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giovedì 26 marzo 2020

Babbone

Ciao babbone, è da ieri sera che voglio scrivere il mio saluto ma non so ancora trovare le parole. Sei stato un bravo babbo, sicuramente assente quando ero bambina perché sempre al lavoro ma poi hai recuperato. Nel mio cuore lo sapevo che ci avresti lasciato presto per via dei tuoi tanti problemi di salute ma nonostante questo non ero pronta. Non so come farò senza di te, in questo momento sono devastata dal dolore, ho il cuore a pezzi e piango, piango, piango. La vita non è giusta, secondo me meritavi di restare ancora qualche anno su questa terra accanto alla tua famiglia e ai tuoi amici e invece te ne sei andato senza neppure avere qualche affetto vicino.  
Io però in questi ultimi 10 giorni ti ho pensato forte, fortissimo, spesso la notte ti accarezzavo la testa con i capelli ormai bianchi e ti tenevo stretta quella mano grande. Sono certa, certissima, che tu hai sentito la mia vicinanza così come quella di tutte le altre persone che hanno pregato per te, ti hanno mandato una canzone, ti hanno spedito da lontano pensieri belli e positivi. 
Mi sforzo di ricordarti per tutte le cose belle che abbiamo vissuto insieme, per i momenti divertenti, voglio che di te resti impresso nel mio cuore il tuo bene immenso per me, il tuo essere una persona buona e all'antica che sapeva  apprezzare una cena in compagnia, le chiacchiere in allegria. Voglio sempre sempre ricordare le vacanze nei villaggi turistici con te da ragazzina, le cene al capannone con gli amici e i parenti. 
Quella volta che ti ho chiamato perché usciva acqua dal muro in cameretta di Samu; ero incinta e volevo la mensola accanto al fasciatoio, Sergio ha bucato il muro con il trapano per montare la mensola e ha beccato proprio il tubo di scarico... Non me lo ricordo bene cosa hai detto quando sei venuto ad aggiustare il tubo ma sicuramente avrai imprecato. 
E i giochi con il tuo unico nipotino quando era piccino e ti venivamo a trovare al residence Cigno nel primo pomeriggio. Tu gli facevi fare il giro sulla sedia con le ruote come fosse un treno, facevi il cavallo e ti sdraiavi sul tappeto per giocare con lui. Che splendidi ricordi pieni di amore.
Le cene degli ultimi anni a casa tua base di tortellini in brodo e le scenette buffe con Samu quando gli parlavi in dialetto, le camminate sul lungomare o fino al bar per fare colazione la domenica mattina, i fiori che ogni compleanno mi portavi a casa mentre io ero al lavoro e mettevi con cura in acqua dentro una pentola perché di vasi a casa non ne ho. Tu che ti presentavi sotto casa e suonavi il citofono perché per l'ennesima volta avevi messo nella lista nera il numero di telefono di casa senza volere e avevi bisogno di aiuto per sbloccarlo. Ma non eri stato tu eh, era colpa del telefono. Tu che provi il monopattino che hai regalato a Samu per il compleanno due anni fa e non sapevi usare il freno, gli abbracci, i messaggini su whatsapp tutti sbilenchi perché dopo ogni parola mettevi almeno 2 o tre spazi o il punto e quindi la parola successiva aveva sempre la prima lettera maiuscola. 
Il cocomero e il melone, o la macedonia, che ci portavi in spiaggia a volte insieme alla mamma, per fare merenda con la Raffa e la sua famiglia e in agosto con i parenti e gli amici della Brianza. Tu che reciti i canti della Divina Commedia. E adesso chi mi chiederà se voglio un goccio di vino o assaggiare il risotto al pesce? Stringimi forte da qualunque posto ti trovi ora, ne ho tanto bisogno. Io voglio credere che tu sia accanto a Lino che è stato tuo amico e socio per oltre 50 anni, aggiustate bene i tubi che perdono e tenetevi compagnia.
Claudia

sabato 11 giugno 2016

Non ti bagnare, altrimenti ti porto a casa!

Lungi da me il voler giudicare le regole imposte dalle mamme ai loro figli: in ogni casa e in ogni famiglia ci sono regole diverse e vanno comprese e rispettate. In questi ultimi mesi siamo andati molto spesso al parco ed è interessantissimo osservare il comportamento dei genitori, talvolta anche quello dei bambini ma i più interessanti sono i genitori!
Ci sono genitori presenti e assenti: chi segue con lo sguardo il figlio, chi lo accompagna sui giochi, chi lo pedina e non si allontana di un metro dal luogo dove gioca e chi si siede sulla panchina a chiacchierare, leggere un libro o usare il modernissimo telefono cellulare. C'è chi porta il bimbo al parco per farlo giocare con altri bambini, chi per farlo sfogare dopo una mattina trascorsa a scuola, seduto composto sulla seggiolina, chi per rilassarsi un attimo visto che tanti bimbi in casa, da soli, si annoiano e chiedono ai genitori di fare qualcosa insieme. Va bene tutto, siamo tutti diversi :-) 
C'è solo una cosa che mi intristisce un pochino: i genitori che ricordano ogni cinque minuti ai figli di: non sporcarsi, non farsi male, non correre, non sudare, non bagnarsi! Nel "nostro" nuovo e bellissimo parco inclusivo Tutti a bordo! c'è un gioco d'acqua... Un gioco con l'acqua vera, mica finta. Una pompa, una vasca, una ruota e una zona a terra in cui confluisce l'acqua. Addirittura si riesce a creare un piccolo laghetto. La maggior parte dei genitori odia questo gioco, io li sento parlare tra di loro, si domandano chi mai abbia deciso di installare un gioco simile nel parco ;-)
Fino a poche settimane fa la temperatura esterna non era tanto calda, una primavera mite, senza temperature eccessive, e le mamme gridavano continuamente ai figli: "non ti bagnare, sennò andiamo a casa". Scelte personali, mio figlio ha sempre avuto il permesso di giocare attorno all'acqua ed effettivamente a volte è tornato a casa con i vestiti un pochino bagnati ma non ha mai preso il raffreddore. Ora però le temperature sono salite di parecchio e fuori si sta benissimo in pantaloncini e maglietta corti ma tante mamme continuano a gridare: "vieni via di lì, non ti bagnare, sennò andiamo a casa".
E il bambino è costretto ad allontanarsi da quel gioco che attira tanto i bimbi, specialmente quelli tra i 3 e 6 anni. Ma perché non lasciate che si bagnino un pochino? Non fa freddo, il rischio di prendere il raffreddore è davvero basso. 
Non lo dico perché ora mio figlio ha nove anni, capisco che le mamme dei bambini più piccini possano essere un pochino più apprensive ma vi assicuro che ogni età ha la propria criticità. Ad esempio Topastro ieri ha deciso di lanciarsi dall'altalena a cestone mentre dondolava in maniera un pochino troppo sfrenata con dei bambini più grandi di lui. Si è letteralmente spiaccicato sulla pavimentazione in gomma, io lo stavo osservando seduta non troppo lontano da lui, ed ho sentito il rumore della caduta: splat! Per fortuna, a parte la paura, non si è fatto nulla. Si è rialzato, è corso da me ed è rimasto seduto per quasi cinque minuti mentre mi raccontava che non sapeva perché lo aveva fatto, che è atterrato sull'avambraccio destro e che, cosa importante, non aveva pianto. 
Insomma: grandi o piccini, hanno diritto a divertirsi al parco, altrimenti cosa li portiamo a fare? Per osservare gli altri giocare? Lasciamoli liberi di sperimentare, sporcarsi, bagnarsi, cadere. I parchi gioco sono luoghi sicuri, noi genitori possiamo osservarli, intervenire se si mettono in pericolo, ma diamo loro la possibilità di sentirsi liberi. Liberi di correre, dondolare, scivolare, bagnarsi, sporcarsi. 
Ieri al parco era caldo, non soffocante ma molto caldo e dopo un'oretta Topastro correva a petto nudo, (la maglia era completamente bagnata e quindi l'aveva tolta), e scalzo per il parco. Dopo aver recuperato una maglietta vecchia in auto ed essersi asciugato i piedi che aveva messo nel laghetto del gioco d'acqua, si è rivestito ed ha continuato a correre. Altri bambini avevano pantaloni lunghi, maglia a maniche lunghe e scarpe. E non avevano il permesso di giocare con l'acqua o di scivolare con il sedere sulle rampette che servono a riportare la carrozzina alla base dello scivolo. A Samuele piace tanto fare questo gioco e quando gli altri bimbi lo vedono divertirsi facendo diventare i pantaloni neri, lo imitano. Ma non tutti i genitori permettono ai figli di scivolare lì. Si può scivolare solo sull'apposito scivolo e mi raccomando: non ti bagnare che sennò andiamo a casa! 
Vi invito a leggere questo post di Mamma Felice: giochi Montessori all’aperto con i 4 elementi naturali. "Giocare all’aperto permette ai bambini di acquisire consapevolezza del proprio spazio, dei propri movimenti e del proprio corpo... Il gioco migliore è sempre il gioco libero: appropriarsi degli spazi, sporcarsi, scoprire i materiali naturali senza limitazioni."
E non dimenticate che il gioco, per i bambini, è molto, molto, molto importante! "Lasciateli giocare" - Peter Gray.
Altre immagini del divertentissimo gioco d'acqua del parco Tutti a bordo! qui: giocare con la ghiaia e con l'acqua a dimostrazione del fatto che i bambini all'aperto si divertono e imparano!
Se vuoi approfondire l'argomento gioco & disabilità visita il sito Parchi per Tutti: http://www.parchipertutti.com/

