi messo nella lista nera il numero di telefono di casa senza volere e avevi bisogno di aiuto per sbloccarlo. Ma non eri stato tu eh, era colpa del telefono. Tu che provi il monopattino che hai regalato a Samu per il compleanno due anni fa e non sapevi usare il freno, gli abbracci, i messaggini su whatsapp tutti sbilenchi perché dopo ogni parola mettevi almeno 2 o tre spazi o il punto e quindi la parola successiva aveva sempre la prima lettera maiuscola.
Claudia



