venerdì 25 marzo 2016

La nuova area giochi inclusiva Tutti a bordo!

Finalmente, dopo aver tanto immaginato come sarebbe stata la nuova area giochi inclusiva di Rimini, ho potuto calpestare con i piedi i vialetti che portano ai giochi. Che sensazione strana entrare nel parco! Ci ero già stata alcune volte durante i lavori in corso ma, anche pochi giorni prima del termine dei lavori, non ho provato le stesse sensazioni della prima volta che ci sono entrata insieme ai bambini.
Ripenso al disegno del progetto che ho visto per la prima volta in una stanza degli Uffici Comunali in Via Rosaspina, a quando, appena terminato l'incontro, ho telefonato alla mia amica e socia Raffaella per raccontarle di quanto era bello questo parco, unico, strano, mai visto! Sulla carta sembrava bellissimo, avevo "rubato" un'immagine per poterla mostrare a Raffaella perché avevo paura di non aver abbastanza parole per illustrare il progetto. Ora che il parco è terminato devo affermare che, nonostante il disegno fosse un sogno, dal vivo è mille volte meglio!
Mi ero emozionata nel vedere il magico drago o serpente marino su cui sarebbero potuti salire tutti i bambini, un serpente disegnato sulla carta che è diventato vero, fatto di terra, cemento, ferro, gomma... Ora è reale, esiste davvero! È così simpatico, con quei grandi occhioni che scrutano i bambini che giocano nel parco, il nostro serpente Tuiotù!
Camminare nel parco e osservare i bambini giocare, le loro grida, i loro sorrisi, le loro corse. Tutti i bambini. È stupendo osservare il parco, i suoi vialetti, i giochi, le panchine, e non riuscire a scorgere nulla che faccia pensare alla disabilità. Non c'è un'altalena per carrozzine, non ci sono cartelli che indicano "gioco per bambini con disabilità". Questo è davvero un parco "normale" dove, però, tutti i bambini possono giocare insieme. La cima dello scivolo Tuiotù può essere raggiunta utilizzando le scale oppure la lunga rampa o ancora, per i più intraprendenti, scalando la testa. Ci sono vari tipi di altalene, un gioco d'acqua raggiungibile da tutti e una piccola barca accessibile... 
I dischi verdi numerati sul vialetto che sono gli stessi riportati sulla mappa tattile e in caratteri Braille, il tavolino a cui si possono avvicinare anche gli adulti che usano la carrozzina... Tutti accorgimenti importantissimi ma discreti. Mi guardo intorno e penso "non è speciale, è un parco normale". E allora mi chiedo, dopo aver visto l'espressione in viso di alcuni bimbi che solitamente sullo scivolo e sull'altalena non ci possono andare, è davvero tanto difficile realizzare un parco per tutti? 
Seguiranno ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato al progetto donando tempo, idee, suggerimenti, ricerca, lavoro... al momento però voglio dire GRAZIE al designer Fabio Casadei per aver progettato un parco così normale e allo stesso tempo speciale!
Fotografie dell'area giochi inclusiva Tutti a bordo!
Mamma, andiamo al parco? Area giochi inclusiva Tutti a bordo!

domenica 20 marzo 2016

L'educazione...

Desidero un futuro roseo per mio figlio, in un mondo di educazione, rispetto, aiuto reciproco. Questo mondo lo creiamo noi giorno dopo giorno educando i nostri bambini... 
Rimini, 19/03/2016. Nel tardo pomeriggio ero in giro a far spesa, do un'occhiata al gruppo facebook "Mamme di Rimini" e leggo il commento di una mamma al mio post, in cui annunciavo l'inaugurazione del nuovo parco giochi, in cui scrive che oggi pomeriggio i bimbi giocavano nel parco. Siccome non ero lontana dal parco ho fatto una deviazione e son passata di lì...

Pieno di famiglie con bambini! Il parco è ancora chiuso e davanti a ogni ingresso sono state messe delle transenne. Non solo, i giochi sono tutti recintati da paletti con nastro rosso e bianco. Ora... o io sono super intelligente e capisco che tutto ciò è un chiaro segnale che comunica "vietato entrare e utilizzare i giochi", oppure gli intelligenti sono quelli che sono entrati nel parco a far giocare i figli.

sabato 23 gennaio 2016

Diritti

Che tristezza, (rabbia e pure un po' di vergogna), svegliarsi e vedere le foto del Pirellone. Sarà colpa del mal di testa, denti, orecchio e nausea che mi hanno svegliato? Magari più tardi mi passa ma in questo momento mi sento davvero avvilita, vedo tutto nero. Avvilita perché in questo Paese c'è gente che combatte contro i diritti che altre persone vogliono vedere riconosciuti. Cosa può accadere a me, a te, a voi, se domani due uomini o due donne potranno sposarsi e crescere dei bambini in una famiglia in cui è presente la cosa più importante ovvero l'amore? Il volere per il proprio compagno o la propria compagna il meglio, il volerlo vedere felice e realizzato? Avere il desiderio di condividere questo amore con uno o più bambini... A voi quali diritti vengono cancellati se accadrà tutto ciò? Che cosa vi infastidisce? Il fatto che non si tratta di famiglie tradizionali? Viviamo nel 2016 e tante cose son cambiate dall'anno 1000. Ciò che era tradizionale anche solo 100 anni fa oggi è roba obsoleta. Esiste il progresso, tutto evolve e se ci son cose che possono migliorare la vita di qualcuno è giusto riconoscerle. Faccio una cosa: questo mio pensiero lo metto sul blog, così tutti possono leggerlo e sapere cosa penso riguardo ai diritti delle coppie omosessuali! Di solito non sono così diretta, non mi piace schierarmi da una parte o dall'altra ma in questo caso lo faccio, credo fermamente che sia importantissimo riconoscere il diritto alla famiglia a tutti!
Se avete tempo e voglia di approfondire leggere qualcuno dei seguenti articoli:

SALT EDITION - Claudio Rossi Marcelli – We are a family
http://www.salteditions.it/claudio-rossi-marcelli-we-are-a-family/
 


VANITYFAIR.it - Pregare contro il ddl Cirinnà, ma scherziamo?
http://www.vanityfair.it/news/mondo/16/01/16/unioni-civili-cattolici-ddl-cirinna

lunedì 21 settembre 2015

La vita è fatta di piccole gioie

La vita è fatta di piccole gioie. L'estate è stata davvero bella e piena e quando è arrivato settembre, e con esso mille piccoli problemi organizzativi per le due settimane prima dell'inizio della scuola, (compiti da finire, moduli da compilare, trovare a chi lasciare Samu la mattina,...), è arrivata anche un pochino di tristezza. Finiti i bagni al mare, le uscite serali, spettacoli, letture animate, laboratori, divertimento con gli amici e i parenti. Tutto finito. La sera fa buio presto e i negozi chiudono presto. Tutto sostituito da scartoffie, decisioni da prendere, ... una gran fatica!
Scala a casa Moretti. Foto Raffaella B.
Però la vita è fatta anche di piccole gioie, quelle non mancano mai. Ci sono periodi belli e periodi in cui sembra che arrivino solo brutte notizie e problemi da gestire ma... Non sono una persona negativa, gioisco spesso, anche se non in maniera troppo appariscente, gioisco delle piccole cose. Mi basta poco per essere felice, a volte un piccolo gesto, una telefonata, una mail o una notizia mi fan sentire felice per tutto il giorno.
E così se la notizia del costo del prescuola mi sconvolge, la gita alla Casa delle Farfalle mi rallegra. Samuele mi fa arrabbiare tutta la mattina ma arriva la bella notizia di un appuntamento importante per dicembre. Ho la mente occupata a pensare se tre giorni a settimana di attività sportiva siano troppi o siano gestibili e penso, penso, penso... Per fortuna mi distrae il bellissimo film che siamo andati a vedere sabato al cinema: Inside Out. Mentre sono sommersa tra gli scatoloni, pezzi di tessuto che conservo per i lavoretti, vecchie riviste, penso di non riuscire a finire di riordinare lo studio e buttar via ciò che non serve, ecco che arriva un messaggino da una persona speciale con l'invito alla Caccia al Tesoro a Casa Moretti a Cesenatico. Caccia al tesoro a casa di Marino Moretti, davvero bello imparare tante cose su questo scrittore che conoscevo pochissimo, in maniera alternativa ma soprattutto divertente. E dopo la caccia al tesoro una bella visita al Museo della Marineria dove scopriamo i nomi delle barche, ammiriamo il tesoro che i pirati con cui si era imbarcato Ferruccio non son riusciti a rubare, cerchiamo di non farci vedere e sentire dal faro. Una bella giornata che finisce con una pizza insieme alla famiglia della socia. Ogni tanto è bello trascorrere una giornata tranquilla, non senza qualche capriccio, rilassarsi e non pensare a niente.
Cesenatico
I pensieri tornano, affollano la mente, tante cose da fare entro la fine della settimana, i panni da lavare e stirare, la cucina da pulire, il gatto da curare, i quaderni da comprare, le visite, le riunioni... L'agenda è così piena eppure sono solo una mamma che lavora, non una dirigente, non sono a capo di un'azienda.
E mentre sono in ufficio immersa tra i numeri fino alla punta dei capelli, un po' scoraggiata perché non intravedo la fine di un lavoro un po' impegnativo, arriva una telefonata e di nuovo sorrido per una proposta che mi rallegra.
La vita è fatta anche di piccole cose, a volte di leggerezza. Tenere la mente impegnata solo in cose serie, tristi e difficili da risolvere non aiuta. A volte pensare a una piccola cosa bella, anche se non è importante, anche se non mi cambia la vita, anche se non cancella i problemi, a volte una piccola cosa bella mi fa sentire bene per tutto il giorno!

lunedì 23 febbraio 2015

Le famiglie con due mamme esistono ed anche quelle con due papà

Non credo servano tante parole per commentare una notizia simile: Due libri per bambini sulle famiglie omosessuali. E Carate Brianza si divide.
Siamo tornati al Medioevo! No comment! Le famiglie con due mamme esistono! Idem quelle con due papà. Fatevene una ragione. Censurare un libro, vietare che sia messo a disposizione degli utenti in una biblioteca pubblica non farà sparire queste famiglie! Domani qualcun altro si sveglierà e deciderà che è infastidito dai libri che parlano di guerra e quindi deciderà che è meglio non far sapere ai propri figli che le guerre, anche se non nella nostra città, esistono. Via i libri sulla guerra dalle biblioteche! 
Babbo Natale, perché non eliminiamo dalle biblioteche i libri che parlano di Babbo Natale o quelli sulle fate, gnomi e folletti visto che sono personaggi inventati dalla nostra fantasia?!
 2 libri della Casa Editrice LO STAMPATELLO
Ma scherziamo? Tu potrai anche non volere che tuo figlio legga un libro sulle famiglie omogenitoriali, sulla guerra, sui folletti ma non puoi ledere il mio diritto a sfogliare questi libri in biblioteca. La biblioteca è un luogo pubblico dove tutti, adulti e bambini, devono poter sfogliare libri che trattano gli argomenti più disparati. Vietare l'ingresso ad alcuni libri in biblioteca è censura, vogliamo dimenticare che viviamo in un Paese in cui è riconosciuto il diritto di espressione? Vogliamo vietare anche i libri che parlano di Buddismo, Ebraismo, Induismo ed Islam solo perché in Italia la maggior parte delle persone professa la religione Cristiana? Vogliamo far finta che queste famiglie non esistano solo perché neghiamo loro il diritto a sposarsi e ad avere dei figli? 
Ma certo: torniamo indietro al Medioevo, regrediamo invece di progredire e capire che il mondo cambia, che esistono nuove situazioni. Tra l'altro nessuno vi impone di leggere questi libri, nessuno vi obbliga a portarli a casa per leggerli ai vostri figli, semplicemente sono a disposizione di coloro che li vogliono leggere e spiegare ai propri figli che le famiglie sono tante, diverse ma tutte accomunate da un sentimento: l'amore. 
Abbiamo tutti diritto a vivere secondo i principi in cui crediamo, nella maniera che crediamo più giusta e con le persone che amiamo, mi chiedo seriamente che senso abbia lottare per togliere dei diritti ad alcune persone che non ci fanno del male, non tolgono nulla a noi... Capisco lottare per i propri diritti ma lottare per togliere dei diritti a chi non la pensa come noi non lo capirò mai. Forse sarebbe ora di riconoscere il diritto di tutte le famiglie!

lunedì 17 novembre 2014

Maschi e Femmine

Io mi rifiuto di condividere il link in cui ai genitori viene consigliato di prestare la massima attenzione alle pericolosissime lezioni sul Gender che la scuola potrebbe proporre ai vostri figli ma vi consiglio di leggere qui: Decalogo per genitori allarmisti, un articolo di Claudio Rossi Marcelli che mi ha fatto quasi cadere dalla sedia tanto stavo ridendo mentre lo leggevo. Nel suo articolo trovate anche il link del post apparso su Famiglia Cristiana dove si mettono in guardia i genitori. Stufa davvero, stufa tanto di leggere che l'uomo deve lavorare, cacciare e difendere la moglie e la donna deve cucinare e fare figli. Ma siete rimasti nel Medioevo o forse all'Età della pietra? E allora adattatevi completamente al modo di vivere di mille o duemila anni fa. Via l'elettricità, i vestiti, le case, la medicina...
A me questo atteggiamento spaventa tanto. Mi pare di ricordare che viviamo in uno Stato laico dove tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di sesso, lingua, opinioni politiche... 
Mi piacerebbe che l'eduzione fosse data dalla famiglia ma al giorno d'oggi i bambini trascorrono a scuola 40 ore a settimana ed è in quell'ambiente che vivono, è lì che accadono fatti, prese in giro, lì che si consolidano le teorie. Spiegare ai bambini che una femmina può giocare a calcio e un maschietto con le bambole non è pericoloso. Spiegare ai bambini che le preferenze sessuali possono essere diverse non è pericoloso, anzi, forse salva qualche ragazzo dalle prese in giro e ne aumenta l'autostima. Se decidi che queste cose nelle scuola non si possono dire, beh allora elimini anche l'ora di religione perché anche quella mi pare che sia educare a valori che non sono condivisi da tutti!
Sono particolarmente arrabbiata riguardo a questo argomento perché io non sono credente ma nonostante ciò avevo scelto per Samuele una scuola infanzia cattolica, me ne avevano parlato molto bene. Siamo scappati appena ne abbiamo avuto la possibilità per diversi motivi che ho spiegato in passato, il principale la rigidità di pensiero e la presupponenza delle insegnanti di essere a conoscenza dell'unica verità esistente sulla terra riguardo il giusto modo di educare un bambino. 
Alla scuola primaria ci sono ricascata: ho lasciato che Samuele frequentasse l'ora di religione perché mi pareva giusto che lui potesse farsi una cultura su qualcosa che io non gli trasmetterò ma mi son pentita amaramente per il tipo di lezioni che vengono impartite ai bimbi. Purtroppo a Samuele religione piace molto, credo anche per il fatto che io non gli parlo mai di Dio, anzi: sono stata chiara e gli ho esposto il mio punto di vista, e quindi non posso decidere di fargli fare l'ora alternativa. Mi sembrerebbe di fargli un torto, di privarlo di qualcosa che ha scoperto e che gli piace molto. Sono arrabbiata perchè il nostro è uno stato laico e non è giusto che nella scuola statale esista l'ora di religione cattolica, (diverso discorso per storia delle religioni), così come non è giusto che la Chiesa abbia il potere di trasmettere ai bimbi dei principi e valori cristiani. I valori devono essere trasmessi dalle famiglie! Le famiglie omogenitoriali esistono e vanno rispettate così come vanno rispettate le persone gay. Io mi arrabbio sempre tanto quando mi parlano di cose da maschi e cose da femmine!!!!
Il senso di questo post? Nessuno. Fate un po' quello che volete ma ricordatevi che il rispetto e la libertà sono dei valori importanti, cerchiamo di trasmetterli ai nostri figli nella maniera più giusta possibile. Non siete d'accordo con me? È un vostro diritto ma allora cancellatemi dai contatti facebook perché io non smetterò di ribadire che siamo tutti uguali, che ognuno ha diritto di scegliere chi amare, tutti abbiamo diritto, se abbiamo tanto amore da donare, ad avere un figlio e soprattutto un maschio ha tutti i diritti di voler giocare con le bambole e una femmina con le ruspe!
Vi segnalo anche questo link ma attenzione a non cadere dalla sedia per il troppo ridere: La scuola dell'amore (non passerà!)
"4. Visitate spesso il sito internet della scuola per verificare che il gender non passi attraverso ulteriori lezioni extracurricolari (es. Assemblee di istituto o altre attività straordinarie ).
"Beh, senti questa. Sai che gestisco il sito della scuola, no?"
"Dev'essere eccitante".
"Meglio della vernice che si asciuga. Beh, c'è un IP che tutti i giorni entra nel sito della scuola. Tutti i giorni".
"Un maniaco".
"Ma non è tutto. Tutti i giorni fa le stesse query. Le stesse".
"Ovvero?"
"GENDER".
"Uhm..."
"SESSUALITA'. ADOLESCENTI. GAY. LESBICHE".
"Sul sito della scuola".
"Sul sito della scuola".
"Hai l'IP?"
"Certo".
"Perché forse una segnalazione alla polizia postale, hai visto mai..."
"Già fatta".
"Bene"."

mercoledì 22 ottobre 2014

Ancora sulla scuola...

Questa volta non vi parlo di materiale scolastico o bella grafia, (ma per i più curiosi siamo a quota, sopo solo 5 settimane e mezzo: 8 matite, 1 temperino, 2 gomme, una penna e 3 pastelli), ma di compiti e responsabilità di bimbi e genitori. Partendo dal presupposto che noi genitori siamo tutti diversi, (riferito a tempo libero, valori, principi e priorità...), e che i bimbi sono tutti diversi, (carattere, difficoltà, competenze...), a noi le maestre hanno chiesto di seguire i bambini nei compiti, sempre, ma di cercare di renderli autonomi il più possibile. Che significa? 
Che i bimbi devono imparare a usare la memoria e per questo motivo a volte la maestre assegna dei compiti solo oralmente. Sul quaderno non verrà scritto nulla ma ai bimbi, durante la lezione a scuola, verrà detto a voce: "per domani leggete tante volte la pagina X del libro di italiano".
Che i bimbi devono fare i compiti da soli perché è stato spiegato loro come fare e un esercizio simile a quello assegnato per casa è stato svolto in classe diverse volte.
Che i bambini a casa devono imparare a prepararsi in autonomia il materiale scolastico, (libri e quaderni per le lezioni del giorno successivo), la merenda, verificare di avere matita, gomma, temperino...
Che i genitori devono aprire i quaderni dei figli tutti i giorni per verificare se ci sono avvisi e per correggere i compiti. Non fare i compiti al posto dei bambini ma correggere il lavoro svolto dai figli cercando di far notare loro gli errori in maniera che possano correggere da soli le parole o le operazioni sbagliate: "sei sicuro che si scriva proprio così?", "vuoi provare a rifare questa operazione per vedere se il risultato è giusto?"
Samuele è un bambino molto dolce, sicuro di sé, impavido, intelligente, creativo e chiaccherone. Al primo posto tra le sue priorità non c'è si sicuro la scuola e quindi, nonostante io ci provi dall'inizio dello scorso anno scolastico, non è facile cercare di spostare il gioco al secondo posto. Non è facile per lui pensare che la scuola è un dovere e una responsabilità. Perché mai dovrebbe ricordarsi ogni sera di controllare se c'è la matita nell'astuccio? Perché avere tanta cura per la gomma a scuola? Tanto se la perdo la mamma me ne da un'altra. Ricordarsi di mettere la merenda nello zaino ogni mattina? Lui in testa ha i Lego, e deve pensare a quale giochino portare a scuola per giocare durante la ricreazione.
Ricordarsi di dire alla mamma che deve firmare un avviso o che per domani bisogna leggere un breve testo sul libro? Sicuramente è un problema per tanti bimbi anche se ho notato che proprio perché sono tutti diversi, alcuni sono un pochino più attenti ai doveri scolastici.
Lo so che non è bellissimo parlare di doveri a sei anni ma è così, credo che siamo quasi tutti d'accordo che l'inizio della scuola primaria coincide con l'inizio dei doveri da parte dei bambini. Anno scorso ho cercato di aiutare Samuele il più possibile, il primo anno è davvero difficile, il passaggio dalla scuola infanzia alla scuola vera e propria è davvero duro. Quest'anno pensavo che l'anno scolastico sarebbe filato liscio ma a lui della scuola, come anno scorso, importa proprio poco. Dimentica a scuola i libri o i quaderni sui quali deve fare i compiti, dimentica o omette di dire che ci sono dei brani da leggere, ...
Certe volte ho cercato di aiutarlo come quando non ha studiato a memoria la filastrocca di matematica perché "non è vero che era da imparare a memoria" ,(c'era scritto proprio in fondo alla filastrocca), "ma era troppo lunga", "tanto anche altri bambini non la imparano a memoria" e io la mattina gliel'ho scritta su un foglietto ordinandogli di studiarla al pre-scuola prima delle lezioni. Oppure quando ha dimenticato a scuola il libro di matematica sul quale doveva fare alcuni esercizi e abbiamo scaricato le pagine dal sito della casa editrice o ancora quando ha dimenticato a scuola la filastrocca di inglese e ce la siamo fatti mandare sul gruppo WhatsApp dei genitori della classe che frequenta.
Spesso la sera apro l'astuccio e scopro che ha una matita lunga 4 cm. o che la gomma è scomparsa, che nel quaderno di italiano sono rimaste solo 2 pagine vuote...
Io lo so che non lo sto aiutando a diventare autonomo ma come si fa? È  più forte di me! Vorrei che avesse sempre il materiale necessario per scrivere e colorare, che non dimenticasse a casa la merenda o l'acqua o le scarpe per fare ginnastica il lunedì mattina. 
Ci rimango male quando sul quaderno trovo una nota, (informativa), o quando per compito deve riempire una pagina intera con una parola che a scuola ha copiato male dalla lavagna.
Lui ha le sue priorità e al primo posto c'è ancora sicuramente il gioco. Io ci provo, quasi sicuramente nella maniera sbagliata, a mandarlo a scuola con i compiti fatti, il materiale in ordine e la merenda nello zaino, ma i risultati sono pessimi. C'è questo istinto di protezione che non ne vuol sapere di mettersi da parte e così continuo ogni mattina a ricordargli "hai preso la merenda?", "hai preparato le scarpe da ginnastica?"...
D'altra parte non credo che andare a scuola senza compiti, senza libro o senza aver studiato la filastrocca possa essergli di insegnamento perché le note informative o le sgridate delle maestre non lo colpiscono più di tanto.
Che fatica fare la mamma... Io però mica mi arrendo! Sono una di quelle mamme che ci tengono a sapere cosa fa il figlio a scuola, ad ampliare gli argomenti trattati anche a casa, una mamma che vuole esserci. Una mamma che davvero vuole trasmettere al proprio figlio i valori in cui crede e siccome son convinta che la scuola sia importante, che sia importante impegnarsi e fare del proprio del proprio meglio, io mi preoccupo e mi chiedo come fare a far comprendere a mio figlio che anche se lui preferisce giocare, (e capisco il suo punto di vista), deve cercare di dare il massimo anche a scuola! E siccome niente accade per caso, proprio ieri apro facebook e mi appare questo: Vaccinare i figli contro il dolore "Noi genitori siamo sempre molto preoccupati dalla sofferenza dei nostri figli. Vorremmo che non provassero mai dolore, che non fossero mai tristi, che non dovessero stare male, arriviamo al punto di avere paura che piangano. E se stessimo sbagliando tutto? Se la frustrazione e il dolore fossero funzionali? Abbiamo chiesto aiuto alla nostra amica e psicologa Elena Sardo."

martedì 14 ottobre 2014

Il benessere psicologico dei bambini e il gioco

In questi giorni tantissimi amici di facebook, ma anche tante persone che non conosco né virtualmente né nel mondo reale hanno condivido il filmato realizzato da Saverio Tommasi sui parchi giochi inclusivi. Tra queste persone c'è Domenico, un papà che ha accompagnato il video con queste parole: 
"Una delle cose più belle e impegnative della mia giornata è il momento del "facciamo che", il gioco che facciamo con mia figlia, che ha quasi cinque anni, sui personaggi. Lei inventa una storia, una situazione, dà vita ad alcuni peluche, sceglie le battute e poi dobbiamo recitare. Ora io non sono molto portato per la recitazione e sbaglio, mi scordo le battute o me le ricordo più o meno e quindi faccio tutto in modo sommario e lei dopo un po' che mi riprende (è una regista esigente la mia bimba) si arrabbia e mi dice che non sono serio. A volte piange e si dispera e io capisco che non c'è niente di più serio del gioco. Il video di Saverio Tommasi parla del gioco importantissimo per TUTTI i bambini. Con la sua consueta allegria e un po' di commozione che non guasta. Guardatelo c'è da imparare."



C'è una frase che mi ha colpito in maniera particolare ed è "non c'è niente di più serio del gioco". I bambini hanno bisogno di giocare perchè proprio attraverso il gioco scoprono, imparano, crescono. Non ho competenze che riguardano lo sviluppo dei bambini ma sono mamma di un bambino di 7 anni e mezzo e questi lunghi anni ho visto crescere un cucciolo che non sapeva camminare né parlare, ho visto un cucciolo riuscire per la prima volta ad afferrare un oggetto con le sue piccole manine, ho visto un cucciolo lanciare i giocattoli quando non riusciva a compiere un'azione che nella sua mente era ben definita ma le sue mani non volevano collaborare. Ho visto un cucciolo strappare i giochi dalle mani di un amichetto, ho visto un cucciolo avvicinarsi ad altri bambini e con le mani toccare, accarezzare e picchiare. Ho visto il mio cucciolo iniziare ad apprezzare i giochi di ruolo e quindi preparare la pappa per i suoi pupazzi, far finta di aggiustare un oggetto, travestirsi da mago, da fantasma e altro ancora. I bambini imparano tutto attraverso il gioco: a condividere gli oggetti, a usare le parole invece delle mani, a rispettare le regole, a relazionarsi tra di loro, a creare con la fantasia dei mondi fantastici.
Per un bambino è importantissimo giocare, poter giocare sia con i giocattoli che con materiali poveri o di riciclo così da apprezzare gli oggetti, la loro bellezza e l'importanza di averne cura o, nel caso di materiali grezzi, a usare la fantasia per creare oggetti unici. 
É importante per un bimbo anche riuscire a giocare da solo e allo stesso tempo giocare con altri bambini, (da una certa età in poi), perché il bambino in gruppo è costretto ad imparare che a volte si perde, che talvolta bisogna giungere a compromessi ed è necessario rispettare le regole.
Oltre ad essere una grande scuola di vita, il gioco è anche benessere del bambino perché giocando i bambini esprimono emozioni, consumano energia e si divertono. I bambini hanno bisogno di ridere e vivere una vita il più spensierata possibile proprio per questo motivo il diritto al gioco è sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza insieme ad altri diritti fondamentali come avere un nome, una cittadinanza, dei genitori e diritto alla salute.
Se il diritto al gioco è così importante, tanto da essere sancito dalla convenzione sui diritti dei bambini, che ha cuore il benessere dei bambini, sarebbe altrettanto auspicabile che fosse un diritto di tutti.
Purtroppo non tutti i bambini sono uguali e c'è chi ha più difficoltà di altri ad utilizzare ad esempio i giochi dei parchi perché magari è ipovedente, ha lievi difficoltà motorie o utilizza una carrozzina.
Per tutti questi bambini, che ogni giorno si ritrovano a lottare anche per le cose che a noi sembrano semplici, sono nati i parchi gioco inclusivi.
Per il bene di tutti i bambini, non solo quelli con disabilità, sarebbe bello che noi genitori, ma più in generale gli adulti, iniziassero seriamente a pensare al benessere, (psicologico e non), dei futuri cittadini. I bambini sono il nostro futuro e si meritano di vivere in un mondo che offre loro la possibilità di giocare!

Questo post partecipa al blogstorming Tema del mese: il benessere psicologico dei bambini.

mercoledì 18 giugno 2014

Truffa ai danni dei piccoli editori

"Perchè truffare un piccolo editore? Il caso Fondazione Arcobaleno e la solitudine degli editori in Italia
Truffare un piccolo editore è come rubare una caramella a un bambino, anzi, ancora peggio: provate a rubare a un bambino una caramella, come minimo potrebbe arrivarvi un calcio sugli stinchi.
I piccoli editori in Italia sono un numero spropositato: si parla di circa 2.400 piccole case editrici che pubblicano da 5 a 50 titoli all’anno (fonte AIE). Libri che, spesso, non arrivano mai sugli scaffali delle librerie, non supportati, non conosciuti, dimenticati."
Continua a leggere qui: www.artapartofculture.net

Più di 200 case editrici coinvolte, migliaia di libri spariti nel nulla. Chi mi conosce sa che io amo i libri, adoro ascoltare storie, mi incanto davanti ai disegni degli illustratori, posso esaltarmi per un testo ben scritto come se avessi vinto la lotteria e andare in biblioteca o libreria per me è sinonimo di bella giornata.  
In questi giorni sul web le brutte notizie sono tante e, pur non volendo citarne nessuna, (alcune sono davvero tragiche), potreste pensare che dare visibilità a una notizia che parla di truffa ai danni di piccoli editori è rubare attenzione a fatti più importanti. Io credo che ogni notizia meriti di essere letta e in questo caso spero anche che chiunque la legga si metta in guardia da future simili truffe.
Io non lo so come è potuto succedere... Tantissimi editori, che con amore continuano a pubblicare libri e cercano di venderli, hanno subito un grosso danno; perdere il guadagno di centinaia di libri, (parliamo di piccole case editrici), mette a rischio l'esistenza stessa della casa editrice. Sono arrabbiata con chi ha ben organizzato questa grande truffa e dispiaciuta per le persone che ogni giorno con tanto impegno scelgono i titoli da pubblicare, curano la promozione del libro, cercano di farlo conoscere e sperano che abbia successo. Io conosco Angela Catrani, Il Mosaico, e adoro scambiare due chiacchiere con lei tramite facebook, leggere i post che pubblica, soprattutto quelli dedicati ai libri. Non posso dire di conoscerla benissimo ma per me chiunque si occupa dei libri che amo è come fosse un lontano cugino e quindi parte della mia famiglia. Hanno fatto un torto a me, a mio figlio, (anche lui ama i libri), a tante persone che amano i libri, che lavorano con i libri... Hanno fatto male alla cultura. Hanno fatto male ai libri! Ora magari vi sembro pazza ma non posso dire una bugia: non sapere che fine hanno fatto questi libri mi rende nervosa, dispiaciuta, arrabbiata e triste. Meglio bruciati che venduti in nero? Meglio accantonati in qualche magazzino che buttati in una discarica? Letti da chi li ha rubati? Chi lo sa... 
I libri sono parte della mia vita. Ogni libro, dal primo all'ultimo che ho letto, abbandonato, comprato, regalato, amato oppure odiato mi ha insegnato qualcosa e mi ricorda un periodo della mia vita bello o brutto. Spero che i colpevoli vengano puniti così come spero vivamente che fatti del genere non accadano più. Soprattutto mi auguro che tutti i piccoli editori coinvolti si riprendano e non smettano di pubblicare i loro piccoli grandi tesori.

Altri articoli che parlano della truffa: 
Orecchio Acerbo 13/05/14

lunedì 24 febbraio 2014

Copyright e tutela dei minori

Copyright e tutela dei minori... Venerdì, come racconta Barbara nel suo post, è accaduto un fatto piuttosto spiacevole e vi invito a leggere cliccando sul link più sotto per saperne di più, (parliamo di un foto-collage creato utilizzando le foto di due minori). Condivido il post di Barbara e vi copio qui sotto alcune frasi che riassumono il fulcro del problema sperando che chiunque passi di qui si illumini e la prossima volta che in futuro, qualora decidesse di usare una foto prelevata dal web si domandi: è di qualcuno questa immagine? La posso prendere e usare per inserirla in un mio post o condividerla sui social network per mostrarla agli amici? La foto ritrae un minore? Posso utilizzare la foto di un minore senza che la madre o il tutore abbia firmato una liberatoria?

mamma fatta così: Mi dissocio e mi sdegno: Venerdì scorso sono stata mio malgrado coinvolta in una spiacevole vicenda che chi mi segue anche su Facebook (link) già conosce...

“NOTA DI SERVIZIO:  una foto di Killò, mio figlio, è stata pubblicata senza la mia autorizzazione e in barba alle norme sul diritto d'autore, ed utilizzata come apertura di questo post che sta facendo il giro del web. Mi preme avvisare che mi dissocio completamente e con fermezza dai contenuti dell'articolo, che in nessun modo rappresentano il mio pensiero e che veicolano peraltro informazioni sbagliate (ad esempio: “I bambini con Sindrome di Down hanno tanta fame” !!!!!!!!!!!!!!!!)
Ho già provveduto ad avvisare l'autore Vito Kahlun @vitokappa e a richiedere l'immediata rimozione della fotografia. Dal momento che non risponde, sono costretta a passare alle vie legali.
Vi prego di cancellare il suo post dalle vostre bacheche e perdonatemi se lo farò anche io nella mia, perdendo i vostri commenti, ma ho perso la pazienza e non voglio sostenere chi fa del web un uso improprio e furbetto.”

In serata, Vito Kahlun è riapparso, gentile, pacato, disponibilissimo a rimuovere la foto e addirittura a darmi spazio da lui, scusandosi, ammettendo candidamente la sua totale ignoranza sulle leggi del copyright e la tutela dei minori, pur essendo un blogger professionista, pur collaborando con testate online. 

Quando si trova una foto sul web, non significa che sia libera da copyright. 
Le foto che ritraggono minori possono essere pubblicate solamente dopo aver ottenuto l'autorizzazione dai genitori o tutori,  è necessaria una liberatoria scritta e firmata.

Chi lavora nel web, a livello professionistico o hobbistico DEVE SAPERE che se trova una foto su Google, bisogna controllare la fonte, la licenza, le indicazioni di  copyright. 

Se anche voi pensate che la legge sul copyright e la tutela dei minori non sia una barzelletta condividete il post di Barbara, grazie. Non il mio post, quello di Barbara: Mi dissocio e mi sdegno.

venerdì 7 febbraio 2014

Noi e la religione

Io non credo in nessun dio. Rispetto profondamente chi è convinto che esista un essere superiore che comanda su tutte le cose, a volte sono anche invidiosa della serenità e fiducia che queste persone hanno. Parlo delle persone che credono davvero, con il cuore.
I miei genitori non mi portavano a messa la domenica, sono stata battezzata in ospedale quando son nata, ho fatto la comunione e la cresima perchè lo facevano tutti e non di certo perchè mi hanno insegnato a credere nel Dio cristiano. Da ragazzina ho fatto parte di gioventù studentesca ma poi piano piano mi sono allontanata dalla chiesa. Attualmente non sono credente e non ho mai parlato a Samuele di Gesù o Dio, non l’ho mai portato a messa e Samuele non è battezzato.
Durante gli anni di scuola infanzia Samuele non è stato particolarmente attratto dai racconti su Gesù che venivano fatti durante l’ora dedicata alla religione cattolica, (ogni tanto mi ha riportato alcune parti ma non è mai stato colpito da questi racconti se escludiamo qualche caso particolare).
Premetto che io non ho assolutamente nulla contro la religione, contro chi crede. Samuele ha frequentato alcuni anni di scuola infanzia in una scuola privata cattolica e le preghiere non mi hanno mai infastidito. Durante i primi mesi di scuola primaria, quest'anno.  Samuele ha scoperto Dio!
Me lo dovevo aspettare ma son rimasta abbastanza stupida dal modo in cui Samuele ha appreso dell'esistenza di Dio, soprattutto dell'importanza che gli attribuisce. Confesso che a me l'insegnante di religione non è piaciuta sin dal primo momento. Si è presentata ai genitori durante la riunione di classe  a inizio anno dicendo che non riusciva a capire il motivo per cui alcuni genitori chiedevano l'esonero da religione visto che lei non faceva catechismo ma semplici lezioni di religione cattolica. Io son rimasta senza parole, (pensate al particolare che io non sono credente), son dall'altra parte della barricata, e l'ho trovata un'affermazione molto presuntuosa. Significa forse che tutti dobbiamo per forza credere in Dio, nel Dio della religione cattolica? Significa che non possono esistere persone che non credono affatto o altre che professano una religione diversa? A me risulta che ci siano famiglie che credono in diversi dei e mi pare normale chiedere l'esonero dalla lezione di religione.
Comunque lezione dopo lezione ho avuto solo la conferma che a me questa insegnante non piace. Capisco, sono razionale e obiettiva, che lei fa semplicemente il suo lavoro, che è appunto insegnare la religione cattolica e non storia delle religioni. Però non mi piace la visione che da ai bimbi del suo dio. Dopo neanche un mese di scuola Samuele ha iniziato a parlare di questo magnifico dio riportandomi ciò che la maestra raccontava in aula: naturalmente solo cose meravigliose. Ogni giovedì Samuele ha portato a casa il quaderno di religione per mostrarmi cosa avevano fatto di nuovo con tanto entusiasmo e io ho cercato di ascoltarlo, di fargli i complimenti...
Forse ho sbagliato io... Avrei dovuto esonerarlo da religione fin dall'inizio dell'anno ma mi dispiaceva escluderlo da questa materia perchè sarebbe dovuto uscire dall'aula, forse sarei dovuta andare a prenderlo prima del termine delle lezioni. Avevo paura si sentisse isolato e messo da parte e non mi pareva carino nei suoi confronti, soprattutto perchè non ho nulla in contrario contro la religione. 
In questo periodo, da circa un mesetto, mi sento spesso dire dal mio bimbo: mamma ma lo sai che Dio...
Un giorno sì e uno no Samuele mi illumina con le sue frasi pronunciate con tanto entusiasmo: mamma lo sai che la pioggia la manda Dio? Mamma lo sai che oggi ho pregato perché Dio mi faccia passare il raffreddore? Mamma lo sai che a me mi ha creato Dio? Mamma guarda che bella giornata di sole che ci ha regalato Dio! Mamma ma te lo sai che la Terra l’ha fatta Dio?
Io sono quadrata, razionale, scientifica. Credo ai numeri, alla matematica, alla scienza, al Big Bang. Ho provato a spiegare a Samuele che lui non è stato creato da Dio ma da mamma e papà, che la Terra, gli animali, la natura sono una conseguenza del Big Bang. Che esiste l'ecosistema e la pioggia nasce, lo hanno studiato anno scorso alla scuola infanzia, dall'acqua che evapora dalla terra e diviene vapore, nuvola e poi torna sulla terra sotto forma di pioggia. Lui però non mi crede. Un giorno mi ha detto:  mamma io non credo al Big Bang, io voglio credere a Dio, la maestra ha detto che queste cose le crea Dio. 
Forse dovevo parlare a Samuele di Dio? In parte credo sia colpa mia se ora lui ha tutto questo amore. Credo si tratti dello stesso processo che si attiva quando si proibisce qualcosa a un bimbo o glielo si nasconde. Vietate ad un bimbo l’uso di armi giocattolo e lui le desidererà tantissimo. Io non gli ho mai parlato di Dio e ora che lo ha scoperto gli pare una cosa meravigliosa.
Mi chiedo se sia giusto che una maestra, (di cui i bimbi hanno una stima profonda. Per Samuele le maestre son sempre state degli esseri supremi che hanno sempre ragione), racconti ai bimbi che Dio crea: cielo, uomini, alberi, luna, uccelli, lago, terra, natura, montagna...
L'uomo invece costruisce: casa, robot, barca, auto, bidone, libri, palla, zaino, gioco..
Lo noto solo che Dio crea solo cose belle, (che i disegni sono di colori vivaci e allegri), mentre l'uomo crea solo oggetti più o meno utili ma comunque oggetti inanimati e scuri?
So benissimo che la religione è un argomento delicato per cui potrei essere attaccata. Forse non potrò dare risposte a chi porrà domande ma siccome io son razionale e logica oso dire che Dio ha creato anche persone cattive, ha creato le malattie, i disastri naturali, (alcuni sono causa dalle azioni dell'uomo ma i terremoti?)... L'uomo è vero che costruisce robot, auto e fabbriche. In alcune fabbriche però si costruiscono oggetti che servono per salvare le persone. Le ambulanze sono auto ma ogni giorno corrono per salvare vite umane. L'uomo ha scoperto come curare tante malattie, l'uomo è in grado di creare opere d'arte meravigliose con le sue mani. 
Potrei fare un elenco lunghissimo delle cose belle e brutte che possono essere attribuite a Dio e all'uomo ma mi fermo qui. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. 
Naturalmente non posso decidere di esonerare Samuele da religione perchè a lui piace tanto e quindi gli farei un grosso torto oltre a quello di tenerlo all'oscuro della storia di Gesù. La conoscenza è sempre bene, la vorrei un pochino più equa ma credo che in questo caso sarà impossibile.

Ho aggiunto poco qui sopra l'immagine, con il programma previsto per l'insegnamento della religione cattolica durante il primo anno di scuola primaria. Non sapevo neppure esistesse... Ora le cose che ho letto sul quaderno sono un po' più chiare ma continuo a pensare che ogni argomento possa essere presentato in tanti modi diversi, alcuni più corretti e altri più simili ad un indottrinamento e siccome son bimbi e son facilmente influenzabili forse sarebbe meglio cercare di essere imparziali. Cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere

sabato 25 gennaio 2014

Scuola che a volte fa arrabbiare!

25/01/14. Lo scorso agosto ho comprato lo zaino per la scuola a Samuele, uno zainetto molto carino che era in offerta all'ipermercato, pagato 45 o 46 euro, non ricordo bene ma da qualche parte devo avere lo scontrino. In questo vecchio post lo potete ammirare in tutto il suo splendore. Nessuna pretesa di utilizzarlo per tutto il ciclo della scuola primaria ma neppure di vederlo quasi a pezzi dopo soli 4 mesi di scuola! Probabilmente gli zaini di oggi non sono come quelli della mia generazione, (penso di aver utilizzato uno zaino Invicta per quasi 8 anni ed è ancora intero), infatti dopo poche settimane hanno iniziato a intravedersi segni si usura nel tessuto perchè Samuele ogni tanto lo strisciava, senza volere, contro il muro esterno della scuola. 
Una decina di giorni fa ho notato dei piccolissimi buchi nella parte superiore delle bretelle e siccome a casa abbiamo un gatto piuttosto testone e poco incline al rispetto delle regole ho pensato che fosse colpa sua, che avesse deciso di affilarsi le unghie proprio sullo zaino di Samuele oltre che sul divano. Ho cambiato posto allo zaino, lo abbiamo riposto su un mobile più alto dove il gatto non riesce a salire perchè non c'è spazio neppure per una zampina! I buchi però con il passare dei giorni sono aumentati... Ieri pomeriggio vado a prendere Samuele all'uscita da scuola e lo zainetto era, ed è, nelle condizioni che potete vedere anche voi nelle immagini :-(
Ho chiesto spiegazioni a Samuele e siccome so che non è un angioletto, (è capitato che abbia rovinato l'astuccio con scarabocchi e piccoli tagli, idem per le copertine dei quaderni...), ho parlato con lui a lungo cercando di capire in che modo il suo zainetto si è potuto ridurre così!
Domande, risposte, chiarimenti... alla fine ho scoperto che è il compagno di scuola, quello seduto dietro Samuele, che usa la matita appuntita come fosse un punteruolo proprio sulle bretelle dello zaino che è agganciato alla sedia di Samuele. Non ho capito quando è successo, (durante le lezioni? durante la ricreazione?), e non sono neppure riuscita a capire se la maestra si è accorta che questo bimbo ha rovinato lo zainetto di Samu. 
Samuele mi ha detto che una volta, forse due, ha detto a questo bimbo di smettere, (probabilmente pure lui si è accorto di questo "gioco" dopo diversi giorni perchè quando gli ho fatto notare i primi buchi non mi ha saputo dare delucidazioni ed entrambi eravamo giunti alla conclusione che la colpa era del gatto). Una volta Samuele ha avvisato la maestra che ha detto al bimbo di smettere ma probabilmente non si è accorta che lo zaino di Samu, fai un buco oggi, fanne uno domani, fanne dieci, venti, trenta, è completamente rovinato!
Io sono arrabbiatissima! Non so bene con chi perchè in questi casi è difficile dare la colpa ad un'unica persona. La maestra ha 23 bimbi da guardare, deve fare lezione, controllare che nessuno si faccia male, rispondere a mille domande, allacciare scarpe, temperare matite... ha due occhi, due mani e 23 bimbi. Una parte di colpa se la prende pure mio figlio che non capisco come abbia fatto a non accorgersi del compagno di classe che ogni giorno pian pianino ha bucato tutte le bretelle del suo zaino strappando il tessuto in più punti. Samuele sa che io esigo rispetto per gli oggetti che ci appartengono e per quelli delle altre persone. Credo che il rispetto sia molto importante e il fatto che non siamo una famiglia ricca che può permettersi di comprare tutto quello che vuole non credo influisca riguardo questo principio. Le persone e le cose vanno rispettate perchè non dare valore a nessuno e niente non è un bel modo di vivere secondo me. Infatti quando Samuele rompe qualche oggetto in casa o rovina il materiale scolastico si prende delle belle sgridate. Non parlo dei casi che si verificano per un incidente ma quando intenzionalmente Samuele rompe o rovina un oggetto perchè non lo usa con attenzione. Avere solo sei anni non è un'attenuante secondo me, il rispetto si impara sin da piccoli. Magari sarò una mamma troppo severa ma la scorsa estate Samuele ha rovesciato l'intero contenuto del bagnoschiuma dentro alla vasca da bagno e abbiamo ricomprato la confezione con i soldini presi dal suo salvadanaio.
Sono molto arrabbiata anche con il bimbo che ha bucato e tagliuzzato lo zaino di Samuele; come è possibile che un bimbo di 6 anni non capisca che sta rompendo un oggetto, tra l'altro un oggetto non suo. Si fosse trattato di 5/6 buchini non me la sarei presa tanto, un piccolo dispetto. È capitato che Samuele sia tornato a casa con gomma rotta, matite spezzate... A volte il responsabile era lui, altre volte qualche compagno. All'inizio della scuola è successo diverse volte che qualche bimbo abbia preso la borraccia dal suo zaino e l'abbia lanciata in aria, ... Insomma i piccoli dispetti li posso capire, (diciamo che mi sforzo molto perchè non voglio essere la mamma lamentona che critica tutto e tutti e si lamenta di ogni cosa e penso anche i bimbi debbano cavarsela da soli), ma le bretelle dello zainetto completamente rovinate no! I genitori dove sono? Cosa fanno? I genitori non hanno il compito di educare i figli? Il rispetto fa parte dell'educazione... 
Adesso, senza insulti, senza polemiche, senza pregiudizi... qualcuno mi dice se è capitato anche a voi di ritrovarsi con del materiale scolastico rovinato da compagni di classe del proprio figlio e cosa si fa in questi casi?
Sicuramente lunedì pomeriggio mostrerò alla maestra lo zaino di Samuele e proverò a chiedere spiegazioni e aiuto a lei, almeno per capire come sia potuto accadere e per fare in modo che non capiti più. Però so benissimo che nessuno mi ripagherà lo zainetto, che la colpa non è della maestra,... ma io continuo ad essere arrabbiata!
Ecco... che ne dite? Su suggerimento di un'amica ho cucito un tubolare di tessuto, nella foto non si vede ma ha delle piccole costine, non è un tessuto liscio. Purtroppo in casa, tra i chilometri e chilometri di tessuto riposti nelle scatole, non avevo un verde che somigliasse a quello dello zainetto e così ho optato per un colore a contrasto che è lo stesso di qualche striscia di rifinitura presente sul davanti. Per migliorarlo pensavo di stringerlo un po', in modo da renderlo ben aderente alla bretella e magari, quando troverò un tessuto più adatto, cucirò altri tubolari così Samuele potrà scegliere il colore delle bretelle ogni giorno... Insomma un modo per trovare il bello anche in una cosa brutta. Lo zainetto sarà anche rovinato ma ora abbiamo i copribretelle intercambiabili.
28/01/14. Oggi ho parlato con la maestra che è stata gentilissima. Purtroppo lei non si è accorta che un bimbo stava rovinando lo zaino di Samuele, (d'altra parte neppure mio figlio se ne è reso conto subito... anzi lo ha scoperto quando lo zainetto era ridotto nello stato attuale), era dispiaciuta e mi ha assicurato che in classe parlano spesso del rispetto degli oggetti, che è addirittura uno degli obiettivi del primo anno: responsabilizzare i bimbi. Mentre io parlavo con la maestra c'erano due bimbi che aspettavano lì vicino che arrivasse la loro mamma e uno era proprio il bimbo che ha rovinato lo zainetto! Samuele ha subito puntato il bimbo: è stato lui! Un pochino mi è dispiaciuto per quel bimbo perchè mi pareva un normalissimo bimbo, come Samuele. La maestra gli ha domandato davanti a me e Samuele se tutti quei buchi erano opera sua e lui è rimasto un po' in silenzio, poi ha provato a trovare una scappatoia "questo buco qui però no, non sono stato io". La maestra gli ha spiegato con calma che non si devono rovinare le cose, che gli oggetti costano tanto e che Samuele lo zainetto lo deve usare per tanto tempo. Gli ha anche detto che il giorno successivo ne avrebbero riparlato in aula. Ho guardato il bimbo, era un  un bimbo come il mio, che forse ancora non capisce che gli oggetti vanno trattati con rispetto, che costa fatica comprarli. Io ad esempio come posso essere certa al 100% che mio figlio non lo farebbe mai? Mio figlio ha rovinato un pochino l'astuccio che gli ho comprato, ha tagliuzzato i bordi di alcune copertine dei quaderni... ha temperato le matite fino a renderle inutilizzabili... Forse è davvero un lungo processo capire il valore degli oggetti...